Avrei voluto urlare, e ero muto;
la mia religione era un profumo.
Ed eccolo ora qui, uguale e sconosciuto,
quel profumo, nel mondo, umido
e raggiante: e io qui, perso nell'atto
sempre riuscito e inutile, umile
e squisito, di sciogliere l'intatto
senso nelle sue mille immagini....
P.P. Pasolini
ed è forte quello che ho dentro distante dalla mediocrità, ho inseguito il rumore assordante per non sentirla...
venerdì, settembre 28, 2012
venerdì, settembre 14, 2012
citazioni
- A me sembra una cosa del tutto imperfetta il cuore.
- Lo penso anch'io. È una cosa estremamente imperfetta. Però lascia delle tracce. E noi possiamo ritrovarle, seguirle. Come si seguono le impronte lasciate sulla neve.
- E portano da qualche parte, quelle tracce?
- A noi stessi. Così funziona il cuore. Se non ci fosse il cuore, si vagherebbe senza fine.
H. Murakami - La fine del mondo e il paese delle meraviglie
venerdì, agosto 31, 2012
fine agosto
Dopo un mese in me riesplodono di nuovo parole che qui, come sempre, troveranno solo un piccolo spazio ma è cosi difficile farsi strada in mezzo a questo vortice di pensieri e di sensazioni. Eppure sento che come sempre quando arrivo troppo vicino al punto di saturazione, ho bisogno almeno di aprirla un pò questa ferita che ho in mezzo al cuore e che da lì arriva un pò dappertutto, dalla testa ai piedi, dagli occhi fino alle dita delle mani. Questo agosto è stato un mese terribile in cui per la prima volta nella mia vita ho provato sulla pelle la sensazione atroce del pericolo della perdita di chi ci ama più al mondo. Ora che il peggio sembra essere passato mi guardo indietro e mi sento cosi fortunata, riascoltare gli uccelli che cantano dalla mia finestra in quest'aria placida di fine agosto mi sembra come se mi trovassi al cospetto di tutta la bellezza del mondo. E mi sento fortunata ancor di più perchè anche quando tutto sembra crollare io non chiudo gli occhi e nuova bellezza mi investe... non importa la forma o la quantità, io sento che mi tocca, che mi chiama, che mi ascolta anche probabilmente, quando la prendo tra le mani e la interrogo sul perchè sul come e sul quando. Oggi è l'ultimo giorno di questo mese da dimenticare, ma voglio e devo salvare il suo inizio e la sua fine, perchè sono state lievi e dolci come se mi avessero prima aperto una coperta da portare durante i miei giorni di freddo atroce e poi come se in questa coperta mi avessero avvolto per farmi sentire al sicuro e prepararmi all'autunno, un autunno che io desidero e che aspetto come si aspetta una persona che si ama, perchè l'autunno è la mia stagione mentale, perchè in autunno io sono nata, perchè l'autunno mi riporta nei cinema e davanti le tazze di tè... perchè l'autunno porterà l'estate di San Martino a cui appartengo e spero mi ridarà le ali, seppur ferite, seppur dilaniate dalla brutalità e dalla cecità di chi mi ha perso con un solo gesto, assurdo, ingiusto e cosi tremendamente privo di grazia... a che serve avere la luce se poi si vive nel buio? Io non appartengo a tutto questo, io la luce la tengo stretta tra le mani per donarla non solo a me stessa ma anche a chi entra dentro la mia anima e con il proprio sorriso mi fa camminare più in alto, da dove la prospettiva delle cose è comunque e sempre una prospettiva privilegiata. E cosi domani inizia settembre e non voglio avere più paura. Io esisto.
lunedì, luglio 30, 2012
coisas pequenas
In questi giorni sto riassaporando il sapore delle piccole cose, non so se per una particolare congiuntura astrale o semplicemente per un'attitudine dell'animo che ritorna a galla e mi apre di nuovo gli occhi sul mondo. Non lo so perchè alcune volte succede ed altre volte proprio non succede ma riconosco quella sensazione e proprio per questo riconosco me stessa. Il sorriso di chi mi incontra ad un appuntamento, le telefonate di chi mi tiene nel cuore, l'amore di mia madre, le carezze grossolane e tenere di mio padre, una giornata al mare con persone speciali, il mare, qualcuno che raccoglie delle conchiglie per me, la condivisione delle cose, un viso nuovo e cosi delicato che mi parla senza parlare in un misto di luce ed ombra che combacia perfettamente con il mio. Ieri ho detto che non ho più ispirazione e che per questo non scrivo più, non è vero, perchè Elisa ha ragione, è la vita che mi ispira e sarà anche banale ma ad un certo punto arriva sempre qualcosa e qualcuno a ricordarmi la magia delle piccole cose e di quanto sia bello goderne e fare di quella magia il proprio rifugio, il proprio altare privato, la propria finestra da cui guardare ogni sacrosanta mattina che abbiamo in dono.
domenica, luglio 22, 2012
pioggia?
Oggi il cielo sta cambiando colore, dopo tanto azzurro che mi è entrato negli occhi sta lasciando il posto a nuvole bianche che presto porteranno la pioggia. L'imbrunire dell'estate mi lascia addosso sempre una sensazione estrema di dolcezza, le cicale cantano di continuo e gli uccelli cinguettano anche loro senza mai fermarsi. Che strano pensare che tutto questo loro canto sia un richiamo sessuale, ma in fondo anche noi cantiamo, magari non con la bocca, a volte con gli occhi altre volte con le parole. E' assurdo pensare che in questa aria piena di pace e di dolcezza, da una settimana esatta il sorriso di una persona meravigliosa non viva più, una persona a cui volevo molto bene e che me ne voleva, una persona a cui guardavo come ad una guida e che credeva in me. Porto ancora sul mio braccio sinistro la carezza che mi ha fatto l'ultima volta che l'ho vista non potendo mai immaginare che quella fosse l'ultima. Credo che la morte possa essere accettata solo se la si pensa come un qualcosa di assurdo che in realtà non accade, tenendola lì tra le pieghe dei giorni e del nostro quotidiano, in un cassetto che non apriamo mai. Cosi come le vite non sono tutti uguali, cosi come alcune vite sono più speciali di altre, cosi anche alcune morti sono più dolorose di altre. Guardo fuori dalla mia finestra la distesa di verde del mio giardino e cerco di respirare la pace. Una pace che raggiunge la mia tristezza e la mitiga, una pace che raggiunge anche la mia gioia che nasce quando incontro nuovi sorrisi in cui mi riconosco e quelli vecchi che diventano più familiari e mi entrano sempre un pò più dentro. Gli antidoti per combattere il buio esistono ed io so dove trovarli.
domenica, luglio 01, 2012
io ti tocco. comunque.
Dalla mia stanza si sentono i gabbiani. Da tutte le stanze della mia vita si sentono sempre i gabbiani. Salerno, Barcellona, La Coruña, Dublino, Napoli. Come un destino, come un segno di riconoscimento. In perpetuo volo. Come loro anche io sospesa tra la quiete marina e la burrasca. Forse è il mare che ci unisce perchè come loro anche io cerco l'acqua come un unguento miracoloso che rigenera ogni volta e fa ritornare alla vita. Soprattutto quando le parole finiscono e rimangono mute, conficcate in fondo alla gola come fossero vetro che qualcuno ti ha scagliato nella bocca e negli occhi, con tutta la violenza del mondo, una violenza che non capisci e che ti lascia scioccata ed inerme perchè la tua unica colpa è stata quella di voler fare di quella violenza la tua tenerezza. Le mie mani contro le tue mani prima appiglio e rifugio ora catene che mi scagli addosso mentre io ti chiedo un sorriso.
mercoledì, giugno 20, 2012
quasi estate, quasi un anno fa.
Accade che le affinità d'anima
non giungano ai gesti e alle parole ma
rimangano effuse come un magnetismo.
É raro ma accade. Può darsi
che sia vera soltanto la lontananza,
vero l'oblio, vera la foglia secca
più del fresco germoglio.
Tanto e altro può darsi o dirsi.
Comprendo la tua caparbia volontà di
essere sempre assente perché
solo così si manifesta la tua magia.
Innumeri le astuzie che intendo.
Insisto nel ricercarti nel fuscello
e mai nell'albero spiegato, mai nel pieno,
sempre nel vuoto: in quello che
anche al trapano resiste.
Era o non era la volontà dei numi
che presidiano il tuo lontano focolare,
strani multiformi multanimi animali domestici;
fors'era così come mi pareva
o non era. Ignoro se
la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l'innocenza é una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari.
Di me, di te tutto conosco,
tutto ignoro. - Eugenio Montale -
domenica, maggio 27, 2012
l a r i s p o s t a
e le parole sono sassi e me le sono messi in tasca come vuoi che riesca a dirti quanto pesano i silenzi... che voglio te e voglio te.. che voglio te.. che voglio te, che voglio te... che voglio te... che voglio te...
martedì, maggio 22, 2012
Pioggia.
Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno.
Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.
- Antoine de Saint-Exupéry -
Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.
- Antoine de Saint-Exupéry -
mercoledì, maggio 02, 2012
qualcuno con cui correre
Oggi non riesco a fare nulla, nessuna voglia voglia di leggere, nessuna voglia di studiare, nessuna voglia di vedere film, nessuna voglia di parlare al telefono. Però ascolto musica e aspetto di andare al cineforum. E' una strana sensazione di insofferenza che non mi prendeva da parecchio tempo e che di solito non mi appartiene. Mi interrogo sulle sue ragioni, in parte le conosco e so da dove viene tutta questa energia implosa e soprattutto so dove vorrebbe andare ma mi rendo conto che non sempre è facile canalizzare, trovare scorciatoie e guardare il panorama da un altro punto, diverso da quello che avresti voluto e che vorresti, più laterale, più nascosto rispetto al belvedere cosi ambito e sognato. Stefano mi ha raccontato che Simone vuole sempre correre e che lui non sempre ce la fa a stargli dietro. Mentre mi parlava mi è venuto in mente un libro di David Grossman che non ho mai letto ma che mi ha sempre colpito per il titolo: Qualcuno con cui correre. Ecco, questa inquietudine è tutta nella corsa ma le ginocchia sbucciate mi costringono a stare immobile ed aspettare che si sanino le ferite.. ma io questa volta non ho più pazienza, questa volta voglio solo correrti incontro e stringerti a me.
martedì, maggio 01, 2012
primo maggio
Oggi è arrivato maggio ed ha portato un cielo cosi azzurro che a guardarlo a testa in giù ti sembrava quasi di toccarlo con le dita dei piedi tanto riempiva ogni cosa. La mia stanza inizia ad essere calda e accogliente. Ho talmente tanto da studiare che non so nemmeno da dove cominciare e questa voglia di calore, di sole e di mare mischiata alla voglia sempre più grande di te mi spezza in due e non mi fa respirare.
venerdì, aprile 27, 2012
" e ci cadevano in testa le stelle inchiodate male.."
Oggi l'estate si è annunciata senza timidezza, attraverso una primavera esplosa come una stella troppo vicino alla crosta terrestre. Napoli era bellissima e mi ha fatto piangere perchè la bellezza non condivisa ti ferisce, come quando sfogliando le pagine di un libro ti tagli con la carta perchè la carta non è un coltello e non ti aspetti che ti faccia del male cosi come non mi aspettavo che i tuoi occhi potessero ferirmi, quegli stessi occhi cosi caldi in cui tante volte mi ritrovavo quando mi sentivo persa e in cui mi rifugiavo quando avevo freddo. Ieri ti ho incontrato e mi hai ferito con quegli stessi occhi cosi pieni di calore che brillavano quando mi guardavano. Ho desiderato talmente tanto incontrarti tra la gente ed alla fine è successo. Non so quante volte ho camminato per strada cercandoti, sperando di trovare il tuo viso tra tutti gli altri... E come sarebbe bello se bastasse desiderare perchè le cose accadano. Desiderare un tuo abbraccio, desiderare le tue labbra, desiderare i tuoi capelli tra le mie mani, desiderare di essere compresa, di essere capita, desiderare cancellare tutte le false idee ed i fraintendimenti. Desiderare i tuoi occhi su di me. Desiderare di spalmarmi sulla tua mente come recitava una poesia di Suzanne Vega che ti lessi al telefono tanto tempo fa. Desiderare il tuo sesso contro il mio per tornare ad essere libera insieme a te.
lunedì, aprile 02, 2012
e come sempre arriva la sera.
La scorsa notte ho sognato che qualcuno mi amava. Recita cosi il titolo di una bellissima canzone degli Smiths. E forse stanotte sognerò che quel qualcuno mi ama, con gli occhi, con la bocca, con tutto il corpo. Ora che i lineamenti hanno ripreso di nuovo forma e sono più vividi che mai. Mi butto nei sogni, mi avvalgo della facoltà di sognare perchè nessuno, nemmeno tu, può impedirmi di farlo. Ed anche nei sogni mi aggrappo come sempre ai tuoi capelli, ancora più belli di prima, ancora più neri, ancora più forti, ancora cosi pieni della tua pregnante personalità che più mi allontana e più mi lega a te, perchè riesco a sentirti anche al buio, anche dal silenzio, anche da cosi lontano.
lunedì, marzo 26, 2012
un anno fa, qui.
Un anno fa verso quest'ora venivo in stazione a prenderti, come sempre trepidante sul binario quando riuscivo a trovare parcheggio e correre ad abbracciarti come fosse la scena di un film. Lo ricordo perchè era il mio onomastico ed il compleanno di Alberto. C'era anche Laura ed insieme andammo tutti e quattro a prendere un caffè. Mi sentivo cosi orgogliosa di presentarti a loro due che erano e sono due delle persone che voglio più bene al mondo, due di quegli amici che, come per i tuoi, si contano sulle dita di una mano. Poi andammo a mangiare una pizza, io e te e passammo la serata guardandoci e parlandoci, tu con quel sorriso stampato che non ti toglievi mai dalla faccia quando ti parlavo ed io con una grande emozione dentro che faceva a pugni con il mio passato per uscire interamente allo scoperto e darsi totalmente a te. Oggi sei da tutt'altra parte, in un posto dove a me non è dato entrare perchè non mi guardi più con quel sorriso ed anzi se forse mi avessi di fronte non mi daresti altro che indifferenza, per quanto mi possa sembrare assurdo. Qualche giorno fa, dopo otto mesi, ho finalmente trovato il coraggio di chiamarti e tu mi hai detto che la mia telefonata era inaspettata. Inaspettata, come avrei voluto che anche per me lo fosse! Oggi pensandoci, ancora non ci credo che ho avuto il coraggio di telefonarti e di chiedere di incontrarci. Tu non capisci perchè io voglia vederti e mi dici che tu non senti assolutamente l'esigenza di un incontro con me e che nei tuoi occhi leggerò il nulla. Sono disposta a leggerlo questo nulla pur di ritrovare anche solo per un attimo la tua figura, il tono della tua voce, le tue labbra, sfiorare il tuo odore, le tue mani e sono sicura... anche il tuo sorriso. E dentro di me urla la grande incomprensione che continua tra le nostre anime, perchè dopo averti sentito al telefono e parlato per ore penso sempre di più che tu mi parli di una persona che non sono io, che non hai capito i miei gesti, che tutto è stato frainteso ed interpretato nel modo sbagliato. Mi diresti che è il tuo modo e tanto basta per te. Avresti ragione, solo con la differenza che la persona di cui mi parli e contro cui scagli la tua indifferenza, te lo giuro, non sono io e non potrei mai esserlo.
domenica, marzo 04, 2012
martedì, febbraio 21, 2012
pomeriggi
Oggi, all'improvviso, mi ha preso una grande tristezza. Guardavo un film con Vincent Gallo ma non mi piaceva, mentre cercavo di organizzare un minimo di studio per i prossimi concorsi all'Università e preparare la lezione di italiano ai singalesi. Inizio giovedi ma è un inizio cosi vuoto senza di te, senza potertene parlare, senza poterlo condividere. Nei miei sogni ti vedo all'angolo di via Roma che vieni a prendermi, che mi aspetti nel tuo cappottino che io vedo verde e tu invece lavagna... anche se è una scena che non è mai successa ma in questo momento è il mio sogno più grande. Immagino mille cose di ogni tipo in questi ultimi tempi, in cui il desiderio di te diventa sempre più forte, come se qualcuno avesse capovolto me stessa ed il tempo e tutto scorre al contrario, i miei desideri, il mio corpo, i miei pensieri. Non faccio che chiedermi come invece scorri tu, se scorri o se soltanto stai cercando di uscire dalla tua gabbia di studio e tutto il resto lo hai messo da parte come se non ti appartenesse. Mi sento finalmente pronta a fare un qualcosa che ho rimandato da mesi ma questo non rende il compito più facile, anzi.... ma non posso più andare indietro nè avanti ed ho bisogno di abbracciarti per rinascere o per morire.
domenica, febbraio 12, 2012
Avanzate, ascoltate
Anime, avanzate
voltate le spalle al puro mondo
l'errore rende liberi
soltanto se libera e' la grazia di camminare verso le saline
e a piedi nudi non sentire il male
e guardare l'orizzonte
anime, avanzate
lasciate che vi accarezzino le ciglia dell'amore
ed i ricordi che bruciano in petto
e non dimenticate le parole degli occhi,
degli ultimi respiri e cominciate a respirare
e a illudermi di apprendere la verita' dagli uomini
e a illudermi e difendermi dalle pazzie degli uomini
anime, ascoltate
lasciate le menzogne agli uomini
e le poesie alle ombre come visioni colte con fatica
eliminate la speranza che serve solo a lamentare il limite
e a comprare i sogni
anime, avanzate
cogliete i fiori ed adornatevi
tingetevi le labbra così che possa riconoscervi
e sussurrate al vento il vero amore
che i figli possano abbracciare i padri
e tornare a vivere e a scegliere
e a illudersi di apprendere la verita' dagli uomini
e a illudersi e difendersi dalle pazzie degli uomini
navi senza vento nell'oceano senza fine
chiedono alle stelle di trovare posizione
navi senza vento nell'oceano senza fine
chiedono alle stelle di tornare a navigare
e a illudersi di apprendere la verita' dagli uomini
e a illudersi e difendersi dalle pazzie degli uomini
Paolo Benvegnù
voltate le spalle al puro mondo
l'errore rende liberi
soltanto se libera e' la grazia di camminare verso le saline
e a piedi nudi non sentire il male
e guardare l'orizzonte
anime, avanzate
lasciate che vi accarezzino le ciglia dell'amore
ed i ricordi che bruciano in petto
e non dimenticate le parole degli occhi,
degli ultimi respiri e cominciate a respirare
e a illudermi di apprendere la verita' dagli uomini
e a illudermi e difendermi dalle pazzie degli uomini
anime, ascoltate
lasciate le menzogne agli uomini
e le poesie alle ombre come visioni colte con fatica
eliminate la speranza che serve solo a lamentare il limite
e a comprare i sogni
anime, avanzate
cogliete i fiori ed adornatevi
tingetevi le labbra così che possa riconoscervi
e sussurrate al vento il vero amore
che i figli possano abbracciare i padri
e tornare a vivere e a scegliere
e a illudersi di apprendere la verita' dagli uomini
e a illudersi e difendersi dalle pazzie degli uomini
navi senza vento nell'oceano senza fine
chiedono alle stelle di trovare posizione
navi senza vento nell'oceano senza fine
chiedono alle stelle di tornare a navigare
e a illudersi di apprendere la verita' dagli uomini
e a illudersi e difendersi dalle pazzie degli uomini
Paolo Benvegnù
pioggia
Vorrei scriverti chilometri di poesie.
Inscenare uno spogliarello ridicolo solo per sentirti ridere e massacrarti di baci.
Inscenare uno spogliarello ridicolo solo per sentirti ridere e massacrarti di baci.
lunedì, febbraio 06, 2012
La stazione della città di N. .....un anno dopo.
La stazione
Il mio arrivo nella città di N.è avvenuto puntualmente.
Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.
Hai fatto in tempo a non venire
all'ora prevista.
Il treno è arrivato sul terzo binario.
E' scesa molta gente.
L'assenza della mia persona
si avviava verso l'uscita tra la folla.
Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.
A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.
Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.
La stazione della città di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.
L'insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.
E' avvenuto perfino
l'incontro fissato.
Fuori dalla portata
della nostra presenza.
Nel paradiso perduto
della probabilità.
Altrove.
Altrove.
Come risuonano queste piccole parole.
Wislawa Szymborska
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