martedì, luglio 10, 2007

spritz mode








voglio andare a casa..

Il ritorno al lavoro è stato traumatico. Non capisco se lo è stato per la classe di muti che mi sono trovata davanti o se perchè mi sono pentita di aver accettato di lavorare tutta l'estate. Devo almeno trovare il tempo per andare al mare dopo lezione... ma anche se ho appena finito una discussione di tesi devo riprendere a studiare e, si sa... studiare al mare è praticamente impossibile. Dovrei allungare le mie giornate, vorrei ci fosse una porta segreta nel tempo da disegnare dovunque mi trovo, come in un cartone animato di quando ero bambina, ma di cui non ricordo il nome. E dovrei trovare il tempo di scrivere, di rispondere a chi mi scrive, di ospitare tutti gli amici che mi chiedono un tetto. L'unica cosa che riesco a fare è per ora quella per me più importante.. me lo sono prefisso, fare tanta musica.. e penso di starci riuscendo.

sabato, luglio 07, 2007

confini

Il Friuli mi è sempre piaciuto, fin da quando l'anno scorso ci entrai per la prima volta.
La trovo una terra genuina, serena, senza alcuna arroganza... eppure qui vicino ce n'è tanta, un pò più giù per essere precisi. Oggi ho visto l'Isonzo, per la prima volta. Il fiume sacro alla patria il fiume che ha ridato la libertà all'Italia un bel pò di tempo fa e uno dei quattro fiumi della vita per qualcuno.. e qui vicino c'è anche una targa che lo ricorda. Una terra letteraria, un pò Ungaretti e un pò Pasolini.... quando oggi, nel mio viaggio da Venezia a Gorizia, il treno si è fermato a Casarsa, mi è venuta una gran voglia di scendere e andare ad omaggiarlo.. prima o poi lo farò, prima o poi mi troverò al suo cospetto e gli porgerò un grazie in forma di rosa..
C'è molta pace qui intorno, a volte probabilmente troppa... sono i confini delle cose, ma a volte
restare in bilico, sospesi sui confini delle cose, può essere addirittura piacevole...


venerdì, giugno 29, 2007

morire, dormire, sognare forse

Tre stati della mente che sono legati da un sottilissimo filo e che nello stesso tempo possono essere agli estremi opposti di loro stessi. In accademia oggi è giorno di partenze. I ragazzi mi salutano commossi, qualcuno piange, qualcun'altro mi abbraccia, qualcun'altro non mi dice niente.. in fondo non faccio amicizia con tutti e naturalmente ho i miei preferiti. E' una giornata bellissima. Tempo di mare, certo...ma giocando stupidamente con le parole direi anche tempo di amare. Perchè io quando mi lego a qualcuno, amo. Qualunque cosa essa sia. L'unico difetto a questa mia forza è che legarmi a qualcuno è un atto raro e sottile..si, sottile come recita il titolo di una canzone dei nonvogliocheclara. Sottile come un sentimento che non va ferito, perchè nella sua sottigliezza è nascosta la sua forza e spezzare quel sentimento è come avvicinare un ago alla pelle e giocarci fino a far uscire il sangue. Si muore a volte, a volte si dorme (per una quantità infinita di motivi) e altre volte si sogna, forse. Chissà se dopo aver tanto dormito si è ancora capaci di sognare...

...ma quando con le parole hai toccato il cuore
allora senti il peso di.. doverlo rifare
e allora ti parlerò con tutta la fantasia che ho
fino a sciupare ogni pensiero, seppure sottile...

giovedì, giugno 21, 2007

Sapete chi è Giugno? ecco,darei lui

Io adoro il mese di giugno e oggi festeggio l'estate fuori e dentro di me.
Oggi mi rotolerei in valli screziate di margherite e mi butterei in canali blu di farfalle (ogni volta che rileggo sue poesie sento il cervello ed il cuore che impazziscono, ma questa è un'altra storia).

Dicevo: si, io adoro giugno e ogni ventuno del mese io festeggio. A giugno sono sempre successe le cose più belle della mia vita, nel senso che hanno preso vita proprio in questo mese. A volte però è stata la primavera a portarmi valli screziate di margherite ed allora è successo che in giugno io cogliessi già calici di gigli da regalare. Si, non ho dubbi.. anche quest'anno io colgo calici di gigli e li regalo, senza paura. Apro gli occhi ed insieme li chiudo, non c'è tempo per pensare. Mi abbandono al sole e mi trasformo in fiore.

Sapete chi è Giugno - ecco, darei lui -
rose colte ieri a Zanzibar -
e calici di gigli - come pozzi -
miglia e miglia - di api -

canali blu che flotte di farfalle -
traversarono -
e valli screziate di margherite [..]

oggi

J 1386 (1876) / F 1413 (1876)

Summer - we all have seen -
A few of us - believed -
A few - the more aspiringUnquestionably loved -

But Summer does not care -
She takes her gracious way
As eligible as the Moon
To the Temerity -

Deputed to adore -
The Doom to be adored
Unknown as to an Ecstasy
The Embryo endowed -

L'Estate - noi tutti l'abbiamo vista -
Alcuni di noi - stimata -
Alcuni - i più appassionati
Indiscutibilmente amata -

Ma l'Estate non se ne cura -
Prende la sua graziosa via
Idonea come la Luna
Alla Temerarietà -

Deputata ad adorare -
La Condanna ad essere adorata
Sconosciuta come ad un'Estasi
L'Embrionale dote -

[Emily]

martedì, giugno 19, 2007

martedì, giugno 12, 2007

una musica può fare?

Leggo in rete che i Sonic Youth quest'estate saranno di nuovo in Italia e che a Roma suoneranno al teatro antico di Ostia. Notizia che al genere umano forse non dirà niente, a me invece fa fare un salto indietro di sei anni e mi riporta al loro primo concerto che ho visto, insieme al mio ragazzo storico. Ricordo ancora perfettamente tutto di quella giornata e la sera, indimenticabile.. Kim Gordon che da perfetta farfalla ubriaca gridava impazzita I love you I love you e come Thurston Moore inciampava sulle sue contorsioni. E poi quella cornice meravigliosa del teatro antico di Ostia, altro che Idroscalo.

Che dire? Molto probabilmente non rivedrò i sonici quest'anno, ma posso ritenermi fortunata se penso al fatto che dopo quel concerto nel giugno del 2001 ce ne sono stati altri due per me.
Quest'estate lavorerò, cosi come l'anno scorso e probabilmente cosi come sarà fino a quando farò questo lavoro. Ma avrò il mio tempo per la musica, cercando di incasellare ogni singolo attimo in un piano musicale ideale, quello più a portata di mano naturalmente. Ho già fatto un piccolo piano di battaglia. E poi già so che quest'estate la musica non l'ascolterò solamente, perchè sarò io stessa a farla. Fare musica. Ecco, questo è il mio progetto per l'estate... fare un casino di musica.

lunedì, giugno 11, 2007

oggi mi sento cosi

La speranza è nell’opera. Io sono un cinico a cui rimane
per la sua fede questo al di là. Io sono un cinico che ha fede in quel che fa.

(Cardarelli)

venerdì, giugno 08, 2007

dal balcone della mia aula vedo...

Tante cose... alcune reali, altre immaginarie.
Naturalmente preferisco le seconde alle prime.
Finalmente è venerdi e non vedo l'ora di gustarmi due giorni di totale riposo, guardando film e leggendo libri. Ho già deciso, questo fine settimana non scendo, niente amaro del capo e niente chiaccherate notturne. Sherine, israeliana di 26 anni laureata in ingegneria o informatica (non ho capito bene) vuole cambiare lavoro e vuole studiare medicina. Oggi abbiamo parlato della vita in Israele e ho imparato qualche parola in arabo. E' molto intelligente, la migliore della mia classe, ma anche lei, studiando il lessico dell'arredamento domestico, mi ha fatto la fatidica domanda a cui non so mai come rispondere: a che cosa serve il bidet? Le ho detto che serve a lavare i piedi, naturalmente.

A Salerno è una meravigliosa giornata di sole. Alle undici, durante la pausa caffè, sono scesa al bar e mi sono seduta ad un tavolino in pieno sole con un'alunna brasiliana della scuola e abbiamo parlato di Noite è luar ed ho scoperto che luar non significa chiaro di luna come io inizialmente credevo, ma lunare.. ma in realtà non sono molto sicura della traduzione, perchè ho paura che la mia pronuncia e la sua possano aver dato adito a qualche equivoco. La brasiliana, di cui non ricordo il nome, mi ha parlato del Brasile e in realtà non so neanche cosa mi ha detto perchè ero talmente estasiata di fronte a quel canto che ho fatto veramente fatica ad alzarmi e a richiamare i miei alunni per salire a scuola. Penso avrà sui 40 anni e una grande passione per tutto quello che fa. Mi ha raccontato che all'università avrebbe voluto studiare Lettere ma poichè doveva lavorare per pagarsi l'università ha dovuto cambiare scelta e fare una facoltà che avesse dei corsi serali... e mentre lo diceva mi colpiva la luce che aveva sul volto, quella luce tipica dei brasiliani che ritrovo costantemente sul viso di ognuno di loro.
E vorrei vedere il loro ceu. Izaura mi diceva che quello del Brasile era più grande di questo.
Un cielo diverso dal nostro, un cielo che forse io non sarei nemmeno capace a contenere con gli occhi, perchè, a differenza loro, non me lo sento dentro.

Un giorno ti porterò a vedere il cielo del Brasile ed allora non ci sarà posto per nessuna tristezza, promesso.

mercoledì, giugno 06, 2007

un anno di blog

A volte mi viene da piangere. Cosi, come ora in questo momento, dopo ventisette minuti dalla fine della mia lezione. E dopo aver attaccato da due minuti il telefono. A volte mi viene da piangere, forse quando dentro di me le parole si annodano e non c'è verso di lasciarle andare. E allora scrivo. Io quando ho voglia di piangere, scrivo. Non so nemmeno io cosa, probabilmente inizio a farlo senza un piano nella testa, senza seguire particolari sentimenti o sensazioni. Spesso mi capita di scrivere nella mia testa, lunghe lettere che non darò mai o poesie troppo veloci da riuscire a fermarle. Oggi il mio blog compie un anno. Provo a guardare me durante questo tempo e mi vedo. Provo a chiedermi quanto mi sento di essere stata bella e quanto pura in questo anno appena passato, a quanto sono stata felice, a quanto delusa e a quanto nuovamente felice. C'è un molto in risposta ad ogni domanda. E vedo me stessa durante questo tempo, le cose che ho fatto e quelle che ho solo pensato. Vedo le persone che hanno incrociato la mia strada e non posso fare a meno di pensare ai loro volti, tra i tanti soprattutto due. Un anno fa battezzavo il mio blog con una delle mie frasi preferite dei csi e oggi rinnovo la promessa alla bellezza, mai assillante nè oziosa...austera e di sostanza sferzante.

martedì, giugno 05, 2007

a volte vorrei cantare un inno alla bellezza, a volte vorrei solo che mi guardassi finalmente negli occhi e mi dicessi perchè

Viens-tu du ciel profond ou sors-tu de l'abime,
Ô Beauté? ton regard infernal et divin,
Verse confusément le bienfait et le crime,
Et l'on peut pour cela te comparer au vin.

Tu contiens dans ton oeil le couchant et l'aurore;
Tu repands des parfums comme un soir orageux;
Tes baisers sont un philtre et ta bouche une amphore
Qui font le héros lâche et l'enfant courageux.

Sors-tu du gouffre noir ou descends-tu des astres?
Le Destin charmé suit tes jupons comme un chien;
Tu sèmes au hasard la joie et les désastres,
Et tu gouvernes tout et ne réponds de rien.

Tu marches sur des morts, Beauté, dont tu te moques;
De tes bijoux l'Horreur n'est pas le moins charmant,
Et le Meurtre, parmi tes plus chères breloques,
Sur ton ventre orgueilleux danse amoureusement.

L'éphémère ébloui vole vers toi, chandelle,
Crépite, flambe et dit : Bénissons ce flambeau!
L'amoureux pantelant incliné sur sa belle
A l'air d'un moribond caressant son tombeau.

Que tu viennes du ciel ou de l'enfer, qu'importe,
Ô Beauté, monstre énorme, effrayant, ingénu!
Si ton oeil, ton souris, ton pied, m'ouvrent la porte
D'un Infini que j'aime et n'ai jamais connu?

De Satan ou de Dieu, qu'importe? Ange ou Sirène,
Qu'importe, si tu rends, - fée aux yeux de velours,
Rythme, parfum lueur, ô mon unique reine !
-L'univers moins hideux et les instants moins lourds.

BAUDELAIRE (extrait des Fleurs du Mal)

sabato, giugno 02, 2007

giugno a Milano

Giugno e' uno dei miei mesi preferiti, normalmente.
E quando finalmente arriva, la sua luce mi entra dentro senza chiedere permesso.
Ma sono a Milano. Cielo bianco e pioggia.
E freddo... che bello.

venerdì, giugno 01, 2007

strange little girl(s)

Erano esattamente sei anni che non vedevo un concerto al Teatro Smeraldo, non che la cosa mi mancasse particolarmente, ma avevo dei bei ricordi legati a quel teatro. Il mio primo concerto di Vinicio Capossela insieme a Mariangela, il giorno dopo il mio primo concerto di Polly Jean harvey al palalido, dopo una notte passata n treno con tanta adrenalina in corpo...emozioni che non si dimenticano. E cosi dopo sei anni sono tornata in quello stesso teatro, in una zona di Milano che un tempo conoscevo molto bene. Ieri sera ad esibirsi era una strana piccola donna che corrisponde al nome di Tori Amos. Tre anni fa l'avevo vista fare l'amore con il suo pianoforte in una arena flegrea stracolma, immediatamente prima di lasciare il testimone a Nick Cave. Ieri sera l'ho vista fare ancora l'amore con il suo pianoforte, ma in un tripudio di luci e di distorsioni sonore che non mi aspettavo... con una serie di travestimenti, vestiti e movimenti che mi ricordavano una sorta di Diamanda Galas versione piu' giovane e piu' bella. All'inizio la sorpresa mi ha spiazzato, ma poco alla volta il mio sguardo e le mie orecchie e tutta la mia testa sono rimaste incollate e ipnotizzate dal suono di quel pianoforte che lei suonava, contemporanemante ad un altro o al suo corpo, con la semplicita' e la leggerezza con cui si fuma una sigaretta. Un concerto bellissimo, terminato con una versione da togliere il fiato, della mia canzone preferita, presa dal suo album che piu' ho amato e che ho piu' ascoltato: hey Jupiter, da Boys for Pele.. sempre lì, sempre verso la fine degli anni 90. Un tuffo in verticale nel mio passato prezioso e indimenticabile.

giovedì, maggio 31, 2007

lunedì, maggio 28, 2007

martedì, maggio 22, 2007

you are perfect for Greenwich Village

Anthony Pape, il mio nuovo alunno italo-americano osserva con aria incuriosita e perplessa la mia maglietta blu con tanto di lavatrice stampata sopra e mi dice che sono perfetta per il Greenwich Village di New York. I Sonic Youth non sono roba per lui. Lo vedo più orientato verso una musica nazional-popolare, ma mi chiedo che tipo di musica nazional-popolare possa esserci in Florida.

Domani finalmente in viaggio.
Domani finalmente ritorno a volare.

lunedì, maggio 21, 2007

domenica, maggio 20, 2007

anche questa mattina

Anche questa mattina mi sono svegliato
e il muro la coperta i vetri la plastica il legno
si son buttati addosso a me alla rinfusa
la luce d’argento annerito della lampada

mi si é buttato addosso anche un biglietto di tram
e il giallo della parete e tre righe di scritto

e la camera d’albergo e questo paese nemico
la metà del sogno caduta da questo lato s’è spenta

mi si è buttata addosso la fronte bianca del tempo
i ricordi più vecchi e la tua assenza nel letto
la nostra separazione e quello che siamo

mi sono svegliato anche questa mattina
e ti amo.

Nazim Hikmet

venerdì, maggio 18, 2007

i miei pensieri sono tutti sensazioni

Sono un guardiano di greggi.
Il gregge è i miei pensieri
e i miei pensieri sono tutti sensazioni.

Penso con gli occhi e con gli orecchi
e con le mani e con i piedi
e con il naso e la bocca.

Pensare un fiore è vederlo e odorarlo
e mangiare un frutto è sentirne il sapore.

Per questo quando in un giorno di calore
mi sento triste di goderlo tanto,
e mi stendo completamente sull'erba,
e chiudo gli occhi caldi,
sento tutto il mio corpo disteso sulla realtà,
so la verità e sono felice.

Fernando Pessoa

tango o classica?




mercoledì, maggio 16, 2007

il giro d'Italia a Salerno

Il ripetersi degli stessi gesti e delle stesse abitudini a volte mi dà sicurezza e mi fa sentire protetta. Alzarmi quasi sempre alla stessa ora, mettere la macchinetta del caffè sul fuoco, salutare ogni mattina la signora del piano di sotto, fare un cenno con la mano al ragazzo del bar sotto casa, fare la stessa strada, passare in mezzo la villa comunale, leggere le stesse scritte sui muri, arrivare in accademia, salutare la portiera che è puntualmente sull'uscio del palazzo, prendere l'ascensore e premere sul 3, salutare Keiko che è in segreteria, scambiare qualche battuta con i miei colleghi, entrare in classe e cominciare la lezione sperando che arrivino presto le 11 per la pausa caffè al bar sotto la scuola. Tutto questo ripetersi di gesti a volte mi trasmette una tale serenità che arrivo addirittura a sentirmi felice. Ma ci sono giorni in cui tutto questo mi getta nello sconforto più totale, all'improvviso, di colpo, mi fa sentire triste mortalmente triste così triste che mi è parso di non poter vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi, ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo e terribilmente inadeguata a questo mondo quando, scendendo al bar, mi accorgo che il sottobosco di questo palazzo è eccitato per la novità che tra poche ore arriverà a rompere la monotonia delle solite giornate e cioè il passaggio del giro d'Italia, con tanto di strade tirate a lucido, vigili che vigilano e che comunicano freneticamente con i loro colleghi dall'altro lato della città (volante uno volante due) e il furgoncino con l'altoparlante che passa per pubblicizzare la vendita del kit del giro d'Italia a soli 3 euro e che simula anche la vendita del suddetto kit a sedicenti madri che fanno felici i loro bambini (si, solo 3 euro, grazie a lei signora, buona giornata!). Osservandoli, osservando soprattutto Vittorio e sua madre, rispettivamente portiere figlio e portiere madre, incredibilmente affaccendati nel parlare con la clientela abituale del bar Portorico riguardo all'ora del passaggio e di vicende affini a questo evento, mi sforzo di vedere anche io la vie en rose, ma proprio non ci riesco e poi a pensarci bene io magliette rosa non ne ho mai avute. Ne ho di nere, a iosa, di rosse e di verdi, anche se ultimamente ho comprato due carinissime magliette a righe, una gialla ed un' altra arancione. Si, a pensarci, nonostante i miei momenti di sconforto cosmico, ultimamente ho molte sfumature di colori splendenti sulla mia tavolozza. E voglio stare attenta a comprarne di nuovi prima che mi finiscano, perchè i miei quadri non resteranno mai appoggiati ad una parete, dietro una porta che non si apre mai.

Pensare un fiore è vederlo e odorarlo.

martedì, maggio 15, 2007

moments of life







amo in te

Amo in te
l'avventura della nave che va verso il polo

amo in te
l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte

amo in te le cose lontane
amo in te l'impossibile

entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.

amo in te l'impossibile
ma non la disperazione.

Nazim Hikmet

giovedì, maggio 10, 2007

dedicata (a chi non dimentica e a chi incomincia a ricordare)

Sconosciuto che passi!
non sai con quanto desiderio io ti guardo,
tu devi essere colui che io cercavo,
o colei che cercavo (mi arriva come da un sogno),
certamente ho vissuto in qualche luogo
una vita di gioia con te

tutto è ricordato,
mentre passiamo l’uno vicino all’altro,
fluido, amorevole, casto, maturo,
sei cresciuto con me,
sei stato ragazzo o ragazza con me

io ho mangiato e dormito con te,
il tuo corpo è diventato qualcosa
che non appartiene soltanto a te,
né ha lasciato che il mio restasse mio soltanto,
mi hai dato il piacere dei tuoi occhi,
del tuo volto, della tua carne,
mentre io passo, tu ne prendi in cambio
dalla mia barba, dal mio petto, dalle mie mani

non devo parlarti,
devo pensarti quando seggo da solo
o veglio la notte da solo,
devo aspettarti,
non dubito che ti incontrerò ancora,
e a questo devo badare,
di non perderti.

Walt Whitman

in certi giorni mi capita di rileggere vecchie poesie che non leggevo da anni, che spesso mando a memoria, soprattutto quando voglio dedicarle a qualcuno che me le richiama alla mente... un paio di mesi ho pensato spesso a questa, una di quelle che non rileggevo piu' da molto tempo..

ricordo perfettamente l'ultima volta in cui l'ho dedicata a qualcuno, all'incirca quattro anni fa (chissa' se il ricordo e' ricambiato)... ed ogni volta non posso fare a meno di pensare a quante poche siano le persone che mi spingono a determinati pensieri, a versi come a questo devo badare, di non perderti... a volte provo tristezza per i tradimenti altrui di certi pensieri, ma quando penso a quello che ricomincio nuovamente a provare dopo tanto tempo, non posso che essere orgogliosa di me stessa, di quello che riesco a sentire e a come lo sento, e del mio modo di ricominciare a credere nella bellezza delle cose (che non sempre ama nascondersi e se lo fa in fondo e' perche' vuole essere trovata).

martedì, maggio 08, 2007

vicini per chilometri...vicini per stagioni

Fuori c'è una luce bellissima e fiera.
La dolcezza di certe stagioni e di certi angoli di questa città a volte mi lasciano senza parole... quelle che non trovo quando la felicità ritorna e tutto ricomincia a brillare. Ed è allora che ricomincio a leggere vecchie poesie e a riascoltare musica, cosi come facevo un tempo. E tutto ricomincia a girare, anche nei momenti di malinconia... anche quando l'aria nell'aria diventa oro che sfiora le dita e tu hai paura di afferrarla.

mercoledì, maggio 02, 2007

profondo suddd


ma tu hai voglia di rinascere o è solo che non sai come finire?

Ieri pomeriggio e ieri sera ho guardato un pò il concerto del primo maggio in piazza San Giovanni a Roma. Guardavo i visi dei ragazzi che ballavano e cantavano tra il pubblico e ho sentito un colpo al cuore. Penso di essere stata in quella piazza almeno cinque o sei volte, dal 1997 in avanti. Ma a pensarci bene in questi ultimi dieci anni sono stata in molti posti ed in molte piazze. Ieri sera verso le nove ho riascoltato quella voce attraverso cui ho donato a me stessa tanta vita, ma l'emozione, quella, l'ho lasciata in qualche piazza dove ho dormito in questi ultimi anni, al nord al sud o al centro fa lo stesso. Ma una piccola lacrima di commozione mi è scesa un pò dopo, quando sul palco sono saliti gli Afterhours. Anche se per solo dieci minuti, mi hanno svegliata.. catapultandomi nelle stesse piazze di cui sopra. Si, di loro concerti ne ho visti abbastanza.. ma non erano loro che mi suscitavano emozione... erano le loro canzoni, quelle coperte di linus che ho indossato insieme a tanti amici per tanti anni, come un corrimano a cui ci siamo aggrappati quando salivamo scale troppo ripide, come ombrelli che usavamo per ripararci dalla pioggia, come bandiere che sventolavamo per ingannare le ore di attesa, quasi a dire che noi certe parole le portavamo addosso proprio come un vessillo. E già, tutto fa un pò male....

domenica, aprile 29, 2007

coincidenze

sovrappensiero è arrivata una primavera...

venerdì, aprile 27, 2007

martedì, aprile 24, 2007

ho un pò di cielo in spalla e sotto i piedi terra calda....

Il nuovo bellissimo album di Patrizia Laquidara riempie l'aria salentina che respiro a pieni polmoni, perchè dove c'è luce e mare non può mai esserci buio. Lecce è una boccata d'aria calda e di pace che ti entra nell'anima. Terra calda e cielo in spalla.
Sud, dentro e fuori di me e non c'è altra strada da poter percorrere.
Ed è proprio cosi.... la semplicità è una filosofia, è la capacità di entrare in sintonia..


mercoledì, aprile 18, 2007

...ma continuo a pensarti come una conchiglia ancora chiusa...

In questo mese hanno compiuto o stanno per compiere trent'anni quattro tra le persone a cui voglio più bene al mondo... che strana coincidenza. Io, due anni fa, partii per Barcellona. Ho un bellissimo ricordo legato al compimento dei miei enta, nessuna particolare crisi o dispiacere. Anzi. Ho sempre pensato che crescere sia meraviglioso e credo veramente in questo.

Oggi a scuola si respira un'aria cosi tranquilla... io ho appena finito di fare lezione a Samu, ragazzo israeliano, non bello come Raik, ma ugualmente intelligente. Li trovo veramente dotati intellettualmente questi mediorientali e anche molto educati. Oggi ho fatto due classi individuali, Gonzalo, odontoiatra ventisettenne venezuelano con nonno paterno cilentano e appunto Samu... da un lato le lezioni individuali sono meno stressanti ma purtroppo il mio mal di testa sta aumentando in maniera esponenziale.. ce l'ho da giorni, vorrei proprio sapere quando mi passa.. ho bisogno di essere in perfetta forma per domenica, per il mio viaggetto in Puglia, per dei giorni che sicuramente saranno bellissimi e indimenticabili. E questa è una promessa.

Via Parione a Firenze è vicinissima alla stazione, questo mi ha confortato. E vorrei essere anche io ora a passeggiare lì, magari sul lungarno, ma c'è cosi tanto tempo in questa vita...
Vado, sul mio lungomare a farmi baciare un pò dal sole, scusate se è poco.

...io non sono la stella cadente che si ferma a guardarti precipitare nel vuoto...ma continuo a pensarti come una conciglia ancora chiusa, inviolata dai capricci del mare...

venerdì, aprile 13, 2007

mercoledì, aprile 11, 2007

domani (non) è lontano

(Cronaca degli amanti:)
lui e lei ridono umidi baciano parole lievi leggère le piume se lui e lei fragili indecisioni al solito posto la solita ora se lei e lui sabato dopo la scuola lo fanno sul serio la colomba vola domani è lontano domani è lontano se mi ami ora se lui e lei ridono umidi baciano parole lievi leggère le piume se lei e lui timidi umidi scrivono platani con incisione di cuori sinceri se dicono 'ti voglio bene' il parco sorride la stagione viene se lei e lui nuvole di desideri si toccano puri il prato respira domani è lontano domani è lontano se mi ami ora
(il parco:)
penso che ho di nuovo i brividi e mi lascio prendere da domande inutili da poeti poveri sui miei rami umidi sulle foglie ultime a che cosa pensano questi umani fragili? a che cosa servono i miei rami stupidi? a che cosa servono se mi lascio prendere da pensieri inutili? posso solo esistere in eterno vivere senza avere gli attimi degli amanti giovani degli amori giovani a che cosa pensano questi umani fragili? a che cosa servono i miei rami stupidi? a che cosa servono se mi lascio prendere da pensieri inutili a che cosa?

baustelle

giovedì, aprile 05, 2007

manu is back (solo io e la mia rivoluzione)



cade leggera una parola
come un sacchetto pieno di vento che ti soffia in faccia
la bellezza crudele come una lama
così oggi io lascio entrare la bellezza come un coltello che lascia il segno
come una foglia che taglia l'aria mentre muore leva il respiro al mondo
così oggi io lascio entrare la bellezza
è una promessa un desiderio lento
così oggi io lascio riempire i miei vuoti di ciò che appare come un mare che mi attraversa e non oppongo resistenza...

giovedì, marzo 29, 2007

niente scuse solo colori [scusarsi è come avere pochissima memoria]

Minù è steso accanto al computer e mi guarda con il suo musino bianco e nero ed i suoi occhi da gatto... chissà cosa pensa, vive in questo appartamento milanese da quando è nato e ha visto un altro gattino solo una volta nella sua vita. Certe volte io mi sento come lui... estranea al mondo, immaginando che certe persone che sono passate nella mia vita non siano esistite realmente e che siano state solo un sogno di qualcosa che non è mai avvenuto, vissuto solo dentro la mia mente...un deragliamento impazzito di cuori (non il mio) che giocavano ad essere veri. E in fondo io adoro giocare ma il gioco non è che il linguaggio che uso per esprimere ciò che di più profondo voglio donare a chi mi è di fronte. Durante la mia vita, se ci penso, ho giocato molto. Non perchè lo abbia fatto con molte persone.. anzi, al contrario. Ho giocato con pochissime persone nella mia vita, ma con quelle ho giocato tanto. Un paio di amori, un paio di amiche e con il mio gatto.
Ecco, io ultimamente ho ripensato a quei giochi, a quelli che mi inventavo con qualcuno che probabilmente non ha mai capito l'enorme importanza che io davo a certi numeri di magia.... ma ci ho ripensato anche perchè in questi giorni io ho ripreso a giocare e ho ripreso ad usare il gioco come linguaggio. Non capita tutti i giorni e personalmente erano anni che non mi succedeva. Ho un motivo per festeggiare e sono felice di avere la mente completamente libera, senza che la possano intaccare rabbia, delusione o altro. Mi sento cosi pura e cosi limpida che nemmeno tutte le anime nere del mondo potrebbero ricordarmi che esiste il pericolo di fare un salto nel vuoto.
E stasera a Milano c'è il concerto di Patrizia Laquidara. Non dovevo essere qui ora, ma ci sono e ne sono felice.
Come un sorriso in mezzo al vento. Mi trucco gli occhi di un turchese caotico. Scusarsi è come avere pochissima memoria, tentiamo passi un pò confusi spargendo a terra petali e fiori. Niente scuse, solo colori. Sono in giro e non ho soldi, inciampo negli astri, corteggio la luna e mangerei pure i pianeti. Niente scuse, solo colori. Niente scuse. Solo colori.

venerdì, marzo 23, 2007

eritropoietina (seconda dose), sogni in technicolor e funambolismo

Voglio andare a Firenze a sentire il concerto degli Epo.
Ma sono a Torino. Uff.
Però ho due buone notizie. Il 19 marzo il cielo della mia terra si è riempito di sogni in technicolor ed il 14 aprile ritorna una funambola a mantenere l'equilibrio delle cose...

giovedì, marzo 22, 2007

benvenuta, come sempre

Primavera non bussa
lei entra sicura come il fumo
lei penetra in ogni fessura

ha le labbra di carne i capelli di grano

che paura, che voglia che ti prenda per mano
che paura, che voglia che ti porti lontano..

... ieri ho salutato questa nuova primavera passeggiando lungo i navigli ed anche Milano sembrava stendere un tappeto rosso per accoglierla.. e anche questa città per un attimo mi è sembrata bella..

giovedì, marzo 15, 2007

come se io fossi un fiore (e tu la pioggia e cadessi per me) [cit]

Domattina prenderò un aereo che mi porterà a Milano e ancora non ci posso credere.
Un mese fa non riuscivo nemmeno a piegarmi per lavarmi i denti e avevo bisogno di qualcuno per riuscire ad alzarmi dal letto e domani invece parto per percorrere mille chilometri verso nord. Non riesco a spiegare a parole la sensazione di felicità e di libertà che tutto ciò mi fa sentire.. un qualcosa che ho fatto decine e decine e decine di volte, ma che ora mi sembra un sogno perché ho desiderato con tutte le mie forze riuscire a ritornare alla mia vita normale.

Sono le sette di sera, come da copione ho già preparato il mio zaino.
Non vedo l’ora che arrivi domani.
L’idea di poter riabbracciare persone che non vedo da tanto tempo mi invade di gioia il cuore.
E tra queste riabbraccerò anche una delle persone più speciali della mia vita, dopo un anno e mezzo.. Fabi ma ti rendi conto che domani ci potremmo finalmente rivedere? Devo ringraziare te.. lo so… io quel biglietto per il concerto di Damien Rice nemmeno lo volevo.. pensavo di essere dall’altra parte dell’oceano a quest’ora.. ed invece sono ancora qui, con il mio bel taglio nella pancia e con il cuore gonfio di gioia.
E’ sera.
Ascolto i blume che cantano 4 minuti e 48 secondi di deliziosa musica e parole catartiche….
difendimi come un alfiere da ciò che non so affrontare… aiutami ad aprire gli occhi se la luce fa male…. rapisci i pensieri peggiori se la notte mi assale, consolami tutte le volte che sento di annegare…sorridimi anche se in fondo io non lo so più fare… ripetimi ancora una volta di non aver paura… perché il tuo corpo sarà per me una tana sicura… continua a chiamare il mio nome anche solo per giocare…. prenditi cura di me….

Blume era anche una canzone meravigliosa degli Einsturzende Neubaten con la quale ho passato buona parte dei miei venti anni e del mio primo amore. Ho sempre amato il suono di questa parola e il suo significato, naturalmente. Per chi non lo sapesse, in tedesco vuol dire fiore, come recita anche il titolo dell’album che ora riempie la mia stanza.
Oggi è stata una bellissima giornata di primavera e sento che quest’aria di rinascita mi appartiene come se un fiore lo fossi anch’io.
Mi sento nuova e limpida, solo con la voglia di guardare avanti. Non è poco, non per me.

mercoledì, marzo 14, 2007

martedì, marzo 13, 2007

a proposito di concerti e corrispondenze

Frantumare le distanze, superare resistenze e riconoscersi per creare..
camminare senza chiedersi perché

Il tuo viso le mie mani sono la stessa gioia immensa
è luce invisibile da succhiare..
camminare senza chiedersi perché

E fermarsi un istante per considerare
che il respiro è un dettaglio che ci rende uguali
come cerchi nell’acqua che non sanno nuotare e si infrangono..

Frantumare le distanze superare le esistenze e riconoscersi per creare..
camminare senza chiedersi perché

E fermarsi un istante per considerare
che ogni istante si scioglie in quello a venire
come cerchi nell’acqua che non sanno nuotare e si infrangono..

(cerchi nell'acqua - Paolo Benvegnù)

a proposito di giardini

Stamattina sono tornata a scuola per prendere il mio stipendio di gennaio che era rimasto qui triste triste in una busta. Certe volte basta veramente poco per capire che la cura e l'amore che hai messo in qualcosa non muore mai... Raik, Claudio e David non sapevano di trovarmi qui stamattina e quando mi hanno visto mi hanno fatto una festa incredibile, baciandomi e abbracciandomi. E in un mese il loro italiano è anche migliorato ed è troppo bello sentirli parlare tra di loro, divertirsi, ridere, comunicare. Ci sono anche degli alunni nuovi, un tedesco un pò antipatico e una svizzera francese simpatica. Qualcuno non c'è più e mi dispiace non averlo potuto salutare. Ora sono tornati in classe, io mi sono fermata un poco qui nella sala computer a leggere e scrivere. Dal balcone entra un bellissimo sole ed il mare è sempre lì, dietro i vetri, una distesa azzurra placida e meravigliosa nella sua bellezza che riempie il cuore... soprattutto oggi che mi sento cosi felice... e vorrei poterne portare un pezzetto con me per poterlo donare a chi ora vive lontano da tutto questo. Oggi respiro a pieni polmoni.... quanto mi era mancato questo posto.

lunedì, marzo 12, 2007

il greco non è un'opinione (altro che la matematica!)


La verità è raramente pura, e mai semplice. Oscar Wilde

domenica, marzo 11, 2007

hits for broken hearts and asses

Esistono molti tipi di giardini. Io ne ho visti molti durante la mia vita.
Ci sono i giardini sconfinati che però si chiamano prati e sono quelli che la natura crea per dimostrarci la sua immensa potenza e ci sono i giardini piccoli che noi uomini creiamo per ricordare a noi stessi che anche noi siamo capaci di creare il nostro minuscolo angolo di mondo di cui poterci prendere cura e costruire a nostra immagine e somiglianza, mettendoci dentro una rosa come quella che tanto amava lui ed oltre la rosa unica al mondo, tutto ciò che ci lega alle persone che per noi sono importanti e che amiamo.

Quando ero bambina mio padre una volta mi raccontò che un albero di gelso che c’era davanti una masseria che purtroppo non abbiamo più, l’aveva piantato suo zio quando era nato suo figlio, abitudine che aveva appreso dagli inglesi di cui era stato prigioniero di guerra.
Con quell’albero di gelso io ci sono cresciuta e ogni estate l’ho passata con i miei cugini a sporcarmi le mani di nero e di bianco, a stare alla sua ombra, organizzando teatrini di bambini o leggendoci sotto, quando ero più grande. E poi avevo un altro albero a cui ero molto legata, un pioppo argentato dove mi arrampicavo con una tecnica appresa chissà in quale mondo fantastico che viveva dentro di me. Andavo a inciderci sopra i nomi dei primi ragazzi di cui mi innamoravo e poi i nomi delle mie cugine preferite, quelle più grandi e i loro fidanzatini ciclici, a mò di registro che conteneva segreti, forse solo per sentirmi più grande. Poi quel pioppo è stato tagliato, le sue radici avevano attraversato tutto il giardino ed erano arrivate sotto casa. Ho pianto tanto quando questo è successo e ricordo che chiesi a mio padre di conservare un pezzo del tronco per potermelo tenere, quasi come un ricordo funerario di qualche civiltà classica. Ora, da molti anni, quel tronco non c’è più, ma dentro è forte il ricordo della sensazione di libertà che respiravo quando vi salivo sopra, molto in alto.. e nessuno mi vedeva ed io potevo starmene lì ore. Non è la storia di una bambina cresciuta in una moderna casa nella prateria, solo una foto del mondo prorompente che si agitava dentro di me e chiedeva solo di poter esplodere. E passare l’infanzia e l’adolescenza in una moderna villetta con uno sputo di giardino mi ha dato la possibilità di imparare un linguaggio che altrimenti non avrei mai appreso.

E’ forse questo il motivo per cui i giardini e in generali gli alberi mi piacciono cosi tanto, perché mi danno una sensazione di familiarità, una forza ed una consapevolezza maggiore nel guardarli e nel prendermi cura di loro. Ho creato pochi giardini immaginari nella mia vita, quattro o cinque in tutto. Gli altri sono stati solo una macchia di colore verde caduta su un foglio bianco nella mia mente e poi subito cancellato da colori in cui gli alberi non potevano nascere e né crescere. E per questo che quando qualcuno ha cancellato quella macchia verde su quel foglio bianco ho sentito il cuore come spezzarsi, perché un foglio bianco non si regala a tutti e i colori dovrebbero essere usati per creare le sfumature e cercare le tonalità più adatte al giardino che si vorrebbe far crescere, per se stessi, per un amore, per un amico, per un sogno. Si dice infatti coltivare un sogno, coltivare un’amicizia. Non deve essere un verbo usato casualmente. E bisogna imparare a viverci in quella macchia verde piena di sfumature, non può essere un quadro appeso ad una parete cosi da guardare semplicemente senza prendersene cura, ma magari quel quadro bisognerebbe appendercelo su quel foglio ideale che vive nella nostra mente, cosi da ricordarci come era un nostro sogno o il nostro rapporto con qualcuno, fragile e timido e poi, man mano sempre più grande. Io sento di aver imparato a farlo, da molto tempo, perché ho sempre amato i giardini, quelli reali e quelli immaginari, a qualunque mondo essi appartenessero. Ci ho sempre creduto, perché ho sempre creduto in quel che sentivo, perché sento cosi raramente e quando capita so che non può essere solo una macchia verde caduta casualmente su di un foglio bianco.

Ieri sera, pensavo a tutte queste cose, quando mi sono ritrovata in un meraviglioso giardino dalle mille sfumature. Un giardino che partiva dalla musica, da quella con la M maiuscola e che mi portava lontano, molto lontano, in mondi che non visitavo da tanto perché avevo voluto dimenticare la strada che mi portava a loro. Don’t touch my heart. Don’t touch my heart. La frase dilatata e ripetuta di una canzone che più o meno diceva cosi mi ha svegliato, accarezzandomi la testa, entrandomi dentro e dandomi la necessaria concentrazione per essere solo con me stessa. Non toccare il mio cuore, non toccare il mio cuore… ho ripetuto la frase nella mia testa, persa in quell’atmosfera di noise, post-rock o chiamatela come volete, in cui mi sentivo completamente a casa, in un ideale giardino che vive dentro di me, dove io non ho mai smesso di abitare perché sarebbe come abbandonare la mia casa e in cui ogni tanto faccio entrare qualcuno, ma raramente, molto raramente.

Non toccare il mio cuore.
Avrei voluto gridarlo come un messaggio di speranza più che di difesa e forse avrei aggiunto un se pensi di poterlo spezzare.
Ecco. Non toccare il mio cuore se pensi di poterlo spezzare.
Entra nel mio giardino, ma non toccare il mio cuore se pensi di poterlo spezzare, ancora.

sabato, marzo 10, 2007

quando si dice festa della donna

dimenticavo di segnalare, a chi fosse disgraziatamente sfuggita, una fantastica notizia che ho ascoltato al telegiornale nel magico giorno dell'8 marzo (inutile dire che non ho potuto festeggiare con le mie amiche in qualche locale pieno zeppo di donne che urlavano di fronte alla visione di un energumeno che le ha fatte felici, per il semplice fatto che sono convalescente).
La fantastica notizia la potete leggere qui.

stasera debutto in società....sono emozionata :)




giovedì, marzo 08, 2007

io ascolto... e tu?

Ascoltate!
Se accendono le stelle,
vuol dire che a qualcuno servono,
che qualcuno desidera che esse siano,
che qualcuno chiama perle questi piccoli sputi?

E, forzando
le bufere di polvere del meriggio,
si spinge fino a Dio,
teme d’essere in ritardo,
piange,
gli bacia la mano nodosa,
implora
- ha bisogno di una stella! –
giura che non può sopportare questo martirio senza stelle!

E poi
cammina inquieto,
fa finta di essere calmo.
Dice a qualcuno:
“Allora, adesso, stai meglio?
Non hai paura?
No?!”

Ascoltate!
Se accendono le stelle,
vuol dire che forse a qualcuno servono,
che è indispensabile
che ogni sera
sopra i tetti
risplenda almeno una stella?

Vladimir Majakovskij

un grazie ai compagni di viaggio :-)


mercoledì, marzo 07, 2007

Le formiche bianche, linguaggio LIS e precetti orientali fai-da-te

Ogni pomeriggio apro la mia casella di posta che ultimamente mi tiene molto impegnata. Una discreta quantità di mail personali in questo periodo mi pone spesso in una condizione di scrivente oltre che di lettrice. Naturalmente la maggioranza delle mie risposte sono espresse sotto forma di mail, qualcuna solamente sotto forma di lettera. Anche se, pensandoci, è proprio tanto che non scrivo lettere.. ma anche tanto che non ne ricevo.
Grazie ad una di queste mail scopro che il linguaggio che usa le mani per comunicare si chiama LIS e comprende due varianti: la prima si riferisce a quella che usa le immagini in cui ogni oggetto o cosa è rappresentato da un gesto, la secondo contempla la dattilografia che trasforma l’alfabeto italiano in segni da fare con una sola mano. Sarebbe interessante impararlo, conosco qualcuno a cui servirebbe proprio e a cui lo insegnerei volentieri! Cate che dici? Sei disposta ad insegnarmelo appena ci vediamo?

Chi ha mai visto le formiche bianche? Qualcuno ultimamente mi ha definito cosi e direi che ho apprezzato il lapsus inconscio! Le formiche sono decisamente più belle e simpatiche delle mosche!
Comunque da oggi io comincerò a pensare che oltre le formiche nere e quelle rosse esistono anche le bianche.. per ora ce ne sono due accertate e bastano per essere considerate una razza!

Il mio guru invece mi informa di due fondamentali verità a cui è giunto mentre era al lavoro:
(cit.)

1. Ho sempre pensato che l'autocontrollo sia una forma possibile - anzi, auspicabile - di forza. Precede il carisma, scongiura l'isteria, risparmia il male agli altri.

2. Mi piace chi siede sulla sponda del fiume e attende il "nemico", non sotto forma di cadavere, ma sotto forma di bersaglio da graziare. La grazia è una seconda - e sublime - forma di forza.

E come contraddire un guru?

Del resto la grazia è sempre stata la mia forza preferita (Simone Weil docet).

all the trees of the field will clap their hands

Sono seduta alla mia scrivania e ho la finestra completamente spalancata.
Fuori piove e sento tutta l'aria fresca che mi viene sul viso... l'orizzonte oggi è basso e non lascia trasparire niente. Ascolto e riascolto una canzone di Sufjan Stevens e insieme gli uccelli che parlano tra di loro e chissà cosa si dicono.

martedì, marzo 06, 2007

correspondences

La Nature est un temple où de vivants piliers
Laissent parfois sortir de confuses paroles;
L'homme y passe à travers des forêts de symboles
Qui l'observent avec des regards familiars.
Comme de long échos qui de loin se confondent
Dans une ténébreuse et profonde unité,
Vaste comme la nuit et comme la clarté,
Les pafums, les couleurs et les sons se répondent.

Il est des parfums frais comme des chairs d'enfants,
Doux comme del hautbois, verts comme les prairies,
- Et d'autres, corrompus, riches et triomphants,
Ayant l'expansion des choses infinies,
Comme l'ambre, le musc, le benjoin et l'encens,
Qui chantent les transports de l'esprit et des sens.

Charles Baudelaire
Les Fleurs Du Mal, 1857

dedicata a me e alle arcane corrispondenze nell'aria...
dedicata a chi mi sente come vento fresco sul viso...
e a chi ha voglia di tornare a sentire quel vento...

una giornata normale

Dopo un mese e un giorno, oggi finalmente sento di stare vivendo una giornata normale.
Stamattina ho ascoltato musica mentre facevo il letto e riordinavo la mia stanza, poi ho levato la cenere dal camino e ho preparato il fuoco. A metà mattinata ho scritto una lunga mail come non mi capitava da tempo e oggi dopo pranzo non mi sono messa a letto e penso che non mi ci metterò fino a stasera e non era ancora successo. Solo quindici giorni fa non riuscivo neanche a salire le scale senza sentire dolore e oggi invece mi sento cosi bene... e spero di riuscire ad uscire presto da sola...e non vedo l'ora che venga sabato per andare al concerto dei Giardini di Mirò, per riabbracciare Luca e Francesco e qualche altro amico. E il fine settimana prossimo prenderò un aereo e tornerò al nord, prima nel nordovest e dopo nel nordest, scendendo come sempre passando dall'Emilia, dalla Toscana e dal Lazio. Incontrando amici e cercando bellezza.

Stasera avrei dovuto e voluto sentire Carmen dopo tre anni e più, ma purtroppo non potrò assistere al suo concerto... devo dire che mi è venuta davvero la nostalgia e chissà magari quest'estate capiterà di sentirla da qualche parte, magari con qualche vecchio amico consoliano perchè solo cosi ha più senso. Poco fa ho letto la mia posta elettronica.. il mio ex-polacco tornato italiano ma con il cuore in Francia mi ha finalmente riscritto... no, Javi, non trascuri le amicizie... anzi... sei stato la persona più presente durante questo mese.... e ho voglia di vederti e di restare giorni interi a parlare.. e insieme alla mail di Javi ho trovato anche un pò di saudade... e soprattutto un bellissimo gattino che spero di conoscere presto ;)

Ma la sentite questa meravigliosa primavera che riempie l'aria?
Le mie mani sono tese a raccoglierla....

venerdì, marzo 02, 2007

la classe non è acqua

In questi ultimi due giorni ho cercato di guardare il Festival di Sanremo. La prima sera volevo sentire Nada, ma alla visione di Roby e Francesco Facchinetti e i loro occhi da morti viventi, ho deciso di gettare la spugna. La seconda sera volevo ascoltare Amalia Grè ma alla visione di Albano, ho di nuovo gettato la spugna. Ieri sera, complice la mia nipotina meravigliosa che mi distraeva con la sua gioia di vivere, sono riuscita a tenere accesa la televisione sua rai uno, senza volume naturalmente. E cosi ho resistito fino alla mezzanotte, quando finalmente sul palco del festival è scesa l'eleganza. Anzi, l'Elenganza. Mai mi sarei aspettata un momento di tale arte. Nada e Cristina Donà sembravano due alieni in mezzo a quello zoo. E Cristina, con quella telecaster in mano, mi ha fatto andare indietro con la mente a dieci anni fa, facendomi venire un groppo alla gola. Se avesse avuto il rimmel sbavato sugli occhi avrei potuto tranquillamente piangere di gioia. Ma non c'era nessuno con il rimmel sbavato sugli occhi e non c'era nessuno che si dimenava sulla telecaster. Non ho pianto di gioia quindi, ma ho solo sorriso dentro di me di fronte alla bellezza. E in tempi come questi, non mi sembra poco.

mercoledì, febbraio 28, 2007

sensazioni di familiarità

Mi dichiaro libera ai tuoi occhi

ma questo suona come una bestemmia
per la tua anima ancora incatenata
alla porta del passato prossimo.

Io lo conosco l’odore ferruginoso
di quelle catene e la puzza acida che
resta sulla pelle.

Lo conosco il dolore del corpo,
spezzato nelle giunture degli arti.

Il buio mi ha trafitta molte volte
prima che io potessi avere tra le mani
una spada di luce per colpirlo a morte.

28/2/07

martedì, febbraio 27, 2007

sono molto irrequieta quando mi legano allo spazio (cit.)

I primi due mesi dell’anno non mi sono mai stati particolarmente simpatici, a differenza degli ultimi due che invece amo molto.
Stamattina mi sveglio girata sul fianco destro, quello che mi fa meno male e guardo il calendario come se guardassi un miracolo, una sorta di liberazione. Dopodomani inizia marzo e come mai nella mia vita, questa volta lo attendo come si attende uno di quegli angeli che ti riapre le ali o come una di quelle stelle danzanti di nietzchiana memoria. E giuro che non si tratta solo di cambi stagionali, almeno non solo nel senso climatico del termine. Voglio alzarmi da questo letto e dilatare la mia inquietudine, attaccarla con le migliori armi e tenerla a bada, quasi provandone piacere.

La memoria del mio cellulare è costantemente piena o quase cheia come recita la (mia) neolingua del telefono… e per questo non posso che ringraziarvi e mandare qualche parsimonioso abbraccio (non sono mai stata prodiga di oro).

E penso che tra quindici giorni tornerò dopo molti anni a Milano, una città che non mi è mai piaciuta, ma dove ho molti ricordi che non intendo andare a riprendere, al contrario, voglio aggiungerne di nuovi. E voglio andare sui navigli con un libro di Alda Merini tra le mani e vedere se è vero che ciò che dice. Se il Sud ha portato lì i suoi orari strambi e se ci si addormenta quando è ora di alzarsi. E naturalmente spero che sia vero, perché solo in quel caso non mi sentirò straniera. E prima di andarmene stringerò nelle mani il suo pensiero perché (anche) io sono novembrina, nel senso che amo le foglie sparse per terra, gli autunni celeri, quelli che incantano finalmente il sole e lo fermano nel suo girovagare quotidiano….

martedì, febbraio 20, 2007

mercoledì, febbraio 14, 2007

der panther

Sein Blick ist vom Vorübergehn der Stäbe
so müd geworden,daß er nichts mehr hält.
Ihm ist, als ob es tausend Stäbe gäbe
und hinter tausend Stäben keine Welt.

Der weiche Gang geschmeidig starker Schritte,
der sich im allerkleinsten Kreise dreht,
ist wie ein Tanz von Kraft um eine Mitte,
in der betäubt ein großer Wille steht.

Nur manchmal schiebt der Vorhang der Pupille
sich lautlos auf -. Dann geht ein
Bild hinein, geht durch der Glieder angespannte Stille -
und hört im Herzen auf zu sein.

Rainer Maria Rilke
Im Jardin des Plantes, Paris

domenica, febbraio 04, 2007

ospital(e)

L'ultima volta che sono stata in ospedale per un'operazione avevo sei anni e di quell'esperienza ricordo che sapevo già scrivere perchè usavo la scrittura al posto della parola che per qualche giorno mi fu tolta. Ricordo che scrivevo biglietti a mia madre in cui chiedevo del mio fratellino. E l'enorme quantità di gelati che mangiaii a seguito dell'operazione. Oggi, di anni ne ho molti di più e stasera tornerò in ospedale per starci qualche giorno. Anche se questa volta la voce non mi sarà tolta, probabilmente userò ancora la scrittura, per esprimere altri pensieri, attraverso nuove forme. Spero solo che l'anestesia sia quel "viaggio" che dice mia cugina! Un abbraccio a chi mi pensa e a chi mi penserà.

venerdì, febbraio 02, 2007

che cosa sono le nuvole?

C'è un bel sole oggi e guardando dalla finestra della mia aula vedo come sempre le barche ferme al vento ed il mare sconfinato che si prepara ad accogliere il tramonto.
Ho da poco finito la lezione del pomeriggio e ascolto che cosa sono le nuvole cantata da Modugno e non posso fare a meno di ritornare con la mente alla meravigliosa scena finale dell'omonimo film di Pasolini... certe volte mi sento proprio come in quella scena.. ah, meravigliosa e struggente bellezza del creato.... mi sento cosi triste oggi, non so nemmeno io il perchè, credo sia semplicemente quel senso di vuoto che a volte ci prende e ci tormenta. A quest'ora a scuola si respira un'aria di pace, i ragazzi sono nella sala computer e chiaccherano, sento le loro risate arrivare da lì... io sono in tre stanze dopo la loro, nella mia aula. Stasera uscirò con Raik ed Alexandr e pensavo al fatto che è da molto tempo che non uscivo con i miei alunni, forse perchè da quando c'era Marco non ho più incontrato nessuno che mi ha particolarmente entusiasmato, davvero. Nessuno più mi ha detto che il cielo oggi piange, nessuno più mi ha regalato musica, nessuno più mi ha cercato in giro per la città chiedendo di me alle persone. Stasera Alexandr parte per Firenze e mi ha chiesto notizie sulla città. E non ho potuto fare a meno di pensare alla Toscana, una terra con cui sono sempre stata legata a doppio filo, da quando ero piccola, per motivi diversi. Da un pò di tempo quel filo si è reciso e chissà se mai avrò la forza di ricucirlo. A volte penso alla mia infanzia e a certi modi di parlare che mi sono entrati dentro e poi penso ad un tempo molto più vicino e a tante immagini fisse dentro di me.

Penso a molte persone in questo momento, quelle che più amo, soprattutto.
Penso alla mia cuginetta in preda al caos di Manatthan davanti a vecchie pellicole di film logorate... a una delle persone che voglio più bene al mondo e che ora sta soffrendo per amore.. a chi è preoccupato per me perchè vorrei dirgli che non deve essere triste per il mio viaggio e che prossimamente tutto andrà bene, per me e per quello che vorremmo costruire insieme.

... che bello quel rosa tra il mare e la costiera amalfitana... vado a perdermi nei colori del tramonto e a raccoglierne un pò per riempire i miei pacchetti via sms.

Informazioni personali

La mia foto
Salerno, Italy
Não sou nada. Nunca serei nada. Não posso querer ser nada. à parte isso, tenho em mim todos os sonhos do mundo/ Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso voler d'esser niente.a parte questo,ho in me tutti i sogni del mondo. [Fernando Pessoa]

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