domenica, settembre 08, 2013

in attesa

Due modi ci sono per non soffrire.
 

Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.

Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’ inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

Italo Calvino

domenica, giugno 30, 2013

waiting for you

pazzi che dicevate 
mai più

riditelo

Samuel Beckett

mercoledì, gennaio 16, 2013

domenica, novembre 04, 2012

"...come una scia di fuoco nella notte..."

Ricordo bene il suo sguardo.
Attraversa ancora la mia anima
come una scia di fuoco nella notte.
Ricordo bene il suo sguardo. Il resto…
Sì, il resto è solo una parvenza di vita.


Ieri ho passeggiato per le strade come una qualsiasi persona.
Ho guardato le vetrine spensieratamente
e non ho incontrato amici con i quali parlare.
D’improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste,
così triste che mi è parso di non poter
vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi,
ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo e questo è tutto.

Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona.
Mi duole vivere in una situazione di disagio.
Debbono esserci isole verso il sud delle cose
dove soffrire è qualcosa di più dolce,
dove vivere costa meno al pensiero,
e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole
e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali
né al giorno del mese o della settimana che è oggi.
   
Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere,
a un cuore eccessivamente spontaneo
che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale
che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta,
tristi canzoni, come le strade strette quando piove.

F. Pessoa 

giovedì, ottobre 25, 2012

risvegli

Certe mattine sono come ecatombe. Tutte le certezze che credevi di aver acquisito crollano, i sentimenti che solo fino a qualche tempo fa credevi indelebili si affievoliscono. Non so se è più giusto lasciar andare certe cose o se volerle trattenere sia un modo per restare ancorati in un porto da cui abbiamo paura di allontanarci. Ma l'ignoto non è una landa desolata e sconosciuta perchè ce lo ritroviamo di fronte con i nostri occhi e con la nostra mente e quindi lo filtriamo attraverso il nostro sentire. Vorrei qualcosa nel mezzo, tra la tua attitudine cosi troppo popolare per me e a cui hai fatto ritorno perchè era cosi che doveva andare e quell'altra attitudine o meglio sarebbe chiamarla inquietudine cosi spietata, cosi lontana dalla disperata tenerezza a cui ero stata abituata. Una carezza è tutto quello che chiedo, per allontanarmi ancor di più dalla superficialità da cui mi sono protetta e poi dalla pesantezza e dal buio che ho incontrato credendoli luce e che pure ha brillato per me, ma a che serve la grazia quando non ha le ali?

venerdì, ottobre 05, 2012

viaggi

Oggi ho cercato vecchie cose e come sempre quando si cerca qualcosa si trova non quello che cercavi ma tanto altro. Oggi ho attraversato molta strada, all'indietro e alla fine l'ho ricongiunta con quella di adesso. E' uno strano esercizio che mi lascia sempre una strana sensazione di pieno e vuoto, insieme. 
Non ricordavo affatto, almeno non fino al momento in cui me le sono ritrovate tra le mani, che tanto tempo fa Alfonso mi aveva regalato le fotocopie dei Quaderni di traduzioni di Montale. Ricordo che mi diceva non si trovavano in libreria, chissà se era vero o chissà se era solo uno dei suoi stratagemmi per farmi arrivare in tutti i modi possibili quella parte di lui più poetica e profonda che faceva cosi tanta fatica a tirare fuori. Ho trovato parole dolcissime che non ricordavo più... e mi sembra cosi assurdo che due persone che si sono amate cosi tanto come ci siamo amati noi, già da tanto tempo siano distanti anni luce, nemmeno più in grado di salutarsi per strada. Non so perchè ultimamente mi sono ritrovata spesso a pensare a lui ed è cosi strano perchè non solo mi sento di essere un'altra persona rispetto alla persona che ero quando avevo vent'anni, ma anche perchè ho percorso strade in questi ultimi anni che mi hanno cosi allontanato da tutto quello che avevo con lui... e forse mi sto chiedendo se a volte non sono pentita di alcune scelte che ho fatto. Quando ci penso sono pronta a giurare che farei tutto daccapo e con la stessa decisione ed intensità ma ci sono momenti in cui non so se sono davvero convinta di questo che pure sento e che pure penso. Forse il prezzo che ho dovuto pagare è stato troppo alto? Non lo so e non lo saprò mai, ma me lo chiedo e mentre me lo chiedo vorrei poter stabilire i confini delle cose, cos'è giusto e cosa sbagliato, cosa avrei dovuto fare o se semplicemente tutto è andato come doveva andare e oggi a trentasette anni dovrei essere orgogliosa di essere stata sempre e comunque me stessa, di aver seguito i miei desideri e soprattutto orgogliosa della consapevolezza che ho acquisito, perchè io adesso e solo adesso so cosa desidero veramente e mi sento finalmente pronta per riconoscerlo nel momento in cui mi apparirà davanti.

lunedì, ottobre 01, 2012

dedicata

Anche tu sei l'amore.
Sei di sangue e di terra
come gli altri. Cammini
come chi non si stacca
dalla porta di casa.
Guardi come chi attende
e non vede. Sei terra
che dolora e che tace.
Hai sussulti e stanchezze,
hai parole - cammini

in attesa. L'amore
è il tuo sangue - non altro.

C. Pavese

venerdì, settembre 28, 2012

fine settembre

Avrei voluto urlare, e ero muto;
la mia religione era un profumo.
Ed eccolo ora qui, uguale e sconosciuto,

quel profumo, nel mondo, umido
e raggiante: e io qui, perso nell'atto
sempre riuscito e inutile, umile

e squisito, di sciogliere l'intatto
senso nelle sue mille immagini....

P.P. Pasolini

venerdì, settembre 14, 2012

citazioni

- A me sembra una cosa del tutto imperfetta il cuore.

 - Lo penso anch'io. È una cosa estremamente imperfetta. Però lascia delle tracce. E noi possiamo ritrovarle, seguirle. Come si seguono le impronte lasciate sulla neve.

- E portano da qualche parte, quelle tracce?

- A noi stessi. Così funziona il cuore. Se non ci fosse il cuore, si vagherebbe senza fine.

H. Murakami - La fine del mondo e il paese delle meraviglie

venerdì, agosto 31, 2012

fine agosto

Dopo un mese in me riesplodono di nuovo parole che qui, come sempre, troveranno solo un piccolo spazio ma è cosi difficile farsi strada in mezzo a questo vortice di pensieri e di sensazioni. Eppure sento che come sempre quando arrivo troppo vicino al punto di saturazione, ho bisogno almeno di aprirla un pò questa ferita che ho in mezzo al cuore e che da lì arriva un pò dappertutto, dalla testa ai piedi, dagli occhi fino alle dita delle mani. Questo agosto è stato un mese terribile in cui per la prima volta nella mia vita ho provato sulla pelle la sensazione atroce del pericolo della perdita di chi ci ama più al mondo. Ora che il peggio sembra essere passato mi guardo indietro e mi sento cosi fortunata, riascoltare gli uccelli che cantano dalla mia finestra in quest'aria placida di fine agosto mi sembra come se mi trovassi al cospetto di tutta la bellezza del mondo. E mi sento fortunata ancor di più perchè anche quando tutto sembra crollare io non chiudo gli occhi e nuova bellezza mi investe... non importa la forma o la quantità, io sento che mi tocca, che mi chiama, che mi ascolta anche probabilmente, quando la prendo tra le mani e la interrogo sul perchè sul come e sul quando. Oggi è l'ultimo giorno di questo mese da dimenticare, ma voglio e devo salvare il suo inizio e la sua fine, perchè sono state lievi e dolci come se mi avessero prima aperto una coperta da portare durante i miei giorni di freddo atroce e poi come se in questa coperta mi avessero avvolto per farmi sentire al sicuro e prepararmi all'autunno, un autunno che io desidero e che aspetto come si aspetta una persona che si ama, perchè l'autunno è la mia stagione mentale, perchè in autunno io sono nata, perchè l'autunno mi riporta nei cinema e davanti le tazze di tè... perchè l'autunno porterà l'estate di San Martino a cui appartengo e spero mi ridarà le ali, seppur ferite, seppur dilaniate dalla brutalità e dalla cecità di chi mi ha perso con un solo gesto, assurdo, ingiusto e cosi tremendamente privo di grazia... a che serve avere la luce se poi si vive nel buio? Io non appartengo a tutto questo, io la luce la tengo stretta tra le mani per donarla non solo a me stessa ma anche a chi entra dentro la mia anima e con il proprio sorriso mi fa camminare più in alto, da dove la prospettiva delle cose è comunque e sempre una prospettiva privilegiata. E cosi domani inizia settembre e non voglio avere più paura. Io esisto.

lunedì, luglio 30, 2012

coisas pequenas

In questi giorni sto riassaporando il sapore delle piccole cose, non so se per una particolare congiuntura astrale o semplicemente per un'attitudine dell'animo che ritorna a galla e mi apre di nuovo gli occhi sul mondo. Non lo so perchè alcune volte succede ed altre volte proprio non succede ma riconosco quella sensazione e proprio per questo riconosco me stessa. Il sorriso di chi mi incontra ad un appuntamento, le telefonate di chi mi tiene nel cuore, l'amore di mia madre, le carezze grossolane e tenere di mio padre, una giornata al mare con persone speciali, il mare, qualcuno che raccoglie delle conchiglie per me, la condivisione delle cose, un viso nuovo e cosi delicato che mi parla senza parlare in un misto di luce ed ombra che combacia perfettamente con il mio. Ieri ho detto che non ho più ispirazione e che per questo non scrivo più, non è vero, perchè Elisa ha ragione, è la vita che mi ispira e sarà anche banale ma ad un certo punto arriva sempre qualcosa e qualcuno a ricordarmi la magia delle piccole cose e di quanto sia bello goderne e fare di quella magia il proprio rifugio, il proprio altare privato, la propria finestra da cui guardare ogni sacrosanta mattina che abbiamo in dono.

domenica, luglio 22, 2012

pioggia?

Oggi il cielo sta cambiando colore, dopo tanto azzurro che mi è entrato negli occhi sta lasciando il posto a nuvole bianche che presto porteranno la pioggia. L'imbrunire dell'estate mi lascia addosso sempre una sensazione estrema di dolcezza, le cicale cantano di continuo e gli uccelli cinguettano anche loro senza mai fermarsi. Che strano pensare che tutto questo loro canto sia un richiamo sessuale, ma in fondo anche noi cantiamo, magari non con la bocca, a volte con gli occhi altre volte con le parole. E' assurdo pensare che in questa aria piena di pace e di dolcezza, da una settimana esatta il sorriso di una persona meravigliosa non viva più, una persona a cui volevo molto bene e che me ne voleva, una persona a cui guardavo come ad una guida e che credeva in me. Porto ancora sul mio braccio sinistro la carezza che mi ha fatto l'ultima volta che l'ho vista non potendo mai immaginare che quella fosse l'ultima. Credo che la morte possa essere accettata solo se la si pensa come un qualcosa di assurdo che in realtà non accade, tenendola lì tra le pieghe dei giorni e del nostro quotidiano, in un cassetto che non apriamo mai. Cosi come le vite non sono tutti uguali, cosi come alcune vite sono più speciali di altre, cosi anche alcune morti sono più dolorose di altre. Guardo fuori dalla mia finestra la distesa di verde del mio giardino e cerco di respirare la pace. Una pace che raggiunge la mia tristezza e la mitiga, una pace che raggiunge anche la mia gioia che nasce quando incontro nuovi sorrisi in cui mi riconosco e quelli vecchi che diventano più familiari e mi entrano sempre un pò più dentro. Gli antidoti per combattere il buio esistono ed io so dove trovarli. 

domenica, luglio 01, 2012

io ti tocco. comunque.

Dalla mia stanza si sentono i gabbiani. Da tutte le stanze della mia vita si sentono sempre i gabbiani. Salerno, Barcellona, La Coruña, Dublino, Napoli. Come un destino, come un segno di riconoscimento. In perpetuo volo. Come loro anche io sospesa tra la quiete marina e la burrasca. Forse è il mare che ci unisce perchè come loro anche io cerco l'acqua come un unguento miracoloso che rigenera ogni volta e fa ritornare alla vita. Soprattutto quando le parole finiscono e rimangono mute, conficcate in fondo alla gola come fossero vetro che qualcuno ti ha scagliato nella bocca e negli occhi, con tutta la violenza del mondo, una violenza che non capisci e che ti lascia scioccata ed inerme perchè la tua unica colpa è stata quella di voler fare di quella violenza la tua tenerezza. Le mie mani contro le tue mani prima appiglio e rifugio ora catene che mi scagli addosso mentre io ti chiedo un sorriso.

mercoledì, giugno 20, 2012

quasi estate, quasi un anno fa.

Accade che le affinità d'anima
non giungano ai gesti e alle parole ma
rimangano effuse come un magnetismo.
É raro ma accade. Può darsi
che sia vera soltanto la lontananza,
vero l'oblio, vera la foglia secca
più del fresco germoglio.
Tanto e altro può darsi o dirsi.
Comprendo la tua caparbia volontà di
essere sempre assente perché
solo così si manifesta la tua magia.
Innumeri le astuzie che intendo.
Insisto nel ricercarti nel fuscello
e mai nell'albero spiegato, mai nel pieno,
sempre nel vuoto: in quello che
anche al trapano resiste.
Era o non era la volontà dei numi
che presidiano il tuo lontano focolare,
strani multiformi multanimi animali domestici;
fors'era così come mi pareva
o non era. Ignoro se
la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l'innocenza é una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari.
Di me, di te tutto conosco,
tutto ignoro.         - Eugenio Montale -

domenica, maggio 27, 2012

l a r i s p o s t a

e le parole sono sassi e me le sono messi in tasca come vuoi che riesca  a dirti quanto pesano i silenzi... che voglio te e voglio te.. che voglio te.. che voglio te, che voglio te... che voglio te... che voglio te...


martedì, maggio 22, 2012

Pioggia.

Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno. 
Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.
- Antoine de Saint-Exupéry - 

mercoledì, maggio 02, 2012

qualcuno con cui correre

Oggi non riesco a fare nulla, nessuna voglia voglia di leggere, nessuna voglia di studiare, nessuna voglia di vedere film, nessuna voglia di parlare al telefono. Però ascolto musica e aspetto di andare al cineforum. E' una strana sensazione di insofferenza che non mi prendeva da parecchio tempo e che di solito non mi appartiene. Mi interrogo sulle sue ragioni, in parte le conosco e so da dove viene tutta questa energia implosa e soprattutto so dove vorrebbe andare ma mi rendo conto che non sempre è facile canalizzare, trovare scorciatoie e guardare il panorama da un altro punto, diverso da quello che avresti voluto e che vorresti, più laterale, più nascosto rispetto al belvedere cosi ambito e sognato. Stefano mi ha raccontato che Simone vuole sempre correre e che lui non sempre ce la fa a stargli dietro. Mentre mi parlava mi è venuto in mente un libro di David Grossman che non ho mai letto ma che mi ha sempre colpito per il titolo: Qualcuno con cui correre. Ecco, questa inquietudine è tutta nella corsa ma le ginocchia sbucciate mi costringono a stare immobile ed aspettare che si sanino le ferite.. ma io questa volta non ho più pazienza, questa volta voglio solo correrti incontro e stringerti a me.

martedì, maggio 01, 2012

primo maggio

Oggi è arrivato maggio ed ha portato un cielo cosi azzurro che a guardarlo a testa in giù ti sembrava quasi di toccarlo con le dita dei piedi tanto riempiva ogni cosa. La mia stanza inizia ad essere calda e accogliente. Ho talmente tanto da studiare che non so nemmeno da dove cominciare e questa voglia di calore, di sole e di mare mischiata alla voglia sempre più grande di te mi spezza in due e non mi fa respirare.

venerdì, aprile 27, 2012

" e ci cadevano in testa le stelle inchiodate male.."

Oggi l'estate si è annunciata senza timidezza, attraverso una primavera esplosa come una stella troppo vicino alla crosta terrestre. Napoli era bellissima e mi ha fatto piangere perchè la bellezza non condivisa ti ferisce, come quando sfogliando le pagine di un libro ti tagli con la carta perchè la carta non è un coltello e non ti aspetti che ti faccia del male cosi come non mi aspettavo che i tuoi occhi potessero ferirmi, quegli stessi occhi cosi caldi in cui tante volte mi ritrovavo quando mi sentivo persa e in cui mi rifugiavo quando avevo freddo. Ieri ti ho incontrato e mi hai ferito con quegli stessi occhi cosi pieni di calore che brillavano quando mi guardavano. Ho desiderato talmente tanto incontrarti tra la gente ed alla fine è successo. Non so quante volte ho camminato per strada cercandoti, sperando di trovare il tuo viso tra tutti gli altri... E come sarebbe bello se bastasse desiderare perchè le cose accadano. Desiderare un tuo abbraccio, desiderare le tue labbra, desiderare i tuoi capelli tra le mie mani, desiderare di essere compresa, di essere capita, desiderare cancellare tutte le false idee ed i fraintendimenti. Desiderare i tuoi occhi su di me. Desiderare di spalmarmi sulla tua mente come recitava una poesia di Suzanne Vega che ti lessi al telefono tanto tempo fa. Desiderare il tuo sesso contro il mio per tornare ad essere libera insieme a te.

lunedì, aprile 02, 2012

e come sempre arriva la sera.

La scorsa notte ho sognato che qualcuno mi amava. Recita cosi il titolo di una bellissima canzone degli Smiths. E forse stanotte sognerò che quel qualcuno mi ama, con gli occhi, con la bocca, con tutto il corpo. Ora che i lineamenti hanno ripreso di nuovo forma e sono più vividi che mai. Mi butto nei sogni, mi avvalgo della facoltà di sognare perchè nessuno, nemmeno tu, può impedirmi di farlo. Ed anche nei sogni mi aggrappo come sempre ai tuoi capelli, ancora più belli di prima, ancora più neri, ancora più forti, ancora cosi pieni della tua pregnante personalità che più mi allontana e più mi lega a te, perchè riesco a sentirti anche al buio, anche dal silenzio, anche da cosi lontano.

Informazioni personali

La mia foto
Salerno, Italy
Não sou nada. Nunca serei nada. Não posso querer ser nada. à parte isso, tenho em mim todos os sonhos do mundo/ Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso voler d'esser niente.a parte questo,ho in me tutti i sogni del mondo. [Fernando Pessoa]

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