lunedì, luglio 23, 2007

tu chiamale se vuoi....



e m o z i o n i ...........................................................

martedì, luglio 10, 2007

spritz mode








voglio andare a casa..

Il ritorno al lavoro è stato traumatico. Non capisco se lo è stato per la classe di muti che mi sono trovata davanti o se perchè mi sono pentita di aver accettato di lavorare tutta l'estate. Devo almeno trovare il tempo per andare al mare dopo lezione... ma anche se ho appena finito una discussione di tesi devo riprendere a studiare e, si sa... studiare al mare è praticamente impossibile. Dovrei allungare le mie giornate, vorrei ci fosse una porta segreta nel tempo da disegnare dovunque mi trovo, come in un cartone animato di quando ero bambina, ma di cui non ricordo il nome. E dovrei trovare il tempo di scrivere, di rispondere a chi mi scrive, di ospitare tutti gli amici che mi chiedono un tetto. L'unica cosa che riesco a fare è per ora quella per me più importante.. me lo sono prefisso, fare tanta musica.. e penso di starci riuscendo.

sabato, luglio 07, 2007

confini

Il Friuli mi è sempre piaciuto, fin da quando l'anno scorso ci entrai per la prima volta.
La trovo una terra genuina, serena, senza alcuna arroganza... eppure qui vicino ce n'è tanta, un pò più giù per essere precisi. Oggi ho visto l'Isonzo, per la prima volta. Il fiume sacro alla patria il fiume che ha ridato la libertà all'Italia un bel pò di tempo fa e uno dei quattro fiumi della vita per qualcuno.. e qui vicino c'è anche una targa che lo ricorda. Una terra letteraria, un pò Ungaretti e un pò Pasolini.... quando oggi, nel mio viaggio da Venezia a Gorizia, il treno si è fermato a Casarsa, mi è venuta una gran voglia di scendere e andare ad omaggiarlo.. prima o poi lo farò, prima o poi mi troverò al suo cospetto e gli porgerò un grazie in forma di rosa..
C'è molta pace qui intorno, a volte probabilmente troppa... sono i confini delle cose, ma a volte
restare in bilico, sospesi sui confini delle cose, può essere addirittura piacevole...


venerdì, giugno 29, 2007

morire, dormire, sognare forse

Tre stati della mente che sono legati da un sottilissimo filo e che nello stesso tempo possono essere agli estremi opposti di loro stessi. In accademia oggi è giorno di partenze. I ragazzi mi salutano commossi, qualcuno piange, qualcun'altro mi abbraccia, qualcun'altro non mi dice niente.. in fondo non faccio amicizia con tutti e naturalmente ho i miei preferiti. E' una giornata bellissima. Tempo di mare, certo...ma giocando stupidamente con le parole direi anche tempo di amare. Perchè io quando mi lego a qualcuno, amo. Qualunque cosa essa sia. L'unico difetto a questa mia forza è che legarmi a qualcuno è un atto raro e sottile..si, sottile come recita il titolo di una canzone dei nonvogliocheclara. Sottile come un sentimento che non va ferito, perchè nella sua sottigliezza è nascosta la sua forza e spezzare quel sentimento è come avvicinare un ago alla pelle e giocarci fino a far uscire il sangue. Si muore a volte, a volte si dorme (per una quantità infinita di motivi) e altre volte si sogna, forse. Chissà se dopo aver tanto dormito si è ancora capaci di sognare...

...ma quando con le parole hai toccato il cuore
allora senti il peso di.. doverlo rifare
e allora ti parlerò con tutta la fantasia che ho
fino a sciupare ogni pensiero, seppure sottile...

giovedì, giugno 21, 2007

Sapete chi è Giugno? ecco,darei lui

Io adoro il mese di giugno e oggi festeggio l'estate fuori e dentro di me.
Oggi mi rotolerei in valli screziate di margherite e mi butterei in canali blu di farfalle (ogni volta che rileggo sue poesie sento il cervello ed il cuore che impazziscono, ma questa è un'altra storia).

Dicevo: si, io adoro giugno e ogni ventuno del mese io festeggio. A giugno sono sempre successe le cose più belle della mia vita, nel senso che hanno preso vita proprio in questo mese. A volte però è stata la primavera a portarmi valli screziate di margherite ed allora è successo che in giugno io cogliessi già calici di gigli da regalare. Si, non ho dubbi.. anche quest'anno io colgo calici di gigli e li regalo, senza paura. Apro gli occhi ed insieme li chiudo, non c'è tempo per pensare. Mi abbandono al sole e mi trasformo in fiore.

Sapete chi è Giugno - ecco, darei lui -
rose colte ieri a Zanzibar -
e calici di gigli - come pozzi -
miglia e miglia - di api -

canali blu che flotte di farfalle -
traversarono -
e valli screziate di margherite [..]

oggi

J 1386 (1876) / F 1413 (1876)

Summer - we all have seen -
A few of us - believed -
A few - the more aspiringUnquestionably loved -

But Summer does not care -
She takes her gracious way
As eligible as the Moon
To the Temerity -

Deputed to adore -
The Doom to be adored
Unknown as to an Ecstasy
The Embryo endowed -

L'Estate - noi tutti l'abbiamo vista -
Alcuni di noi - stimata -
Alcuni - i più appassionati
Indiscutibilmente amata -

Ma l'Estate non se ne cura -
Prende la sua graziosa via
Idonea come la Luna
Alla Temerarietà -

Deputata ad adorare -
La Condanna ad essere adorata
Sconosciuta come ad un'Estasi
L'Embrionale dote -

[Emily]

martedì, giugno 19, 2007

martedì, giugno 12, 2007

una musica può fare?

Leggo in rete che i Sonic Youth quest'estate saranno di nuovo in Italia e che a Roma suoneranno al teatro antico di Ostia. Notizia che al genere umano forse non dirà niente, a me invece fa fare un salto indietro di sei anni e mi riporta al loro primo concerto che ho visto, insieme al mio ragazzo storico. Ricordo ancora perfettamente tutto di quella giornata e la sera, indimenticabile.. Kim Gordon che da perfetta farfalla ubriaca gridava impazzita I love you I love you e come Thurston Moore inciampava sulle sue contorsioni. E poi quella cornice meravigliosa del teatro antico di Ostia, altro che Idroscalo.

Che dire? Molto probabilmente non rivedrò i sonici quest'anno, ma posso ritenermi fortunata se penso al fatto che dopo quel concerto nel giugno del 2001 ce ne sono stati altri due per me.
Quest'estate lavorerò, cosi come l'anno scorso e probabilmente cosi come sarà fino a quando farò questo lavoro. Ma avrò il mio tempo per la musica, cercando di incasellare ogni singolo attimo in un piano musicale ideale, quello più a portata di mano naturalmente. Ho già fatto un piccolo piano di battaglia. E poi già so che quest'estate la musica non l'ascolterò solamente, perchè sarò io stessa a farla. Fare musica. Ecco, questo è il mio progetto per l'estate... fare un casino di musica.

lunedì, giugno 11, 2007

oggi mi sento cosi

La speranza è nell’opera. Io sono un cinico a cui rimane
per la sua fede questo al di là. Io sono un cinico che ha fede in quel che fa.

(Cardarelli)

venerdì, giugno 08, 2007

dal balcone della mia aula vedo...

Tante cose... alcune reali, altre immaginarie.
Naturalmente preferisco le seconde alle prime.
Finalmente è venerdi e non vedo l'ora di gustarmi due giorni di totale riposo, guardando film e leggendo libri. Ho già deciso, questo fine settimana non scendo, niente amaro del capo e niente chiaccherate notturne. Sherine, israeliana di 26 anni laureata in ingegneria o informatica (non ho capito bene) vuole cambiare lavoro e vuole studiare medicina. Oggi abbiamo parlato della vita in Israele e ho imparato qualche parola in arabo. E' molto intelligente, la migliore della mia classe, ma anche lei, studiando il lessico dell'arredamento domestico, mi ha fatto la fatidica domanda a cui non so mai come rispondere: a che cosa serve il bidet? Le ho detto che serve a lavare i piedi, naturalmente.

A Salerno è una meravigliosa giornata di sole. Alle undici, durante la pausa caffè, sono scesa al bar e mi sono seduta ad un tavolino in pieno sole con un'alunna brasiliana della scuola e abbiamo parlato di Noite è luar ed ho scoperto che luar non significa chiaro di luna come io inizialmente credevo, ma lunare.. ma in realtà non sono molto sicura della traduzione, perchè ho paura che la mia pronuncia e la sua possano aver dato adito a qualche equivoco. La brasiliana, di cui non ricordo il nome, mi ha parlato del Brasile e in realtà non so neanche cosa mi ha detto perchè ero talmente estasiata di fronte a quel canto che ho fatto veramente fatica ad alzarmi e a richiamare i miei alunni per salire a scuola. Penso avrà sui 40 anni e una grande passione per tutto quello che fa. Mi ha raccontato che all'università avrebbe voluto studiare Lettere ma poichè doveva lavorare per pagarsi l'università ha dovuto cambiare scelta e fare una facoltà che avesse dei corsi serali... e mentre lo diceva mi colpiva la luce che aveva sul volto, quella luce tipica dei brasiliani che ritrovo costantemente sul viso di ognuno di loro.
E vorrei vedere il loro ceu. Izaura mi diceva che quello del Brasile era più grande di questo.
Un cielo diverso dal nostro, un cielo che forse io non sarei nemmeno capace a contenere con gli occhi, perchè, a differenza loro, non me lo sento dentro.

Un giorno ti porterò a vedere il cielo del Brasile ed allora non ci sarà posto per nessuna tristezza, promesso.

mercoledì, giugno 06, 2007

un anno di blog

A volte mi viene da piangere. Cosi, come ora in questo momento, dopo ventisette minuti dalla fine della mia lezione. E dopo aver attaccato da due minuti il telefono. A volte mi viene da piangere, forse quando dentro di me le parole si annodano e non c'è verso di lasciarle andare. E allora scrivo. Io quando ho voglia di piangere, scrivo. Non so nemmeno io cosa, probabilmente inizio a farlo senza un piano nella testa, senza seguire particolari sentimenti o sensazioni. Spesso mi capita di scrivere nella mia testa, lunghe lettere che non darò mai o poesie troppo veloci da riuscire a fermarle. Oggi il mio blog compie un anno. Provo a guardare me durante questo tempo e mi vedo. Provo a chiedermi quanto mi sento di essere stata bella e quanto pura in questo anno appena passato, a quanto sono stata felice, a quanto delusa e a quanto nuovamente felice. C'è un molto in risposta ad ogni domanda. E vedo me stessa durante questo tempo, le cose che ho fatto e quelle che ho solo pensato. Vedo le persone che hanno incrociato la mia strada e non posso fare a meno di pensare ai loro volti, tra i tanti soprattutto due. Un anno fa battezzavo il mio blog con una delle mie frasi preferite dei csi e oggi rinnovo la promessa alla bellezza, mai assillante nè oziosa...austera e di sostanza sferzante.

martedì, giugno 05, 2007

a volte vorrei cantare un inno alla bellezza, a volte vorrei solo che mi guardassi finalmente negli occhi e mi dicessi perchè

Viens-tu du ciel profond ou sors-tu de l'abime,
Ô Beauté? ton regard infernal et divin,
Verse confusément le bienfait et le crime,
Et l'on peut pour cela te comparer au vin.

Tu contiens dans ton oeil le couchant et l'aurore;
Tu repands des parfums comme un soir orageux;
Tes baisers sont un philtre et ta bouche une amphore
Qui font le héros lâche et l'enfant courageux.

Sors-tu du gouffre noir ou descends-tu des astres?
Le Destin charmé suit tes jupons comme un chien;
Tu sèmes au hasard la joie et les désastres,
Et tu gouvernes tout et ne réponds de rien.

Tu marches sur des morts, Beauté, dont tu te moques;
De tes bijoux l'Horreur n'est pas le moins charmant,
Et le Meurtre, parmi tes plus chères breloques,
Sur ton ventre orgueilleux danse amoureusement.

L'éphémère ébloui vole vers toi, chandelle,
Crépite, flambe et dit : Bénissons ce flambeau!
L'amoureux pantelant incliné sur sa belle
A l'air d'un moribond caressant son tombeau.

Que tu viennes du ciel ou de l'enfer, qu'importe,
Ô Beauté, monstre énorme, effrayant, ingénu!
Si ton oeil, ton souris, ton pied, m'ouvrent la porte
D'un Infini que j'aime et n'ai jamais connu?

De Satan ou de Dieu, qu'importe? Ange ou Sirène,
Qu'importe, si tu rends, - fée aux yeux de velours,
Rythme, parfum lueur, ô mon unique reine !
-L'univers moins hideux et les instants moins lourds.

BAUDELAIRE (extrait des Fleurs du Mal)

sabato, giugno 02, 2007

giugno a Milano

Giugno e' uno dei miei mesi preferiti, normalmente.
E quando finalmente arriva, la sua luce mi entra dentro senza chiedere permesso.
Ma sono a Milano. Cielo bianco e pioggia.
E freddo... che bello.

venerdì, giugno 01, 2007

strange little girl(s)

Erano esattamente sei anni che non vedevo un concerto al Teatro Smeraldo, non che la cosa mi mancasse particolarmente, ma avevo dei bei ricordi legati a quel teatro. Il mio primo concerto di Vinicio Capossela insieme a Mariangela, il giorno dopo il mio primo concerto di Polly Jean harvey al palalido, dopo una notte passata n treno con tanta adrenalina in corpo...emozioni che non si dimenticano. E cosi dopo sei anni sono tornata in quello stesso teatro, in una zona di Milano che un tempo conoscevo molto bene. Ieri sera ad esibirsi era una strana piccola donna che corrisponde al nome di Tori Amos. Tre anni fa l'avevo vista fare l'amore con il suo pianoforte in una arena flegrea stracolma, immediatamente prima di lasciare il testimone a Nick Cave. Ieri sera l'ho vista fare ancora l'amore con il suo pianoforte, ma in un tripudio di luci e di distorsioni sonore che non mi aspettavo... con una serie di travestimenti, vestiti e movimenti che mi ricordavano una sorta di Diamanda Galas versione piu' giovane e piu' bella. All'inizio la sorpresa mi ha spiazzato, ma poco alla volta il mio sguardo e le mie orecchie e tutta la mia testa sono rimaste incollate e ipnotizzate dal suono di quel pianoforte che lei suonava, contemporanemante ad un altro o al suo corpo, con la semplicita' e la leggerezza con cui si fuma una sigaretta. Un concerto bellissimo, terminato con una versione da togliere il fiato, della mia canzone preferita, presa dal suo album che piu' ho amato e che ho piu' ascoltato: hey Jupiter, da Boys for Pele.. sempre lì, sempre verso la fine degli anni 90. Un tuffo in verticale nel mio passato prezioso e indimenticabile.

giovedì, maggio 31, 2007

lunedì, maggio 28, 2007

martedì, maggio 22, 2007

you are perfect for Greenwich Village

Anthony Pape, il mio nuovo alunno italo-americano osserva con aria incuriosita e perplessa la mia maglietta blu con tanto di lavatrice stampata sopra e mi dice che sono perfetta per il Greenwich Village di New York. I Sonic Youth non sono roba per lui. Lo vedo più orientato verso una musica nazional-popolare, ma mi chiedo che tipo di musica nazional-popolare possa esserci in Florida.

Domani finalmente in viaggio.
Domani finalmente ritorno a volare.

lunedì, maggio 21, 2007

domenica, maggio 20, 2007

anche questa mattina

Anche questa mattina mi sono svegliato
e il muro la coperta i vetri la plastica il legno
si son buttati addosso a me alla rinfusa
la luce d’argento annerito della lampada

mi si é buttato addosso anche un biglietto di tram
e il giallo della parete e tre righe di scritto

e la camera d’albergo e questo paese nemico
la metà del sogno caduta da questo lato s’è spenta

mi si è buttata addosso la fronte bianca del tempo
i ricordi più vecchi e la tua assenza nel letto
la nostra separazione e quello che siamo

mi sono svegliato anche questa mattina
e ti amo.

Nazim Hikmet

venerdì, maggio 18, 2007

i miei pensieri sono tutti sensazioni

Sono un guardiano di greggi.
Il gregge è i miei pensieri
e i miei pensieri sono tutti sensazioni.

Penso con gli occhi e con gli orecchi
e con le mani e con i piedi
e con il naso e la bocca.

Pensare un fiore è vederlo e odorarlo
e mangiare un frutto è sentirne il sapore.

Per questo quando in un giorno di calore
mi sento triste di goderlo tanto,
e mi stendo completamente sull'erba,
e chiudo gli occhi caldi,
sento tutto il mio corpo disteso sulla realtà,
so la verità e sono felice.

Fernando Pessoa

tango o classica?




mercoledì, maggio 16, 2007

il giro d'Italia a Salerno

Il ripetersi degli stessi gesti e delle stesse abitudini a volte mi dà sicurezza e mi fa sentire protetta. Alzarmi quasi sempre alla stessa ora, mettere la macchinetta del caffè sul fuoco, salutare ogni mattina la signora del piano di sotto, fare un cenno con la mano al ragazzo del bar sotto casa, fare la stessa strada, passare in mezzo la villa comunale, leggere le stesse scritte sui muri, arrivare in accademia, salutare la portiera che è puntualmente sull'uscio del palazzo, prendere l'ascensore e premere sul 3, salutare Keiko che è in segreteria, scambiare qualche battuta con i miei colleghi, entrare in classe e cominciare la lezione sperando che arrivino presto le 11 per la pausa caffè al bar sotto la scuola. Tutto questo ripetersi di gesti a volte mi trasmette una tale serenità che arrivo addirittura a sentirmi felice. Ma ci sono giorni in cui tutto questo mi getta nello sconforto più totale, all'improvviso, di colpo, mi fa sentire triste mortalmente triste così triste che mi è parso di non poter vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi, ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo e terribilmente inadeguata a questo mondo quando, scendendo al bar, mi accorgo che il sottobosco di questo palazzo è eccitato per la novità che tra poche ore arriverà a rompere la monotonia delle solite giornate e cioè il passaggio del giro d'Italia, con tanto di strade tirate a lucido, vigili che vigilano e che comunicano freneticamente con i loro colleghi dall'altro lato della città (volante uno volante due) e il furgoncino con l'altoparlante che passa per pubblicizzare la vendita del kit del giro d'Italia a soli 3 euro e che simula anche la vendita del suddetto kit a sedicenti madri che fanno felici i loro bambini (si, solo 3 euro, grazie a lei signora, buona giornata!). Osservandoli, osservando soprattutto Vittorio e sua madre, rispettivamente portiere figlio e portiere madre, incredibilmente affaccendati nel parlare con la clientela abituale del bar Portorico riguardo all'ora del passaggio e di vicende affini a questo evento, mi sforzo di vedere anche io la vie en rose, ma proprio non ci riesco e poi a pensarci bene io magliette rosa non ne ho mai avute. Ne ho di nere, a iosa, di rosse e di verdi, anche se ultimamente ho comprato due carinissime magliette a righe, una gialla ed un' altra arancione. Si, a pensarci, nonostante i miei momenti di sconforto cosmico, ultimamente ho molte sfumature di colori splendenti sulla mia tavolozza. E voglio stare attenta a comprarne di nuovi prima che mi finiscano, perchè i miei quadri non resteranno mai appoggiati ad una parete, dietro una porta che non si apre mai.

Pensare un fiore è vederlo e odorarlo.

martedì, maggio 15, 2007

moments of life







amo in te

Amo in te
l'avventura della nave che va verso il polo

amo in te
l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte

amo in te le cose lontane
amo in te l'impossibile

entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.

amo in te l'impossibile
ma non la disperazione.

Nazim Hikmet

giovedì, maggio 10, 2007

dedicata (a chi non dimentica e a chi incomincia a ricordare)

Sconosciuto che passi!
non sai con quanto desiderio io ti guardo,
tu devi essere colui che io cercavo,
o colei che cercavo (mi arriva come da un sogno),
certamente ho vissuto in qualche luogo
una vita di gioia con te

tutto è ricordato,
mentre passiamo l’uno vicino all’altro,
fluido, amorevole, casto, maturo,
sei cresciuto con me,
sei stato ragazzo o ragazza con me

io ho mangiato e dormito con te,
il tuo corpo è diventato qualcosa
che non appartiene soltanto a te,
né ha lasciato che il mio restasse mio soltanto,
mi hai dato il piacere dei tuoi occhi,
del tuo volto, della tua carne,
mentre io passo, tu ne prendi in cambio
dalla mia barba, dal mio petto, dalle mie mani

non devo parlarti,
devo pensarti quando seggo da solo
o veglio la notte da solo,
devo aspettarti,
non dubito che ti incontrerò ancora,
e a questo devo badare,
di non perderti.

Walt Whitman

in certi giorni mi capita di rileggere vecchie poesie che non leggevo da anni, che spesso mando a memoria, soprattutto quando voglio dedicarle a qualcuno che me le richiama alla mente... un paio di mesi ho pensato spesso a questa, una di quelle che non rileggevo piu' da molto tempo..

ricordo perfettamente l'ultima volta in cui l'ho dedicata a qualcuno, all'incirca quattro anni fa (chissa' se il ricordo e' ricambiato)... ed ogni volta non posso fare a meno di pensare a quante poche siano le persone che mi spingono a determinati pensieri, a versi come a questo devo badare, di non perderti... a volte provo tristezza per i tradimenti altrui di certi pensieri, ma quando penso a quello che ricomincio nuovamente a provare dopo tanto tempo, non posso che essere orgogliosa di me stessa, di quello che riesco a sentire e a come lo sento, e del mio modo di ricominciare a credere nella bellezza delle cose (che non sempre ama nascondersi e se lo fa in fondo e' perche' vuole essere trovata).

martedì, maggio 08, 2007

vicini per chilometri...vicini per stagioni

Fuori c'è una luce bellissima e fiera.
La dolcezza di certe stagioni e di certi angoli di questa città a volte mi lasciano senza parole... quelle che non trovo quando la felicità ritorna e tutto ricomincia a brillare. Ed è allora che ricomincio a leggere vecchie poesie e a riascoltare musica, cosi come facevo un tempo. E tutto ricomincia a girare, anche nei momenti di malinconia... anche quando l'aria nell'aria diventa oro che sfiora le dita e tu hai paura di afferrarla.

mercoledì, maggio 02, 2007

profondo suddd


ma tu hai voglia di rinascere o è solo che non sai come finire?

Ieri pomeriggio e ieri sera ho guardato un pò il concerto del primo maggio in piazza San Giovanni a Roma. Guardavo i visi dei ragazzi che ballavano e cantavano tra il pubblico e ho sentito un colpo al cuore. Penso di essere stata in quella piazza almeno cinque o sei volte, dal 1997 in avanti. Ma a pensarci bene in questi ultimi dieci anni sono stata in molti posti ed in molte piazze. Ieri sera verso le nove ho riascoltato quella voce attraverso cui ho donato a me stessa tanta vita, ma l'emozione, quella, l'ho lasciata in qualche piazza dove ho dormito in questi ultimi anni, al nord al sud o al centro fa lo stesso. Ma una piccola lacrima di commozione mi è scesa un pò dopo, quando sul palco sono saliti gli Afterhours. Anche se per solo dieci minuti, mi hanno svegliata.. catapultandomi nelle stesse piazze di cui sopra. Si, di loro concerti ne ho visti abbastanza.. ma non erano loro che mi suscitavano emozione... erano le loro canzoni, quelle coperte di linus che ho indossato insieme a tanti amici per tanti anni, come un corrimano a cui ci siamo aggrappati quando salivamo scale troppo ripide, come ombrelli che usavamo per ripararci dalla pioggia, come bandiere che sventolavamo per ingannare le ore di attesa, quasi a dire che noi certe parole le portavamo addosso proprio come un vessillo. E già, tutto fa un pò male....

Informazioni personali

La mia foto
Salerno, Italy
Não sou nada. Nunca serei nada. Não posso querer ser nada. à parte isso, tenho em mim todos os sonhos do mundo/ Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso voler d'esser niente.a parte questo,ho in me tutti i sogni del mondo. [Fernando Pessoa]

Archivio blog