ed è forte quello che ho dentro distante dalla mediocrità, ho inseguito il rumore assordante per non sentirla...
sabato, giugno 21, 2008
sabato, giugno 14, 2008
stati d'animo
La convalescenza, soprattutto se la trascorsa malattia riguardava il pensiero, è come un’allegria triste. C’è una specie di autunno nelle emozioni e nel pensiero; o meglio, qualcosa di certi principi di primavera che, anche se non cadono le foglie, somigliano, nell’aria e nel cielo, all’autunno.
La stanchezza è piacevole, e ciò fa un po’ male. Ci si sente leggermente appartati dalla vita, anche se dentro di essa, come sulla terrazza della casa del vivere. Si è contemplativi ma non si pensa, si provano sensazioni senza un’emozione definibile. La volontà riposa perché non ne abbiamo bisogno. E certi ricordi, certe speranze, certi indefiniti desideri salgono lentamente la china della coscienza come certi viandanti visti dall’alto del monte. Ricordi di cose futili, speranza di cose che non furono ( e che ci importa che non siano state), desideri che avevano la violenza della natura o di un’esplosione, o che non hanno mai potuto voler essere. Quando la giornata si sintonizza su queste sensazioni, come oggi, in questa giornata d’estate con nuvole e strisce d’azzurro con una lieve brezza perché non fa caldo, anzi fa quasi fresco, allora si accentua lo stato d’animo che ci fa pensare, sentire, vivere queste impressioni. Non che siano più chiari i ricordi, le speranze, i desideri che avevamo. Ma sentiamo di più, e la somma incerta di quelle cose pesa un po’, assurdamente sul nostro cuore.
C’è qualcosa di lontano in me, in questo momento. Sto sulla terrazza della vita ma non si tratta esattamente di questa vita. Mi trovo sopra la vita e dal mio punto di osservazione la osservo. Essa si estende sotto il mio sguardo, in terrazzi e declivi, come un paesaggio diverso, fino al fumo delle case bianche dei borghi della vallata. Chiudendo gli occhi continuo a vedere, proprio perché non guardo. Se li apro non vedo più niente, perché non vedevo.
Mi sento tutto una nostalgia vaga, non del passato o del futuro, ma una nostalgia del presente, anonima, prolissa e incompresa.
16.7.1932
Fernando Pessoa
La stanchezza è piacevole, e ciò fa un po’ male. Ci si sente leggermente appartati dalla vita, anche se dentro di essa, come sulla terrazza della casa del vivere. Si è contemplativi ma non si pensa, si provano sensazioni senza un’emozione definibile. La volontà riposa perché non ne abbiamo bisogno. E certi ricordi, certe speranze, certi indefiniti desideri salgono lentamente la china della coscienza come certi viandanti visti dall’alto del monte. Ricordi di cose futili, speranza di cose che non furono ( e che ci importa che non siano state), desideri che avevano la violenza della natura o di un’esplosione, o che non hanno mai potuto voler essere. Quando la giornata si sintonizza su queste sensazioni, come oggi, in questa giornata d’estate con nuvole e strisce d’azzurro con una lieve brezza perché non fa caldo, anzi fa quasi fresco, allora si accentua lo stato d’animo che ci fa pensare, sentire, vivere queste impressioni. Non che siano più chiari i ricordi, le speranze, i desideri che avevamo. Ma sentiamo di più, e la somma incerta di quelle cose pesa un po’, assurdamente sul nostro cuore.
C’è qualcosa di lontano in me, in questo momento. Sto sulla terrazza della vita ma non si tratta esattamente di questa vita. Mi trovo sopra la vita e dal mio punto di osservazione la osservo. Essa si estende sotto il mio sguardo, in terrazzi e declivi, come un paesaggio diverso, fino al fumo delle case bianche dei borghi della vallata. Chiudendo gli occhi continuo a vedere, proprio perché non guardo. Se li apro non vedo più niente, perché non vedevo.
Mi sento tutto una nostalgia vaga, non del passato o del futuro, ma una nostalgia del presente, anonima, prolissa e incompresa.
16.7.1932
Fernando Pessoa
venerdì, giugno 13, 2008
HAI PAURA DEL BUIO?
Io si. Ne ho sempre avuto paura. Di notte dormo con la luce accesa e riesco a spegnerla solo alle prime luci dell’alba.. ma solo quando dormo da sola. Quando qualcuno divide il sonno con me non ho paura. E’ una di quelle vecchie paure che mi porto dietro, insieme alla paura del gas e a quella di non saper mettere il rullino alla macchina fotografica.
Stasera dopo tanto tempo ho riascoltato un po’ di musica e mi è sembrato strano rimettere nel lettore gli afterhours.. come un vecchio gesto ancestrale, oserei dire. Ho saputo che quest’estate suoneranno al GiffoniFilmFestival e devo dire che la notizia mi ha dato una piccola scossa di felicità come non mi succedeva da tempo riguardo ai concerti (fatta eccezione per il concerto della divina - alias PjHarvey- a Roma durante questa primavera). Andrò a vederli certamente e sono contenta di poterli condividere per la prima volta con chi non li ha mai ascoltati… intanto le tracce scorrono… Pelle è sempre bellissima, riesce ancora a farmi tremare il cuore e voglio una pelle splendida mi dà ancora quel senso di pace e di vittoria interiore che provavo tanto tempo fa e non posso fare a meno di pensare anche al fatto che qualcuno ogni tanto mi dice ancora che io somiglio a quella canzone... quanti ricordi…. mi potrebbe scoppiare la testa se volessi farli scorrere tutti insieme….
Fuori è una placida serata di metà giugno.
E’ l’onomastico di mio fratello e della mia cuginetta.
Scrivo nella penombra, mentre aspetto una telefonata che non arriva. Al centro della stanza una valigia mezza aperta e mezza fatta. Lunedì vado a Milano per una settimana. E’ stato bello leggere la delusione sulle facce dei miei alunni quando stamattina gli ho comunicato che la settimana prossima non avrebbero fatto lezione con me. A certi alunni mi ci affeziono quasi, a volte…proprio come con le persone della mia vita. Una manciata e forse ancor di meno, invece, le amo.
Solo l’amare, solo il conoscere
conta, non l’aver amato,
non l’aver conosciuto. Dà angoscia
il vivere di un consumato
amore. L’anima non cresce più.
Pasolini
Stasera dopo tanto tempo ho riascoltato un po’ di musica e mi è sembrato strano rimettere nel lettore gli afterhours.. come un vecchio gesto ancestrale, oserei dire. Ho saputo che quest’estate suoneranno al GiffoniFilmFestival e devo dire che la notizia mi ha dato una piccola scossa di felicità come non mi succedeva da tempo riguardo ai concerti (fatta eccezione per il concerto della divina - alias PjHarvey- a Roma durante questa primavera). Andrò a vederli certamente e sono contenta di poterli condividere per la prima volta con chi non li ha mai ascoltati… intanto le tracce scorrono… Pelle è sempre bellissima, riesce ancora a farmi tremare il cuore e voglio una pelle splendida mi dà ancora quel senso di pace e di vittoria interiore che provavo tanto tempo fa e non posso fare a meno di pensare anche al fatto che qualcuno ogni tanto mi dice ancora che io somiglio a quella canzone... quanti ricordi…. mi potrebbe scoppiare la testa se volessi farli scorrere tutti insieme….
Fuori è una placida serata di metà giugno.
E’ l’onomastico di mio fratello e della mia cuginetta.
Scrivo nella penombra, mentre aspetto una telefonata che non arriva. Al centro della stanza una valigia mezza aperta e mezza fatta. Lunedì vado a Milano per una settimana. E’ stato bello leggere la delusione sulle facce dei miei alunni quando stamattina gli ho comunicato che la settimana prossima non avrebbero fatto lezione con me. A certi alunni mi ci affeziono quasi, a volte…proprio come con le persone della mia vita. Una manciata e forse ancor di meno, invece, le amo.
Solo l’amare, solo il conoscere
conta, non l’aver amato,
non l’aver conosciuto. Dà angoscia
il vivere di un consumato
amore. L’anima non cresce più.
Pasolini
lunedì, giugno 09, 2008
piccole felicita'
Stamattina ero un po' preoccupata perche' c'erano i nuovi arrivi... ed invece ho scoperto una classe che mi piace, ragazzine irlandesi scetatelle e simpatiche.. un messicano che ha girato mezzo mondo, una tedesca fidanzata a Salerno e che legge l'italiano con l'accento spagnolo e il solito israeliano con cui mi diletto a dire quelle 4 parole di arabo che so e lo faccio felice come un bambino! Ma la mia piu' grande gioia oggi e' stata la lezione individuale con la ragazza svedese di madre svedese e padre portoghese, ergo bilingue... inutile dire che la lezione e' casualmente slittata sul portoghese... speriamo che non mi scoprino :)
vado a casa, a mangiare... sono le 4.. che vitaccia...
ma a Dicembre forse riusciro' con questi soldi ad andare in Argentina e tutto questo mi fa felice...
un beijo a chi mi pensa.
vado a casa, a mangiare... sono le 4.. che vitaccia...
ma a Dicembre forse riusciro' con questi soldi ad andare in Argentina e tutto questo mi fa felice...
un beijo a chi mi pensa.
giovedì, giugno 05, 2008
cambiamenti climatici
Da due giorni c'è un tempo cosi stupido..come diceva mia zia, non è sincero.
Il tempo non è sincero... questa espressione mi è sempre piaciuta tantissima e anche io a volte la uso. Da due giorni il tempo non è sincero... pioggia mista a sole fortissimo e nuvole nere stagliate su un cielo azzurro. Io ho da poco finito di lavorare e devo tornare qui alle cinque per il corso pomeridiano agli erasmus turchi. Martedi scorso, tra una preposizione e l'altra abbiamo parlato di Instabul.. e della costa dell'antica Grecia... chissà, prima o poi i miei occhi riusciranno ad afferrare tutta quella bellezza.
Ma oggi il tempo non è sincero.. ho bisogno di un pò di luce e di qualche risata, magari di un'altra cena a casa di Nico (con un libro di Pablo Neruda in mezzo ai piatti da poter sfogliare) o su qualunque terrazza che dia sulla notte stellata.
Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.
Ho visto dalla mia finestra
la festa del tramonto sui monti lontani.
A volte, come una moneta
mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l'anima oppressa
da quella tristezza che tu mi conosci.
Dove eri allora?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perchè mi investirà tutto l'amore di colpo
quando mi sento triste e ti sento lontana?
E' caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.
Sempre, sempre ti allontani la sera
e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.
[Pablo neruda]
Il tempo non è sincero... questa espressione mi è sempre piaciuta tantissima e anche io a volte la uso. Da due giorni il tempo non è sincero... pioggia mista a sole fortissimo e nuvole nere stagliate su un cielo azzurro. Io ho da poco finito di lavorare e devo tornare qui alle cinque per il corso pomeridiano agli erasmus turchi. Martedi scorso, tra una preposizione e l'altra abbiamo parlato di Instabul.. e della costa dell'antica Grecia... chissà, prima o poi i miei occhi riusciranno ad afferrare tutta quella bellezza.
Ma oggi il tempo non è sincero.. ho bisogno di un pò di luce e di qualche risata, magari di un'altra cena a casa di Nico (con un libro di Pablo Neruda in mezzo ai piatti da poter sfogliare) o su qualunque terrazza che dia sulla notte stellata.
Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.
Ho visto dalla mia finestra
la festa del tramonto sui monti lontani.
A volte, come una moneta
mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l'anima oppressa
da quella tristezza che tu mi conosci.
Dove eri allora?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perchè mi investirà tutto l'amore di colpo
quando mi sento triste e ti sento lontana?
E' caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.
Sempre, sempre ti allontani la sera
e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.
[Pablo neruda]
domenica, giugno 01, 2008
questa notte una lucciola illumina la mia finestra....
Ci sono giorni in cui la mia voglia di scrivere è più forte di ogni cosa. Negli anni passati provavo spesso questa sensazione e molto spesso non riuscivo a non assecondarla ed allora scrivevo, scrivevo, scrivevo… scrivevo lettere, quaderni, scrivevo in consolist, scrivevo a me stessa, scrivevo poesie.. negli ultimi anni la mia voglia ed il mio bisogno di scrivere hanno fatto a pugni con le mie ferite e con il mio cuore stanco, con la delusione delle parole dimenticate.. è questa la spiegazione che do alla mia attuale inadeguatezza alla scrittura eppure nel momento stesso in cui lo dico o semplicemente lo penso, dentro di me so benissimo che non potrò mai sentirmi inadeguata di fronte alla scrittura..
Oggi ho visto il mare.. niente di particolare…da quando sono tornata a casa non passa giorno senza che io lo veda o lo senta….. ma oggi non sono stata la sola a poterlo guardare… e questo mi ha dato una piccola gioia… Genova, quanti ricordi e quanta musica, quante risate e quanti sogni. Devo ritornarci uno di questi anni e camminare in via del campo raccogliendo tutti i fiori della mia mente, sentirne l’odore e credere ancora che la bellezza non nasce dai diamanti….
Il 31 maggio di ogni anno strappo un giorno prima la pagina del calendario, cosi che giugno possa arrivare qualche ora prima. Ed è cosi che ieri sera ho fatto.. ma sono stata contenta di uscire fuori e di vedere ancora qualche lucciola nel buio… a me le lucciole fanno commuovere ed anche questo anno la prima lucciola mi ha fatto battere il cuore. C’è una persona a cui penso sempre quando vedo le lucciole, forse perché mi ricordo sempre di quanto gli piacciano o forse perché quelle lucine che danzano nel buio mi fanno pensare alla malinconia che ho di lui. Perché io Peppe non lo vedo da troppo tempo e non so neanche perché. Ed oggi giugno è qui. E’ un mese che ha un posto speciale nel mio cuore, perché mi ha sempre regalato emozioni, alcune tra le più belle della mia vita a cui ogni tanto ripenso, anche se quelle emozioni ora non esistono più da parecchio tempo ma fanno parte di me perché attraverso loro sono diventata quel che sono. Parlavo delle lucciole e delle emozioni…. se ci penso mi viene da piangere… le immagini raccolte nello scontrino di non so che… lo facevo tante volte anche io… fermare un pensiero estemporaneo in uno scontrino raccolto da una tasca… quella canzone mi faceva piangere, era meravigliosa...ogni sua frase mi entrava dentro come sangue nelle vene e mi apriva il cuore come un soffio di vento caldo.
Quando penso a quegli anni passati a sognare e a vivere attraverso le sue canzoni mi vengono i brividi… pensare a quella immensa forza che mi dava da prendere tutta l’Italia in una mano e girarmela come volevo… inseguendo volti, voci, cuori, sogni, paure…. Un sogno meravigliosamente folle che mi ha dato molto di più di quel che mi ha levato…. io e tanti altri siamo rimasti con la stessa pelle che portavamo addosso ma che pena pensare a chi quella pelle se l’è cambiata….
Ma il tempo ora non si è fermato ed io non sto aspettando nulla… una lucciola illumina ancora la mia finestra stanotte… ancor di più.. è entrata nella mia stanza ed è bellissimo godere di questo spettacolo al buio, nella mia stanza illuminata solo da quella piccola lucina e dallo schermo di questo computer… o forse si, sto aspettando.. ma più che qualcosa, sto aspettando qualcuno…un pezzo del mio cuore che vive troppo lontano da me… i’m waiting for an asteroid…
Mi dà sollievo sapere che domani non dovrò andare al lavoro. E’ stata una settimana difficile che si è conclusa in modo terribile perché non può che dirsi terribile trovarsi da sola con un’amica a cui telefonano per dire che la mamma è morta…. sto ancora tremando e non ci dormo la notte, ma stasera cerco di trovare un po’ di pace, mi lascio trasportare dalla magia di giugno e dalle sue promesse, mi aggrappo a questa piccola luce sperando che mi porti verso una nuova alba…
e verso un cielo in bottiglia vorrei non guardare mai...
Ad altri toccherà avere
quanto ci toccherà perdere.
Altri potranno trovare
ciò che noi cercando
trovammo o non trovammo,
secondo la sorte che ci fu data.
Ma ciò che ad essi non tocca
è la magia che evoca
la Lontananza e ne fa storia.
E per questo la loro gloria
è la giusta aureola data
da una luce imprestata.
I colombi
[Fernando Pessoa]
Oggi ho visto il mare.. niente di particolare…da quando sono tornata a casa non passa giorno senza che io lo veda o lo senta….. ma oggi non sono stata la sola a poterlo guardare… e questo mi ha dato una piccola gioia… Genova, quanti ricordi e quanta musica, quante risate e quanti sogni. Devo ritornarci uno di questi anni e camminare in via del campo raccogliendo tutti i fiori della mia mente, sentirne l’odore e credere ancora che la bellezza non nasce dai diamanti….
Il 31 maggio di ogni anno strappo un giorno prima la pagina del calendario, cosi che giugno possa arrivare qualche ora prima. Ed è cosi che ieri sera ho fatto.. ma sono stata contenta di uscire fuori e di vedere ancora qualche lucciola nel buio… a me le lucciole fanno commuovere ed anche questo anno la prima lucciola mi ha fatto battere il cuore. C’è una persona a cui penso sempre quando vedo le lucciole, forse perché mi ricordo sempre di quanto gli piacciano o forse perché quelle lucine che danzano nel buio mi fanno pensare alla malinconia che ho di lui. Perché io Peppe non lo vedo da troppo tempo e non so neanche perché. Ed oggi giugno è qui. E’ un mese che ha un posto speciale nel mio cuore, perché mi ha sempre regalato emozioni, alcune tra le più belle della mia vita a cui ogni tanto ripenso, anche se quelle emozioni ora non esistono più da parecchio tempo ma fanno parte di me perché attraverso loro sono diventata quel che sono. Parlavo delle lucciole e delle emozioni…. se ci penso mi viene da piangere… le immagini raccolte nello scontrino di non so che… lo facevo tante volte anche io… fermare un pensiero estemporaneo in uno scontrino raccolto da una tasca… quella canzone mi faceva piangere, era meravigliosa...ogni sua frase mi entrava dentro come sangue nelle vene e mi apriva il cuore come un soffio di vento caldo.
Quando penso a quegli anni passati a sognare e a vivere attraverso le sue canzoni mi vengono i brividi… pensare a quella immensa forza che mi dava da prendere tutta l’Italia in una mano e girarmela come volevo… inseguendo volti, voci, cuori, sogni, paure…. Un sogno meravigliosamente folle che mi ha dato molto di più di quel che mi ha levato…. io e tanti altri siamo rimasti con la stessa pelle che portavamo addosso ma che pena pensare a chi quella pelle se l’è cambiata….
Ma il tempo ora non si è fermato ed io non sto aspettando nulla… una lucciola illumina ancora la mia finestra stanotte… ancor di più.. è entrata nella mia stanza ed è bellissimo godere di questo spettacolo al buio, nella mia stanza illuminata solo da quella piccola lucina e dallo schermo di questo computer… o forse si, sto aspettando.. ma più che qualcosa, sto aspettando qualcuno…un pezzo del mio cuore che vive troppo lontano da me… i’m waiting for an asteroid…
Mi dà sollievo sapere che domani non dovrò andare al lavoro. E’ stata una settimana difficile che si è conclusa in modo terribile perché non può che dirsi terribile trovarsi da sola con un’amica a cui telefonano per dire che la mamma è morta…. sto ancora tremando e non ci dormo la notte, ma stasera cerco di trovare un po’ di pace, mi lascio trasportare dalla magia di giugno e dalle sue promesse, mi aggrappo a questa piccola luce sperando che mi porti verso una nuova alba…
e verso un cielo in bottiglia vorrei non guardare mai...
Ad altri toccherà avere
quanto ci toccherà perdere.
Altri potranno trovare
ciò che noi cercando
trovammo o non trovammo,
secondo la sorte che ci fu data.
Ma ciò che ad essi non tocca
è la magia che evoca
la Lontananza e ne fa storia.
E per questo la loro gloria
è la giusta aureola data
da una luce imprestata.
I colombi
[Fernando Pessoa]
mercoledì, maggio 28, 2008
guten morgen tausend volt!!!
La mattina vado sempre di corsa e arrivo in accademia ancora con la voglia di dormire. Stamattina però Martha, la mia alunna austriaca sulla sessantina, mi ha bloccato nel corridoio esclamando "guten morgen tausend volt" !!! La mia conoscenza del tedesco si limita a poche parole, come blume, eusturzende neubaten, ich bin e appunto guten morgen che vuol dire buongiorno; tausend era simile all'inglese e quindi ho dedotto fosse mille e volt l'ho interpretato appunto nel senso di elettricità... e quindi ho chiesto se la frase fosse riferita ai miei capelli (per chi non lo sapesse da qualche settimana sono tornata la sorella di Sid Vicious come a volte mi chiamava Alfonso), ma con mia grande sorpresa ho scoperto che la frase non era riferita ai miei capelli ma bensì, parole di Martha, al mio temperamento!!!! E una frase del genere, sentirsela dire a prima mattina, mette davvero di buon umore... soprattutto perchè probabilmente esprimo ancora una certa vitalità e questo, soprattutto in giorni come gli ultimi che ho passato, mi fa veramente un bell'effetto.
Grande Martha!!!
(firmato)
tausendvolt
Grande Martha!!!
(firmato)
tausendvolt
lunedì, maggio 26, 2008
compleanno di saudade...
Segui la tua sorte,
annaffia le tue piante,
ama le tue rose.
Il resto e' l'ombra
di alberi stranieri.
La realta' e' sempre di piu'
o di meno di quello che vogliamo.
Solo noi siamo sempre
uguali a noi stessi.
Dolce e' vivere solo.
Grande e nobile e' sempre
vivere con semplicita'.
Lascia il dolore sulle are
come offerta agli dei.
Guarda la vita da lontano,
senza mai interrogarla.
Nulla essa puo' dirti.
La risposta sta al di la' degli dei.
Ma serenamente imita l'Olimpo
nel segreto del tuo cuore.
Gli dei sono dei
perche' non si pensano.
[F.Pessoa]
che tu possa accogliere questa poesia come un regalo da portare con te in ogni momento...auguri mio piccolo e splendente gioiellino :*
annaffia le tue piante,
ama le tue rose.
Il resto e' l'ombra
di alberi stranieri.
La realta' e' sempre di piu'
o di meno di quello che vogliamo.
Solo noi siamo sempre
uguali a noi stessi.
Dolce e' vivere solo.
Grande e nobile e' sempre
vivere con semplicita'.
Lascia il dolore sulle are
come offerta agli dei.
Guarda la vita da lontano,
senza mai interrogarla.
Nulla essa puo' dirti.
La risposta sta al di la' degli dei.
Ma serenamente imita l'Olimpo
nel segreto del tuo cuore.
Gli dei sono dei
perche' non si pensano.
[F.Pessoa]
che tu possa accogliere questa poesia come un regalo da portare con te in ogni momento...auguri mio piccolo e splendente gioiellino :*
venerdì, maggio 23, 2008
voglia di leggerezza
A quest'ora sono ancora in accademia. Fuori c'e' un bel sole ma mi sento cosi apatica.. forse semplicemente stanca di fare o forse semplicemente vorrei fare quello che scelgo io...
Oggi Tellervo, la mia alunna giornalista finlandese, mi ha invitata fuori a pranzo ed è stato bello sentirla ringraziarmi per queste due settimane insieme... e anche io avrei voluto ringraziarla, ma non l'ho fatto e chissà perchè.. forse perchè a volte sono cosi stanca anche solo per dire un grazie e questo non mi fa certo sentire una persona migliore. Vorrei che la vita non lasciasse ferite o che semplicemente queste ad un certo punto smettessero di bruciare.. perchè sentirmi prigioniera delle paure non mi fa sentire in pace con me stessa... anche in situazioni cosi semplici e questo è davvero ingiusto per la mia anima sempre cosi piena di luce... ma allora perchè troppo spesso non trovo più la voglia e il coraggio di lasciarla libera?
Oggi Tellervo, la mia alunna giornalista finlandese, mi ha invitata fuori a pranzo ed è stato bello sentirla ringraziarmi per queste due settimane insieme... e anche io avrei voluto ringraziarla, ma non l'ho fatto e chissà perchè.. forse perchè a volte sono cosi stanca anche solo per dire un grazie e questo non mi fa certo sentire una persona migliore. Vorrei che la vita non lasciasse ferite o che semplicemente queste ad un certo punto smettessero di bruciare.. perchè sentirmi prigioniera delle paure non mi fa sentire in pace con me stessa... anche in situazioni cosi semplici e questo è davvero ingiusto per la mia anima sempre cosi piena di luce... ma allora perchè troppo spesso non trovo più la voglia e il coraggio di lasciarla libera?
venerdì, maggio 16, 2008
a proposito di amore
Dicesti : “Ti amo”. Com’è che la cosa meno originale che sappiamo dirci è tuttavia la sola cosa che desideriamo sentire? “Ti amo” è sempre una citazione. Non sei stata tu a dirlo per la prima volta e nemmeno io, eppure quando lo dici tu e quando lo dico io, siamo come due selvaggi che hanno scoperto due parole e le venerano. Io le ho venerate ma adesso mi ritrovo nella solitudine di una roccia scavata dal mio stesso corpo.
LE COSE SONO CAMBIATE, che frase del cazzo, io ho cambiato le cose. Le cose non cambiano, non sono come le stagioni che passano, giorno dopo giorno. La gente cambia le cose. Si è vittime del cambiamento, non vittime delle cose. Perchè mi faccio complice di questo uso scorretto del linguaggio?
Adoro i primi sei mesi. Le telefonate a mezzanotte, le esplosioni di energia, l’amante che diventa una batteria di ricarica per tutte le cellule esaurite.
L’appagamento sarebbe un sentimento? Siete sicuri che non sia l’assenza di sentimento? Lo paragono al tipo di stordimento che si ha dopo una visita dal dentista. Non un dolore né l’assenza di dolore, ma quella leggera sensazione di essere sotto l’effetto di una droga. L’appagamento è la versione in positivo della rassegnazione. Ha le sue attrattive ma non è giusto portare il cappotto, babbucce con il pelo e i guanti quando quello che il corpo vuole davvero è starsene nudo.
Me ne vado da lui perché il mio amore per te fa di ogni altra vita una menzogna.
Chiuse come un ventaglio, nessuno sospetta le ali delle tue scapole. Mentre stavi sdraiata sul ventre, modellavo le dure lamine del tuo volo. Sei un angelo caduto ma pur sempre fatta come gli angeli; il corpo leggero come una libellula, grandi ali dorate stagliate contro il sole. Non temo che tu mi ferisca. Se faccio scivolare la mano con troppa disinvoltura lungo la lama affilata della tua scapola, ritrarrò la palma sanguinante. Conosco bene le stigmate della presunzione. La ferita che non si rimarginerà se ti do per scontata.
Qualche volta mi getto fra le braccia del tramonto, spalancate come quelle di uno spaventapasseri, pensando di poter saltare dal confine del mondo nella fornace ardente e bruciare in te. Vorrei avvolgere il mio corpo nelle lingue fiammeggianti del cielo insanguinato. Tutti gli altri colori vengono assorbiti. Le sfumature opache del giorno non penetrano mai nel mio cranio annerito. Vivo tra quattro mura bianche come un anacoreta. Eri una stanza piena di luce vivida e io ho chiuso la porta. Eri un cappotto variopinto trascinato nella polvere. Mi vedi nel mio mondo intriso di sangue?
La scelta della solitudine era come il piacere di camminare sotto la neve con un cappotto cado. Chi vorrebbe camminare nudo sotto la neve?
La felicità è un specifico. La sofferenza è una generalizzazione. Normalmente le persone sanno con esattezza perchè sono felici. Raramente sanno perchè soffrono. La sofferenza è il vuoto. Uno spazio senza aria, un soffocante luogo di morte, la dimora del sofferente. La sofferenza è un palazzo-alveare, stanze come gabbie dall'allevamento, ci si siede sui propri escrementi, ci si sdraia sulla propria sporcizia. La sofferenza è una strada dove non è possibile invertire il senso di marcia, dove non ci si puè fermare. La si percorre spinti da quelli che stanno dietro, intralciati da quelli che stanno avanti. La si percorre a una velocità folle anche se i giorni sono mummificati, di piombo. Succede tutto così rapidamente, una volta che si è preso il via, non esiste alcuna àncora del mondo reale che ci faccia rallentare, niente a cui aggrapparsi. La sofferenza strappa i freni della vita, d'improvviso si è abbandonati in caduta libera. Quale che sia il nostro inferno personale, ne troveremo altri mille uguali a quello, nella sofferenza. E' la città dove gli incubi di tutti diventano realtà.
Grandi quantità d’acqua non possono dissetare l’amore, né possono sommergerlo le inondazioni. Allora cos’è che uccide l’amore? Soltanto la disattenzione. Non vederti quando mi stai davanti. Non pensare a te nelle piccole cose. Non spianarti la strada, non prepararti la tavola. Sceglierti per abitudine e non per desiderio, passare davanti al fioraio senza accorgermene. Lasciare i piatti da lavare, il letto da rifare, ignorarti al mattino, usarti la notte. Desiderare un’altra persona mentre ti bacio sulla guancia. Dire il tuo nome senza ascoltarlo, dare per scontato che sia mio diritto pronunciarlo.
Oltre la porta c’è il fiume, ci sono le strade; lì saremo noi, e prenderemo il sole sottobraccio. Ora sbrigati, si sta facendo tardi. Non so se questo è un lieto fine, ma eccoci nella piena libertà dei campi.
scritto sul corpo
Jeanette Winterson
LE COSE SONO CAMBIATE, che frase del cazzo, io ho cambiato le cose. Le cose non cambiano, non sono come le stagioni che passano, giorno dopo giorno. La gente cambia le cose. Si è vittime del cambiamento, non vittime delle cose. Perchè mi faccio complice di questo uso scorretto del linguaggio?
Adoro i primi sei mesi. Le telefonate a mezzanotte, le esplosioni di energia, l’amante che diventa una batteria di ricarica per tutte le cellule esaurite.
L’appagamento sarebbe un sentimento? Siete sicuri che non sia l’assenza di sentimento? Lo paragono al tipo di stordimento che si ha dopo una visita dal dentista. Non un dolore né l’assenza di dolore, ma quella leggera sensazione di essere sotto l’effetto di una droga. L’appagamento è la versione in positivo della rassegnazione. Ha le sue attrattive ma non è giusto portare il cappotto, babbucce con il pelo e i guanti quando quello che il corpo vuole davvero è starsene nudo.
Me ne vado da lui perché il mio amore per te fa di ogni altra vita una menzogna.
Chiuse come un ventaglio, nessuno sospetta le ali delle tue scapole. Mentre stavi sdraiata sul ventre, modellavo le dure lamine del tuo volo. Sei un angelo caduto ma pur sempre fatta come gli angeli; il corpo leggero come una libellula, grandi ali dorate stagliate contro il sole. Non temo che tu mi ferisca. Se faccio scivolare la mano con troppa disinvoltura lungo la lama affilata della tua scapola, ritrarrò la palma sanguinante. Conosco bene le stigmate della presunzione. La ferita che non si rimarginerà se ti do per scontata.
Qualche volta mi getto fra le braccia del tramonto, spalancate come quelle di uno spaventapasseri, pensando di poter saltare dal confine del mondo nella fornace ardente e bruciare in te. Vorrei avvolgere il mio corpo nelle lingue fiammeggianti del cielo insanguinato. Tutti gli altri colori vengono assorbiti. Le sfumature opache del giorno non penetrano mai nel mio cranio annerito. Vivo tra quattro mura bianche come un anacoreta. Eri una stanza piena di luce vivida e io ho chiuso la porta. Eri un cappotto variopinto trascinato nella polvere. Mi vedi nel mio mondo intriso di sangue?
La scelta della solitudine era come il piacere di camminare sotto la neve con un cappotto cado. Chi vorrebbe camminare nudo sotto la neve?
La felicità è un specifico. La sofferenza è una generalizzazione. Normalmente le persone sanno con esattezza perchè sono felici. Raramente sanno perchè soffrono. La sofferenza è il vuoto. Uno spazio senza aria, un soffocante luogo di morte, la dimora del sofferente. La sofferenza è un palazzo-alveare, stanze come gabbie dall'allevamento, ci si siede sui propri escrementi, ci si sdraia sulla propria sporcizia. La sofferenza è una strada dove non è possibile invertire il senso di marcia, dove non ci si puè fermare. La si percorre spinti da quelli che stanno dietro, intralciati da quelli che stanno avanti. La si percorre a una velocità folle anche se i giorni sono mummificati, di piombo. Succede tutto così rapidamente, una volta che si è preso il via, non esiste alcuna àncora del mondo reale che ci faccia rallentare, niente a cui aggrapparsi. La sofferenza strappa i freni della vita, d'improvviso si è abbandonati in caduta libera. Quale che sia il nostro inferno personale, ne troveremo altri mille uguali a quello, nella sofferenza. E' la città dove gli incubi di tutti diventano realtà.
Grandi quantità d’acqua non possono dissetare l’amore, né possono sommergerlo le inondazioni. Allora cos’è che uccide l’amore? Soltanto la disattenzione. Non vederti quando mi stai davanti. Non pensare a te nelle piccole cose. Non spianarti la strada, non prepararti la tavola. Sceglierti per abitudine e non per desiderio, passare davanti al fioraio senza accorgermene. Lasciare i piatti da lavare, il letto da rifare, ignorarti al mattino, usarti la notte. Desiderare un’altra persona mentre ti bacio sulla guancia. Dire il tuo nome senza ascoltarlo, dare per scontato che sia mio diritto pronunciarlo.
Oltre la porta c’è il fiume, ci sono le strade; lì saremo noi, e prenderemo il sole sottobraccio. Ora sbrigati, si sta facendo tardi. Non so se questo è un lieto fine, ma eccoci nella piena libertà dei campi.
scritto sul corpo
Jeanette Winterson
lunedì, maggio 12, 2008
preferisco il rumore del mare
Non solo un verso di Dino Campana, non solo il titolo di un film... ma il mio pensiero degli ultimi dodici giorni. Ed ora guardando dal balcone dell'accademia la solita nave della Tirrenia pronta a partire me ne rendo sempre più conto...
lunedì, aprile 28, 2008
mercoledì, aprile 16, 2008
martedì, aprile 15, 2008
povera patria..................... (la primavera intanto tarda ad arrivare....)
'Imbraccia il fucil, prepara il cannòn, difendi il verdano dai riccioli d'or / Espelli il negròn, inforca il terròn, e servi il tuo popolo con fulgido amor.’
Anche se sono del Gargano sogno di diventare verdano, mamma, asciugati le lacrime porto le mie natiche in fabbriche che non abbiamo. Mollami la mano, dico, mollami la mano, che da quando sono nato bramo lo stato verdano, no, non amo ciò che è sotto il mio meridiano, da piccolo odiavo l’inquilino del primo piano. Sul banco tracciavo linee di confine, di Raykard e Gullit niente figurine, bambini e bambine in cortile, io verde di bile col Monopoli mettevo in prigione le mie pedine. Bene, sto bene nel mio ruolo, volo, non sono solo, siamo uno stuolo. La Verdania chiama “All’armi!”, mi arruolo, con la mia divisa cetriolo io:
VOGLIO UNA VERDANIA SECESSIONISTA, CON UNA BANDIERA SECESSIONISTA / UNA FIDANZATA SECESSIONISTA CON CUI FARE L’AMORE SECESSIONISTA / UN APPARTEMENTO SECESSIONISTA CON ARREDAMENTO SECESSIONISTA / RACCOLTA DI RIFIUTI SECESSIONISTA, MA CHE COSA STA SECCEDENDO?
‘Noi marcerem verso Roma ladrona perché chi va a Roma prende la poltrona.’ All’inizio quel tizio che s’attizza al comizio pare un alcolista alla festa di San Patrizio, parla da un orifizio sporco di pregiudizio, pubblico in prestito dal museo egizio. Ora capisco quanto aveva ragione, ora che sono soldato di stato senza meridione, ora che è finita la carta del cesso, ma fa lo stesso, tanto ci ho messo la costituzione. Ora che la mia ambizione è fare la pulizia, primaverile o etnica che sia, la farò, il manico ce l’ho duro perciò scoperò dove si può per il potere dell’ampolla nel Po. Il popolo verdano smania per la separazione dall’Italia che dilania. E se cade il muro in Germania chi se ne frega io lo innalzo in Verdania dato che…
VOGLIO UNA VERDANIA SECESSIONISTA, CON UN QUOTIDIANO SECESSIONISTA / UN TELEGIORNALE CON UN GIORNALISTA SECESSIONISTA / UNA PASSERELLA SECESSIONISTA CON UNA MODELLA SECESSIONISTA / SOGNO DI QUALUNQUE SECESSIONISTA, MA CHE COSA STA SECCEDENDO
‘Conquisteremo la Rai lottizzata per sistemare i nostri direttori di testata.’ Io voglio diventare un verdano avvinazzato, sputare parlando un italiano stentato. Io, servitore di uno stato dove chi non è come me viene discriminato. Voglio sbandierare commosso un tricolore senza bianco, né rosso. Voglio lodare il deputato esaltato, che vuole l’immigrato umiliato e percosso . Voglio denigrare le prostitute, disinfettando i treni dove sono sedute. Questione di cute su cui non si discute sono puro come l’aria, tutta salute. Voglio giurare fedeltà al senatùr, voglio vendicare la mia Pearl Harbour. Roba da fare rivoltare nella tomba Gaetano Salvemini ed il conte di Cavour. Allora fate come me: Tutti in Verdania. Italiani: Tutti in Verdania. Ottomani: Tutti in Verdania. Venusiani: Tutti in Verdania. Andini e Atzechi: Tutti in Verdania. Kazachi ed Uzbechi: Tutti in Verdania. Arditi e Galati: Tutti in Verdania, dove si lavora si guadagna e si magna!
VOGLIO UNA VERDANIA SECESSIONISTA, CON UNA BANDIERA SECESSIONISTA / UNA FIDANZATA SECESSIONISTA CON CUI FARE L’AMORE SECESSIONISTA / UN APPARTEMENTO SECESSIONISTA CON ARREDAMENTO SECESSIONISTA / RACCOLTA DI RIFIUTI SECESSIONISTA, MA CHE COSA STA SECCEDENDO?
'Imbraccia il fucil, prepara il cannòn, difendi il verdano dai riccioli d'or / Espelli il negròn, inforca il terròn / inforca il terròn / inforca il terròn / inforca....
caparezza
Anche se sono del Gargano sogno di diventare verdano, mamma, asciugati le lacrime porto le mie natiche in fabbriche che non abbiamo. Mollami la mano, dico, mollami la mano, che da quando sono nato bramo lo stato verdano, no, non amo ciò che è sotto il mio meridiano, da piccolo odiavo l’inquilino del primo piano. Sul banco tracciavo linee di confine, di Raykard e Gullit niente figurine, bambini e bambine in cortile, io verde di bile col Monopoli mettevo in prigione le mie pedine. Bene, sto bene nel mio ruolo, volo, non sono solo, siamo uno stuolo. La Verdania chiama “All’armi!”, mi arruolo, con la mia divisa cetriolo io:
VOGLIO UNA VERDANIA SECESSIONISTA, CON UNA BANDIERA SECESSIONISTA / UNA FIDANZATA SECESSIONISTA CON CUI FARE L’AMORE SECESSIONISTA / UN APPARTEMENTO SECESSIONISTA CON ARREDAMENTO SECESSIONISTA / RACCOLTA DI RIFIUTI SECESSIONISTA, MA CHE COSA STA SECCEDENDO?
‘Noi marcerem verso Roma ladrona perché chi va a Roma prende la poltrona.’ All’inizio quel tizio che s’attizza al comizio pare un alcolista alla festa di San Patrizio, parla da un orifizio sporco di pregiudizio, pubblico in prestito dal museo egizio. Ora capisco quanto aveva ragione, ora che sono soldato di stato senza meridione, ora che è finita la carta del cesso, ma fa lo stesso, tanto ci ho messo la costituzione. Ora che la mia ambizione è fare la pulizia, primaverile o etnica che sia, la farò, il manico ce l’ho duro perciò scoperò dove si può per il potere dell’ampolla nel Po. Il popolo verdano smania per la separazione dall’Italia che dilania. E se cade il muro in Germania chi se ne frega io lo innalzo in Verdania dato che…
VOGLIO UNA VERDANIA SECESSIONISTA, CON UN QUOTIDIANO SECESSIONISTA / UN TELEGIORNALE CON UN GIORNALISTA SECESSIONISTA / UNA PASSERELLA SECESSIONISTA CON UNA MODELLA SECESSIONISTA / SOGNO DI QUALUNQUE SECESSIONISTA, MA CHE COSA STA SECCEDENDO
‘Conquisteremo la Rai lottizzata per sistemare i nostri direttori di testata.’ Io voglio diventare un verdano avvinazzato, sputare parlando un italiano stentato. Io, servitore di uno stato dove chi non è come me viene discriminato. Voglio sbandierare commosso un tricolore senza bianco, né rosso. Voglio lodare il deputato esaltato, che vuole l’immigrato umiliato e percosso . Voglio denigrare le prostitute, disinfettando i treni dove sono sedute. Questione di cute su cui non si discute sono puro come l’aria, tutta salute. Voglio giurare fedeltà al senatùr, voglio vendicare la mia Pearl Harbour. Roba da fare rivoltare nella tomba Gaetano Salvemini ed il conte di Cavour. Allora fate come me: Tutti in Verdania. Italiani: Tutti in Verdania. Ottomani: Tutti in Verdania. Venusiani: Tutti in Verdania. Andini e Atzechi: Tutti in Verdania. Kazachi ed Uzbechi: Tutti in Verdania. Arditi e Galati: Tutti in Verdania, dove si lavora si guadagna e si magna!
VOGLIO UNA VERDANIA SECESSIONISTA, CON UNA BANDIERA SECESSIONISTA / UNA FIDANZATA SECESSIONISTA CON CUI FARE L’AMORE SECESSIONISTA / UN APPARTEMENTO SECESSIONISTA CON ARREDAMENTO SECESSIONISTA / RACCOLTA DI RIFIUTI SECESSIONISTA, MA CHE COSA STA SECCEDENDO?
'Imbraccia il fucil, prepara il cannòn, difendi il verdano dai riccioli d'or / Espelli il negròn, inforca il terròn / inforca il terròn / inforca il terròn / inforca....
caparezza
lunedì, aprile 14, 2008
martedì, aprile 08, 2008
combattere per la bellezza
Chi non c'è mai stato non può capire che grande magia sia il sixdaysonicmadness... ma la bellezza ha vita dura al giorno d'oggi... firmate e fate firmare... per favore.. non sapete quanto sia importante per loro, per me e per tutti coloro che lo hanno vissuto o che hanno solo sfiorato questo piccolo grande e coraggioso folle sogno.. http://www.firmiamo.it/sdsm
lunedì, aprile 07, 2008
incomprensioni
Non esiterò a donarti la mia voce dimenticata,
anche se mi tremeranno le mani,
anche se la paura bloccherà le parole.
Ci sono luoghi dove io non tornerò mai più
e dove neanche tu, suppongo, ritornerai.
La strada la tracciammo insieme e i suoi percorsi
sono inaccessibili senza una memoria comune.
I nostri innumerevoli mondi
esistono perché sono stati creati ma
nessuno potrà ancora abitarli o immaginarli
se non in quadri perfetti e immobili.
anche se mi tremeranno le mani,
anche se la paura bloccherà le parole.
Ci sono luoghi dove io non tornerò mai più
e dove neanche tu, suppongo, ritornerai.
La strada la tracciammo insieme e i suoi percorsi
sono inaccessibili senza una memoria comune.
I nostri innumerevoli mondi
esistono perché sono stati creati ma
nessuno potrà ancora abitarli o immaginarli
se non in quadri perfetti e immobili.
giovedì, marzo 27, 2008
martedì, marzo 11, 2008
sogno o realtà?
Hit her with a hammer
Teeth smashed in
Red tongue twitching
Look inside her skeleton
My fingers sting
Where I feel your fingers have been
Ghostly fingers
Moving my limbs
Oh God I miss you
Oh God I miss you
Oh God I miss you
Oh God I miss you
Oh God I miss you
Daddy's in the corner
Rattling his keys
Mommy's in the doorway
Trying to leave
Nobody's listening
Nobody's listening
Nobody's listening
Nobody's listening
Nobody's listening
Nobody's listening
Nobody's listening
Nobody's listening
Oh God I miss you
Oh God I miss you
Oh God I miss you
Oh God I miss you
Oh God I miss you
Oh God I miss you
the pian0 PJ HARVEY
Teeth smashed in
Red tongue twitching
Look inside her skeleton
My fingers sting
Where I feel your fingers have been
Ghostly fingers
Moving my limbs
Oh God I miss you
Oh God I miss you
Oh God I miss you
Oh God I miss you
Oh God I miss you
Daddy's in the corner
Rattling his keys
Mommy's in the doorway
Trying to leave
Nobody's listening
Nobody's listening
Nobody's listening
Nobody's listening
Nobody's listening
Nobody's listening
Nobody's listening
Nobody's listening
Oh God I miss you
Oh God I miss you
Oh God I miss you
Oh God I miss you
Oh God I miss you
Oh God I miss you
the pian0 PJ HARVEY
martedì, marzo 04, 2008
ode ad Alfonso Gatto
"…perché è bello nascere in questa terra, ma delle volte occorre anche partire, ed è molto difficile, dal sole alle nebbie, da un posto quale che sia, anche piccolo, anche piccolo, anche misero, in questo sole, per cercare un altro posto che ancora non c’è. …""Salerno, rima d’inverno,
o dolcissimo inverno.
Salerno, rima d’eterno."
o dolcissimo inverno.
Salerno, rima d’eterno."
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- Salerno, Italy
- Não sou nada. Nunca serei nada. Não posso querer ser nada. à parte isso, tenho em mim todos os sonhos do mundo/ Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso voler d'esser niente.a parte questo,ho in me tutti i sogni del mondo. [Fernando Pessoa]
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