ed è forte quello che ho dentro distante dalla mediocrità, ho inseguito il rumore assordante per non sentirla...
mercoledì, novembre 29, 2006
lunedì, novembre 27, 2006
appunti in viaggio (verso sud)
lasciando Torino 22/11/06
C’è un incendio alla fine di questa pianura che guardo dal treno. Se chiudo gli occhi riesco a vedere il sole che affonda nel mare, ma non posso chiudere gli occhi, non me lo posso permettere ed allora mi chiedo dove va a finire tutto quel rosso, ma una risposta non ce l’ho. Quanto tempo che non vedevo un tramonto. D’estate potrei passare ogni sera a guardarlo e non tanto per una questione di bellezza (in fondo la luce lascia pur sempre il posto al buio), ma di grazia. I tramonti d’estate , nella mia parte di mondo, sono pieni di grazia e di promesse d’amore per le notti pieni di stelle. Ma d’inverno i tramonti sono tristi, io non riesco a trovarci grazia, né promesse, né bellezza. Guardo scorrere il nordovest dal finestrino e ad ogni stazione mi assale un ricordo, ogni nome di città mi evoca un suono, un viso, un odore e un colore. Penso che i miei piedi hanno calpestato i suoli di tutti questi posti e mi sembra bellissimo e allo stesso tempo pazzesco…
Questo incendio in fondo alla pianura mi arriva fino in fondo all’anima e resto con il mio sguardo fisso, quasi imbambolato, sul paesaggio cosi piatto.. con una musica nelle orecchie, un libro di poesie aperto tra le mani, una matita tra le dita e il cuore in viaggio, altrove.
Bologna 24/11/06
Seduta al tavolino di un bar, nella stazione di Bologna, leggo poesie della Szymborska.
Voglio chiedere a Javi di leggermele in polacco, anche se non ci capisco niente. Voglio sentire il suono della sua lingua. Montale in italiano è un re, in altre lingue solamente un principe.
Ma questo è l’eterno dilemma delle lingue e non c’è via d’uscita, dovrò rassegnarmi prima o poi.
Mentre leggo, mi arriva un messaggio da Stoccolma e per dargli modo di arrivare devo cancellare il messaggio da Colonia. E appena ho il cellulare tra le mani non resisto alla tentazione di mandare un segno verso Cracovia, forse perché sto leggendo la Szymborska, forse perché sono a Bologna o forse perché sono malinconica. Questi incroci di città e di paesi mi fanno perdere un po’ l’equilibrio, eppure non sono mai stata in nessuna di esse. A Cracovia, a Stoccolma, a Colonia, no, non ci sono mai stata. Ci andrò? Chissà, chi può dirlo, in fondo non importa. Per viaggiare basta esistere. Ma è solo viaggiando che a volte raggiungiamo l’esistenza. A volte mi sembra come se l’eccessivo contatto con la gente mi facesse perdere di vista me stessa ed altre volte l’eccessivo contatto mi dà la sensazione esattamente opposta. Non c’è via di mezzo o forse sono io che non la conosco. So però che non mi importa trovarla, perché di una cosa sono sicura, non riesco a riconoscermi nel mezzo, sono nata per una condizione di alternanza. L’equilibrio, io lo trovo nelle sfumature.
salutando la Toscana dal finestrino 25/11/06
In viaggio verso casa, finalmente. Un mese esatto di peregrinazioni non è tutto rose e fiori e dopo un po’ hai bisogno della tua terra e dei tuoi affetti più profondi e più veri. E della tua lingua.
In questo treno diretto a Reggio Calabria finalmente riesco a riascoltarla. Non importa se sia calabrese, siciliano, lucano o campano, è la lingua del sud ed è comunque la mia, è comunque colore e calore. E ha i colori della mia anima e della mia mente, le sfumature della mia intelligenza e del mio carattere, delle mie attitudini verso la vita e verso le persone. Intanto dovrei studiare. Per fortuna anche questo master sta finendo. Ma il numero 64 di Pulp mi invita come quando un amico che non vedi da molto ti incontra casualmente per strada e vuole offrirti un caffè. La differenza è che ora nelle orecchie ho una delle più belle musiche che mi è capitato di ascoltare negli ultimi tempi.
Quasi a Roma.
Mio adorato sud sto tornando. E scusa se ti cito.
C’è un incendio alla fine di questa pianura che guardo dal treno. Se chiudo gli occhi riesco a vedere il sole che affonda nel mare, ma non posso chiudere gli occhi, non me lo posso permettere ed allora mi chiedo dove va a finire tutto quel rosso, ma una risposta non ce l’ho. Quanto tempo che non vedevo un tramonto. D’estate potrei passare ogni sera a guardarlo e non tanto per una questione di bellezza (in fondo la luce lascia pur sempre il posto al buio), ma di grazia. I tramonti d’estate , nella mia parte di mondo, sono pieni di grazia e di promesse d’amore per le notti pieni di stelle. Ma d’inverno i tramonti sono tristi, io non riesco a trovarci grazia, né promesse, né bellezza. Guardo scorrere il nordovest dal finestrino e ad ogni stazione mi assale un ricordo, ogni nome di città mi evoca un suono, un viso, un odore e un colore. Penso che i miei piedi hanno calpestato i suoli di tutti questi posti e mi sembra bellissimo e allo stesso tempo pazzesco…
Questo incendio in fondo alla pianura mi arriva fino in fondo all’anima e resto con il mio sguardo fisso, quasi imbambolato, sul paesaggio cosi piatto.. con una musica nelle orecchie, un libro di poesie aperto tra le mani, una matita tra le dita e il cuore in viaggio, altrove.
Bologna 24/11/06
Seduta al tavolino di un bar, nella stazione di Bologna, leggo poesie della Szymborska.
Voglio chiedere a Javi di leggermele in polacco, anche se non ci capisco niente. Voglio sentire il suono della sua lingua. Montale in italiano è un re, in altre lingue solamente un principe.
Ma questo è l’eterno dilemma delle lingue e non c’è via d’uscita, dovrò rassegnarmi prima o poi.
Mentre leggo, mi arriva un messaggio da Stoccolma e per dargli modo di arrivare devo cancellare il messaggio da Colonia. E appena ho il cellulare tra le mani non resisto alla tentazione di mandare un segno verso Cracovia, forse perché sto leggendo la Szymborska, forse perché sono a Bologna o forse perché sono malinconica. Questi incroci di città e di paesi mi fanno perdere un po’ l’equilibrio, eppure non sono mai stata in nessuna di esse. A Cracovia, a Stoccolma, a Colonia, no, non ci sono mai stata. Ci andrò? Chissà, chi può dirlo, in fondo non importa. Per viaggiare basta esistere. Ma è solo viaggiando che a volte raggiungiamo l’esistenza. A volte mi sembra come se l’eccessivo contatto con la gente mi facesse perdere di vista me stessa ed altre volte l’eccessivo contatto mi dà la sensazione esattamente opposta. Non c’è via di mezzo o forse sono io che non la conosco. So però che non mi importa trovarla, perché di una cosa sono sicura, non riesco a riconoscermi nel mezzo, sono nata per una condizione di alternanza. L’equilibrio, io lo trovo nelle sfumature.
salutando la Toscana dal finestrino 25/11/06
In viaggio verso casa, finalmente. Un mese esatto di peregrinazioni non è tutto rose e fiori e dopo un po’ hai bisogno della tua terra e dei tuoi affetti più profondi e più veri. E della tua lingua.
In questo treno diretto a Reggio Calabria finalmente riesco a riascoltarla. Non importa se sia calabrese, siciliano, lucano o campano, è la lingua del sud ed è comunque la mia, è comunque colore e calore. E ha i colori della mia anima e della mia mente, le sfumature della mia intelligenza e del mio carattere, delle mie attitudini verso la vita e verso le persone. Intanto dovrei studiare. Per fortuna anche questo master sta finendo. Ma il numero 64 di Pulp mi invita come quando un amico che non vedi da molto ti incontra casualmente per strada e vuole offrirti un caffè. La differenza è che ora nelle orecchie ho una delle più belle musiche che mi è capitato di ascoltare negli ultimi tempi.
Quasi a Roma.
Mio adorato sud sto tornando. E scusa se ti cito.
domenica, novembre 26, 2006
com'è facile piangere
Ho fatto finta di pensarti come ad una conchiglia ancora chiusa, inviolata dai capricci del mare e poi ho pregato gli dei che non esistono di strapparti ai rimedi che fingi di attuare per incastrare insieme le frasi di una canzone senza note in cui dici che non ci sarebbero state stelle in cielo quella notte perchè Dio le avrebbe conservate per una notte migliore...ho pensato a quanto sarebbe stato bello avere avuto un cane da portare fuori a pisciare...
Non so niente ma so che col vento cadono le foglie...lo so...
e poi mentre andavo al lavoro a far finta di essere di buon umore un vecchio mi tampona e io ho fatto finta di sentire dolore...all'ospedale un dottore ha fatto finta di non capire ma per non rischiare ha fatto finta di volermi guarire...tanto c'era l'assicurazione...e io ho fatto finta di cercare ancora una volta una persona viva tra le macerie di un palazzo che non è mai crollato...
Non so niente ma so che col tempo cadono anche le stelle...lo so...
sono tornato e ho fatto finta di riordinare casa sistemando a caso le cose quasi come se fosse davvero la mia casa...e non immagini la pena di trovare il tuo cuore-aquilone impigliato tra i rami di un albero spoglio che spera ancora in un soffio di vento...io non sono la stella cadente che si ferma a guardarti precipitare nel vuoto,ma continuo a pensarti come una conchiglia ancora chiusa...inviolata dai capricci del mare...
una donna e la sua semplicità - marta sui tubi
Non so niente ma so che col vento cadono le foglie...lo so...
e poi mentre andavo al lavoro a far finta di essere di buon umore un vecchio mi tampona e io ho fatto finta di sentire dolore...all'ospedale un dottore ha fatto finta di non capire ma per non rischiare ha fatto finta di volermi guarire...tanto c'era l'assicurazione...e io ho fatto finta di cercare ancora una volta una persona viva tra le macerie di un palazzo che non è mai crollato...
Non so niente ma so che col tempo cadono anche le stelle...lo so...
sono tornato e ho fatto finta di riordinare casa sistemando a caso le cose quasi come se fosse davvero la mia casa...e non immagini la pena di trovare il tuo cuore-aquilone impigliato tra i rami di un albero spoglio che spera ancora in un soffio di vento...io non sono la stella cadente che si ferma a guardarti precipitare nel vuoto,ma continuo a pensarti come una conchiglia ancora chiusa...inviolata dai capricci del mare...
una donna e la sua semplicità - marta sui tubi
mercoledì, novembre 22, 2006
partenza
Che insostenibile chiaroscuro,
mutevole concetto di ogni giorno,
parola d'ordine che dice: non vengo
e ti lascio morire poco a poco.
Perchè questa lentezza del caos?
Perchè il verbo non mi avvicina?
Perchè non mangio i frammenti di ieri
come se fosse un futuro d'amore?
Alda Merini
mutevole concetto di ogni giorno,
parola d'ordine che dice: non vengo
e ti lascio morire poco a poco.
Perchè questa lentezza del caos?
Perchè il verbo non mi avvicina?
Perchè non mangio i frammenti di ieri
come se fosse un futuro d'amore?
Alda Merini
martedì, novembre 21, 2006
il mare a Torino
Ieri pomeriggio, mentre camminavo per Torino, ho avuto come l'impressione di vedere il mare. Sentivo la sua presenza alla fine di una lunga strada che dava su un cielo aperto. Ero persa nei miei pensieri e non ricordavo nemmeno dove fossi. Poi ho come aperto gli occhi sulla realtà ed ho capito che era veramente giunto il momento di tornare a casa. Domani lascio Torino: Parma, Bologna, Firenze e poi un treno che mi riporta a me.
un fiore ha forse bellezza?
Às vezes, em dias de luz perfeita e exacta,
Em que as coisas têm toda a realidade que podem ter,
Pergunto a mim próprio devagar
Porque sequer atribuo eu
Beleza às coisas.
Uma flor acaso tem beleza?
Tem beleza acaso um fruto?
Não: têm cor e forma
E existência apenas.
A beleza é o nome de qualquer coisa que não existe
Que eu dou às coisas em troca do agrado que me dão.
Não significa nada.
Então porque digo eu das coisas: são belas?
Sim, mesmo a mim, que vivo só de viver,
Invisíveis, vêm ter comigo as mentiras dos homens
Perante as coisas,
Perante as coisas que simplesmente existem.
Que difícil ser próprio e não ser senão o visível!
Alberto Caeiro
Em que as coisas têm toda a realidade que podem ter,
Pergunto a mim próprio devagar
Porque sequer atribuo eu
Beleza às coisas.
Uma flor acaso tem beleza?
Tem beleza acaso um fruto?
Não: têm cor e forma
E existência apenas.
A beleza é o nome de qualquer coisa que não existe
Que eu dou às coisas em troca do agrado que me dão.
Não significa nada.
Então porque digo eu das coisas: são belas?
Sim, mesmo a mim, que vivo só de viver,
Invisíveis, vêm ter comigo as mentiras dos homens
Perante as coisas,
Perante as coisas que simplesmente existem.
Que difícil ser próprio e não ser senão o visível!
Alberto Caeiro
lunedì, novembre 20, 2006
vita torinese

Sabato pomeriggio ho abbandonato per qualche ora la mia condizione di oblio e mi sono affacciata alla vita torinese. Le foto fermano i due momenti più significativi della giornata. Naturalmente, solo uno dei due mi ha profondamente esaltato. Nella prossima vita voglio rinascere nell'antico Egitto. E possibilmente voglio rinascere gatto...
domenica, novembre 19, 2006
licantropia
Algures os sonhos são verdade.
Existe um lago abandonado
p'ra nós dois, à luz da lua,
como nenhum p'ra nós fadado.
Lá se abre a negra, branca vela
às brisas vagas, pressentidas,
p'ra levar a nossa vida-sono
até onde as águas reunidas
onde bosques ignotos cumprem
na costa, escura de arvoredo,
o voto do lago, de ser mais,
e tornam o sonho completo.
Lá nos esconderemos e
ao luar, de tudo despojados
e vazios, sentiremos que
de algo musical fomos forjados.
Existe um lago abandonado
p'ra nós dois, à luz da lua,
como nenhum p'ra nós fadado.
Lá se abre a negra, branca vela
às brisas vagas, pressentidas,
p'ra levar a nossa vida-sono
até onde as águas reunidas
onde bosques ignotos cumprem
na costa, escura de arvoredo,
o voto do lago, de ser mais,
e tornam o sonho completo.
Lá nos esconderemos e
ao luar, de tudo despojados
e vazios, sentiremos que
de algo musical fomos forjados.
sabato, novembre 18, 2006
pioggia
E' mezzanotte.
A Torino stasera piove. Sento le ruote delle macchine passare sull'asfalto bagnato. Quanto tempo che non guido, quasi un mese.
Ascolto musica, anche io, ma non sono assente.
E ora ho voglia di ritornare a casa, alla mia realtà, alla mia verità.
Ho voglia di prendere in braccio il mio gatto e di sentirgli fare le fusa ai miei piedi prima di addormentarmi. Ho voglia del mio mare, del pezzetto di cielo azzurro che si vede dal mio balcone e di quello infinito quando la mattina salgo sulla mia bici per andare in accademia. Ho persino voglia di ricominciare a lavorare e della pausa caffè delle undici. Ho voglia di imparare seriamente il portoghese e di non sentire limiti a quei pensieri che penso nella stessa lingua.
Ho voglia di birra rossa, di amaro del capo e delle serate sempre uguali, nella stessa piazza e con la stessa gente.
Vorrei che le persone a cui ho voluto bene e a cui ancora ne voglio non si nascondino più quando hanno paura, ma che siano limpide come un giorno di sole nel mezzo dell'estate.
Vorrei che esistesse la libertà.
A Torino stasera piove. Sento le ruote delle macchine passare sull'asfalto bagnato. Quanto tempo che non guido, quasi un mese.
Ascolto musica, anche io, ma non sono assente.
E ora ho voglia di ritornare a casa, alla mia realtà, alla mia verità.
Ho voglia di prendere in braccio il mio gatto e di sentirgli fare le fusa ai miei piedi prima di addormentarmi. Ho voglia del mio mare, del pezzetto di cielo azzurro che si vede dal mio balcone e di quello infinito quando la mattina salgo sulla mia bici per andare in accademia. Ho persino voglia di ricominciare a lavorare e della pausa caffè delle undici. Ho voglia di imparare seriamente il portoghese e di non sentire limiti a quei pensieri che penso nella stessa lingua.
Ho voglia di birra rossa, di amaro del capo e delle serate sempre uguali, nella stessa piazza e con la stessa gente.
Vorrei che le persone a cui ho voluto bene e a cui ancora ne voglio non si nascondino più quando hanno paura, ma che siano limpide come un giorno di sole nel mezzo dell'estate.
Vorrei che esistesse la libertà.
venerdì, novembre 17, 2006
giovedì, novembre 16, 2006
pensiero della notte
Quase anonima sorris
e o sol doura o teu cabelo.
Por que è que
pra ser feliz
è preciso não sabe-lo?
[Fernando Pessoa]
e o sol doura o teu cabelo.
Por que è que
pra ser feliz
è preciso não sabe-lo?
[Fernando Pessoa]
mercoledì, novembre 15, 2006
martedì, novembre 14, 2006
è tornato
Leave me out with the waste This is not what i do It's the wrong kind of place To be thinking of you It's the wrong time For somebody new It's a small crime And i've got no exuse Is that alright? Give my gun away when it's loaded Is that alright? If u dont shoot it how am i supposed to hold it Is that alright? Give my gun away when it's loaded Is that alright Is that alright with u? Leave me out with the waste This is not what i do It's the wrong kind of place To be cheating on you It's the wrong time but she's pulling me through It's a small crime And I've got no exuse Is that alright? Give my gun away when it's loaded Is that alright? If u dont shoot it how am i supposed to hold it Is that alright? Give my gun away when it's loaded Is that alright Is that alright with u? Is that alright? Is that alright? Is that alright with u? Is that alright? Is that alright? Is that alright with u? No...
9 crimes
Damien Rice
9 crimes
Damien Rice
lunedì, novembre 13, 2006
millimetri
I millimetri: quale impressione di meraviglia e di coraggio mi provoca la loro esistenza, gli uni accanto agli altri così ravvicinati in un metro. A volte soffro e godo per queste cose. E ne sono goffamente orgoglioso. Sono una lastra fotografica impressionabile all'infinito. Ogni dettaglio si stampa mostruosamente dentro di me in un tutto. Mi occupo unicamente di me stesso. Il mondo esteriore è per me una mera sensazione. Non mi dimentico mai del mio sentire.
183, LI
...perchè credo davvero che i particolari facciano la differenza e che i colori abbiano vita solo attraverso le sfumature. E nella mia testa ora c'è un arcobaleno di meraviglia. Voglio restare a guardarlo, a respirarlo.
E tudo o que tenho nao maos é um arco-iris e uma flor.
183, LI
...perchè credo davvero che i particolari facciano la differenza e che i colori abbiano vita solo attraverso le sfumature. E nella mia testa ora c'è un arcobaleno di meraviglia. Voglio restare a guardarlo, a respirarlo.
E tudo o que tenho nao maos é um arco-iris e uma flor.
sabato, novembre 11, 2006
sabato torinese
Torno ora da un giro per il centro. Stanotte non ho dormito molto bene e quando mi sento inquieta ho bisogno di camminare anche se non ho una meta. Anzi, a pensarci bene la maggior parte delle volte non ho meta e il camminare in quei casi è sempre una sorta di rito catartico. Ma oggi non so se ha avuto l'effetto sperato. Forse sarà stata colpa di quest'aria cosi nordica e in cui non riesco proprio a rispecchiarmi, in nessun momento e in nessun angolo della città, ma non solo di questa. Ripensavo alla sensazione di estraneità che ho provato viaggiando in aereo da Lisbona a Milano. E' pazzesco a pensarci, ma mi sono sentita molto più a casa mia a Barcellona, a Coimbra, a Lisbona che in questa parte d'Italia. Però per fortuna c'è sempre qualcuno che in questa parte d'Italia ci è nato e che mi fa sentire a casa, soprattutto quando mi sveglia alle nove di mattina ordinandomi di collegarmi a skype per parlare un poco e poi già lo so che quel poco diventa due ore e più. Giulia poi quando in primavera (inoltrata!) vengo in Cermania me la fai una lezione sulla pratica della raccomandazione? Dai, fallo per la nostra amicizia decennale ;)
Oggi, cercando di allontanare pensieri tristi, mi sono venute alla mente tutte le persone che non vedo da troppo e che vorrei tanto rivedere un pò... qualcuna non la vedo da mesi, altre addirittura da anni.. qualcuna non voglio rivederla mai più e altre vivono come sdoppiate nel mio cuore e queste ultime sono sicuramente quelle a cui penso coi sentimenti più contrastanti... certe volte ci penso, non potevo essere diversa? Non potevo avere il privilegio di non sentire e di non pensare? Non c'è niente da fare... ho sbagliato il metodo di fuga...
Intanto continuo ad ascoltare Nua. La dolcezza di certe canzoni mi culla come niente riesce a fare e dolcemente mi fa sentire tutto quello che si agita dentro di me, perchè se solo lo voglio riesco a pensare a un sacco di cose belle, perchè in fondo le emozioni sono sempre un privilegio e non voglio offendere la bellezza. E un sorriso pieno di luce e di purezza non può perdere la sua importanza, comunque.
Os Colombos
Outros haverão de ter
O que houvermos de perder.
Outros poderão achar
O que, no nosso encontrar,
Foi achado, ou não achado,
Segundo o destino dado.
Mas o que a eles não toca
É a Magia que evoca
O Longe e faz dele história.
E por isso a sua glória
É justa auréola dada
Por uma luz emprestada.
Fernando Pessoa
Oggi, cercando di allontanare pensieri tristi, mi sono venute alla mente tutte le persone che non vedo da troppo e che vorrei tanto rivedere un pò... qualcuna non la vedo da mesi, altre addirittura da anni.. qualcuna non voglio rivederla mai più e altre vivono come sdoppiate nel mio cuore e queste ultime sono sicuramente quelle a cui penso coi sentimenti più contrastanti... certe volte ci penso, non potevo essere diversa? Non potevo avere il privilegio di non sentire e di non pensare? Non c'è niente da fare... ho sbagliato il metodo di fuga...
Intanto continuo ad ascoltare Nua. La dolcezza di certe canzoni mi culla come niente riesce a fare e dolcemente mi fa sentire tutto quello che si agita dentro di me, perchè se solo lo voglio riesco a pensare a un sacco di cose belle, perchè in fondo le emozioni sono sempre un privilegio e non voglio offendere la bellezza. E un sorriso pieno di luce e di purezza non può perdere la sua importanza, comunque.
Os Colombos
Outros haverão de ter
O que houvermos de perder.
Outros poderão achar
O que, no nosso encontrar,
Foi achado, ou não achado,
Segundo o destino dado.
Mas o que a eles não toca
É a Magia que evoca
O Longe e faz dele história.
E por isso a sua glória
É justa auréola dada
Por uma luz emprestada.
Fernando Pessoa
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Informazioni personali
- Manuela
- Salerno, Italy
- Não sou nada. Nunca serei nada. Não posso querer ser nada. à parte isso, tenho em mim todos os sonhos do mundo/ Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso voler d'esser niente.a parte questo,ho in me tutti i sogni del mondo. [Fernando Pessoa]
cose che leggo e cose che mi hanno letto
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