ed è forte quello che ho dentro distante dalla mediocrità, ho inseguito il rumore assordante per non sentirla...
giovedì, maggio 31, 2007
lunedì, maggio 28, 2007
martedì, maggio 22, 2007
you are perfect for Greenwich Village
Anthony Pape, il mio nuovo alunno italo-americano osserva con aria incuriosita e perplessa la mia maglietta blu con tanto di lavatrice stampata sopra e mi dice che sono perfetta per il Greenwich Village di New York. I Sonic Youth non sono roba per lui. Lo vedo più orientato verso una musica nazional-popolare, ma mi chiedo che tipo di musica nazional-popolare possa esserci in Florida.
Domani finalmente in viaggio.
Domani finalmente ritorno a volare.
Domani finalmente in viaggio.
Domani finalmente ritorno a volare.
lunedì, maggio 21, 2007
domenica, maggio 20, 2007
anche questa mattina
Anche questa mattina mi sono svegliato
e il muro la coperta i vetri la plastica il legno
si son buttati addosso a me alla rinfusa
la luce d’argento annerito della lampada
mi si é buttato addosso anche un biglietto di tram
e il giallo della parete e tre righe di scritto
e la camera d’albergo e questo paese nemico
la metà del sogno caduta da questo lato s’è spenta
mi si è buttata addosso la fronte bianca del tempo
i ricordi più vecchi e la tua assenza nel letto
la nostra separazione e quello che siamo
mi sono svegliato anche questa mattina
e ti amo.
Nazim Hikmet
e il muro la coperta i vetri la plastica il legno
si son buttati addosso a me alla rinfusa
la luce d’argento annerito della lampada
mi si é buttato addosso anche un biglietto di tram
e il giallo della parete e tre righe di scritto
e la camera d’albergo e questo paese nemico
la metà del sogno caduta da questo lato s’è spenta
mi si è buttata addosso la fronte bianca del tempo
i ricordi più vecchi e la tua assenza nel letto
la nostra separazione e quello che siamo
mi sono svegliato anche questa mattina
e ti amo.
Nazim Hikmet
venerdì, maggio 18, 2007
i miei pensieri sono tutti sensazioni
Sono un guardiano di greggi.
Il gregge è i miei pensieri
e i miei pensieri sono tutti sensazioni.
Penso con gli occhi e con gli orecchi
e con le mani e con i piedi
e con il naso e la bocca.
Pensare un fiore è vederlo e odorarlo
e mangiare un frutto è sentirne il sapore.
Per questo quando in un giorno di calore
mi sento triste di goderlo tanto,
e mi stendo completamente sull'erba,
e chiudo gli occhi caldi,
sento tutto il mio corpo disteso sulla realtà,
so la verità e sono felice.
Fernando Pessoa
Il gregge è i miei pensieri
e i miei pensieri sono tutti sensazioni.
Penso con gli occhi e con gli orecchi
e con le mani e con i piedi
e con il naso e la bocca.
Pensare un fiore è vederlo e odorarlo
e mangiare un frutto è sentirne il sapore.
Per questo quando in un giorno di calore
mi sento triste di goderlo tanto,
e mi stendo completamente sull'erba,
e chiudo gli occhi caldi,
sento tutto il mio corpo disteso sulla realtà,
so la verità e sono felice.
Fernando Pessoa
mercoledì, maggio 16, 2007
il giro d'Italia a Salerno
Il ripetersi degli stessi gesti e delle stesse abitudini a volte mi dà sicurezza e mi fa sentire protetta. Alzarmi quasi sempre alla stessa ora, mettere la macchinetta del caffè sul fuoco, salutare ogni mattina la signora del piano di sotto, fare un cenno con la mano al ragazzo del bar sotto casa, fare la stessa strada, passare in mezzo la villa comunale, leggere le stesse scritte sui muri, arrivare in accademia, salutare la portiera che è puntualmente sull'uscio del palazzo, prendere l'ascensore e premere sul 3, salutare Keiko che è in segreteria, scambiare qualche battuta con i miei colleghi, entrare in classe e cominciare la lezione sperando che arrivino presto le 11 per la pausa caffè al bar sotto la scuola. Tutto questo ripetersi di gesti a volte mi trasmette una tale serenità che arrivo addirittura a sentirmi felice. Ma ci sono giorni in cui tutto questo mi getta nello sconforto più totale, all'improvviso, di colpo, mi fa sentire triste mortalmente triste così triste che mi è parso di non poter vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi, ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo e terribilmente inadeguata a questo mondo quando, scendendo al bar, mi accorgo che il sottobosco di questo palazzo è eccitato per la novità che tra poche ore arriverà a rompere la monotonia delle solite giornate e cioè il passaggio del giro d'Italia, con tanto di strade tirate a lucido, vigili che vigilano e che comunicano freneticamente con i loro colleghi dall'altro lato della città (volante uno volante due) e il furgoncino con l'altoparlante che passa per pubblicizzare la vendita del kit del giro d'Italia a soli 3 euro e che simula anche la vendita del suddetto kit a sedicenti madri che fanno felici i loro bambini (si, solo 3 euro, grazie a lei signora, buona giornata!). Osservandoli, osservando soprattutto Vittorio e sua madre, rispettivamente portiere figlio e portiere madre, incredibilmente affaccendati nel parlare con la clientela abituale del bar Portorico riguardo all'ora del passaggio e di vicende affini a questo evento, mi sforzo di vedere anche io la vie en rose, ma proprio non ci riesco e poi a pensarci bene io magliette rosa non ne ho mai avute. Ne ho di nere, a iosa, di rosse e di verdi, anche se ultimamente ho comprato due carinissime magliette a righe, una gialla ed un' altra arancione. Si, a pensarci, nonostante i miei momenti di sconforto cosmico, ultimamente ho molte sfumature di colori splendenti sulla mia tavolozza. E voglio stare attenta a comprarne di nuovi prima che mi finiscano, perchè i miei quadri non resteranno mai appoggiati ad una parete, dietro una porta che non si apre mai.
Pensare un fiore è vederlo e odorarlo.
Pensare un fiore è vederlo e odorarlo.
martedì, maggio 15, 2007
amo in te
Amo in te
l'avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l'impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.
amo in te l'impossibile
ma non la disperazione.
Nazim Hikmet
l'avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l'impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.
amo in te l'impossibile
ma non la disperazione.
Nazim Hikmet
giovedì, maggio 10, 2007
dedicata (a chi non dimentica e a chi incomincia a ricordare)
Sconosciuto che passi!
non sai con quanto desiderio io ti guardo,
tu devi essere colui che io cercavo,
o colei che cercavo (mi arriva come da un sogno),
certamente ho vissuto in qualche luogo
una vita di gioia con te
tutto è ricordato,
mentre passiamo l’uno vicino all’altro,
fluido, amorevole, casto, maturo,
sei cresciuto con me,
sei stato ragazzo o ragazza con me
io ho mangiato e dormito con te,
il tuo corpo è diventato qualcosa
che non appartiene soltanto a te,
né ha lasciato che il mio restasse mio soltanto,
mi hai dato il piacere dei tuoi occhi,
del tuo volto, della tua carne,
mentre io passo, tu ne prendi in cambio
dalla mia barba, dal mio petto, dalle mie mani
non devo parlarti,
devo pensarti quando seggo da solo
o veglio la notte da solo,
devo aspettarti,
non dubito che ti incontrerò ancora,
e a questo devo badare,
di non perderti.
Walt Whitman
in certi giorni mi capita di rileggere vecchie poesie che non leggevo da anni, che spesso mando a memoria, soprattutto quando voglio dedicarle a qualcuno che me le richiama alla mente... un paio di mesi ho pensato spesso a questa, una di quelle che non rileggevo piu' da molto tempo..
ricordo perfettamente l'ultima volta in cui l'ho dedicata a qualcuno, all'incirca quattro anni fa (chissa' se il ricordo e' ricambiato)... ed ogni volta non posso fare a meno di pensare a quante poche siano le persone che mi spingono a determinati pensieri, a versi come a questo devo badare, di non perderti... a volte provo tristezza per i tradimenti altrui di certi pensieri, ma quando penso a quello che ricomincio nuovamente a provare dopo tanto tempo, non posso che essere orgogliosa di me stessa, di quello che riesco a sentire e a come lo sento, e del mio modo di ricominciare a credere nella bellezza delle cose (che non sempre ama nascondersi e se lo fa in fondo e' perche' vuole essere trovata).
non sai con quanto desiderio io ti guardo,
tu devi essere colui che io cercavo,
o colei che cercavo (mi arriva come da un sogno),
certamente ho vissuto in qualche luogo
una vita di gioia con te
tutto è ricordato,
mentre passiamo l’uno vicino all’altro,
fluido, amorevole, casto, maturo,
sei cresciuto con me,
sei stato ragazzo o ragazza con me
io ho mangiato e dormito con te,
il tuo corpo è diventato qualcosa
che non appartiene soltanto a te,
né ha lasciato che il mio restasse mio soltanto,
mi hai dato il piacere dei tuoi occhi,
del tuo volto, della tua carne,
mentre io passo, tu ne prendi in cambio
dalla mia barba, dal mio petto, dalle mie mani
non devo parlarti,
devo pensarti quando seggo da solo
o veglio la notte da solo,
devo aspettarti,
non dubito che ti incontrerò ancora,
e a questo devo badare,
di non perderti.
Walt Whitman
in certi giorni mi capita di rileggere vecchie poesie che non leggevo da anni, che spesso mando a memoria, soprattutto quando voglio dedicarle a qualcuno che me le richiama alla mente... un paio di mesi ho pensato spesso a questa, una di quelle che non rileggevo piu' da molto tempo..
ricordo perfettamente l'ultima volta in cui l'ho dedicata a qualcuno, all'incirca quattro anni fa (chissa' se il ricordo e' ricambiato)... ed ogni volta non posso fare a meno di pensare a quante poche siano le persone che mi spingono a determinati pensieri, a versi come a questo devo badare, di non perderti... a volte provo tristezza per i tradimenti altrui di certi pensieri, ma quando penso a quello che ricomincio nuovamente a provare dopo tanto tempo, non posso che essere orgogliosa di me stessa, di quello che riesco a sentire e a come lo sento, e del mio modo di ricominciare a credere nella bellezza delle cose (che non sempre ama nascondersi e se lo fa in fondo e' perche' vuole essere trovata).
martedì, maggio 08, 2007
vicini per chilometri...vicini per stagioni
Fuori c'è una luce bellissima e fiera.
La dolcezza di certe stagioni e di certi angoli di questa città a volte mi lasciano senza parole... quelle che non trovo quando la felicità ritorna e tutto ricomincia a brillare. Ed è allora che ricomincio a leggere vecchie poesie e a riascoltare musica, cosi come facevo un tempo. E tutto ricomincia a girare, anche nei momenti di malinconia... anche quando l'aria nell'aria diventa oro che sfiora le dita e tu hai paura di afferrarla.
La dolcezza di certe stagioni e di certi angoli di questa città a volte mi lasciano senza parole... quelle che non trovo quando la felicità ritorna e tutto ricomincia a brillare. Ed è allora che ricomincio a leggere vecchie poesie e a riascoltare musica, cosi come facevo un tempo. E tutto ricomincia a girare, anche nei momenti di malinconia... anche quando l'aria nell'aria diventa oro che sfiora le dita e tu hai paura di afferrarla.
mercoledì, maggio 02, 2007
ma tu hai voglia di rinascere o è solo che non sai come finire?
Ieri pomeriggio e ieri sera ho guardato un pò il concerto del primo maggio in piazza San Giovanni a Roma. Guardavo i visi dei ragazzi che ballavano e cantavano tra il pubblico e ho sentito un colpo al cuore. Penso di essere stata in quella piazza almeno cinque o sei volte, dal 1997 in avanti. Ma a pensarci bene in questi ultimi dieci anni sono stata in molti posti ed in molte piazze. Ieri sera verso le nove ho riascoltato quella voce attraverso cui ho donato a me stessa tanta vita, ma l'emozione, quella, l'ho lasciata in qualche piazza dove ho dormito in questi ultimi anni, al nord al sud o al centro fa lo stesso. Ma una piccola lacrima di commozione mi è scesa un pò dopo, quando sul palco sono saliti gli Afterhours. Anche se per solo dieci minuti, mi hanno svegliata.. catapultandomi nelle stesse piazze di cui sopra. Si, di loro concerti ne ho visti abbastanza.. ma non erano loro che mi suscitavano emozione... erano le loro canzoni, quelle coperte di linus che ho indossato insieme a tanti amici per tanti anni, come un corrimano a cui ci siamo aggrappati quando salivamo scale troppo ripide, come ombrelli che usavamo per ripararci dalla pioggia, come bandiere che sventolavamo per ingannare le ore di attesa, quasi a dire che noi certe parole le portavamo addosso proprio come un vessillo. E già, tutto fa un pò male....
domenica, aprile 29, 2007
venerdì, aprile 27, 2007
martedì, aprile 24, 2007
ho un pò di cielo in spalla e sotto i piedi terra calda....
Il nuovo bellissimo album di Patrizia Laquidara riempie l'aria salentina che respiro a pieni polmoni, perchè dove c'è luce e mare non può mai esserci buio. Lecce è una boccata d'aria calda e di pace che ti entra nell'anima. Terra calda e cielo in spalla.
Sud, dentro e fuori di me e non c'è altra strada da poter percorrere.
Ed è proprio cosi.... la semplicità è una filosofia, è la capacità di entrare in sintonia..
Sud, dentro e fuori di me e non c'è altra strada da poter percorrere.
Ed è proprio cosi.... la semplicità è una filosofia, è la capacità di entrare in sintonia..
mercoledì, aprile 18, 2007
...ma continuo a pensarti come una conchiglia ancora chiusa...
In questo mese hanno compiuto o stanno per compiere trent'anni quattro tra le persone a cui voglio più bene al mondo... che strana coincidenza. Io, due anni fa, partii per Barcellona. Ho un bellissimo ricordo legato al compimento dei miei enta, nessuna particolare crisi o dispiacere. Anzi. Ho sempre pensato che crescere sia meraviglioso e credo veramente in questo.
Oggi a scuola si respira un'aria cosi tranquilla... io ho appena finito di fare lezione a Samu, ragazzo israeliano, non bello come Raik, ma ugualmente intelligente. Li trovo veramente dotati intellettualmente questi mediorientali e anche molto educati. Oggi ho fatto due classi individuali, Gonzalo, odontoiatra ventisettenne venezuelano con nonno paterno cilentano e appunto Samu... da un lato le lezioni individuali sono meno stressanti ma purtroppo il mio mal di testa sta aumentando in maniera esponenziale.. ce l'ho da giorni, vorrei proprio sapere quando mi passa.. ho bisogno di essere in perfetta forma per domenica, per il mio viaggetto in Puglia, per dei giorni che sicuramente saranno bellissimi e indimenticabili. E questa è una promessa.
Via Parione a Firenze è vicinissima alla stazione, questo mi ha confortato. E vorrei essere anche io ora a passeggiare lì, magari sul lungarno, ma c'è cosi tanto tempo in questa vita...
Vado, sul mio lungomare a farmi baciare un pò dal sole, scusate se è poco.
...io non sono la stella cadente che si ferma a guardarti precipitare nel vuoto...ma continuo a pensarti come una conciglia ancora chiusa, inviolata dai capricci del mare...
Oggi a scuola si respira un'aria cosi tranquilla... io ho appena finito di fare lezione a Samu, ragazzo israeliano, non bello come Raik, ma ugualmente intelligente. Li trovo veramente dotati intellettualmente questi mediorientali e anche molto educati. Oggi ho fatto due classi individuali, Gonzalo, odontoiatra ventisettenne venezuelano con nonno paterno cilentano e appunto Samu... da un lato le lezioni individuali sono meno stressanti ma purtroppo il mio mal di testa sta aumentando in maniera esponenziale.. ce l'ho da giorni, vorrei proprio sapere quando mi passa.. ho bisogno di essere in perfetta forma per domenica, per il mio viaggetto in Puglia, per dei giorni che sicuramente saranno bellissimi e indimenticabili. E questa è una promessa.
Via Parione a Firenze è vicinissima alla stazione, questo mi ha confortato. E vorrei essere anche io ora a passeggiare lì, magari sul lungarno, ma c'è cosi tanto tempo in questa vita...
Vado, sul mio lungomare a farmi baciare un pò dal sole, scusate se è poco.
...io non sono la stella cadente che si ferma a guardarti precipitare nel vuoto...ma continuo a pensarti come una conciglia ancora chiusa, inviolata dai capricci del mare...
lunedì, aprile 16, 2007
venerdì, aprile 13, 2007
mercoledì, aprile 11, 2007
domani (non) è lontano
(Cronaca degli amanti:)
lui e lei ridono umidi baciano parole lievi leggère le piume se lui e lei fragili indecisioni al solito posto la solita ora se lei e lui sabato dopo la scuola lo fanno sul serio la colomba vola domani è lontano domani è lontano se mi ami ora se lui e lei ridono umidi baciano parole lievi leggère le piume se lei e lui timidi umidi scrivono platani con incisione di cuori sinceri se dicono 'ti voglio bene' il parco sorride la stagione viene se lei e lui nuvole di desideri si toccano puri il prato respira domani è lontano domani è lontano se mi ami ora
(il parco:)
penso che ho di nuovo i brividi e mi lascio prendere da domande inutili da poeti poveri sui miei rami umidi sulle foglie ultime a che cosa pensano questi umani fragili? a che cosa servono i miei rami stupidi? a che cosa servono se mi lascio prendere da pensieri inutili? posso solo esistere in eterno vivere senza avere gli attimi degli amanti giovani degli amori giovani a che cosa pensano questi umani fragili? a che cosa servono i miei rami stupidi? a che cosa servono se mi lascio prendere da pensieri inutili a che cosa?
baustelle
lui e lei ridono umidi baciano parole lievi leggère le piume se lui e lei fragili indecisioni al solito posto la solita ora se lei e lui sabato dopo la scuola lo fanno sul serio la colomba vola domani è lontano domani è lontano se mi ami ora se lui e lei ridono umidi baciano parole lievi leggère le piume se lei e lui timidi umidi scrivono platani con incisione di cuori sinceri se dicono 'ti voglio bene' il parco sorride la stagione viene se lei e lui nuvole di desideri si toccano puri il prato respira domani è lontano domani è lontano se mi ami ora
(il parco:)
penso che ho di nuovo i brividi e mi lascio prendere da domande inutili da poeti poveri sui miei rami umidi sulle foglie ultime a che cosa pensano questi umani fragili? a che cosa servono i miei rami stupidi? a che cosa servono se mi lascio prendere da pensieri inutili? posso solo esistere in eterno vivere senza avere gli attimi degli amanti giovani degli amori giovani a che cosa pensano questi umani fragili? a che cosa servono i miei rami stupidi? a che cosa servono se mi lascio prendere da pensieri inutili a che cosa?
baustelle
giovedì, aprile 05, 2007
manu is back (solo io e la mia rivoluzione)
cade leggera una parola
come un sacchetto pieno di vento che ti soffia in faccia
la bellezza crudele come una lama
così oggi io lascio entrare la bellezza come un coltello che lascia il segno
come una foglia che taglia l'aria mentre muore leva il respiro al mondo
così oggi io lascio entrare la bellezza
è una promessa un desiderio lento
così oggi io lascio riempire i miei vuoti di ciò che appare come un mare che mi attraversa e non oppongo resistenza...
giovedì, marzo 29, 2007
niente scuse solo colori [scusarsi è come avere pochissima memoria]
Minù è steso accanto al computer e mi guarda con il suo musino bianco e nero ed i suoi occhi da gatto... chissà cosa pensa, vive in questo appartamento milanese da quando è nato e ha visto un altro gattino solo una volta nella sua vita. Certe volte io mi sento come lui... estranea al mondo, immaginando che certe persone che sono passate nella mia vita non siano esistite realmente e che siano state solo un sogno di qualcosa che non è mai avvenuto, vissuto solo dentro la mia mente...un deragliamento impazzito di cuori (non il mio) che giocavano ad essere veri. E in fondo io adoro giocare ma il gioco non è che il linguaggio che uso per esprimere ciò che di più profondo voglio donare a chi mi è di fronte. Durante la mia vita, se ci penso, ho giocato molto. Non perchè lo abbia fatto con molte persone.. anzi, al contrario. Ho giocato con pochissime persone nella mia vita, ma con quelle ho giocato tanto. Un paio di amori, un paio di amiche e con il mio gatto.
Ecco, io ultimamente ho ripensato a quei giochi, a quelli che mi inventavo con qualcuno che probabilmente non ha mai capito l'enorme importanza che io davo a certi numeri di magia.... ma ci ho ripensato anche perchè in questi giorni io ho ripreso a giocare e ho ripreso ad usare il gioco come linguaggio. Non capita tutti i giorni e personalmente erano anni che non mi succedeva. Ho un motivo per festeggiare e sono felice di avere la mente completamente libera, senza che la possano intaccare rabbia, delusione o altro. Mi sento cosi pura e cosi limpida che nemmeno tutte le anime nere del mondo potrebbero ricordarmi che esiste il pericolo di fare un salto nel vuoto.
E stasera a Milano c'è il concerto di Patrizia Laquidara. Non dovevo essere qui ora, ma ci sono e ne sono felice.
Come un sorriso in mezzo al vento. Mi trucco gli occhi di un turchese caotico. Scusarsi è come avere pochissima memoria, tentiamo passi un pò confusi spargendo a terra petali e fiori. Niente scuse, solo colori. Sono in giro e non ho soldi, inciampo negli astri, corteggio la luna e mangerei pure i pianeti. Niente scuse, solo colori. Niente scuse. Solo colori.
Ecco, io ultimamente ho ripensato a quei giochi, a quelli che mi inventavo con qualcuno che probabilmente non ha mai capito l'enorme importanza che io davo a certi numeri di magia.... ma ci ho ripensato anche perchè in questi giorni io ho ripreso a giocare e ho ripreso ad usare il gioco come linguaggio. Non capita tutti i giorni e personalmente erano anni che non mi succedeva. Ho un motivo per festeggiare e sono felice di avere la mente completamente libera, senza che la possano intaccare rabbia, delusione o altro. Mi sento cosi pura e cosi limpida che nemmeno tutte le anime nere del mondo potrebbero ricordarmi che esiste il pericolo di fare un salto nel vuoto.
E stasera a Milano c'è il concerto di Patrizia Laquidara. Non dovevo essere qui ora, ma ci sono e ne sono felice.
Come un sorriso in mezzo al vento. Mi trucco gli occhi di un turchese caotico. Scusarsi è come avere pochissima memoria, tentiamo passi un pò confusi spargendo a terra petali e fiori. Niente scuse, solo colori. Sono in giro e non ho soldi, inciampo negli astri, corteggio la luna e mangerei pure i pianeti. Niente scuse, solo colori. Niente scuse. Solo colori.
martedì, marzo 27, 2007
venerdì, marzo 23, 2007
eritropoietina (seconda dose), sogni in technicolor e funambolismo
giovedì, marzo 22, 2007
benvenuta, come sempre
Primavera non bussa
lei entra sicura come il fumo
lei penetra in ogni fessura
ha le labbra di carne i capelli di grano
che paura, che voglia che ti prenda per mano
che paura, che voglia che ti porti lontano..
... ieri ho salutato questa nuova primavera passeggiando lungo i navigli ed anche Milano sembrava stendere un tappeto rosso per accoglierla.. e anche questa città per un attimo mi è sembrata bella..
lei entra sicura come il fumo
lei penetra in ogni fessura
ha le labbra di carne i capelli di grano
che paura, che voglia che ti prenda per mano
che paura, che voglia che ti porti lontano..
... ieri ho salutato questa nuova primavera passeggiando lungo i navigli ed anche Milano sembrava stendere un tappeto rosso per accoglierla.. e anche questa città per un attimo mi è sembrata bella..
giovedì, marzo 15, 2007
come se io fossi un fiore (e tu la pioggia e cadessi per me) [cit]
Domattina prenderò un aereo che mi porterà a Milano e ancora non ci posso credere.
Un mese fa non riuscivo nemmeno a piegarmi per lavarmi i denti e avevo bisogno di qualcuno per riuscire ad alzarmi dal letto e domani invece parto per percorrere mille chilometri verso nord. Non riesco a spiegare a parole la sensazione di felicità e di libertà che tutto ciò mi fa sentire.. un qualcosa che ho fatto decine e decine e decine di volte, ma che ora mi sembra un sogno perché ho desiderato con tutte le mie forze riuscire a ritornare alla mia vita normale.
Sono le sette di sera, come da copione ho già preparato il mio zaino.
Non vedo l’ora che arrivi domani.
L’idea di poter riabbracciare persone che non vedo da tanto tempo mi invade di gioia il cuore.
E tra queste riabbraccerò anche una delle persone più speciali della mia vita, dopo un anno e mezzo.. Fabi ma ti rendi conto che domani ci potremmo finalmente rivedere? Devo ringraziare te.. lo so… io quel biglietto per il concerto di Damien Rice nemmeno lo volevo.. pensavo di essere dall’altra parte dell’oceano a quest’ora.. ed invece sono ancora qui, con il mio bel taglio nella pancia e con il cuore gonfio di gioia.
E’ sera.
Ascolto i blume che cantano 4 minuti e 48 secondi di deliziosa musica e parole catartiche….
difendimi come un alfiere da ciò che non so affrontare… aiutami ad aprire gli occhi se la luce fa male…. rapisci i pensieri peggiori se la notte mi assale, consolami tutte le volte che sento di annegare…sorridimi anche se in fondo io non lo so più fare… ripetimi ancora una volta di non aver paura… perché il tuo corpo sarà per me una tana sicura… continua a chiamare il mio nome anche solo per giocare…. prenditi cura di me….
Blume era anche una canzone meravigliosa degli Einsturzende Neubaten con la quale ho passato buona parte dei miei venti anni e del mio primo amore. Ho sempre amato il suono di questa parola e il suo significato, naturalmente. Per chi non lo sapesse, in tedesco vuol dire fiore, come recita anche il titolo dell’album che ora riempie la mia stanza.
Oggi è stata una bellissima giornata di primavera e sento che quest’aria di rinascita mi appartiene come se un fiore lo fossi anch’io.
Mi sento nuova e limpida, solo con la voglia di guardare avanti. Non è poco, non per me.
Un mese fa non riuscivo nemmeno a piegarmi per lavarmi i denti e avevo bisogno di qualcuno per riuscire ad alzarmi dal letto e domani invece parto per percorrere mille chilometri verso nord. Non riesco a spiegare a parole la sensazione di felicità e di libertà che tutto ciò mi fa sentire.. un qualcosa che ho fatto decine e decine e decine di volte, ma che ora mi sembra un sogno perché ho desiderato con tutte le mie forze riuscire a ritornare alla mia vita normale.
Sono le sette di sera, come da copione ho già preparato il mio zaino.
Non vedo l’ora che arrivi domani.
L’idea di poter riabbracciare persone che non vedo da tanto tempo mi invade di gioia il cuore.
E tra queste riabbraccerò anche una delle persone più speciali della mia vita, dopo un anno e mezzo.. Fabi ma ti rendi conto che domani ci potremmo finalmente rivedere? Devo ringraziare te.. lo so… io quel biglietto per il concerto di Damien Rice nemmeno lo volevo.. pensavo di essere dall’altra parte dell’oceano a quest’ora.. ed invece sono ancora qui, con il mio bel taglio nella pancia e con il cuore gonfio di gioia.
E’ sera.
Ascolto i blume che cantano 4 minuti e 48 secondi di deliziosa musica e parole catartiche….
difendimi come un alfiere da ciò che non so affrontare… aiutami ad aprire gli occhi se la luce fa male…. rapisci i pensieri peggiori se la notte mi assale, consolami tutte le volte che sento di annegare…sorridimi anche se in fondo io non lo so più fare… ripetimi ancora una volta di non aver paura… perché il tuo corpo sarà per me una tana sicura… continua a chiamare il mio nome anche solo per giocare…. prenditi cura di me….
Blume era anche una canzone meravigliosa degli Einsturzende Neubaten con la quale ho passato buona parte dei miei venti anni e del mio primo amore. Ho sempre amato il suono di questa parola e il suo significato, naturalmente. Per chi non lo sapesse, in tedesco vuol dire fiore, come recita anche il titolo dell’album che ora riempie la mia stanza.
Oggi è stata una bellissima giornata di primavera e sento che quest’aria di rinascita mi appartiene come se un fiore lo fossi anch’io.
Mi sento nuova e limpida, solo con la voglia di guardare avanti. Non è poco, non per me.
mercoledì, marzo 14, 2007
martedì, marzo 13, 2007
a proposito di concerti e corrispondenze
Frantumare le distanze, superare resistenze e riconoscersi per creare..
camminare senza chiedersi perché
Il tuo viso le mie mani sono la stessa gioia immensa
è luce invisibile da succhiare..
camminare senza chiedersi perché
E fermarsi un istante per considerare
che il respiro è un dettaglio che ci rende uguali
come cerchi nell’acqua che non sanno nuotare e si infrangono..
Frantumare le distanze superare le esistenze e riconoscersi per creare..
camminare senza chiedersi perché
E fermarsi un istante per considerare
che ogni istante si scioglie in quello a venire
come cerchi nell’acqua che non sanno nuotare e si infrangono..
(cerchi nell'acqua - Paolo Benvegnù)
camminare senza chiedersi perché
Il tuo viso le mie mani sono la stessa gioia immensa
è luce invisibile da succhiare..
camminare senza chiedersi perché
E fermarsi un istante per considerare
che il respiro è un dettaglio che ci rende uguali
come cerchi nell’acqua che non sanno nuotare e si infrangono..
Frantumare le distanze superare le esistenze e riconoscersi per creare..
camminare senza chiedersi perché
E fermarsi un istante per considerare
che ogni istante si scioglie in quello a venire
come cerchi nell’acqua che non sanno nuotare e si infrangono..
(cerchi nell'acqua - Paolo Benvegnù)
a proposito di giardini
Stamattina sono tornata a scuola per prendere il mio stipendio di gennaio che era rimasto qui triste triste in una busta. Certe volte basta veramente poco per capire che la cura e l'amore che hai messo in qualcosa non muore mai... Raik, Claudio e David non sapevano di trovarmi qui stamattina e quando mi hanno visto mi hanno fatto una festa incredibile, baciandomi e abbracciandomi. E in un mese il loro italiano è anche migliorato ed è troppo bello sentirli parlare tra di loro, divertirsi, ridere, comunicare. Ci sono anche degli alunni nuovi, un tedesco un pò antipatico e una svizzera francese simpatica. Qualcuno non c'è più e mi dispiace non averlo potuto salutare. Ora sono tornati in classe, io mi sono fermata un poco qui nella sala computer a leggere e scrivere. Dal balcone entra un bellissimo sole ed il mare è sempre lì, dietro i vetri, una distesa azzurra placida e meravigliosa nella sua bellezza che riempie il cuore... soprattutto oggi che mi sento cosi felice... e vorrei poterne portare un pezzetto con me per poterlo donare a chi ora vive lontano da tutto questo. Oggi respiro a pieni polmoni.... quanto mi era mancato questo posto.
lunedì, marzo 12, 2007
domenica, marzo 11, 2007
hits for broken hearts and asses
Esistono molti tipi di giardini. Io ne ho visti molti durante la mia vita.
Ci sono i giardini sconfinati che però si chiamano prati e sono quelli che la natura crea per dimostrarci la sua immensa potenza e ci sono i giardini piccoli che noi uomini creiamo per ricordare a noi stessi che anche noi siamo capaci di creare il nostro minuscolo angolo di mondo di cui poterci prendere cura e costruire a nostra immagine e somiglianza, mettendoci dentro una rosa come quella che tanto amava lui ed oltre la rosa unica al mondo, tutto ciò che ci lega alle persone che per noi sono importanti e che amiamo.
Quando ero bambina mio padre una volta mi raccontò che un albero di gelso che c’era davanti una masseria che purtroppo non abbiamo più, l’aveva piantato suo zio quando era nato suo figlio, abitudine che aveva appreso dagli inglesi di cui era stato prigioniero di guerra.
Con quell’albero di gelso io ci sono cresciuta e ogni estate l’ho passata con i miei cugini a sporcarmi le mani di nero e di bianco, a stare alla sua ombra, organizzando teatrini di bambini o leggendoci sotto, quando ero più grande. E poi avevo un altro albero a cui ero molto legata, un pioppo argentato dove mi arrampicavo con una tecnica appresa chissà in quale mondo fantastico che viveva dentro di me. Andavo a inciderci sopra i nomi dei primi ragazzi di cui mi innamoravo e poi i nomi delle mie cugine preferite, quelle più grandi e i loro fidanzatini ciclici, a mò di registro che conteneva segreti, forse solo per sentirmi più grande. Poi quel pioppo è stato tagliato, le sue radici avevano attraversato tutto il giardino ed erano arrivate sotto casa. Ho pianto tanto quando questo è successo e ricordo che chiesi a mio padre di conservare un pezzo del tronco per potermelo tenere, quasi come un ricordo funerario di qualche civiltà classica. Ora, da molti anni, quel tronco non c’è più, ma dentro è forte il ricordo della sensazione di libertà che respiravo quando vi salivo sopra, molto in alto.. e nessuno mi vedeva ed io potevo starmene lì ore. Non è la storia di una bambina cresciuta in una moderna casa nella prateria, solo una foto del mondo prorompente che si agitava dentro di me e chiedeva solo di poter esplodere. E passare l’infanzia e l’adolescenza in una moderna villetta con uno sputo di giardino mi ha dato la possibilità di imparare un linguaggio che altrimenti non avrei mai appreso.
E’ forse questo il motivo per cui i giardini e in generali gli alberi mi piacciono cosi tanto, perché mi danno una sensazione di familiarità, una forza ed una consapevolezza maggiore nel guardarli e nel prendermi cura di loro. Ho creato pochi giardini immaginari nella mia vita, quattro o cinque in tutto. Gli altri sono stati solo una macchia di colore verde caduta su un foglio bianco nella mia mente e poi subito cancellato da colori in cui gli alberi non potevano nascere e né crescere. E per questo che quando qualcuno ha cancellato quella macchia verde su quel foglio bianco ho sentito il cuore come spezzarsi, perché un foglio bianco non si regala a tutti e i colori dovrebbero essere usati per creare le sfumature e cercare le tonalità più adatte al giardino che si vorrebbe far crescere, per se stessi, per un amore, per un amico, per un sogno. Si dice infatti coltivare un sogno, coltivare un’amicizia. Non deve essere un verbo usato casualmente. E bisogna imparare a viverci in quella macchia verde piena di sfumature, non può essere un quadro appeso ad una parete cosi da guardare semplicemente senza prendersene cura, ma magari quel quadro bisognerebbe appendercelo su quel foglio ideale che vive nella nostra mente, cosi da ricordarci come era un nostro sogno o il nostro rapporto con qualcuno, fragile e timido e poi, man mano sempre più grande. Io sento di aver imparato a farlo, da molto tempo, perché ho sempre amato i giardini, quelli reali e quelli immaginari, a qualunque mondo essi appartenessero. Ci ho sempre creduto, perché ho sempre creduto in quel che sentivo, perché sento cosi raramente e quando capita so che non può essere solo una macchia verde caduta casualmente su di un foglio bianco.
Ieri sera, pensavo a tutte queste cose, quando mi sono ritrovata in un meraviglioso giardino dalle mille sfumature. Un giardino che partiva dalla musica, da quella con la M maiuscola e che mi portava lontano, molto lontano, in mondi che non visitavo da tanto perché avevo voluto dimenticare la strada che mi portava a loro. Don’t touch my heart. Don’t touch my heart. La frase dilatata e ripetuta di una canzone che più o meno diceva cosi mi ha svegliato, accarezzandomi la testa, entrandomi dentro e dandomi la necessaria concentrazione per essere solo con me stessa. Non toccare il mio cuore, non toccare il mio cuore… ho ripetuto la frase nella mia testa, persa in quell’atmosfera di noise, post-rock o chiamatela come volete, in cui mi sentivo completamente a casa, in un ideale giardino che vive dentro di me, dove io non ho mai smesso di abitare perché sarebbe come abbandonare la mia casa e in cui ogni tanto faccio entrare qualcuno, ma raramente, molto raramente.
Non toccare il mio cuore.
Avrei voluto gridarlo come un messaggio di speranza più che di difesa e forse avrei aggiunto un se pensi di poterlo spezzare.
Ecco. Non toccare il mio cuore se pensi di poterlo spezzare.
Entra nel mio giardino, ma non toccare il mio cuore se pensi di poterlo spezzare, ancora.
Ci sono i giardini sconfinati che però si chiamano prati e sono quelli che la natura crea per dimostrarci la sua immensa potenza e ci sono i giardini piccoli che noi uomini creiamo per ricordare a noi stessi che anche noi siamo capaci di creare il nostro minuscolo angolo di mondo di cui poterci prendere cura e costruire a nostra immagine e somiglianza, mettendoci dentro una rosa come quella che tanto amava lui ed oltre la rosa unica al mondo, tutto ciò che ci lega alle persone che per noi sono importanti e che amiamo.
Quando ero bambina mio padre una volta mi raccontò che un albero di gelso che c’era davanti una masseria che purtroppo non abbiamo più, l’aveva piantato suo zio quando era nato suo figlio, abitudine che aveva appreso dagli inglesi di cui era stato prigioniero di guerra.
Con quell’albero di gelso io ci sono cresciuta e ogni estate l’ho passata con i miei cugini a sporcarmi le mani di nero e di bianco, a stare alla sua ombra, organizzando teatrini di bambini o leggendoci sotto, quando ero più grande. E poi avevo un altro albero a cui ero molto legata, un pioppo argentato dove mi arrampicavo con una tecnica appresa chissà in quale mondo fantastico che viveva dentro di me. Andavo a inciderci sopra i nomi dei primi ragazzi di cui mi innamoravo e poi i nomi delle mie cugine preferite, quelle più grandi e i loro fidanzatini ciclici, a mò di registro che conteneva segreti, forse solo per sentirmi più grande. Poi quel pioppo è stato tagliato, le sue radici avevano attraversato tutto il giardino ed erano arrivate sotto casa. Ho pianto tanto quando questo è successo e ricordo che chiesi a mio padre di conservare un pezzo del tronco per potermelo tenere, quasi come un ricordo funerario di qualche civiltà classica. Ora, da molti anni, quel tronco non c’è più, ma dentro è forte il ricordo della sensazione di libertà che respiravo quando vi salivo sopra, molto in alto.. e nessuno mi vedeva ed io potevo starmene lì ore. Non è la storia di una bambina cresciuta in una moderna casa nella prateria, solo una foto del mondo prorompente che si agitava dentro di me e chiedeva solo di poter esplodere. E passare l’infanzia e l’adolescenza in una moderna villetta con uno sputo di giardino mi ha dato la possibilità di imparare un linguaggio che altrimenti non avrei mai appreso.
E’ forse questo il motivo per cui i giardini e in generali gli alberi mi piacciono cosi tanto, perché mi danno una sensazione di familiarità, una forza ed una consapevolezza maggiore nel guardarli e nel prendermi cura di loro. Ho creato pochi giardini immaginari nella mia vita, quattro o cinque in tutto. Gli altri sono stati solo una macchia di colore verde caduta su un foglio bianco nella mia mente e poi subito cancellato da colori in cui gli alberi non potevano nascere e né crescere. E per questo che quando qualcuno ha cancellato quella macchia verde su quel foglio bianco ho sentito il cuore come spezzarsi, perché un foglio bianco non si regala a tutti e i colori dovrebbero essere usati per creare le sfumature e cercare le tonalità più adatte al giardino che si vorrebbe far crescere, per se stessi, per un amore, per un amico, per un sogno. Si dice infatti coltivare un sogno, coltivare un’amicizia. Non deve essere un verbo usato casualmente. E bisogna imparare a viverci in quella macchia verde piena di sfumature, non può essere un quadro appeso ad una parete cosi da guardare semplicemente senza prendersene cura, ma magari quel quadro bisognerebbe appendercelo su quel foglio ideale che vive nella nostra mente, cosi da ricordarci come era un nostro sogno o il nostro rapporto con qualcuno, fragile e timido e poi, man mano sempre più grande. Io sento di aver imparato a farlo, da molto tempo, perché ho sempre amato i giardini, quelli reali e quelli immaginari, a qualunque mondo essi appartenessero. Ci ho sempre creduto, perché ho sempre creduto in quel che sentivo, perché sento cosi raramente e quando capita so che non può essere solo una macchia verde caduta casualmente su di un foglio bianco.
Ieri sera, pensavo a tutte queste cose, quando mi sono ritrovata in un meraviglioso giardino dalle mille sfumature. Un giardino che partiva dalla musica, da quella con la M maiuscola e che mi portava lontano, molto lontano, in mondi che non visitavo da tanto perché avevo voluto dimenticare la strada che mi portava a loro. Don’t touch my heart. Don’t touch my heart. La frase dilatata e ripetuta di una canzone che più o meno diceva cosi mi ha svegliato, accarezzandomi la testa, entrandomi dentro e dandomi la necessaria concentrazione per essere solo con me stessa. Non toccare il mio cuore, non toccare il mio cuore… ho ripetuto la frase nella mia testa, persa in quell’atmosfera di noise, post-rock o chiamatela come volete, in cui mi sentivo completamente a casa, in un ideale giardino che vive dentro di me, dove io non ho mai smesso di abitare perché sarebbe come abbandonare la mia casa e in cui ogni tanto faccio entrare qualcuno, ma raramente, molto raramente.
Non toccare il mio cuore.
Avrei voluto gridarlo come un messaggio di speranza più che di difesa e forse avrei aggiunto un se pensi di poterlo spezzare.
Ecco. Non toccare il mio cuore se pensi di poterlo spezzare.
Entra nel mio giardino, ma non toccare il mio cuore se pensi di poterlo spezzare, ancora.
sabato, marzo 10, 2007
quando si dice festa della donna
dimenticavo di segnalare, a chi fosse disgraziatamente sfuggita, una fantastica notizia che ho ascoltato al telegiornale nel magico giorno dell'8 marzo (inutile dire che non ho potuto festeggiare con le mie amiche in qualche locale pieno zeppo di donne che urlavano di fronte alla visione di un energumeno che le ha fatte felici, per il semplice fatto che sono convalescente).
La fantastica notizia la potete leggere qui.
La fantastica notizia la potete leggere qui.
giovedì, marzo 08, 2007
io ascolto... e tu?
Ascoltate!
Se accendono le stelle,
vuol dire che a qualcuno servono,
che qualcuno desidera che esse siano,
che qualcuno chiama perle questi piccoli sputi?
E, forzando
le bufere di polvere del meriggio,
si spinge fino a Dio,
teme d’essere in ritardo,
piange,
gli bacia la mano nodosa,
implora
- ha bisogno di una stella! –
giura che non può sopportare questo martirio senza stelle!
E poi
cammina inquieto,
fa finta di essere calmo.
Dice a qualcuno:
“Allora, adesso, stai meglio?
Non hai paura?
No?!”
Ascoltate!
Se accendono le stelle,
vuol dire che forse a qualcuno servono,
che è indispensabile
che ogni sera
sopra i tetti
risplenda almeno una stella?
Vladimir Majakovskij
Se accendono le stelle,
vuol dire che a qualcuno servono,
che qualcuno desidera che esse siano,
che qualcuno chiama perle questi piccoli sputi?
E, forzando
le bufere di polvere del meriggio,
si spinge fino a Dio,
teme d’essere in ritardo,
piange,
gli bacia la mano nodosa,
implora
- ha bisogno di una stella! –
giura che non può sopportare questo martirio senza stelle!
E poi
cammina inquieto,
fa finta di essere calmo.
Dice a qualcuno:
“Allora, adesso, stai meglio?
Non hai paura?
No?!”
Ascoltate!
Se accendono le stelle,
vuol dire che forse a qualcuno servono,
che è indispensabile
che ogni sera
sopra i tetti
risplenda almeno una stella?
Vladimir Majakovskij
mercoledì, marzo 07, 2007
Le formiche bianche, linguaggio LIS e precetti orientali fai-da-te
Ogni pomeriggio apro la mia casella di posta che ultimamente mi tiene molto impegnata. Una discreta quantità di mail personali in questo periodo mi pone spesso in una condizione di scrivente oltre che di lettrice. Naturalmente la maggioranza delle mie risposte sono espresse sotto forma di mail, qualcuna solamente sotto forma di lettera. Anche se, pensandoci, è proprio tanto che non scrivo lettere.. ma anche tanto che non ne ricevo.
Grazie ad una di queste mail scopro che il linguaggio che usa le mani per comunicare si chiama LIS e comprende due varianti: la prima si riferisce a quella che usa le immagini in cui ogni oggetto o cosa è rappresentato da un gesto, la secondo contempla la dattilografia che trasforma l’alfabeto italiano in segni da fare con una sola mano. Sarebbe interessante impararlo, conosco qualcuno a cui servirebbe proprio e a cui lo insegnerei volentieri! Cate che dici? Sei disposta ad insegnarmelo appena ci vediamo?
Chi ha mai visto le formiche bianche? Qualcuno ultimamente mi ha definito cosi e direi che ho apprezzato il lapsus inconscio! Le formiche sono decisamente più belle e simpatiche delle mosche!
Comunque da oggi io comincerò a pensare che oltre le formiche nere e quelle rosse esistono anche le bianche.. per ora ce ne sono due accertate e bastano per essere considerate una razza!
Il mio guru invece mi informa di due fondamentali verità a cui è giunto mentre era al lavoro:
(cit.)
1. Ho sempre pensato che l'autocontrollo sia una forma possibile - anzi, auspicabile - di forza. Precede il carisma, scongiura l'isteria, risparmia il male agli altri.
2. Mi piace chi siede sulla sponda del fiume e attende il "nemico", non sotto forma di cadavere, ma sotto forma di bersaglio da graziare. La grazia è una seconda - e sublime - forma di forza.
E come contraddire un guru?
Del resto la grazia è sempre stata la mia forza preferita (Simone Weil docet).
Grazie ad una di queste mail scopro che il linguaggio che usa le mani per comunicare si chiama LIS e comprende due varianti: la prima si riferisce a quella che usa le immagini in cui ogni oggetto o cosa è rappresentato da un gesto, la secondo contempla la dattilografia che trasforma l’alfabeto italiano in segni da fare con una sola mano. Sarebbe interessante impararlo, conosco qualcuno a cui servirebbe proprio e a cui lo insegnerei volentieri! Cate che dici? Sei disposta ad insegnarmelo appena ci vediamo?
Chi ha mai visto le formiche bianche? Qualcuno ultimamente mi ha definito cosi e direi che ho apprezzato il lapsus inconscio! Le formiche sono decisamente più belle e simpatiche delle mosche!
Comunque da oggi io comincerò a pensare che oltre le formiche nere e quelle rosse esistono anche le bianche.. per ora ce ne sono due accertate e bastano per essere considerate una razza!
Il mio guru invece mi informa di due fondamentali verità a cui è giunto mentre era al lavoro:
(cit.)
1. Ho sempre pensato che l'autocontrollo sia una forma possibile - anzi, auspicabile - di forza. Precede il carisma, scongiura l'isteria, risparmia il male agli altri.
2. Mi piace chi siede sulla sponda del fiume e attende il "nemico", non sotto forma di cadavere, ma sotto forma di bersaglio da graziare. La grazia è una seconda - e sublime - forma di forza.
E come contraddire un guru?
Del resto la grazia è sempre stata la mia forza preferita (Simone Weil docet).
all the trees of the field will clap their hands
Sono seduta alla mia scrivania e ho la finestra completamente spalancata.
Fuori piove e sento tutta l'aria fresca che mi viene sul viso... l'orizzonte oggi è basso e non lascia trasparire niente. Ascolto e riascolto una canzone di Sufjan Stevens e insieme gli uccelli che parlano tra di loro e chissà cosa si dicono.
Fuori piove e sento tutta l'aria fresca che mi viene sul viso... l'orizzonte oggi è basso e non lascia trasparire niente. Ascolto e riascolto una canzone di Sufjan Stevens e insieme gli uccelli che parlano tra di loro e chissà cosa si dicono.
martedì, marzo 06, 2007
correspondences
La Nature est un temple où de vivants piliers
Laissent parfois sortir de confuses paroles;
L'homme y passe à travers des forêts de symboles
Qui l'observent avec des regards familiars.
Comme de long échos qui de loin se confondent
Dans une ténébreuse et profonde unité,
Vaste comme la nuit et comme la clarté,
Les pafums, les couleurs et les sons se répondent.
Il est des parfums frais comme des chairs d'enfants,
Doux comme del hautbois, verts comme les prairies,
- Et d'autres, corrompus, riches et triomphants,
Ayant l'expansion des choses infinies,
Comme l'ambre, le musc, le benjoin et l'encens,
Qui chantent les transports de l'esprit et des sens.
Charles Baudelaire
Les Fleurs Du Mal, 1857
dedicata a me e alle arcane corrispondenze nell'aria...
dedicata a chi mi sente come vento fresco sul viso...
e a chi ha voglia di tornare a sentire quel vento...
Laissent parfois sortir de confuses paroles;
L'homme y passe à travers des forêts de symboles
Qui l'observent avec des regards familiars.
Comme de long échos qui de loin se confondent
Dans une ténébreuse et profonde unité,
Vaste comme la nuit et comme la clarté,
Les pafums, les couleurs et les sons se répondent.
Il est des parfums frais comme des chairs d'enfants,
Doux comme del hautbois, verts comme les prairies,
- Et d'autres, corrompus, riches et triomphants,
Ayant l'expansion des choses infinies,
Comme l'ambre, le musc, le benjoin et l'encens,
Qui chantent les transports de l'esprit et des sens.
Charles Baudelaire
Les Fleurs Du Mal, 1857
dedicata a me e alle arcane corrispondenze nell'aria...
dedicata a chi mi sente come vento fresco sul viso...
e a chi ha voglia di tornare a sentire quel vento...
una giornata normale
Dopo un mese e un giorno, oggi finalmente sento di stare vivendo una giornata normale.
Stamattina ho ascoltato musica mentre facevo il letto e riordinavo la mia stanza, poi ho levato la cenere dal camino e ho preparato il fuoco. A metà mattinata ho scritto una lunga mail come non mi capitava da tempo e oggi dopo pranzo non mi sono messa a letto e penso che non mi ci metterò fino a stasera e non era ancora successo. Solo quindici giorni fa non riuscivo neanche a salire le scale senza sentire dolore e oggi invece mi sento cosi bene... e spero di riuscire ad uscire presto da sola...e non vedo l'ora che venga sabato per andare al concerto dei Giardini di Mirò, per riabbracciare Luca e Francesco e qualche altro amico. E il fine settimana prossimo prenderò un aereo e tornerò al nord, prima nel nordovest e dopo nel nordest, scendendo come sempre passando dall'Emilia, dalla Toscana e dal Lazio. Incontrando amici e cercando bellezza.
Stasera avrei dovuto e voluto sentire Carmen dopo tre anni e più, ma purtroppo non potrò assistere al suo concerto... devo dire che mi è venuta davvero la nostalgia e chissà magari quest'estate capiterà di sentirla da qualche parte, magari con qualche vecchio amico consoliano perchè solo cosi ha più senso. Poco fa ho letto la mia posta elettronica.. il mio ex-polacco tornato italiano ma con il cuore in Francia mi ha finalmente riscritto... no, Javi, non trascuri le amicizie... anzi... sei stato la persona più presente durante questo mese.... e ho voglia di vederti e di restare giorni interi a parlare.. e insieme alla mail di Javi ho trovato anche un pò di saudade... e soprattutto un bellissimo gattino che spero di conoscere presto ;)
Ma la sentite questa meravigliosa primavera che riempie l'aria?
Le mie mani sono tese a raccoglierla....
Stamattina ho ascoltato musica mentre facevo il letto e riordinavo la mia stanza, poi ho levato la cenere dal camino e ho preparato il fuoco. A metà mattinata ho scritto una lunga mail come non mi capitava da tempo e oggi dopo pranzo non mi sono messa a letto e penso che non mi ci metterò fino a stasera e non era ancora successo. Solo quindici giorni fa non riuscivo neanche a salire le scale senza sentire dolore e oggi invece mi sento cosi bene... e spero di riuscire ad uscire presto da sola...e non vedo l'ora che venga sabato per andare al concerto dei Giardini di Mirò, per riabbracciare Luca e Francesco e qualche altro amico. E il fine settimana prossimo prenderò un aereo e tornerò al nord, prima nel nordovest e dopo nel nordest, scendendo come sempre passando dall'Emilia, dalla Toscana e dal Lazio. Incontrando amici e cercando bellezza.
Stasera avrei dovuto e voluto sentire Carmen dopo tre anni e più, ma purtroppo non potrò assistere al suo concerto... devo dire che mi è venuta davvero la nostalgia e chissà magari quest'estate capiterà di sentirla da qualche parte, magari con qualche vecchio amico consoliano perchè solo cosi ha più senso. Poco fa ho letto la mia posta elettronica.. il mio ex-polacco tornato italiano ma con il cuore in Francia mi ha finalmente riscritto... no, Javi, non trascuri le amicizie... anzi... sei stato la persona più presente durante questo mese.... e ho voglia di vederti e di restare giorni interi a parlare.. e insieme alla mail di Javi ho trovato anche un pò di saudade... e soprattutto un bellissimo gattino che spero di conoscere presto ;)
Ma la sentite questa meravigliosa primavera che riempie l'aria?
Le mie mani sono tese a raccoglierla....
lunedì, marzo 05, 2007
venerdì, marzo 02, 2007
la classe non è acqua
In questi ultimi due giorni ho cercato di guardare il Festival di Sanremo. La prima sera volevo sentire Nada, ma alla visione di Roby e Francesco Facchinetti e i loro occhi da morti viventi, ho deciso di gettare la spugna. La seconda sera volevo ascoltare Amalia Grè ma alla visione di Albano, ho di nuovo gettato la spugna. Ieri sera, complice la mia nipotina meravigliosa che mi distraeva con la sua gioia di vivere, sono riuscita a tenere accesa la televisione sua rai uno, senza volume naturalmente. E cosi ho resistito fino alla mezzanotte, quando finalmente sul palco del festival è scesa l'eleganza. Anzi, l'Elenganza. Mai mi sarei aspettata un momento di tale arte. Nada e Cristina Donà sembravano due alieni in mezzo a quello zoo. E Cristina, con quella telecaster in mano, mi ha fatto andare indietro con la mente a dieci anni fa, facendomi venire un groppo alla gola. Se avesse avuto il rimmel sbavato sugli occhi avrei potuto tranquillamente piangere di gioia. Ma non c'era nessuno con il rimmel sbavato sugli occhi e non c'era nessuno che si dimenava sulla telecaster. Non ho pianto di gioia quindi, ma ho solo sorriso dentro di me di fronte alla bellezza. E in tempi come questi, non mi sembra poco.
mercoledì, febbraio 28, 2007
sensazioni di familiarità
Mi dichiaro libera ai tuoi occhi
ma questo suona come una bestemmia
per la tua anima ancora incatenata
alla porta del passato prossimo.
Io lo conosco l’odore ferruginoso
di quelle catene e la puzza acida che
resta sulla pelle.
Lo conosco il dolore del corpo,
spezzato nelle giunture degli arti.
Il buio mi ha trafitta molte volte
prima che io potessi avere tra le mani
una spada di luce per colpirlo a morte.
28/2/07
ma questo suona come una bestemmia
per la tua anima ancora incatenata
alla porta del passato prossimo.
Io lo conosco l’odore ferruginoso
di quelle catene e la puzza acida che
resta sulla pelle.
Lo conosco il dolore del corpo,
spezzato nelle giunture degli arti.
Il buio mi ha trafitta molte volte
prima che io potessi avere tra le mani
una spada di luce per colpirlo a morte.
28/2/07
martedì, febbraio 27, 2007
sono molto irrequieta quando mi legano allo spazio (cit.)
I primi due mesi dell’anno non mi sono mai stati particolarmente simpatici, a differenza degli ultimi due che invece amo molto.
Stamattina mi sveglio girata sul fianco destro, quello che mi fa meno male e guardo il calendario come se guardassi un miracolo, una sorta di liberazione. Dopodomani inizia marzo e come mai nella mia vita, questa volta lo attendo come si attende uno di quegli angeli che ti riapre le ali o come una di quelle stelle danzanti di nietzchiana memoria. E giuro che non si tratta solo di cambi stagionali, almeno non solo nel senso climatico del termine. Voglio alzarmi da questo letto e dilatare la mia inquietudine, attaccarla con le migliori armi e tenerla a bada, quasi provandone piacere.
La memoria del mio cellulare è costantemente piena o quase cheia come recita la (mia) neolingua del telefono… e per questo non posso che ringraziarvi e mandare qualche parsimonioso abbraccio (non sono mai stata prodiga di oro).
E penso che tra quindici giorni tornerò dopo molti anni a Milano, una città che non mi è mai piaciuta, ma dove ho molti ricordi che non intendo andare a riprendere, al contrario, voglio aggiungerne di nuovi. E voglio andare sui navigli con un libro di Alda Merini tra le mani e vedere se è vero che ciò che dice. Se il Sud ha portato lì i suoi orari strambi e se ci si addormenta quando è ora di alzarsi. E naturalmente spero che sia vero, perché solo in quel caso non mi sentirò straniera. E prima di andarmene stringerò nelle mani il suo pensiero perché (anche) io sono novembrina, nel senso che amo le foglie sparse per terra, gli autunni celeri, quelli che incantano finalmente il sole e lo fermano nel suo girovagare quotidiano….
Stamattina mi sveglio girata sul fianco destro, quello che mi fa meno male e guardo il calendario come se guardassi un miracolo, una sorta di liberazione. Dopodomani inizia marzo e come mai nella mia vita, questa volta lo attendo come si attende uno di quegli angeli che ti riapre le ali o come una di quelle stelle danzanti di nietzchiana memoria. E giuro che non si tratta solo di cambi stagionali, almeno non solo nel senso climatico del termine. Voglio alzarmi da questo letto e dilatare la mia inquietudine, attaccarla con le migliori armi e tenerla a bada, quasi provandone piacere.
La memoria del mio cellulare è costantemente piena o quase cheia come recita la (mia) neolingua del telefono… e per questo non posso che ringraziarvi e mandare qualche parsimonioso abbraccio (non sono mai stata prodiga di oro).
E penso che tra quindici giorni tornerò dopo molti anni a Milano, una città che non mi è mai piaciuta, ma dove ho molti ricordi che non intendo andare a riprendere, al contrario, voglio aggiungerne di nuovi. E voglio andare sui navigli con un libro di Alda Merini tra le mani e vedere se è vero che ciò che dice. Se il Sud ha portato lì i suoi orari strambi e se ci si addormenta quando è ora di alzarsi. E naturalmente spero che sia vero, perché solo in quel caso non mi sentirò straniera. E prima di andarmene stringerò nelle mani il suo pensiero perché (anche) io sono novembrina, nel senso che amo le foglie sparse per terra, gli autunni celeri, quelli che incantano finalmente il sole e lo fermano nel suo girovagare quotidiano….
domenica, febbraio 25, 2007
martedì, febbraio 20, 2007
mercoledì, febbraio 14, 2007
der panther
Sein Blick ist vom Vorübergehn der Stäbe
so müd geworden,daß er nichts mehr hält.
Ihm ist, als ob es tausend Stäbe gäbe
und hinter tausend Stäben keine Welt.
Der weiche Gang geschmeidig starker Schritte,
der sich im allerkleinsten Kreise dreht,
ist wie ein Tanz von Kraft um eine Mitte,
in der betäubt ein großer Wille steht.
Nur manchmal schiebt der Vorhang der Pupille
sich lautlos auf -. Dann geht ein
Bild hinein, geht durch der Glieder angespannte Stille -
und hört im Herzen auf zu sein.
Rainer Maria Rilke
Im Jardin des Plantes, Paris
so müd geworden,daß er nichts mehr hält.
Ihm ist, als ob es tausend Stäbe gäbe
und hinter tausend Stäben keine Welt.
Der weiche Gang geschmeidig starker Schritte,
der sich im allerkleinsten Kreise dreht,
ist wie ein Tanz von Kraft um eine Mitte,
in der betäubt ein großer Wille steht.
Nur manchmal schiebt der Vorhang der Pupille
sich lautlos auf -. Dann geht ein
Bild hinein, geht durch der Glieder angespannte Stille -
und hört im Herzen auf zu sein.
Rainer Maria Rilke
Im Jardin des Plantes, Paris
domenica, febbraio 04, 2007
ospital(e)
L'ultima volta che sono stata in ospedale per un'operazione avevo sei anni e di quell'esperienza ricordo che sapevo già scrivere perchè usavo la scrittura al posto della parola che per qualche giorno mi fu tolta. Ricordo che scrivevo biglietti a mia madre in cui chiedevo del mio fratellino. E l'enorme quantità di gelati che mangiaii a seguito dell'operazione. Oggi, di anni ne ho molti di più e stasera tornerò in ospedale per starci qualche giorno. Anche se questa volta la voce non mi sarà tolta, probabilmente userò ancora la scrittura, per esprimere altri pensieri, attraverso nuove forme. Spero solo che l'anestesia sia quel "viaggio" che dice mia cugina! Un abbraccio a chi mi pensa e a chi mi penserà.
sabato, febbraio 03, 2007
venerdì, febbraio 02, 2007
che cosa sono le nuvole?
C'è un bel sole oggi e guardando dalla finestra della mia aula vedo come sempre le barche ferme al vento ed il mare sconfinato che si prepara ad accogliere il tramonto.
Ho da poco finito la lezione del pomeriggio e ascolto che cosa sono le nuvole cantata da Modugno e non posso fare a meno di ritornare con la mente alla meravigliosa scena finale dell'omonimo film di Pasolini... certe volte mi sento proprio come in quella scena.. ah, meravigliosa e struggente bellezza del creato.... mi sento cosi triste oggi, non so nemmeno io il perchè, credo sia semplicemente quel senso di vuoto che a volte ci prende e ci tormenta. A quest'ora a scuola si respira un'aria di pace, i ragazzi sono nella sala computer e chiaccherano, sento le loro risate arrivare da lì... io sono in tre stanze dopo la loro, nella mia aula. Stasera uscirò con Raik ed Alexandr e pensavo al fatto che è da molto tempo che non uscivo con i miei alunni, forse perchè da quando c'era Marco non ho più incontrato nessuno che mi ha particolarmente entusiasmato, davvero. Nessuno più mi ha detto che il cielo oggi piange, nessuno più mi ha regalato musica, nessuno più mi ha cercato in giro per la città chiedendo di me alle persone. Stasera Alexandr parte per Firenze e mi ha chiesto notizie sulla città. E non ho potuto fare a meno di pensare alla Toscana, una terra con cui sono sempre stata legata a doppio filo, da quando ero piccola, per motivi diversi. Da un pò di tempo quel filo si è reciso e chissà se mai avrò la forza di ricucirlo. A volte penso alla mia infanzia e a certi modi di parlare che mi sono entrati dentro e poi penso ad un tempo molto più vicino e a tante immagini fisse dentro di me.
Penso a molte persone in questo momento, quelle che più amo, soprattutto.
Penso alla mia cuginetta in preda al caos di Manatthan davanti a vecchie pellicole di film logorate... a una delle persone che voglio più bene al mondo e che ora sta soffrendo per amore.. a chi è preoccupato per me perchè vorrei dirgli che non deve essere triste per il mio viaggio e che prossimamente tutto andrà bene, per me e per quello che vorremmo costruire insieme.
... che bello quel rosa tra il mare e la costiera amalfitana... vado a perdermi nei colori del tramonto e a raccoglierne un pò per riempire i miei pacchetti via sms.
Ho da poco finito la lezione del pomeriggio e ascolto che cosa sono le nuvole cantata da Modugno e non posso fare a meno di ritornare con la mente alla meravigliosa scena finale dell'omonimo film di Pasolini... certe volte mi sento proprio come in quella scena.. ah, meravigliosa e struggente bellezza del creato.... mi sento cosi triste oggi, non so nemmeno io il perchè, credo sia semplicemente quel senso di vuoto che a volte ci prende e ci tormenta. A quest'ora a scuola si respira un'aria di pace, i ragazzi sono nella sala computer e chiaccherano, sento le loro risate arrivare da lì... io sono in tre stanze dopo la loro, nella mia aula. Stasera uscirò con Raik ed Alexandr e pensavo al fatto che è da molto tempo che non uscivo con i miei alunni, forse perchè da quando c'era Marco non ho più incontrato nessuno che mi ha particolarmente entusiasmato, davvero. Nessuno più mi ha detto che il cielo oggi piange, nessuno più mi ha regalato musica, nessuno più mi ha cercato in giro per la città chiedendo di me alle persone. Stasera Alexandr parte per Firenze e mi ha chiesto notizie sulla città. E non ho potuto fare a meno di pensare alla Toscana, una terra con cui sono sempre stata legata a doppio filo, da quando ero piccola, per motivi diversi. Da un pò di tempo quel filo si è reciso e chissà se mai avrò la forza di ricucirlo. A volte penso alla mia infanzia e a certi modi di parlare che mi sono entrati dentro e poi penso ad un tempo molto più vicino e a tante immagini fisse dentro di me.
Penso a molte persone in questo momento, quelle che più amo, soprattutto.
Penso alla mia cuginetta in preda al caos di Manatthan davanti a vecchie pellicole di film logorate... a una delle persone che voglio più bene al mondo e che ora sta soffrendo per amore.. a chi è preoccupato per me perchè vorrei dirgli che non deve essere triste per il mio viaggio e che prossimamente tutto andrà bene, per me e per quello che vorremmo costruire insieme.
... che bello quel rosa tra il mare e la costiera amalfitana... vado a perdermi nei colori del tramonto e a raccoglierne un pò per riempire i miei pacchetti via sms.
mercoledì, gennaio 31, 2007
dieci anni dopo
Sopporterei ciò che più mi offende
Assisto a quei gesti guidati dalla tua stupidità
Sopporterei ciò che più mi uccide
Saprei restare comunque fedele a me stessa
Viscidi sorrisi non riscaldano
Tra bene e male ho già deciso
In fondo sai che le apparenze
Non m’ingannano
Mi hai soltanto strappato un po’di silenzio…
Facile risponderti che puoi prenderti tutto quello che vuoi
Mi hai soltanto strappato un po’di silenzio
Soltanto strappato un po’ di silenzio
Hai soltanto sprecato il tuo nobile fiato
Sopporterei ciò che più mi offende
Saprei restare comunque fedele a me stessa
Viscidi sorrisi non riscaldano
Tra bene e male ho già deciso
In fondo sai che le apparenze
Non m’ ingannano
Mi hai soltanto strappato un po’di silenzio…
Facile risponderti che puoi prenderti tutto quello che vuoi
Mi hai soltanto strappato un po’ di silenzio ...
Soltanto strappato un po’ di silenzio
Soltanto strappato un po’ di silenzio
Hai soltanto sprecato il tuo nobile fiato…
Fino all'ultimo - Carmen Consoli
...un telefono che squilla nella notte, un concerto a 900 chilometri di distanza ed io che ascolto immobile un'emozione che dopo dieci anni è rimasta lì, intatta, perfetta e meravigliosa... un urlo al mondo gonfio di bellezza, un'emozione profondamente mia e che mi accompagnerà per sempre, perchè ci sono canzoni che sono schegge del proprio cuore e che non vanno più via.
Assisto a quei gesti guidati dalla tua stupidità
Sopporterei ciò che più mi uccide
Saprei restare comunque fedele a me stessa
Viscidi sorrisi non riscaldano
Tra bene e male ho già deciso
In fondo sai che le apparenze
Non m’ingannano
Mi hai soltanto strappato un po’di silenzio…
Facile risponderti che puoi prenderti tutto quello che vuoi
Mi hai soltanto strappato un po’di silenzio
Soltanto strappato un po’ di silenzio
Hai soltanto sprecato il tuo nobile fiato
Sopporterei ciò che più mi offende
Saprei restare comunque fedele a me stessa
Viscidi sorrisi non riscaldano
Tra bene e male ho già deciso
In fondo sai che le apparenze
Non m’ ingannano
Mi hai soltanto strappato un po’di silenzio…
Facile risponderti che puoi prenderti tutto quello che vuoi
Mi hai soltanto strappato un po’ di silenzio ...
Soltanto strappato un po’ di silenzio
Soltanto strappato un po’ di silenzio
Hai soltanto sprecato il tuo nobile fiato…
Fino all'ultimo - Carmen Consoli
...un telefono che squilla nella notte, un concerto a 900 chilometri di distanza ed io che ascolto immobile un'emozione che dopo dieci anni è rimasta lì, intatta, perfetta e meravigliosa... un urlo al mondo gonfio di bellezza, un'emozione profondamente mia e che mi accompagnerà per sempre, perchè ci sono canzoni che sono schegge del proprio cuore e che non vanno più via.
martedì, gennaio 30, 2007
domenica, gennaio 28, 2007
sabato, gennaio 27, 2007
giorno della memoria...per non dimenticare, mai.
Auschwitz (F.Guccini)
Son morto ch'ero bambino/son morto con altri cento/passato per un camino/e ora sono nel vento/Ad Auschwitz c'era la neve/il fumo saliva lento/nei campi tante persone/che ora sono nel vento/Nei campi tante persone/ma un solo grande silenzio/che strano, non ho imparato/a sorridere qui nel vento/Io chiedo come puo` un uomo/uccidere un suo fratello/eppure siamo a milioni/in polvere qui nel vento/Ancora tuona il cannone/ancora non e` contenta/di sangue la bestia umana/e ancora ci porta il vento/Io chiedo quando sara`/che un uomo potra` imparare/a vivere senza ammazzare/e il vento si posera'/
venerdì, gennaio 26, 2007
anima fiammeggiante
Ci sono momenti in cui mi chiedo sempre che senso abbia il tempo. Che cosa realmente esso sia e quanto sia importante. Me lo chiedo soprattutto quando mi dimentico della sua esistenza, quando nella vita incontro qualcuno che mi rivela inconsapevolmente quell’alchimia che lega le persone pur essendo completamente sconosciute. Me lo chiedo quando la sintonia entra spontaneamente nelle mie mani (mai bloccate) e nei miei occhi (mai bassi), quando il silenzio non ha alcun peso, riempito da parole che scivolano libere e che non hanno paura di diventare alate e che allo stesso tempo non lo pretendono perché portano con sè solamente una possibilità di vita. Ed è bello conservare i colori nei propri occhi, una gamma varia e variabile, perché il bianco ed il nero esistono solo per dar vita alle sfumature ed è in esse che io incontro la vita. Oggi, mia cugina Eloisa è stata una di queste sfumature di colori in cui amo perdermi, anche se a piccoli passi... in un bar della barceloneta, in un ristorante pakistano del raval, in una numerosa famiglia meridionale (la mia) che la accoglie dopo quindici anni, come se fosse sempre stata qui, nei suoi occhi emozionati di fronte a tutto questo, nelle sue risate e nel suo stupore, nel suo coraggio, nella sua meravigliosa e commovente voglia di sud. E nel suo orgoglio nell’inseguire questa voglia ed i suoi desideri.
giovedì, gennaio 25, 2007
in qualche parte del mondo, là nel silenzio di un angelo
Mia madre me l’ha raccontata tante volte la notte in cui è scomparso. Lei aveva nemmeno diciassette anni e pianse disperata alla notizia della sua morte. Quando ero bambina mi cantava spesso le sue canzoni... me ne ricordo soprattutto una....
.......ragazzo mio, un giorno ti diranno che tuo padre aveva per la testa tante idee ma in fondo poi non ha concluso niente… non devi credere, no, vogliono far di te un uomo piccolo, una barca senza vela, ma tu non credere, no, che appena s'alza il mare gli uomini senza idee, per primi vanno a fondo…
si, posso tranquillamente dire di esserci cresciuta con questa canzone...
Sono le undici e mezza di sera… mentre aspetto che Antonella atterri a New York guardo su rai due finalmente un programma degno di essere visto. La storia siamo noi stasera parla di Luigi Tenco.. il piccolo principe che girava senza spada. E ascoltandolo in vecchie registrazioni e guardandolo in vecchie immagini di repertorio posso perfettamente immaginare perché mia madre lo amasse tanto. Lo squillo di Anto è appena arrivato… ora posso addormentarmi tranquilla. O almeno ci provo. Un giorno dopo l’altro. Un giorno dopo l’altro. Un giorno. Dopo. L’altro.
.......ragazzo mio, un giorno ti diranno che tuo padre aveva per la testa tante idee ma in fondo poi non ha concluso niente… non devi credere, no, vogliono far di te un uomo piccolo, una barca senza vela, ma tu non credere, no, che appena s'alza il mare gli uomini senza idee, per primi vanno a fondo…
si, posso tranquillamente dire di esserci cresciuta con questa canzone...
Sono le undici e mezza di sera… mentre aspetto che Antonella atterri a New York guardo su rai due finalmente un programma degno di essere visto. La storia siamo noi stasera parla di Luigi Tenco.. il piccolo principe che girava senza spada. E ascoltandolo in vecchie registrazioni e guardandolo in vecchie immagini di repertorio posso perfettamente immaginare perché mia madre lo amasse tanto. Lo squillo di Anto è appena arrivato… ora posso addormentarmi tranquilla. O almeno ci provo. Un giorno dopo l’altro. Un giorno dopo l’altro. Un giorno. Dopo. L’altro.
mercoledì, gennaio 24, 2007
cieli nerissimi
Fuori c'è un tempo da paura.
Tutti si lamentavano del caldo ed allora eccoli benserviti!
Dopo pranzo sono tornata in accademia, perchè ho dimenticato il portatile a casa dei miei genitori, ma per fortuna stasera vengono a cena da me (in realtà è sempre mia madre che cucina) e cosi mi riporteranno il mio bambino! Sono le sei del pomeriggio e la sala computer si è quasi svuotata. Mustafà, Raik ed Alexandr, i miei preferiti, sono andati via da poco e sono rimaste solo la canadese che sta scrivendo ad una sua zia di Toronto a cui piacciono i giardini e le scarpe italiane e l' americana con bisnonna cilentana. E' veramente uno strano personaggio Diana, in effetti non sembra un'americana o forse si.... non so in realtà che idea reale ho degli americani... ne vedo cosi tanti e tutti cosi diversi da quando insegno in questa scuola... di sicuro so che lei è una delle più dolci... oggi ho scoperto che ha cinquantasei anni ed io che gliene davo massimo 40! Sto scrivendo dal pc che sta vicino al balcone e dal balcone vedo il mare, stasera la nave non c'è, sarà salpata per qualche terra lontana... ci sono solo molte barche ormeggiate, ma molte sono con le vele aperte e il vento le gonfia... c'è un vento terribile... io ho una paura tremenda del vento, mi fa meno paura, che ne so, un incendio...
E' bello di mattina mandarti un sms mentre sto andando a lavoro, sai? Ed è bello sapere che anche tu durante la giornata, mentre cammini o mentre sei ad un concerto o mentre bevi un tè nero, ne mandi uno a me. Dimmi... riesci a vederlo il mio mare da là? E' un pò lontano... ma sono sicura che insieme al mio pensiero te ne arrivi ogni giorno un pezzetto.... e non voglio i tuoi occhi diversi, non sarebbero i tuoi e non li riconoscerei. Ma stasera il mare è molto arrabbiato... devo dire che però è forse l'unica cosa che continua a piacermi quando si arrabbia... le persone sono orribili quando gridano e cosi anche gli alberi e la natura in generale... invece il mare no, lui resta bello anche quando è in tempesta... del resto l'ho sempre preferito d'inverno.... pensavo che forse l'ultima volta in cui lo abbiamo visto insieme (mille anni fa?) era proprio d'inverno... o forse mi sbaglio... lo vedi che succede a stare per tanto tempo senza bere tè insieme?
Luca e Francesco mi stanno aspettando. Dovremmo andare al cineforum insieme stasera (ieri abbiamo passato la serata tra Pasolini e amaro del capo) ma odio il freddo.... voglio che il cinema venga a casa mia.... se mi concentro magari Don Andrea organizza un teletrasporto... se mi concentro i miracoli possono avvenire... voi che ne dite?
Tutti si lamentavano del caldo ed allora eccoli benserviti!
Dopo pranzo sono tornata in accademia, perchè ho dimenticato il portatile a casa dei miei genitori, ma per fortuna stasera vengono a cena da me (in realtà è sempre mia madre che cucina) e cosi mi riporteranno il mio bambino! Sono le sei del pomeriggio e la sala computer si è quasi svuotata. Mustafà, Raik ed Alexandr, i miei preferiti, sono andati via da poco e sono rimaste solo la canadese che sta scrivendo ad una sua zia di Toronto a cui piacciono i giardini e le scarpe italiane e l' americana con bisnonna cilentana. E' veramente uno strano personaggio Diana, in effetti non sembra un'americana o forse si.... non so in realtà che idea reale ho degli americani... ne vedo cosi tanti e tutti cosi diversi da quando insegno in questa scuola... di sicuro so che lei è una delle più dolci... oggi ho scoperto che ha cinquantasei anni ed io che gliene davo massimo 40! Sto scrivendo dal pc che sta vicino al balcone e dal balcone vedo il mare, stasera la nave non c'è, sarà salpata per qualche terra lontana... ci sono solo molte barche ormeggiate, ma molte sono con le vele aperte e il vento le gonfia... c'è un vento terribile... io ho una paura tremenda del vento, mi fa meno paura, che ne so, un incendio...
E' bello di mattina mandarti un sms mentre sto andando a lavoro, sai? Ed è bello sapere che anche tu durante la giornata, mentre cammini o mentre sei ad un concerto o mentre bevi un tè nero, ne mandi uno a me. Dimmi... riesci a vederlo il mio mare da là? E' un pò lontano... ma sono sicura che insieme al mio pensiero te ne arrivi ogni giorno un pezzetto.... e non voglio i tuoi occhi diversi, non sarebbero i tuoi e non li riconoscerei. Ma stasera il mare è molto arrabbiato... devo dire che però è forse l'unica cosa che continua a piacermi quando si arrabbia... le persone sono orribili quando gridano e cosi anche gli alberi e la natura in generale... invece il mare no, lui resta bello anche quando è in tempesta... del resto l'ho sempre preferito d'inverno.... pensavo che forse l'ultima volta in cui lo abbiamo visto insieme (mille anni fa?) era proprio d'inverno... o forse mi sbaglio... lo vedi che succede a stare per tanto tempo senza bere tè insieme?
Luca e Francesco mi stanno aspettando. Dovremmo andare al cineforum insieme stasera (ieri abbiamo passato la serata tra Pasolini e amaro del capo) ma odio il freddo.... voglio che il cinema venga a casa mia.... se mi concentro magari Don Andrea organizza un teletrasporto... se mi concentro i miracoli possono avvenire... voi che ne dite?
martedì, gennaio 23, 2007
pennette al pesto
Il martedi gli alunni restano a scuola per pranzare insieme. Naturalmente la scelta di restare è arbitraria. Ho notato che restano quasi sempre tutti, come oggi, a parte Diana che è andata to Cilento per andare a visitare il paese dove sono nati i suoi nonni o bisnonni ( non ho ben capito).
Stamattina, durante la lezione sul passato remoto, ho scoperto che anche Daniella, la scura svedese di madre americana ha lontane origini italiane da parte materna; le ipotesi di dividono tra la Sicilia, Genova e Napoli. La madre è nata a Chicago. Le ho chiesto se conosceva Jonh Fante perchè mi ricordavo che la madre, Mary Capoluongo, figlia di un sarto di origini lucane, era nata a Chicago. Forse se le avessi detto Gigi D'Alessio avrebbe fatto una faccia meno stralunata.
Ora in accademia si respira un silenzio, interrotto solo dal rumore della fotocopiatrice alle mie spalle. I ragazzi sono andati tutti a casa a dormire, ho scoperto che hanno passato la serata di ieri tutti all'Alcool Cafè fino a notte inoltrata. Devo ammetere che seguono i miei insegnamenti e che quindi come insegnante non posso lamentarmi sul loro rendimento!
Stamattina, durante la lezione sul passato remoto, ho scoperto che anche Daniella, la scura svedese di madre americana ha lontane origini italiane da parte materna; le ipotesi di dividono tra la Sicilia, Genova e Napoli. La madre è nata a Chicago. Le ho chiesto se conosceva Jonh Fante perchè mi ricordavo che la madre, Mary Capoluongo, figlia di un sarto di origini lucane, era nata a Chicago. Forse se le avessi detto Gigi D'Alessio avrebbe fatto una faccia meno stralunata.
Ora in accademia si respira un silenzio, interrotto solo dal rumore della fotocopiatrice alle mie spalle. I ragazzi sono andati tutti a casa a dormire, ho scoperto che hanno passato la serata di ieri tutti all'Alcool Cafè fino a notte inoltrata. Devo ammetere che seguono i miei insegnamenti e che quindi come insegnante non posso lamentarmi sul loro rendimento!
domenica, gennaio 21, 2007
domenica
Stare con la mia famiglia,
accarezzare il mio gatto,
bere un tè verde,
leggere poesia.
"Da qui si doveva cominciare: il cielo.
Finestra senza davanzale, telaio, vetri.
Un’apertura e nulla più,
ma spalancata.
Non devo attendere una notte serena,
né alzare la testa
per osservare il cielo.
L’ho dietro a me, sottomano e sulle palpebre.
Il cielo mi avvolge ermeticamente
e mi solleva da sotto.
Perfino le montagne più alte
non sono più vicine al cielo
delle valli più profonde.
In nessun luogo ce n’è di più
che in un altro.
La nuvola è schiacciata dal cielo
inesorabilmente come la tomba.
La talpa è al settimo cielo
come il gufo che scuote le ali.
La cosa che cade in un abisso,
cade da cielo a cielo.
Friabili, fluenti, rocciose,
infuocate ed eteree,
distese di cielo, briciole di cielo,
folate e cataste di cielo.
Il cielo è onnipresente
perfino nel buio sotto la pelle.
Mangio cielo, evacuo cielo.
Sono una trappola in trappola,
un abitante abitato,
un abbraccio abbracciato,
una domanda in risposta a una domanda.
La divisione tra cielo e terra
non è il modo appropriato
di pensare a questa totalità.
Permette solo di sopravvivere
a un indirizzo più esatto,
più facile da trovare
se dovessero cercarmi.
Miei segni particolari:
incanto e disperazione".
Il cielo - Wislawa Szymborska
accarezzare il mio gatto,
bere un tè verde,
leggere poesia.
"Da qui si doveva cominciare: il cielo.
Finestra senza davanzale, telaio, vetri.
Un’apertura e nulla più,
ma spalancata.
Non devo attendere una notte serena,
né alzare la testa
per osservare il cielo.
L’ho dietro a me, sottomano e sulle palpebre.
Il cielo mi avvolge ermeticamente
e mi solleva da sotto.
Perfino le montagne più alte
non sono più vicine al cielo
delle valli più profonde.
In nessun luogo ce n’è di più
che in un altro.
La nuvola è schiacciata dal cielo
inesorabilmente come la tomba.
La talpa è al settimo cielo
come il gufo che scuote le ali.
La cosa che cade in un abisso,
cade da cielo a cielo.
Friabili, fluenti, rocciose,
infuocate ed eteree,
distese di cielo, briciole di cielo,
folate e cataste di cielo.
Il cielo è onnipresente
perfino nel buio sotto la pelle.
Mangio cielo, evacuo cielo.
Sono una trappola in trappola,
un abitante abitato,
un abbraccio abbracciato,
una domanda in risposta a una domanda.
La divisione tra cielo e terra
non è il modo appropriato
di pensare a questa totalità.
Permette solo di sopravvivere
a un indirizzo più esatto,
più facile da trovare
se dovessero cercarmi.
Miei segni particolari:
incanto e disperazione".
Il cielo - Wislawa Szymborska
sabato, gennaio 20, 2007
sabato pomeriggio di fine gennaio
Oggi è il 20 gennaio ed è il compleanno di Luca. Considerata la temperatura mi sembra più di essere in uno sbiadito autunno e mentre penso che odio il freddo e che perciò dovrei essere contenta, non posso fare a meno di pensare all'effetto serra che continuerà a schiacciarci sempre di più. E quindi non mi resta che esclamare: viva le magnifiche sorti e progressive!
Ieri sera concerto di Bugo all'Asilo politico. La domanda è: Bugo ci è o ci fa? Comunque so solo che ieri sera si è salvato la pelle per poco.... è successo un finimondo, tra idioti e meno idioti ad alto livello alcolico che non erano d'accordo con i mille euro che gli avrebbero dato quelli dell'Asilo mentre loro facevano la fame abbasc a pastena. Menomale che c'è sempre una violenza plebea o nu mazzo 'e ciure a salvare la situazione! Anche se, anche i Malatja, non sono più quelli di una volta... come ha detto ieri Pasquale, anche i Malatja invecchiano... il punk è morto, lunga vita al punk!
E ieri sera, inaspettatamente, ho anche riabbracciato Angela o anche conosciuta come Tokyo girl... quanto mi era mancata.
Sono quasi le quattro, mangio qualcosa e poi giù per le strade di sole a respirare il sabato del villaggio.
Ieri sera concerto di Bugo all'Asilo politico. La domanda è: Bugo ci è o ci fa? Comunque so solo che ieri sera si è salvato la pelle per poco.... è successo un finimondo, tra idioti e meno idioti ad alto livello alcolico che non erano d'accordo con i mille euro che gli avrebbero dato quelli dell'Asilo mentre loro facevano la fame abbasc a pastena. Menomale che c'è sempre una violenza plebea o nu mazzo 'e ciure a salvare la situazione! Anche se, anche i Malatja, non sono più quelli di una volta... come ha detto ieri Pasquale, anche i Malatja invecchiano... il punk è morto, lunga vita al punk!
E ieri sera, inaspettatamente, ho anche riabbracciato Angela o anche conosciuta come Tokyo girl... quanto mi era mancata.
Sono quasi le quattro, mangio qualcosa e poi giù per le strade di sole a respirare il sabato del villaggio.
venerdì, gennaio 19, 2007
un altro giorno è andato
Era di Guccini? Ne parlavamo ieri sera io ed Emma. Guccini chi è? Quello che canta "alla fiera dell'est"? Si proprio lui..
Quasi le tre ed io sono ancora a scuola. Stamattina ho avuto la classe di principianti assoluti, americana con nonni cilentani, australiana quindicenne con padre e madre italiani e i due ragazzi di Baghdad. Bellissimo, ma stancantissimo.
Stasera concerto di Bugo all'asilo politico. Un pò di idiozia a volte fa bene.
Me ne vado a casa a mangiare.
E a sognare i miei sogni che non voglio smettere di inseguire.
Quasi le tre ed io sono ancora a scuola. Stamattina ho avuto la classe di principianti assoluti, americana con nonni cilentani, australiana quindicenne con padre e madre italiani e i due ragazzi di Baghdad. Bellissimo, ma stancantissimo.
Stasera concerto di Bugo all'asilo politico. Un pò di idiozia a volte fa bene.
Me ne vado a casa a mangiare.
E a sognare i miei sogni che non voglio smettere di inseguire.
mercoledì, gennaio 17, 2007
cieli neri
Era una vecchia canzone dei bluvertigo vero? Scegli me tra i tuoi re... diceva così giusto?
Forse sarà perchè ultimamente mi stanno passando parecchio per la mente vecchi ricordi o forse perchè in fondo ci sono delle frasi o delle espressioni che non si dimenticano, ma oggi guardando questo cielo cosi triste mi è rivenuto in mente questo titolo. Guardando dal balcone alle mie spalle, nemmeno il mare riesce a dare un pò di luce. La nave della grimaldi è come sempre pronta per salpare, verso Malta, la Sicilia o forse verso il nordafrica. Chissà... sento gli alunni ridere nella sala delle proiezioni, oggi è mercoledi e c'è il cineforum della scuola. Il film di oggi è Bianco, rosso e verdone.. chissà che stanno capendo e cosa no. L'importante è che stiano insieme e che ascoltino quanto più possibile.. una lingua si impara solamente attraverso la pratica.
Che carino Raik... l'israeliano dai meravigliosi occhi neri oggi mi ha portato un regalo che viene direttamente da Bethlehem.. mi ha pronunciato il nome in arabo e ho cercato di ripeterlo. Ieri sono arrivati due ragazzi di Baghdad.. ma com'è che sti mediorientali sono cosi belli e dolci?
Piove.. qualcuno mi sta venendo a prendere a scuola con un ombrello... stasera c'è la vampa di Sant'Antuono con il falò sulla spiaggia di Santa Teresa e varie dance hall fino a notte inoltrata. Speriamo sia una bella serata e che i pensieri tristi scompaiano almeno per questa notte.
Forse sarà perchè ultimamente mi stanno passando parecchio per la mente vecchi ricordi o forse perchè in fondo ci sono delle frasi o delle espressioni che non si dimenticano, ma oggi guardando questo cielo cosi triste mi è rivenuto in mente questo titolo. Guardando dal balcone alle mie spalle, nemmeno il mare riesce a dare un pò di luce. La nave della grimaldi è come sempre pronta per salpare, verso Malta, la Sicilia o forse verso il nordafrica. Chissà... sento gli alunni ridere nella sala delle proiezioni, oggi è mercoledi e c'è il cineforum della scuola. Il film di oggi è Bianco, rosso e verdone.. chissà che stanno capendo e cosa no. L'importante è che stiano insieme e che ascoltino quanto più possibile.. una lingua si impara solamente attraverso la pratica.
Che carino Raik... l'israeliano dai meravigliosi occhi neri oggi mi ha portato un regalo che viene direttamente da Bethlehem.. mi ha pronunciato il nome in arabo e ho cercato di ripeterlo. Ieri sono arrivati due ragazzi di Baghdad.. ma com'è che sti mediorientali sono cosi belli e dolci?
Piove.. qualcuno mi sta venendo a prendere a scuola con un ombrello... stasera c'è la vampa di Sant'Antuono con il falò sulla spiaggia di Santa Teresa e varie dance hall fino a notte inoltrata. Speriamo sia una bella serata e che i pensieri tristi scompaiano almeno per questa notte.
lunedì, gennaio 15, 2007
chiavi di ricerca
Tra le cose più divertenti di shinystat c'è sicuramente la voce chiavi di ricerca e cioè le varie voci tramite cui si accede al mio blog volontariamente o involontariamente. Non posso naturalmente sapere quando e da chi sono state digitate le parole chiavi ma tra i vari ho tutto in testa ma non riesco a dirlo piuttosto che lo scontato la bellezza delle cose blog manu o il raccapricciante date per il concerto di nek o ancora la poetica operazione +manuela+prato, mi colpisce e mi sorprende il ritrovarsi dopo tanto tempo.
Per un attimo mi sembra di poter vedere una mano invisibile che digita la frase e che la pensa come se fosse la chiave di ricerca di un qualcosa che vorrebbe diventasse reale ma il ritrovarsi non può avere vita solamente nei pensieri. I sogni, per diventare tali, hanno bisogno di voce. Io, la tua voce, l'ho dimenticata. Ho provato a ripensarla, ma alla mente mi vengono solamente suoni strozzati ed echi troppo lontani che mi permettono solo di avere l'orecchio teso ma non le mie mani. Come dire, posso riuscire a sentire, ma non ad agire. E se anche è vero che la bellezza delle cose ama sorprendere è anche vero che non sempre riusciamo a pensarla nello stesso modo limpido di prima e quindi cosa ci resta? Il coraggio.... tu la conosci questa parola?
Per un attimo mi sembra di poter vedere una mano invisibile che digita la frase e che la pensa come se fosse la chiave di ricerca di un qualcosa che vorrebbe diventasse reale ma il ritrovarsi non può avere vita solamente nei pensieri. I sogni, per diventare tali, hanno bisogno di voce. Io, la tua voce, l'ho dimenticata. Ho provato a ripensarla, ma alla mente mi vengono solamente suoni strozzati ed echi troppo lontani che mi permettono solo di avere l'orecchio teso ma non le mie mani. Come dire, posso riuscire a sentire, ma non ad agire. E se anche è vero che la bellezza delle cose ama sorprendere è anche vero che non sempre riusciamo a pensarla nello stesso modo limpido di prima e quindi cosa ci resta? Il coraggio.... tu la conosci questa parola?
domenica, gennaio 14, 2007
la moltitudine errante
in questi giorni su l' Internazionale è uscito il portfolio di mia cugina sui rifugiati in Colombia o los desplazados de la violenza a Bogotà...
venerdì, gennaio 12, 2007
giovedì, gennaio 11, 2007
una giornata non qualunque
Stamattina ho ricominciato ad insegnare.
Erano passate parecchie settimane dall’ultima volta che lo avevo fatto ed è stata una bella emozione, ancor più per la bella classe che ho trovato.
Claudio, venticinquenne di padre italiano e madre onduregna; Tore, notevole quarantatreenne norvegese che mi ha invitato a casa sua ad Oslo e per iniziare, al bar mi ha offerto cappuccino e cornetto; Liga, signora di origine lettone, nata in Inghilterra e domiciliata in Canada e dulcis in fundo, Raik, ventunenne israeliano meravigliosamente timido e dai meravigliosi occhi neri.
Alla fine della lezione mi hanno tutti ringraziato ed io come sempre ho risposto di cosa?
Dopo lezione mi sono trattenuta in accademia per parlare con Milena e non solo di lavoro e come sempre ho pranzato quasi alle quattro. Ho registrato due dischi di Polly Jean a Francesco che me li aveva chiesti da tanto tempo e poi sono passata in bottega a salutare Antonella, a sentire il suo sorriso e a prendere il mio tè verde al gelsomino insieme a tutte quante le ragazze che fanno il servizio civile, oramai è diventato un piccolo rito.
Ho fatto una passeggiata, incontrando un po’ di gente e poi via a casa.
Alle nove mi aspettano per la cena Luca e Francesco che ieri ho finalmente potuto riabbracciare all'interno di un cinema parrocchiale dal gusto retrò e poi in programma c'è la visione di Lolita di Kubrick, insieme al loro amico Costantino, meglio conosciuto come il contrabbassista pazzo.
Mi sa che stasera faremo di nuovo le tre.
Intanto aspetto l’ora di cena, sorseggiando un amaro del capo e ascoltando un amico fragile che non potrà mai essere dimenticato, in questo giorno ancor di più.
Erano passate parecchie settimane dall’ultima volta che lo avevo fatto ed è stata una bella emozione, ancor più per la bella classe che ho trovato.
Claudio, venticinquenne di padre italiano e madre onduregna; Tore, notevole quarantatreenne norvegese che mi ha invitato a casa sua ad Oslo e per iniziare, al bar mi ha offerto cappuccino e cornetto; Liga, signora di origine lettone, nata in Inghilterra e domiciliata in Canada e dulcis in fundo, Raik, ventunenne israeliano meravigliosamente timido e dai meravigliosi occhi neri.
Alla fine della lezione mi hanno tutti ringraziato ed io come sempre ho risposto di cosa?
Dopo lezione mi sono trattenuta in accademia per parlare con Milena e non solo di lavoro e come sempre ho pranzato quasi alle quattro. Ho registrato due dischi di Polly Jean a Francesco che me li aveva chiesti da tanto tempo e poi sono passata in bottega a salutare Antonella, a sentire il suo sorriso e a prendere il mio tè verde al gelsomino insieme a tutte quante le ragazze che fanno il servizio civile, oramai è diventato un piccolo rito.
Ho fatto una passeggiata, incontrando un po’ di gente e poi via a casa.
Alle nove mi aspettano per la cena Luca e Francesco che ieri ho finalmente potuto riabbracciare all'interno di un cinema parrocchiale dal gusto retrò e poi in programma c'è la visione di Lolita di Kubrick, insieme al loro amico Costantino, meglio conosciuto come il contrabbassista pazzo.
Mi sa che stasera faremo di nuovo le tre.
Intanto aspetto l’ora di cena, sorseggiando un amaro del capo e ascoltando un amico fragile che non potrà mai essere dimenticato, in questo giorno ancor di più.
il cuore rallenta....
mercoledì, gennaio 10, 2007
lunedì, gennaio 08, 2007
encontros e despedidas
Sarà che in questi giorni ho ascoltato tanto questa meravigliosa canzone che ora mi sembra di averla costantemente nella testa. E non solo per quello che dice...
Oggi è partita una delle persone che voglio più bene al mondo e mentre le porte del treno si chiudevano mi è venuto da piangere e ho pensato che era veramente tantissimo tempo che non provavo una sensazione simile di fronte ad un treno che portava via un pezzo di me.
Un tè nero misto ad un pensiero nel pomeriggio, uno scambio di sms e di un abbraccio un paio di ore fa e ora Quo che dorme al mio lato, qualcosa per cui essere felice in questo momento.
Oggi è partita una delle persone che voglio più bene al mondo e mentre le porte del treno si chiudevano mi è venuto da piangere e ho pensato che era veramente tantissimo tempo che non provavo una sensazione simile di fronte ad un treno che portava via un pezzo di me.
Un tè nero misto ad un pensiero nel pomeriggio, uno scambio di sms e di un abbraccio un paio di ore fa e ora Quo che dorme al mio lato, qualcosa per cui essere felice in questo momento.
domenica, gennaio 07, 2007
domenica in loop
(ele)
Vai chover de novo
Deu na TV
Que o povo já se cansou
De tanto o céu desabar
E pede a um santo daqui
Que reza a ajuda de Deus
Mas nada pode fazer
Se a chuva quer é trazer você pra mim
Vem cá, que tá me dando uma vontade de chorar
Não faz assimNão vá pra lá
Meu coração vai se entregar
À tempestade...
(ela)
Quem é você pra me chamar aqui
Se nada aconteceu? Me diz?
Foi só amor? Ou medo de ficar
Sozinho outra vez?
Cadê aquela outra mulher?
Você me parecia tão bem..
A chuva já passou por aqui
Eu mesma que cuidei de secar
Quem foi que te ensinou a rezar?
Que santo vai brigar por você?
Que povo aprova o que você fez?
Devolve aquela minha TV
Que eu vou de vez
Não há porque chorar
Por um amor que já morreu
Deixa pra lá
Eu vou, adeus
Meu coração já se cansou de falsidade...
santa chuva è il titolo ed io non mi stancherei mai di ascoltarla..... anche se non sta piovendo, forse perchè continuo a sperare che la pioggia, l'acqua, esista a prescindere dalla metereologia e che sia davvero santa e che faccia i miracoli, che pulisca tutto lo sporco e riporti il candore tutto intorno a me.
Vai chover de novo
Deu na TV
Que o povo já se cansou
De tanto o céu desabar
E pede a um santo daqui
Que reza a ajuda de Deus
Mas nada pode fazer
Se a chuva quer é trazer você pra mim
Vem cá, que tá me dando uma vontade de chorar
Não faz assimNão vá pra lá
Meu coração vai se entregar
À tempestade...
(ela)
Quem é você pra me chamar aqui
Se nada aconteceu? Me diz?
Foi só amor? Ou medo de ficar
Sozinho outra vez?
Cadê aquela outra mulher?
Você me parecia tão bem..
A chuva já passou por aqui
Eu mesma que cuidei de secar
Quem foi que te ensinou a rezar?
Que santo vai brigar por você?
Que povo aprova o que você fez?
Devolve aquela minha TV
Que eu vou de vez
Não há porque chorar
Por um amor que já morreu
Deixa pra lá
Eu vou, adeus
Meu coração já se cansou de falsidade...
santa chuva è il titolo ed io non mi stancherei mai di ascoltarla..... anche se non sta piovendo, forse perchè continuo a sperare che la pioggia, l'acqua, esista a prescindere dalla metereologia e che sia davvero santa e che faccia i miracoli, che pulisca tutto lo sporco e riporti il candore tutto intorno a me.
venerdì, gennaio 05, 2007
il mare d'inverno

Quando ho voglia di pensare prendo la macchina, mi allontano dalla strada statale e percorro quella parallela, quella che costeggia il mare, verso sud, sempre verso sud. Lo faccio soprattutto d’inverno, soprattutto quando ho nostalgia di qualcuno. E stasera, mentre i miei pensieri viaggiavano con me, mi ha sorpreso un tramonto talmente bello che non ho potuto fare a meno di catturarlo dentro i miei occhi e fissarlo in una immagine che ora regalo a chi mi sta pensando, a chi mi manda il suo abbraccio, a chi mi regala il suo sorriso, a chi a volte vorrebbe avermi accanto e parlare di noi sorseggiando tè nero.
giovedì, gennaio 04, 2007
pomeriggio invernale
Fuori c'è un sole bellissimo, ma fa un freddo cane.
Odio l'inverno.
Antonella è di là in cucina che tenta di far addormentare Martina.
Ho voglia di prendere il cellulare e di fare una telefonata, ma non lo farò. Devo ricominciare a studiare per la tesi, a lavorare, a fare delle telefonate importanti... ma per questi giorni è tutto fermo in un limbo.
E intanto continuo a farmi la stessa domanda: devo svegliarmi o sono già sveglia da molto?
E se sono il contrario di me da che cosa mi sento diversa?
Odio l'inverno.
Antonella è di là in cucina che tenta di far addormentare Martina.
Ho voglia di prendere il cellulare e di fare una telefonata, ma non lo farò. Devo ricominciare a studiare per la tesi, a lavorare, a fare delle telefonate importanti... ma per questi giorni è tutto fermo in un limbo.
E intanto continuo a farmi la stessa domanda: devo svegliarmi o sono già sveglia da molto?
E se sono il contrario di me da che cosa mi sento diversa?
martedì, gennaio 02, 2007
quant'è la somma di due?
L'altra notte, quella tra il 31 e l'1, sono tornata a casa alle sette di mattina. Forse finalmente stamattina ho dormito abbastanza, ma non ne sono sicura. Mi sveglio in quella che è la mia seconda casa, nel letto accanto a me Antonella si è già alzata. Mi alzo e guardo fuori dal balcone, normalmente si vede il mare, ma stamattina il cielo è bianco e l'orizzonte è confuso.
Ho una canzone dei perturbazione nella testa e dopo essermi fatta il caffè, metto il cd nel lettore. C'è voluto del tempo a capire che la somma di due non è uno.... l'anno scorso lo ascoltavo molto questo pezzo.. dentro di me facevo di questa verità un piccolo scudo ed insieme una spada dalla lama affilata. Stamattina mi torna alla mente, forse perchè il mio anno nuovo è inziato con due verità che mi hanno lasciato un grande amaro in bocca.
La prima era un piccolo sogno che stavo coltivando con amore e che stava quasi prendendo voce... o forse no, sono molto confusa a riguardo, nei sogni tutto sembra perfetto e anche io probabilmente sono molto più perfetta di quanto in realtà non lo sia.... forse è stato solo un bel panorama che mi sono limitata a guardare senza avere la forza di fermarlo nella mia mente, di catturarlo e di farne storia. Non so che pensare, cosa fare e cosa sentire. Forse ho sbagliato tutto o forse niente. Forse avrei dovuto fin dal principio saltare quel fosso e invece no... ho voluto prima capire e forse c'ho messo troppo tempo.... o forse mi sto solo immaginando tutto questo e niente è perduto e niente è guadagnato... è solo la vita mi dico... è solo la vita mi dice Anto e non posso che darle ragione.
La seconda verità mi fa addirittura più tristezza perchè quando una persona continua a mancare di coraggio e ti delude per la seconda volta, allora è veramente la fine della fine. O forse sono solo io che continuo erroneamente a credere che chi si è perduto una volta possa comunque ritrovare la strada... e giuro che in questi ultimi tempi, ogni giorno, io su quella strada ho lasciato le mie briciole solamente perchè tu la potessi ritrovare e ritornare in un posto che conoscevi benissimo e di cui senti la mancanza, di questo sono sicurissima. Che cosa aspetti? I miracoli non esistono e se anche esistono, non durano a lungo.
Ho una canzone dei perturbazione nella testa e dopo essermi fatta il caffè, metto il cd nel lettore. C'è voluto del tempo a capire che la somma di due non è uno.... l'anno scorso lo ascoltavo molto questo pezzo.. dentro di me facevo di questa verità un piccolo scudo ed insieme una spada dalla lama affilata. Stamattina mi torna alla mente, forse perchè il mio anno nuovo è inziato con due verità che mi hanno lasciato un grande amaro in bocca.
La prima era un piccolo sogno che stavo coltivando con amore e che stava quasi prendendo voce... o forse no, sono molto confusa a riguardo, nei sogni tutto sembra perfetto e anche io probabilmente sono molto più perfetta di quanto in realtà non lo sia.... forse è stato solo un bel panorama che mi sono limitata a guardare senza avere la forza di fermarlo nella mia mente, di catturarlo e di farne storia. Non so che pensare, cosa fare e cosa sentire. Forse ho sbagliato tutto o forse niente. Forse avrei dovuto fin dal principio saltare quel fosso e invece no... ho voluto prima capire e forse c'ho messo troppo tempo.... o forse mi sto solo immaginando tutto questo e niente è perduto e niente è guadagnato... è solo la vita mi dico... è solo la vita mi dice Anto e non posso che darle ragione.
La seconda verità mi fa addirittura più tristezza perchè quando una persona continua a mancare di coraggio e ti delude per la seconda volta, allora è veramente la fine della fine. O forse sono solo io che continuo erroneamente a credere che chi si è perduto una volta possa comunque ritrovare la strada... e giuro che in questi ultimi tempi, ogni giorno, io su quella strada ho lasciato le mie briciole solamente perchè tu la potessi ritrovare e ritornare in un posto che conoscevi benissimo e di cui senti la mancanza, di questo sono sicurissima. Che cosa aspetti? I miracoli non esistono e se anche esistono, non durano a lungo.
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