giovedì, settembre 17, 2009

metà settembre

Che voglia di scrivere e quanta difficoltà nel farlo. Più le parole si agitano dentro e più finiscono alla rinfusa dentro la mia pancia. Guardo il mare dal balcone della mia scuola. Che ora meravigliosa è questa. L'acqua che luccica contro il cielo, il bagliore del sole riscalda con gentilezza. Su questo tavolo, dal balcone aperto a far entrare aria, arriva uno dei suoi raggi che attraversa la tenda bianca. Se anche la mia anima avesse pace non conoscerei al mondo paradiso più bello dello spettacolo che ora è davanti ai miei occhi. E' qui davanti a me ma qual è la strada per raggiungerlo?

lunedì, giugno 22, 2009

21 Giugno

9.6.1934

Il sopraggiungere dell’estate mi rattrista. Si potrebbe credere che la luminosità, anche se acre, delle ore estive conforti colui che non sa chi è. Ma non è cosi: io non ne sono confortato. C’è un contrasto troppo grande fra l’esuberante vita esterna e ciò che sento e penso, senza saper sentire né pensare: il cadavere perennemente insepolto delle mie sensazioni. Ho l’impressione di vivere in questa patria informe chiamata l’universo, sotto una tirannia politica che, anche se non mi opprime direttamente, tuttavia offende un qualche principio occulto della mia anima. E allora scende in me, sordamente, lentamente anticipata, nostalgia dell’esilio impossibile.
Ho soprattutto sonno. Non un sonno che ha in sé latente (come ogni sonno, anche quello malato) il privilegio fisico della quiete. E neppure un sonno che, per essere dimentico della vita e probabile latore di sogni, offre sul vassoio con il quale ci tocca l’anima i placidi doni di una grande abdicazione. No: questo è un sonno che non riesce a dormire, che pesa sulle palpebre senza chiuderle, che riunisce in un gesto che sappiamo stupido e ripulsivo, l’attaccatura delle labbra incredule. Questo è il sonno che pesa inutilmente sul corpo durante le grandi insonnie dell’anima.
Soltanto quando arriva la notte provo in qualche modo non un’allegria, ma un riposo che è soddisfatto con analogia dei sensi e per il fatto che altri riposi sono soddisfatti. Allora il sonno passa, la confusione dell’imbrunire mentale che quel sonno aveva portato sfuma, si schiarisce, quasi si illumina. Per un attimo, vive la speranza di altre cose. Ma quella speranza è breve. Ciò che sopravviene è un tedio senza sonno e senza speranza, il cattivo risveglio di chi non è riuscito a dormire. E dalla finestra della mia stanza guardo, povera anima col corpo stanco, molte stelle; molte stelle, nulla, il nulla, ma molte stelle….

68 (148) LI
Fernando Pessoa

sabato, giugno 13, 2009

sulla sponda del fiume

Stasera ho tanta voglia di scrivere. Come facevo tanti anni fa. Voglia di vomitare nelle parole tutta la rabbia, la tristezza e la speranza che sento dentro di me. Ma non so se ci riuscirò.

martedì, maggio 26, 2009

26 Maggio 2009

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.

E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

Nazim Hikmet

domenica, maggio 24, 2009

la notte

Di nuovo sera, di nuovo un'altra settimana che se n'è andata. Mi aggrappo al tempo o lo fuggo, c'è sempre qualcosa da allontanare e qualcosa da avvicinare.
La finestra è aperta come oramai da molti giorni, sento il profumo del glicine salirmi fin dentro le narici e guardo lo spettacolo delle lucciole che danzano nell'aria e vorrei condividerlo con chi non è accanto a me. Dovrei studiare, ma ho esaurito tutte le mie forze per oggi. Adesso c'è solo spazio per la nostalgia e poi, per la gioia che dopo questa nostalgia arriverà.
buonanotte amore, la notte è sempre il momento più difficile... ma io mi aggrappo alle stelle e non cado giù.

lunedì, maggio 18, 2009

il colore giallo

Il giallo è uno di quei colori che non sempre mi piace. Mi piace il giallo del sole certo, mi piace il giallo dei fiori, mi piace il giallo delle maglie a volte, soprattutto quello che sta cosi bene sui visi con gli occhi scuri. Però anche a mio padre piacciono le maglie gialle, anche se lui gli occhi ce li ha verdi. Ogni pomeriggio mi si fissa in testa il colore giallo. La verità è che in questo periodo c'è un giallo che mi emoziona ed è il giallo delle ginestre, la pianta dai bellissimi fiori che Leopardi cantò cosi poeticamente e che anche io adoro, anche se qui non nasce sui vulcani, ma nasce spontanea, a iosa lungo l'autostrada che ogni pomeriggio prendo per andare al lavoro. Mentre guido, quel giallo mi arriva agli occhi e mi riempie di luce. Ma quel giallo nasce anche qui, in campagna, vedo i cespugli dalla finestra e questa è l'ora in cui preferisco ammirarla perchè cosi sento l'estate che sta per arrivare con tutta la sua dolcezza e intensità.

sabato, maggio 16, 2009

nuvole

Oggi non andrò al lavoro, resterò a casa ad ammazzarmi di studio o almeno tenterò. Il cielo è stranamente bianco, c'è molta afa, ma dopo giorni e giorni di meraviglioso azzurro il sole ha deciso di nascondersi. Un pò come vorrebbe fare stamattina la mia anima, stanca appena sveglia e forse anche un po' delusa. O forse no, forse è solo suggestione e come sempre basterà una parola o un gesto d'amore per ridarle la sua luce. Eppure qualcosa stamattina mi fa male, era davvero tanto che non sentivo questo buco allo stomaco, ma forse è solo paura di tutto questo lavoro che mi aspetta, di tutto il futuro prossimo che mi sta per cadere addosso. Ma io sono qui, con le mani aperte pronte ad accoglierlo, perchè lo aspettavo veramente da tantissimo tempo. Spero che anche lui sarà altrettanto felice di rincontrarmi.

lunedì, maggio 11, 2009

le otto di sera

Eccola qui la dolcezza delle sere d'estate. Io chiusa in casa tra quattro mura posso solo aggrapparmi all'odore del glicine che sale dalla mia finestra. Quando mi verrà dato quello che mi spetta? Quando potrò finalmente avere tra le mani ciò che merito?
Vorrei uscire e passeggiare con chi amo per qualche borgo di pescatori, Acciaroli magari o Cetara. Vivo in mezzo a due paradisi e posso scegliere. Ma adesso no, adesso ci sono solo doveri per me e un mare di malinconia per chi non posso stringere tra le braccia proprio quando ne avrei più bisogno.

giovedì, maggio 07, 2009

lucciole

Ieri sera, tornando a casa, ho visto le prime lucciole che illuminavano il buio.
E come mi capita ad ogni maggio, mi riviene alla mente quella meravigliosa canzone di Carmen. E poi penso alla primavera che torna sempre, puntuale e bellissima.. e tu vorresti accoglierla al meglio, ma non sempre ce la fai, non sempre sei pronto. Il tempo non si è fermato, però forse davvero io sto aspettando, non solo me stessa.

mercoledì, aprile 15, 2009

sabato, aprile 04, 2009

citazione numero 2

La gente non ha mai avuto problemi a cancellare il passato quando dava troppo fastidio. La carne brucia, le foto bruciano e la memoria, cos'è? Nient'altro che il vaneggiamento imperfetto di stolti che non vogliono convincersi della necessità di dimenticare. Quello poi che non si può distruggere si può alterare. I morti non urlano. C'è una certa attrattiva in ciò che è morto. Preserva infatti tutte le qualità migliori della vita senza nessuna di quelle noiose complicazioni consuete fra gli esseri viventi. Stronzate, lamentele, bisogno d'affetto. Si può vendere all'asta, esporre, collezionare. E' molto più comodo fare il collezionista di oggetti curiosi perchè se sei curioso, devi avere moltissima pazienza, stare lì ore e ore e vedere cosa succede. Devi aspettare sulla spiaggia finchè non comincia a fare freddo, o sei costretto a investire i tuoi risparmi in una barca col fondo di vetro, che è molto più cara di una canna da pesca, ma ti mette in contatto con gli elementi. Chi è curioso è sempre in pericolo. Se sei curioso rischi di non far più ritorno a casa, come quegli uomini che vivono adesso con le sirene sul fondo del mare. O coloro che scoprirono Atlandide. [....] Perciò, essendo ragionevole, il collezionista si circonderà piuttosto di cose morte e ripenserà a quando il passato viveva, si muoveva ed era popolato. Il collezionista vive ina una stazione ferroviaria abbandonata e guarda vecchi filmati di treni in movimento. E' il morto vivente primordiale. Per questo il passato, proprio perchè è passato, si rivela malleabile solo là dove una volta era flessibile. Una volta poteva cambiare idea, ora può solo subire un cambiamento. Le lenti possono essere tinte, deformate, spaccate. Quello che importa è che l'ordine alla fine prevalga... e se si è un gentiluomo del Settecento, che abbassa le tendine mentre la carrozza sobbalza sui sassi di un valico alpino, bisogna sapere quello che si sta facendo, fingendo un ordine che non esiste solo per darci una sicurezza che può esistere. C'è ordine ed equilibrio nelle storie.

Jeanette Winterson "Non ci sono solo le arance"

mercoledì, aprile 01, 2009

citazione

Ci sono tante forme di passione e di affetto; ci sono persone che vivono insieme tutta la vita senza neppure conoscere i loro nomi. Nominare è un processo lungo e difficile; tocca l'essenza stessa delle cose e implica potere. Ma in una notte selvaggia chi può ricondurti a casa? Solo chi conosce il tuo nome.

Jeanette Winterson, Non ci sono solo le arance

domenica, marzo 15, 2009

malinconia

Tutto il giorno
ho letto poesie d'amore,
ma la mia voce è muta
e non trova il sonoro.

La distanza è un mostro
che fagocita il corpo
e non bastano i ponti
che dentro me,
l'anima silenziosamente
costruisce.

Ma intorno, gli occhi
disegnano le linee conosciute
che le mie mani intrecciano
con i tuoi capelli

ed in quel nero candido
mi perdo.

martedì, marzo 10, 2009

sincerità

Guardo questo cielo infinitamente azzurro e quasi mi ferisce perchè non posso condividerlo con chi amo. Mi chiedo se è a volte la sincerità può avere diversi punti di vista. Io so che amare significa essere di qualcun'altro stringendo in mano il proprio cuore per non dimenticarsi mai di se stessi. Non conosco altra verità e non ne voglio conoscere.

sabato, marzo 07, 2009

marzo

Le palme del lungomare in preda alla furia del vento mi spaventano. Mi angosciano a tratti. Ma poi, come ogni marzo che si rispetti, all'improvviso esce il sole che spazza via la pioggia ed allora il mio cuore ritorna sereno.

martedì, febbraio 17, 2009

martedì, gennaio 27, 2009

venerdì, gennaio 23, 2009

Aria di primavera, in lontananza.

Oggi e' stata una bellissima giornata di sole. Ho lavato le conchiglie e le pietre del mio bagno e le ho messe tutte sparse in giardino ad asciugare. Sembrava un mare verde. Ho quasi respirato un principio di primavera e ho pensato a quel sole di febbraio che fa capolino tra una nuvola e l'altra e ti annuncia che la primavera e' ancora lontana, ma non cosi tanto come temi. E oggi in questo bel sole, e' tornata a casa anche il mio papa' dopo quasi 15 giorni di ospedale. Ho quindi due motivi per festeggiare. E a pensarci bene anche un terzo. Emily Dickinson diceva che le lettere sono doni divini non concessi agli dei. Lo pensi anche tu? Si, e' bello quello che abbiamo. Spero non lo dimenticherai piu'.

mercoledì, dicembre 31, 2008

pensiero per l'anno nuovo

Alcuni desideri hanno l'uncino. Si aggrappano alla meta e tirano, tirano, fino a quando non sono certi di avercela fatta. Succede, a volte, che l'uncino si ancori alle figure sbagliate, troppo pesanti, sproporzionate, e si spezzi. Si finisce a terra. Allora ci si rialza e si ricomincia da capo. L'importante è continuare a desiderare, con intensità, moderazione e sincerità.

Cristina Donà

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La mia foto
Salerno, Italy
Não sou nada. Nunca serei nada. Não posso querer ser nada. à parte isso, tenho em mim todos os sonhos do mundo/ Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso voler d'esser niente.a parte questo,ho in me tutti i sogni del mondo. [Fernando Pessoa]

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