sabato, luglio 02, 2011

c i t a z i o n i


" Da quel momento sono entrata in un mare pieno di correnti contrarie: dovevo amare per conoscerti ma dovevo conoscerti per amare e tutte e due le cose erano fatte con diligenza e allegria. Mi sono impegnata in quest'impresa come un San Giorgio sul suo cavallo alato e sono partita con elmo corazza spada bandiera per entrate nel mondo degli amori femminili. Tu eri la marina splendente che mi trovavo davanti nel momento giusto per fare un bagno purificatore. Eri generosa e fervida. [....]Da quel momento avremmo vissuto vicine parlando insieme leggendo insieme camminando insieme mangiando insieme ". 

]lettere a Marina - Dacia Maraini [

martedì, giugno 28, 2011

...ma devo molto di più a quelli che amo

Devo molto a quelli che non amo.

Il sollievo con cui accetto che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro e in libertà con loro,
e questo l'amore non può darlo, ne´ riesce a toglierlo.

Non li aspetto dalla porta alla finestra.

Paziente quasi come un orologio solare,
capisco ciò che l'amore non capisce,
perdono ciò che l'amore non perdonerebbe mai.

Da un incontro a una lettera
passa non un'eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.

E quando ci separano sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi che si trovano in ogni atlante.

E' merito loro se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perchè mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

"Non devo loro nulla"
- direbbe l'amore su questa questione aperta. 

[Wislawa Szymborska]

giovedì, giugno 23, 2011

perchè farsi vincere dai mostri? perchè avere paura?

I've never said you'll have to
be afraid
of the cookie monster
beside your bed

It's not the real
The real one's in your head
Beyond control
The true one cuts you dead

It's a real fight
It's a war

When destruction takes over
There is no escape
Every shot on target
Perpetrator knows how to strike

I've never said you'll have to
be afraid
of the cookie monster
beside your bed

It's not the real
The real one's in your head
Beyond control
The true one cuts you dead

It's a real fight
It's a war

When destruction takes over
There is no escape
Every shot on target
Perpetrator knows how to strike

martedì, maggio 10, 2011

simmetrie

Ho voglia di scrivere e del mio ossigeno che mi arriva da te.
Ma stasera non ho pazienza e tutto resterà chiuso tra le pieghe delle mie mani.
Ti aspetto, anche se non lo dico, ma mi sembra talmente chiaro.
Sto imparando a dire "mi manchi" nelle altre lingue che non conosco.
Su un foglio prendo nota di tutte le cose che vorrei dirti durante il giorno, altrimenti poi me ne dimentico e andrebbero perse, cose stupide, tipo che in spagnolo per dire che una persona è poco intelligente si dice che le manca l'estate.. le falta el verano.. anche a me manca l'estate ma non credo di essere mai stata stupida.

domenica, gennaio 02, 2011

piume e ossa (ovvero buoni propositi per il nuovo anno)

Vieni con me, hai detto
e io l'ho fatto
credevo di poter reggere
la tua tristezza
credevo di poterla contenere tutta
non potevo immaginare
i tuoi oceani
cosi amari
l'assasinio
la caduta
la carneficina
di piume e ossa.

Sedevo immobile
nella luce delle cinque
il sole è entrato dalla fessura
il pavimento davanti alla tua stanza
era tutto schegge
e, ancora,
qualcuna rimane
nella pelle
nella carne
incide forme
di diamante
di aghi
fino all'osso.

Dovevo sapere
dovevo capire
posso sopportare tutto
ma imparerò
ad essere libera.

Ti ho amato
più di quanto potrai mai capire
anche con le finestre rotte
con il sangue che
ti scorreva sul pugno
anche
se era la mia vita
la mia verità
la mia speranza
la mia finestra perduta.

E ora
se credi che
tornerò a casa
ascolta prima il mio segreto:
dormo con una spada accanto alla mano
ogni notte
affilata dai sogni
del tuo corpo
il tuo assassinio
il tuo sangue
che scorre
sulla mia strada.

[Suzanne Vega from Solitudine Standing]

giovedì, dicembre 30, 2010

Elementi naturali, elementi artificiali

Ieri sono stata al mare. C'è in questi giorni una luce cosi bella da toglierti il respiro. Una luce che donerebbe la vista anche ad un cieco. Dicembre mi piace proprio per queste giornate cosi luminose, aria fredda quanto basta, cieli tersi e tramonti pennellati di rosa. Ieri ho visto il tramonto passeggiando sulla spiaggia, con il sole che disegnava una linea di luce fino al bagnasciuga e quei colori rosa dappertutto, incendiavano l'orizzonte. L'aria era cosi limpida e pulita che di fronte al mare si aprivano nitidi i due bracci del golfo, si vedeva finanche Cetara sulla destra e oltre Agropoli sulla sinistra, forse Santa Maria o chissà. Salerno, più grande di tutte sembrava una regina seduta sul trono che tutto vigilava. Mi sono sentita fortunata e ancor di più quando chi era con me mi ha guardato e mi ha detto "ma come si fa a vivere senza mare?" . Non lo so, io non lo so come si possa vivere senza certi panorami e certe sensazioni, senza certi colori, certi profumi, certi suoni. Ho passeggiato sulla spiaggia raccogliendo conchiglie che terrò per me. Il rumore delle onde che battevano sulla battigia era una musica che ti liberava da ogni pensiero, da ogni dolore, da ogni offesa. Abbiamo lasciato le impronte dei nostri piedi sulla sabbia bagnata, come giganti, perchè ci si sente piccoli davanti al mare, ma anche grandi, grandi e fortunati. Poi la pineta alle nostre spalle ha cominciato a lasciare posto alla luce fioca che segue il tramonto e con quel rosa pieno di azzzurro negli occhi abbiamo salutato il mare, senza salutarlo, perchè il mare è dentro di noi, è dentro di me, è dentro di te e non potrà mai essere prosciugato da nessun cielo nero.

giovedì, dicembre 23, 2010

forse il nostro viaggio porta un pò più lontano....

Oggi ho fatto tutto come se tu stessi arrivando. Ho ripetuto gli stessi gesti automatici e le abitudini che nascono in me prima di un tuo ritorno.
Ho cambiato il letto perchè le lenzuola profumino di pulito quando ci appoggerai le guance, la tua bocca che sa di sale e le tue narici asmatiche. Mi sono depilata in modo scientifico, ho spalmato il mio corpo di crema, ho tagliato le unghie, lavato i capelli. Ho tolto la polvere dalla mia stanza perchè non si scateni la tua allergia e perchè non ho mai gli antistaminici nell'armadietto delle medicine quando ti servono. Ho controllato che fossero puliti i vestiti più belli che ho per poterli indossare al tuo cospetto. Appena sveglia ho messo un disco che ci piace tanto, a tutto volume, ed ora mi addormento ascoltandone un altro che ci unisce nel sonno. Mi sono guardata allo specchio e mi sono piaciuta. Mi sento profumata, pettinata, bella. Ora sono pronta per il viaggio, ora sono pronta per respingerti in mare, insieme a me.

si sparse dovunque l'odore dei disinfettanti...

Mi sono sempre considerata una persona pulita, pura, senza macchia.
Ho sempre avuto cura e rispetto dei sentimenti e di ciò che è più importante per il mio cuore. Ho sempre cercato di non disinfettare nulla(se non le ferite inferte dagli altri), ma di tenere i sentimenti in un posto al caldo, pulito, profumato. Per questo forse mi riempie di schifo il sapere che ci sono persone sporche, piene di macchie e senza nessun senso del pudore. E proteggimi dai lacrimogini, dalle canzoni inutili e proteggimi le sopracciglia dai manganelli...

sabato, dicembre 18, 2010

e i tuoi capelli che sono fili scoperti, che sono nastro isolante..

pensieri notturni

"e i tuoi capelli che sono fili scoperti che sono nastro isolante che sono fili scoperti .. "

sabato, dicembre 11, 2010

Succursali di paradisi artificiali

Ieri, mentre andavo come ogni venerdi pomeriggio al corso di inglese all'Università, in macchina ascoltavo come mi capita da quasi un mese a questa parte, Le Luci della centrale elettrica e nello specifico quest'album dal nome provocatorio e disperato, Per ora noi la chiameremo felicità. Mi chiedo cosa si prova ad essere la ragazza di Vasco Brondi. Come ci si deve sentire a difendersi da tutti quegli attacchi di odio e amore. Come ci si deve sentire sporchi ad aver distrutto sogni cosi grandi e sentimenti cosi coraggiosi. Poi mi chiedo come mi sento io. Ci sono dischi che ti entrano dentro ancor prima che tu te ne accorga, all'apparenza distanti e incapibili ma poi lentamente si insinuano sotto la pelle e fin dentro le ossa, con tutte quelle frasi fintamente urlate, che ti entrano ogni giorno un pò di più nella testa, nei pensieri, ritrovandoti a ripetere frasi e a ricordare immagini che nemmeno credevi di ricordare. Poi sono arrivata all'università, ho tolto lo stereo, ho preso le mie borse ed il mio cellulare e ho continuato ad ascoltare I nostri corpi celesti con le cuffie sparate nelle orecchie. Il centro linguistico è raggiungibile in qualche minuto, ma quei pochi minuti mi servono per prepararmi al distacco da me stessa e a rientrare nel mondo. Sono in anticipo, un'amica mi chiama al cellulare e chiacchero, mentre Sascha passa nel corridoio con la sua solita faccia simpatica e mi dice Hi ed io gli rispondo How are you? I'm tired fa lui, ma ha sempre il sorriso sulla bocca e la sua stanchezza non pesa ne' a lui ne' agli altri. Poi mentre parlo ancora al cellulare, appoggiata ad un muro, passa Gerarda che e' lì anche lei per il corso di inglese, ma un livello superiore al mio. La vedo mentre arriva da lontano, che mi guarda con il suo solito sorriso pieno di dolcezza. Io, anche se dovrei entrare in classe, decido di andare con lei a prendere un caffè alle macchinette. Mentre ancora parlo al cellulare, lei prende la mia borsa coi libri. Chiudo la telefonata e ci avviamo verso le macchinette. Parliamo di musica, del nostro bellissimo concerto dei Giardini di Mirò un marzo di quasi quattro anni fa e mi ritrovo catapultata nella realtà, senza sconti, senza fiori da cogliere sul precipizio, ma solo con il sorriso di Gerarda che mi ricorda quanto e' bella l'amicizia e quanto e' bello il mio cuore pieno di occhi e pieno di luce.

giovedì, dicembre 02, 2010

Vorrei vedere voi...

Le ossa e le giunture cedono di schianto... ma i centri emozionali stanno bene, resistono a quel mondo che non sente e che non c'è.... non c'è... non...

domenica, novembre 21, 2010

senza voltarsi

Tu conti le ossa e mischi le ossa...

petali di rosa dura spiccano in volo sfrontati senza voltarsi...
mi lasciano nell'estasi del declino..

giovedì, novembre 18, 2010

L'anno luce

E di giorno ti parlavo da distanze siderali, mi bruciavo...
La strage. Repeat?

sabato, novembre 13, 2010

l a b i r i n t o

- e ora qualche passo
da parete a parete,
su per questi gradini
o giù per quelli,
e poi a sinistra
se non a destra,
dal muro in fondo al muro
fino alla settima soglia,
da ovunque,
verso ovunque fino al crocevia,
dove convergono
per poi disperdersi le tue speranze,
errori, dolori, sforzi, propositi
e nuove speranze.

Una via dopo l'altra,
ma senza ritorno.

Accessibile soltanto
ciò che sta davanti a te
e laggiù, a mo' di conforto,
curva dopo curva,
e stupore su stupore,
e veduta su veduta.

Puoi decidere dove essere o non essere,
saltare, saltare pur di non farsi sfuggire.

Quindi di qui o di qua,
magari per di lì,
per istinto, intuizione,
per ragione, di sbieco,
alla cieca,
per scorciatoie intricate.

Attraverso infilate di file
di corridoi, di portoni, in fretta,
perchè nel tempo hai poco tempo,
da luogo a luogo fino a molti
ancora aperti, dove c'è gioia,
benchè il dolore sia pressochè
lì accanto e altrove, qua e là,
in un altro luogo
e ovunque felicità nell'infelicità
come parentesi dentro parentesi, e cosi sia
e d'improvviso un dirupo,
un dirupo, ma un ponticello,
un ponticello, ma traballante,
ma solo quello, perchè un altro non c'è.

Deve pur esserci un'uscita,
è più certo.

Ma tu non la cerchi,
è lei che ti cerca,
è lei fin dall'inizio
che ti insegue,
e il labirinto altro non è
se non la tua, finchè è possibile,
la tua, finchè è tua,
fuga, fuga.

W. Szymborska

sabato, ottobre 23, 2010

risposta

Perdonami se ti cerco così dentro di te.
Perdonami il dolore. È che da te voglio estrarre il tuo migliore tu.
Quello che non vedesti e che io vedo, immerso nel tuo profondo.


P E D R O S A L I N A S

lunedì, ottobre 18, 2010

F U O R I T I R O

Ti guardo di nuovo negli occhi
nel labirinto che hai in testa.
Ho sentito cosa hai detto
e penso che la tua mente stia cedendo.

Ti ho seguito finchè ho potuto
qualche volta ho anche pensato di capire
e ora sono qui da sola
mentre tu voli fuori tiro
dicendomi che i tuoi frammenti di parole ubriache
li ha scritti la mia mano.

Chiedi solo una semplice carezza,
non è mica molto. Bè, dipende da dove la vuoi.

Non sai le volte che ho sperato che il cielo si arrendesse
e lasciasse le stelle libere di cadere rompersi precipitare
senza fermarsi mai
e ora dici che senti le voci della ragione
ridere di te
forse è vero,
forse dovrebbe.

Ora vuoi sapere
se posso rattoppare il tuo viso sanguinante
se posso ridarti un pò di grazia
se ho visto il tuo onore da qualche parte

se potessi prenderti tra le braccia e incollarti i pezzi
se potessi spezzare l'incantesimo
l'avrei fatto da tempo
se potessi tenerti insieme
se avessi il potere magico.

Se avessi il tocco che guarisce
forse potrei farti capire quanto
ho avuto bisogno di te.

S u z a n n e V e g a

martedì, ottobre 05, 2010

corpi

Ci sdraiammo sul pavimento, le spalle contro il giorno. Non avevo bisogno di più luce di quanta già non fosse nel suo tocco, le sue dita che scorrevano sulla mia pelle, risvegliando le terminazioni nervose. Con gli occhi chiusi cominciai un lungo viaggio lungo la sua spina dorsale, la strada acciottolata che mi condusse a una fenditura e a una vallata umida e poi a un pozzo profondo nel quale annegare.
Ci sono altri luoghi al mondo oltre a quelli che si scoprono sul corpo di un amante?

J.Winterson

giovedì, giugno 10, 2010

Giugno

Del mese di Giugno ho sempre amato perdermi tra le stradine di campagna con la mia macchina e scoprire i campi di grano falciati con le balle dappertutto, come in un quadro di van Gogh. Giugno è sempre stato un mese che ho amato tanto, ma da qualche anno non è più cosi prodigo di bellezza. A volte è stato mese di dolore, altre volte come quest'anno, è un mese più autunnale che estivo, dovendolo vivere nella punta estrema dell'Europa, affacciata sull'oceano certo, ma troppo spesso senza l'azzurro del cielo ed il giallo dei campi di grano.
Che voglia di scrivere ho stasera, come vorrei aprire la mia mente e farla rotolare per ore ed ore, far scivolare i pensieri e farli arrivare tra le mani di chi amo. Questa pioggia incessante de La Coruna mi uccide, mi toglie il sorriso, mi apre ardente nel cuore la ferita della malinconia, della mia terra, della mia gente, della mia lingua. E' ingiusto vivere separati da ciò che si ama, cosi come è ingiusto e triste guardare solo da lontano il nostro amore che a furia di gridare rimarrà soffocato. Perchè si permette alla paura di governare ciò che abbiamo di più bello? Io un tempo avrei spaccato le montagne pur di raggiungerti. Adesso sono in cima al precipizio,insieme a te, ed in ogni istante ti grido di cogliere quel fiore di stendhaliana memoria. Abbassati e coglilo prima che puoi, per l'amor di Dio. Non aver paura di cadere giù, ci sono io che ti tengo la mano, più forte che posso.

martedì, marzo 23, 2010

Addio a una vista

Non ce l’ho con la primavera
perché è tornata.
Non la incolpo
perché adempie come ogni anno
ai suoi doveri.

Capisco che la mia tristezza
non fermerà il verde.
Il filo d’erba, se oscilla,
è solo al vento.

Non mi fa soffrire
che gli isolotti di ontani sulle acque
abbiano di nuovo con che stormire.

Prendo atto
che la riva di un certo lago
è rimasta- come se tu vivessi ancora-
bella come era.

Non ho rancore
Contro la vista per la vista
sulla baia abbacinata dal sole.

Riesco perfino ad immaginare
che degli altri, non noi
siedano in questo momento
sul tronco rovesciato d’una betulla.

Rispetto il loro diritto
a sussurrare, ridere
e tacere felici.

Suppongo perfino
che li unisca l’amore
e che lui stringa lei
con il suo braccio vivo.

Qualche giovane ala
fruscia nei giuncheti.
Auguro loro sinceramente
di sentirla.

Non esigo alcun cambiamento
dalle onde vicine alla riva,
ora leste, ora pigre
e non a me obbedienti.

Non pretendo nulla
dalle acque fonde accanto al bosco,
ora color smeraldo,
ora color zaffiro
ora nere.

Una cosa non accetto.
Il mio ritorno là.
Il privilegio della presenza-
ci rinuncio.

Ti sono sopravvissuta solo
e soltanto quanto basta
per pensare da lontano.

Wislawa Szymborska

venerdì, marzo 05, 2010

Vento in faccia

A volte la musica mi salva, proprio quando sto per buttarmi. Mi arriva da lontano, attraverso il vento che mi accompagna nelle mie passeggiate, mi scopre la faccia, mi sveglia, mi apre gli occhi fino a farli lacrimare. Il vento arriva dal mare, come tutte le cose belle. Dove c'è il mare c'è sempre una speranza da cavalcare, come un'onda. Mi chiedo perchè a volte sono cieca, proprio quando non dovrei esserlo e al contrario vedo troppo quando non vorrei vedere. Ma ho imparato che non tutto può avere una risposta e probabilmente sono anche stanca di cercare continuamente un senso.Voglio vivere per un pò nell'indefinito, nell'impalpabile, nel mondo onirico che sta nei miei sogni più coraggiosi. Il vento soffia in faccia e mi sveglia, è bello sentirlo addosso perchè mi riconduce a me stessa e traccia la via delle lacrime, dandogli la vita e la libertà di essere.

giovedì, gennaio 14, 2010

Amore e immedesimazione (capitolo 15)

Si dimenticano molte cose del proprio passato e le si caccia di proposito dalla mente: cioè si vuole che la nostra immagine, che irraggia dal passato verso di noi, ci inganni,lusinghi la nostra presunzione - noi lavoriamo continuamente all'inganno di noi stessi. E ora credete voi, che tanto parlate e decandate "l'obliar se stessi nell'amore", lo "sciogliersi dell'io nell'altra persona", che ciò sarebbe qualcosa di sostanzialmente diverso? Dunque si infrange lo specchio, ci si immagina in un'altra persona che si ammira, e si gode poi la nuova immagine del proprio io, anche se la si chiama col nome dell'altra persona - e tutto questo procedimento non sarebbe inganno di sè, non sarebbe egoismo, gente strana! Io penso che coloro che nascondono qualcosa di sè a se stessi e coloro che a se stessi si nasconodono come tutto, sono uguali in ciò a coloro che commettono un furto nella camera del tesoro della conoscenza: dal che risulta contro quale reato ci metta in guardia il detto "conosci te stesso" .

F. Nietzsche "Umano troppo umano"

martedì, dicembre 22, 2009

cielo, acqua, infinito

Mancano pochi giorni a Natale. Mi ripeto questa frase da giorni, cercando lo spirito di amore e armonia che dovrebbe caratterizzarlo, ma naturalmente è una ricerca che non porta da nessuna parte. Tra poco finirà anche questo maledetto 2009. Soprattutto questo mi ripeto, finalmente questo stramaledettissimo anno finirà e questo almeno è l'unico punto fermo che vedo intorno a me. Stamattina non c'è nemmeno il sole, nemmeno le nuvole leggere, solo un cielo bianco e qualche pettirosso che si riposa sui fili della luce. Odio la stupidità della gente, la superficialità, la mancanza di coraggio e l'egoismo. Odio tutte queste cose, soprattutto quando tutto questo marcio si manifesta in superficie e nasconde la luce che si ha dentro. Vorrei distruggere questo vortice di finta vita che scorre sulla pelle di chi sente quella stessa pelle come una prigione. Vorrei avere una pozione magica, una lampada di Aladino, un tappeto volante per trasportare altrove chi non ha il coraggio di alzarsi finalmente e camminare a testa alta. Mi distrugge il pensiero di un fiume che scorre inerme e sempre uguale a se stesso, senza mai essere in piena, senza mai reagire alle secche. Esistono nel mondo alcuni fiumi di acqua salata, so che ci sono ma non ricordo dove. Il mare è troppo grande e troppo salato per poter tenere gli occhi aperti sotto la sua superficie, il mare può girarsi ed entrarti dentro in verticale, può toglierti l'ossigeno se non sai nuotare. L'acqua serve a farci sentire più puliti dopo aver fatto qualcosa che ci fa sentire sporchi, l'acqua purifica, nell'acqua puoi annegare, ma puoi anche salvarti se la bocca è candida e fresca come dopo esserci lavati i denti. Ma anche la via Lattea è fatta di acqua. Basta solamente aprire gli occhi per guardare l'infinito ed accoglierlo senza paura, senza stupide confusioni, senza doversi pentire di essere finalmente se stessi.

giovedì, dicembre 17, 2009

parole d'amore

Le parole d’amore non dette, che spreco, ci vuole il coraggio di dirle e poi che non vale la pena di essere soli e delusi. Mai.

Ivano Fossati

mercoledì, dicembre 16, 2009

coscienza di sè

Oggi a ottantuno anni, ho provato un vivo sentimento di me stesso, proprio come prendevo coscienza di me a cinque o sei anni. La coscienza è senza movimento. Ed è proprio per questa sua immobilità che noi possiamo percepire il moto di quello che chiamiamo tempo. Se il tempo passa, è necessario che vi sia qualcosa che resti stabile. Ed è la coscienza di sè ad essere stabile.

Lev Tolstoj

lunedì, dicembre 14, 2009

cecità

A volte mi prende una grande tristezza. Comincia già al mattino, quando mi giro nel letto e non riesco ad alzarmi. Certe frasi dette da chi mi è amico mi rivelano la verità, seppur io la conosca da sempre ma chissà perchè combatto testardamente per cercare di cambiarla. Ma la tristezza non è mia, si riflette dentro di me ma arriva da lontano. La mia sofferenza più grande non arriva mai da me stessa, ma sempre da ciò che amo. Non riesco ad accettare l'idea che ciò che di bello c'è in un'anima sia destinata a sprofondare nelle sabbie mobili. Ma che posso fare io di fronte all'immobilità? Io non ho la facoltà di cambiare le cose, se non le mie. E vorrei non soffrire più per tutto questo buio, non pensare più alla miseria che sta dietro a tutto questo. Ma mi chiedo se ne sarò mai capace, se davvero un giorno riuscirò a fare finta che tutto sia splendente e perfetto, come tanti prima di me hanno fatto. Probabilmente no, perchè se cosi fosse dovrei cambiare nome, sangue ed anima.

sabato, dicembre 12, 2009

Luce propria

Tutto questo vivere per
nascondersi dagli altri,
Che senso ha?
E tutte le paure
riposte sotto al letto le hai viste mai?
A tutte le promesse che non hai mantenuto
Ci pensi mai?

Anche perchè in questo modo
con un mondo che ti esplode dentro
Qualcosa non va..

Tutto questo perdersi
Per poi ritrovarti
Che senso ha?
I demoni privati
Scolpiti infondo al petto
Li hai visti mai?

E a tutti i grossi errori
Che poi hai ripetuto
Ci pensi mai?

Perchè chiudendo forte gli occhi
Su un mondo che ti esplode dentro,
Qualcosa non fai...

Come dirti cos'è..
Cose che non sai di te...

EPO

mercoledì, dicembre 09, 2009

La parola amore esiste

Per me la parola amore fa rima con la parola libertà. Ho sempre riconosciuto l'amore nella mia vita perchè quello che ho provato ha sempre coinciso con grandi cieli azzurri in cui librarsi, prati verdi in cui correre a piedi nudi, sentendo la rugiada che ti si attacca ai piedi e poi asciugare quegli stessi piedi al sole che riscalda ed illumina il cuore. Non esiste il buio quando esiste l'amore, non esiste la paura, non esiste la confusione. Esiste solo una sensazione di libertà e di coraggio ed attraverso questi due motori si può combattere il mondo, sia quello dentro di noi che quello di fuori. Ed è solo quando si perde l'amore che nascono catene pesantissime che ti incatenano l'anima ed è allora che qualunque tentativo di (finto) volo rivela la miseria dell'animo umano. L'amore non cantarlo, è un canto di per sè, più lo si invoca meno ce n'è. Mai frase fu più vera. Io so amare, io so cosa è la libertà e ne sono immensamente fiera e di questa forza faccio la mia spada per difendermi da ciò che non mi rappresenta e che non mi appartiene.

lunedì, dicembre 07, 2009

domenica sera

Domenica sera. Fuori c'è un'aria placida ed un cielo pieno di stelle.
Malinconia.

mercoledì, dicembre 02, 2009

l'odore di un novembre che muore

E' stato un novembre bellissimo, cielo azzurro e sole caldo prodigo di baci. Dicembre porterà l'inverno, ma come sempre la memoria del sole resterà dentro perchè fa parte di me, perchè mi appartiene e non solo perchè ho avuto l'immensa fortuna di nascere in questo angolo di mondo. Il freddo arriverà e servirà come sempre a desiderare più ardentemente la primavera, il freddo sarà lo specchio in cui mi guarderò per riconoscere la mia luce e prepararmi ad accoglierla ancora con tutta la consapevolezza e la forza di cui sono capace e di cui non farò mai a meno perchè sarebbe come smettere di vivere e sopravvivere non mi è mai interessato.

sabato, novembre 28, 2009

voglia di musica

Stasera mi sarebbe piaciuto essere al MEI di Faenza. Tra tutti i festival di ogni tipo e in ogni dove che ho visto in tutti questi anni di musica in giro per l'Italia è veramente uno dei pochi non ho visto e che mi sarebbe sempre piaciuto vivere.
Ma quest'anno non mi ha voluto molto bene e forse l'unico ricordo piacevole che ho di quest'anno legato alla musica è il concerto di PJ Harvey ed in fondo non mi sembra poco. Sono appena tornata dall'ospedale dove sono stata a farmi un nuovo prelievo, poi sono stata al supermercato e con la spesa tra le mani mi sono detta che forse a volte è più importante prendersi cura di se stessi e stare con le persone che ti amano veramente.

lunedì, novembre 23, 2009

richieste impossibili

Dopo giorni giorni e giorni di cielo azzurro, stamattina il cielo di novembre sembra volgere verso l'inverno o almeno guardando da dietro i vetri cosi mi sembra. Mi chiedo perchè la gente non sappia prendersi le proprie responsabilità.. ripenso ad una pubblicità letta ieri per strada. Penso a quanto mi fanno incazzare certe cose e a quanto vorrei distruggerle come se fossero fatte di vetro e lanciarle contro un muro di cemento alto dieci metri. Vado alla posta, anche io a volte scappo dal silenzio, ma in modo completamente diverso da come lo farebbe qualcun'altro.

domenica, novembre 22, 2009

ti coprirò le spalle scordando il tuo nome

Sulla sponda del fiume siamo circondati da sirene ci esortano ad uscire con le mani alzate bene in vista Ma tu non c'entri tu non ne hai colpa Amore ora ascoltami bene ti copriro' le spalle scordando il tuo nome ma ora vai sulla sponda del fiume Vai sulla sponda del fiume... ... e lascia che sia la corrente a portarti via lascia che sia la corrente a portarti via... Improvvisamente una raffica di colpi mi stende sto perdento sangue Dio mio non sento piu' le gambe Amore ora ascoltami bene sta per finire ma non voglio aspettare trascinami sulla sponda del fiume Trascinami sulla sponda del fiume... E lascia che sia la corrente a portarmi via Lascia che sia la corrente a portarmi via Tra la nebbia lei perde una lacrima Dice "no non ti lascero' qua... abbiamo cominciato insieme questa storia
e insieme finira'..." Fino alla fine del giorno Finche' avro' sangue nel corpo Restero' al tuo fianco E gli spareremo contro... Fino alla fine del giorno Finche' avro' sangue nel corpo Restero' al tuo fianco E non ci prenderanno non ci prenderanno mai...

Roberto Angelini

sabato, ottobre 10, 2009

attesa e inaspettata

Attesa e inaspettata arriva la seconda vita in quell'istante in cui si taglia il velo e sei dell'altra parte non sei preparato mai abbastanza ma sei pronto da sempre la naturale conseguenza all'essere nato la naturale conseguenza dell'amore
un pensiero che rende liquida la mente che ti fa sentire tutto che ti fa sentire niente come andare dritti al centro della terra o a ritrovare sulla luna un senno nuovo come cambia il peso delle cose il valore del denaro della forza delle braccia
del sonno e del risveglio del pianto del sorriso dell'aria che respiri di ritornare a casa ora il mio posto e' qui che bellezza abbagliante la tua a volte manca il fiato da qui non si torna indietro hai paura che il tempo non stia più al tuo guinzaglio hai paura che il gioco adesso sia finito così ti trovi a quell'incrocio tra l'impegno e il disimpegno e devi toglierti dal centro devi farti spazio dentro e poi dividere l'inutile da ciò che è necessario non c'e piu un giorno da perdere nel tuo calendario e poi serenamente a ciò che non ti rappresenta dire no finalmente perché chi viene alla luce illumina


Niccolò Fabi

giovedì, settembre 17, 2009

metà settembre

Che voglia di scrivere e quanta difficoltà nel farlo. Più le parole si agitano dentro e più finiscono alla rinfusa dentro la mia pancia. Guardo il mare dal balcone della mia scuola. Che ora meravigliosa è questa. L'acqua che luccica contro il cielo, il bagliore del sole riscalda con gentilezza. Su questo tavolo, dal balcone aperto a far entrare aria, arriva uno dei suoi raggi che attraversa la tenda bianca. Se anche la mia anima avesse pace non conoscerei al mondo paradiso più bello dello spettacolo che ora è davanti ai miei occhi. E' qui davanti a me ma qual è la strada per raggiungerlo?

lunedì, giugno 22, 2009

21 Giugno

9.6.1934

Il sopraggiungere dell’estate mi rattrista. Si potrebbe credere che la luminosità, anche se acre, delle ore estive conforti colui che non sa chi è. Ma non è cosi: io non ne sono confortato. C’è un contrasto troppo grande fra l’esuberante vita esterna e ciò che sento e penso, senza saper sentire né pensare: il cadavere perennemente insepolto delle mie sensazioni. Ho l’impressione di vivere in questa patria informe chiamata l’universo, sotto una tirannia politica che, anche se non mi opprime direttamente, tuttavia offende un qualche principio occulto della mia anima. E allora scende in me, sordamente, lentamente anticipata, nostalgia dell’esilio impossibile.
Ho soprattutto sonno. Non un sonno che ha in sé latente (come ogni sonno, anche quello malato) il privilegio fisico della quiete. E neppure un sonno che, per essere dimentico della vita e probabile latore di sogni, offre sul vassoio con il quale ci tocca l’anima i placidi doni di una grande abdicazione. No: questo è un sonno che non riesce a dormire, che pesa sulle palpebre senza chiuderle, che riunisce in un gesto che sappiamo stupido e ripulsivo, l’attaccatura delle labbra incredule. Questo è il sonno che pesa inutilmente sul corpo durante le grandi insonnie dell’anima.
Soltanto quando arriva la notte provo in qualche modo non un’allegria, ma un riposo che è soddisfatto con analogia dei sensi e per il fatto che altri riposi sono soddisfatti. Allora il sonno passa, la confusione dell’imbrunire mentale che quel sonno aveva portato sfuma, si schiarisce, quasi si illumina. Per un attimo, vive la speranza di altre cose. Ma quella speranza è breve. Ciò che sopravviene è un tedio senza sonno e senza speranza, il cattivo risveglio di chi non è riuscito a dormire. E dalla finestra della mia stanza guardo, povera anima col corpo stanco, molte stelle; molte stelle, nulla, il nulla, ma molte stelle….

68 (148) LI
Fernando Pessoa

sabato, giugno 13, 2009

sulla sponda del fiume

Stasera ho tanta voglia di scrivere. Come facevo tanti anni fa. Voglia di vomitare nelle parole tutta la rabbia, la tristezza e la speranza che sento dentro di me. Ma non so se ci riuscirò.

martedì, maggio 26, 2009

26 Maggio 2009

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.

E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

Nazim Hikmet

domenica, maggio 24, 2009

la notte

Di nuovo sera, di nuovo un'altra settimana che se n'è andata. Mi aggrappo al tempo o lo fuggo, c'è sempre qualcosa da allontanare e qualcosa da avvicinare.
La finestra è aperta come oramai da molti giorni, sento il profumo del glicine salirmi fin dentro le narici e guardo lo spettacolo delle lucciole che danzano nell'aria e vorrei condividerlo con chi non è accanto a me. Dovrei studiare, ma ho esaurito tutte le mie forze per oggi. Adesso c'è solo spazio per la nostalgia e poi, per la gioia che dopo questa nostalgia arriverà.
buonanotte amore, la notte è sempre il momento più difficile... ma io mi aggrappo alle stelle e non cado giù.

lunedì, maggio 18, 2009

il colore giallo

Il giallo è uno di quei colori che non sempre mi piace. Mi piace il giallo del sole certo, mi piace il giallo dei fiori, mi piace il giallo delle maglie a volte, soprattutto quello che sta cosi bene sui visi con gli occhi scuri. Però anche a mio padre piacciono le maglie gialle, anche se lui gli occhi ce li ha verdi. Ogni pomeriggio mi si fissa in testa il colore giallo. La verità è che in questo periodo c'è un giallo che mi emoziona ed è il giallo delle ginestre, la pianta dai bellissimi fiori che Leopardi cantò cosi poeticamente e che anche io adoro, anche se qui non nasce sui vulcani, ma nasce spontanea, a iosa lungo l'autostrada che ogni pomeriggio prendo per andare al lavoro. Mentre guido, quel giallo mi arriva agli occhi e mi riempie di luce. Ma quel giallo nasce anche qui, in campagna, vedo i cespugli dalla finestra e questa è l'ora in cui preferisco ammirarla perchè cosi sento l'estate che sta per arrivare con tutta la sua dolcezza e intensità.

sabato, maggio 16, 2009

nuvole

Oggi non andrò al lavoro, resterò a casa ad ammazzarmi di studio o almeno tenterò. Il cielo è stranamente bianco, c'è molta afa, ma dopo giorni e giorni di meraviglioso azzurro il sole ha deciso di nascondersi. Un pò come vorrebbe fare stamattina la mia anima, stanca appena sveglia e forse anche un po' delusa. O forse no, forse è solo suggestione e come sempre basterà una parola o un gesto d'amore per ridarle la sua luce. Eppure qualcosa stamattina mi fa male, era davvero tanto che non sentivo questo buco allo stomaco, ma forse è solo paura di tutto questo lavoro che mi aspetta, di tutto il futuro prossimo che mi sta per cadere addosso. Ma io sono qui, con le mani aperte pronte ad accoglierlo, perchè lo aspettavo veramente da tantissimo tempo. Spero che anche lui sarà altrettanto felice di rincontrarmi.

lunedì, maggio 11, 2009

le otto di sera

Eccola qui la dolcezza delle sere d'estate. Io chiusa in casa tra quattro mura posso solo aggrapparmi all'odore del glicine che sale dalla mia finestra. Quando mi verrà dato quello che mi spetta? Quando potrò finalmente avere tra le mani ciò che merito?
Vorrei uscire e passeggiare con chi amo per qualche borgo di pescatori, Acciaroli magari o Cetara. Vivo in mezzo a due paradisi e posso scegliere. Ma adesso no, adesso ci sono solo doveri per me e un mare di malinconia per chi non posso stringere tra le braccia proprio quando ne avrei più bisogno.

giovedì, maggio 07, 2009

lucciole

Ieri sera, tornando a casa, ho visto le prime lucciole che illuminavano il buio.
E come mi capita ad ogni maggio, mi riviene alla mente quella meravigliosa canzone di Carmen. E poi penso alla primavera che torna sempre, puntuale e bellissima.. e tu vorresti accoglierla al meglio, ma non sempre ce la fai, non sempre sei pronto. Il tempo non si è fermato, però forse davvero io sto aspettando, non solo me stessa.

mercoledì, aprile 15, 2009

sabato, aprile 04, 2009

citazione numero 2

La gente non ha mai avuto problemi a cancellare il passato quando dava troppo fastidio. La carne brucia, le foto bruciano e la memoria, cos'è? Nient'altro che il vaneggiamento imperfetto di stolti che non vogliono convincersi della necessità di dimenticare. Quello poi che non si può distruggere si può alterare. I morti non urlano. C'è una certa attrattiva in ciò che è morto. Preserva infatti tutte le qualità migliori della vita senza nessuna di quelle noiose complicazioni consuete fra gli esseri viventi. Stronzate, lamentele, bisogno d'affetto. Si può vendere all'asta, esporre, collezionare. E' molto più comodo fare il collezionista di oggetti curiosi perchè se sei curioso, devi avere moltissima pazienza, stare lì ore e ore e vedere cosa succede. Devi aspettare sulla spiaggia finchè non comincia a fare freddo, o sei costretto a investire i tuoi risparmi in una barca col fondo di vetro, che è molto più cara di una canna da pesca, ma ti mette in contatto con gli elementi. Chi è curioso è sempre in pericolo. Se sei curioso rischi di non far più ritorno a casa, come quegli uomini che vivono adesso con le sirene sul fondo del mare. O coloro che scoprirono Atlandide. [....] Perciò, essendo ragionevole, il collezionista si circonderà piuttosto di cose morte e ripenserà a quando il passato viveva, si muoveva ed era popolato. Il collezionista vive ina una stazione ferroviaria abbandonata e guarda vecchi filmati di treni in movimento. E' il morto vivente primordiale. Per questo il passato, proprio perchè è passato, si rivela malleabile solo là dove una volta era flessibile. Una volta poteva cambiare idea, ora può solo subire un cambiamento. Le lenti possono essere tinte, deformate, spaccate. Quello che importa è che l'ordine alla fine prevalga... e se si è un gentiluomo del Settecento, che abbassa le tendine mentre la carrozza sobbalza sui sassi di un valico alpino, bisogna sapere quello che si sta facendo, fingendo un ordine che non esiste solo per darci una sicurezza che può esistere. C'è ordine ed equilibrio nelle storie.

Jeanette Winterson "Non ci sono solo le arance"

mercoledì, aprile 01, 2009

citazione

Ci sono tante forme di passione e di affetto; ci sono persone che vivono insieme tutta la vita senza neppure conoscere i loro nomi. Nominare è un processo lungo e difficile; tocca l'essenza stessa delle cose e implica potere. Ma in una notte selvaggia chi può ricondurti a casa? Solo chi conosce il tuo nome.

Jeanette Winterson, Non ci sono solo le arance

domenica, marzo 15, 2009

malinconia

Tutto il giorno
ho letto poesie d'amore,
ma la mia voce è muta
e non trova il sonoro.

La distanza è un mostro
che fagocita il corpo
e non bastano i ponti
che dentro me,
l'anima silenziosamente
costruisce.

Ma intorno, gli occhi
disegnano le linee conosciute
che le mie mani intrecciano
con i tuoi capelli

ed in quel nero candido
mi perdo.

martedì, marzo 10, 2009

sincerità

Guardo questo cielo infinitamente azzurro e quasi mi ferisce perchè non posso condividerlo con chi amo. Mi chiedo se è a volte la sincerità può avere diversi punti di vista. Io so che amare significa essere di qualcun'altro stringendo in mano il proprio cuore per non dimenticarsi mai di se stessi. Non conosco altra verità e non ne voglio conoscere.

sabato, marzo 07, 2009

marzo

Le palme del lungomare in preda alla furia del vento mi spaventano. Mi angosciano a tratti. Ma poi, come ogni marzo che si rispetti, all'improvviso esce il sole che spazza via la pioggia ed allora il mio cuore ritorna sereno.

martedì, febbraio 17, 2009

martedì, gennaio 27, 2009

venerdì, gennaio 23, 2009

Aria di primavera, in lontananza.

Oggi e' stata una bellissima giornata di sole. Ho lavato le conchiglie e le pietre del mio bagno e le ho messe tutte sparse in giardino ad asciugare. Sembrava un mare verde. Ho quasi respirato un principio di primavera e ho pensato a quel sole di febbraio che fa capolino tra una nuvola e l'altra e ti annuncia che la primavera e' ancora lontana, ma non cosi tanto come temi. E oggi in questo bel sole, e' tornata a casa anche il mio papa' dopo quasi 15 giorni di ospedale. Ho quindi due motivi per festeggiare. E a pensarci bene anche un terzo. Emily Dickinson diceva che le lettere sono doni divini non concessi agli dei. Lo pensi anche tu? Si, e' bello quello che abbiamo. Spero non lo dimenticherai piu'.

mercoledì, dicembre 31, 2008

pensiero per l'anno nuovo

Alcuni desideri hanno l'uncino. Si aggrappano alla meta e tirano, tirano, fino a quando non sono certi di avercela fatta. Succede, a volte, che l'uncino si ancori alle figure sbagliate, troppo pesanti, sproporzionate, e si spezzi. Si finisce a terra. Allora ci si rialza e si ricomincia da capo. L'importante è continuare a desiderare, con intensità, moderazione e sincerità.

Cristina Donà

venerdì, dicembre 19, 2008

citazione numero 2

21.2.1930

All’improvviso, come se un destino chirurgo mi avesse operato per una cecità antica ottenendo un grande successo immediato, alzo la testa della mia vita anonima verso la chiara conoscenza del come esisto. E vedo che tutto quanto ho fatto, tutto quanto ho pensato, tutto quanto sono stato, è una specie di inganno e di follia. Mi stupisco di quello che non sono riuscito a vedere. Mi sorprendo di quanto sono stato accorgendomi che in fin dei conti non sono. Guardo, come in una distesa al sole che rompe le nuvole, la mia vita passata; e mi accorgo, che con uno stupore metafisico, di come tutti i miei gesti più sicuri, le mie idee più chiare e i miei propositi più logici non siano stati altro che un’ebbrezza congenita, una pazzia naturale, una grande ignoranza. Non ho neppure recitato. Sono stato recitato. Non sono stato l’attore, ma i suoi gesti. Tutto quanto ho fatto, ho pensato e sono stato, è una somma di subordinazioni, sia a un ente falso che ho creduto mio perché ho agito partendo da lui, sia di un peso di circostanze che ho scambiato per l’aria che respiravo. In questo momento del vedere, sono un solitario immediato che si riconosce esiliato nel luogo in cui si è sempre creduto cittadino.
Nel più intimo di ciò che ho pensato non sono stato io.
Mi sopravviene allora un terrore sarcastico della vita, uno sconforto che va oltre i limiti della mia individualità cosciente. So che sono stato errore e traviamento, che non ho mai vissuto, che sono esistito soltanto perché ho riempito tempo con coscienza e pensiero. E la mia sensazione di me è quella di chi si sveglia dopo un sonno pieno di sogni reali, o quella di chi è liberato, grazie a un terremoto, dalla poca luce del carcere a cui si era abituato.
Mi pesa, mi pesa veramente, come una condanna a conoscere, questa nozione improvvisa della mia vera individualità, di quella che ha sempre viaggiato in modo sonnolento fra ciò che sente e ciò che vede. E’ cosi difficile descrivere ciò che si sente quando si sente che si esiste veramente, e che l’anima è un’entità reale, che non so quali sono le parole umane con cui si possa definirlo.
Non so se ho la febbre, come sento, se ho smesso di avere la febbre di essere dormitore della vita. Si, lo ripeto, sono come un viaggiatore che all’improvviso si trova in una città estranea senza sapere come vi è arrivato; e mi vengono in mente i casi di coloro che perdono la memoria, e sono altri per molto tempo. Sono stato un altro per molto tempo (dalla nascita e dalla coscienza), e mi sveglio ora in mezzo al ponte, affacciato sul fiume, sapendo che esisto più stabilmente di colui che sono stato finora. Ma la città mi è sconosciuta, le strade nuove, e la malattia senza rimedio. Aspetto dunque affacciato al ponte, che passi la verità, e che io mi ristabilisca nullo e fittizio, intelligente e naturale.
E’ stato un attimo, ed è già passato. Vedo ormai i mobili che mi circondano, il disegno della vecchia carta alle pareti, il sole attraverso i vetri polverosi. Ho visto la verità per un attimo. Sono stato per un attimo, coscientemente, ciò che i grandi uomini sono verso la vita. Ricordo i loro atti e le loro parole, e non so se non sono stati anche loro tentati vittoriosamente dal Demone della Realtà. Non sapere di sé vuol dire vivere. Sapere poco di sé vuol dire pensare. Sapere di sé, all’improvviso, come in questo momento lustrale, vuol dire avere subitamente la nozione della monade intima, della parola magica dell’anima. Ma una luce improvvisa brucia tutto, consuma tutto. Ci lascia nudi perfino di noi stessi.
E’ stato solo un attimo e mi sono visto. Poi, non so più dire ciò che sono stato. E, alla fine, ho sonno, perché non so perché, penso che il senso è dormire.

Fernando Pessoa
LI, 100 (199)

martedì, dicembre 16, 2008

citazione numero 1

7.4.1933

Sono passato come uno straniero in mezzo a loro, ma nessuno ha capito che lo ero.
Sono vissuto come una spia in mezzo a loro e nessuno, nemmeno io, ho sospettato che io lo fossi. Tutti mi credevano un parente: nessuno sapeva che ero stato scambiato alla nascita. Cosi sono stato uguale agli altri senza somigliare a loro, fratello di tutti senza appartenere alla famiglia. Venivo da terre prodigiose, da paesaggi più belli della vita, ma non ho mai parlato di quelle terre se non a me stesso. E di quei paesaggi visti in sogno non ho mai dato notizia a nessuno. I miei passi erano uguali ai passi altrui, sugli impiantiti o sui lastricati, ma il mio cuore era lontano, anche se batteva vicino, signore falso di un corpo esiliato ed estraneo. Nessuno mi ha riconosciuto sotto la maschera dell’identità con gli altri, né ha mai saputo che ero maschera, perché nessuno sapeva che a questo mondo esistono i mascherati. Nessuno ha supposto che a mio lato ci fosse sempre un altro che in fondo ero io. Mi hanno sempre creduto identico a me stesso. Nelle loro case ho trovato riparo, le loro mani hanno stretto la mia, mi hanno visto passare per la strada come se fossi io; ma colui che io sono non è mai stato in quelle stanze, colui che io vivo non ha mani che altri possano stringere, colui che conosco quale io non ha strade da percorrere, se non tutte le strade, non ha qualcuno che in esse lo veda, a meno che egli stesso non sia tutti gli altri. Tutti noi viviamo distanti e anonimi; dissimulati, soffriamo da sconosciuti. Ad alcuni, però, questa distanza fra loro stessi e un altro essere non si rivela mai; per altri è talvolta illuminata, di orrore o di pena, da un lampo senza limiti; ma per altri essa non è altro che la dolorosa costanza e quotidianità della vita.
Sapere esattamente che chi siamo non ci riguarda, che ciò che pensiamo o sentiamo è sempre una traduzione, che ciò che vogliamo e ciò che non vorremmo, né forse qualcuno ha voluto; sapere tutto questo a ogni minuto, sentire tutto questo in ogni sentimento, non significherà essere straniero nella propria anima, esiliato nelle proprie sensazioni?
Ma la maschera che finora ho fissato con inerzia, quella maschera che parlava all’angolo della strada con un uomo senza maschera in questa notte di fine carnevale, ha finalmente teso la mano e ha salutato ridendo. L’uomo naturale ha girato l’angolo e ha imboccato la traversa di sinistra. La maschera (un domino senz’allegria) è andata nell’altra direzione, allontanandosi fra ombre e luci fortuite, in un commiato definitivo ed estraneo a ciò che io stavo pensando. Solo allora mi sono accorto che oltre ai lampioni c’era qualcos’altro nella strada: un chiarore di luna che si andava offuscando, vago, occulto, muto, pieno di nulla come la vita….

Fernando Pessoa
LI, 132 (198)

venerdì, dicembre 05, 2008

venerdì, novembre 07, 2008

martedì, novembre 04, 2008

lunedì, novembre 03, 2008

venerdì, ottobre 31, 2008

mercoledì, ottobre 22, 2008

Verranno a chiederti del nostro amore

Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta

non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai"

non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.

E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pensarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,

digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani
dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l'amore
alle carezze dell'amore
era facile ormai

non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata lo sai.

Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro

i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,
ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi

sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.

Ma senza che gli altri ne sappiano niente
dimmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito

farai l'amore per amore
o per avercelo garantito,

andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori

o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,

continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai.

Fabrizio De Andrè

mercoledì, ottobre 08, 2008

bacio della buonanotte

Perchè tu possa ascoltarmi
le mie parole
si fanno sottili, a volte,
come impronte di gabbiani sulla spiaggia.

Collana, sonaglio ebbro
per le tue mani dolci come l'uva.

E le vedo ormai lontane le mie parole.
Più che mie sono tue.
Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico.

Così si aggrappano alle pareti umide.
E' tua la colpa di questo gioco cruento.
Stanno fuggendo dalla mia buia tana.
Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.

Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi,
e più di te sono abituate alla mia tristezza.

Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti
perchè tu le ascolti come voglio essere ascoltato.

Il vento dell'angoscia può ancora travolgerle.
Tempeste di sogni possono talora abbatterle.
Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente.
Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche.
Amami, compagna. Non mi lasciare. Seguimi.
Seguimi, compagna, su quest'onda di angoscia.

Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole.
Tutto ti prendi tu, tutto.

E io le intreccio tutte in una collana infinita
per le tue mani bianche, dolci come l'uva.

Pablo Neruda

venerdì, ottobre 03, 2008

illuminazioni

A volte ho come delle illuminazioni, in negativo.
Spero di sbagliarmi, lo spero con tutto il mio cuore, perchè altrimenti in questa vita non ha più senso un cazzo.

venerdì, settembre 26, 2008

i'm waiting for

In accademia c'è una pace irreale stamattina. Sono passata a prendermi lo stipendio di agosto ed è strano vedere la scuola cosi vuota, con pochi alunni che neanche comosco... la nave della Grimaldi è sempre lì, la vedo dal balcone mentre scrivo.. pronta a salpare verso qualche meta impossibile per me. Oggi arrivano Cristina e Mirco ed è bello pensare che cammineranno con me in questa atmosfera di inizio autunno con un sole caldo e sincero, per una Salerno placida e delicata. E domani la mia seconda serata di reading, spero sia perfetta. Spero, si, io lo spero.

domenica, settembre 21, 2008

mercoledì, settembre 17, 2008

sono tre mesi che non piove

Quattro giorni fa ha piovuto per la prima volta dopo tre mesi.
La pioggia la si invoca quando non c’è e cosi finalmente è arrivata.
E’ durata solo un paio di ore, abbastanza però per far rinfrescare l’aria e se fino alla settimana scorsa sono andata al mare adesso il sole comincia a far la lotta con le nuvole.
Da qualche giorno ho ripreso a studiare per un altro odioso esame che devo dare il mese prossimo. Mi sembra un’offesa al piacere della mente dover leggere qualcosa per costrizioni che non mi dovrebbero più toccare oramai… ma cerco di trovare un minimo di gioia in quello che studio perché la materia è affascinantissima e non è giusto non renderle valore.
Settembre è un mese strano per me, a volte cosi leggero ed altre volte cosi terribilmente pesante. Non riesco a trovare gioia quasi in niente perché l’idea che arrivi il freddo mi attanaglia la mente ed il corpo… eppure l’autunno è la mia stagione, quella che sento più vicina e quella che mi appartiene di più… ma forse sapere di doverla vivere in un posto che non sia il mio e che dal mio è lontano anni luce, mi ferisce perché lì diventa inverno, diventa buio e gelo. Vorrei imparare a trovare luce dentro e intorno a me, in chi mi ama o in chi mi dovrebbe amare e in questo autunno e ancor più in quest’inverno, spero proprio di riuscirci. Rivoglio la mia spada di luce e la rivoglio solo per me stessa perché in certi momenti vorrei dilaniare il mondo intorno a me e non permettere più a nessuno di farmi del male.

Sono tre mesi che non piove
ho sabbia e sale nel letto
peccato e pentimento
ho l'anima falciata
da cui discende la mia razza intera
che ha cuore e pancia di ametista
senza regola di vita
senza luce di luna
oro negli occhi
e soprattutto senza difesa dal dolore

Vieni a trovarmi ancora
mistero che si muove
avrò riposo per gli occhi
intimo testimone
del mito ridicolo dell'amore
avrò l'orgoglio del sangue
tutto fuori dalle vene
e una maschera nera
livida come un sorriso
di questo cinema leggero

Amore mio
vieni a cercarmi ancora
vieni a parlarmi ancora
a imprigionarmi ancora
sono tre mesi che non piove

Vieni con l'acqua generosa
che gonfia il mare più sacro
che fa peccato e redenzione
quanto tempo
quanto tempo ancora
quanta disperazione
e quanti cristi alla deriva
sui sentimenti d'altura
senza approdo e senza nome
ma la tua casa e il tuo nome
potessi essere io amore mio


Sono tre mesi che non piove
IVANO FOSSATI

lunedì, settembre 08, 2008

impressioni di settembre

546

Per chiudere una falla
devi inserire ciò che la produsse -

Se vuoi richiuderla con qualcos'altro
ti si spalancherà sempre più grande -

Non puoi colmare un abisso
con l'aria.

Emily D.

venerdì, settembre 05, 2008

il sole a settembre


Ieri, o avanti ieri, (i ricordi mi si fanno confusi quando la realtà si mischia al sogno) qualcuno mi ha lasciato un segno. Non ho la minima idea di chi possa essere stato, so solamente che passeggiando per la spiaggia non mi sarei mai aspettata di trovare sotto i piedi un pezzetto di carta con sopra una frase di Pessoa..... sono rimasta senza parole, incredula di felicità.
Magia del mare di settembre, magia del sud.

mercoledì, agosto 27, 2008

lunedì, agosto 11, 2008

onde sulle onde

Ieri ho fatto un bellissimo bagno a Trentova... quell'insenatura è un dono della natura e se tutta la gente che c'era ieri sarebbe potuta scomparire il bagno sarebbe stato ancora più bello. Ma la gente non può scomparire e quindi non mi resta che comprarmi una spiaggia privata appena avrò tanti soldi. Ho giocato con le onde ieri, onde piccole e dolci, ma a volte ingannatrici ed una di queste mi ha preso di spalle e mi ha dato una botta tremenda..mi fa ancora male la spina dorsale.. ma se ripenso a quelle sensazioni nel mare mi sento lo stesso felice.

Oggi arrivano Silvia e Diego. In questo momento sono a Capodichino ed un pò sono emozionata... sono anni che dovevano venire a trovarmi. In questi giorni vorrei avere una bacchetta magica per poter far vedere loro tutto quello che c'è di bello nella mia terra... ma è talmente tanta roba che penso dovrò scendere a dei compromessi.

Oggi è la mia ultima settimana di lavoro prima di settembre e se ci penso mi sento veramente meglio... ieri sera avrei voluto vedere le stelle...spero che ce ne saranno ancora nelle prossime settimane...

lunedì, agosto 04, 2008

il mese più freddo dell'anno

Prendersi la febbre d'estate non è proprio il massimo, soprattutto quando la tua malattia non è stipendiata. Ma stare in buona salute e venire a lavorare forse è ancora peggio, seppure il tuo lavoro ti piaccia e tutto sommato quando lo fai ti diverti anche un pò. Ma tra dieci giorni andrò anche io in vacanza e sto segnando i giorni sul calendario. Dal balcone della mia scuola, come sempre, vedo il mare, e la solita nave pronta a salpare, verso Tunisi o Palermo chissà, forse Malta. Quando ero piccola prendevo spesso la nave, con i miei genitori, verso la Sardegna soprattutto.. e mi è sempre piaciuto da matti viaggiare per mare... spero di poterlo rifare presto, perchè veramente mi emoziona..quando il mare non è agitato, naturalmente. Quest'anno luglio sembrava non passare mai ed invece poi è finito ed all'improvviso ecco agosto che quasi quasi mi sembra già alla fine... io quella canzone dei perturbazione la capisco troppo bene e forse mi fa troppo male proprio perchè la capisco cosi bene... in questi giorni ho cosi tante parole dentro di me che chiedono solo di uscire, le sento prendere a pugni la mi cassa toracica, letteralmente... eppure tutto dentro me è chiuso, terribilmente chiuso e muto. Ho forse paura di esplodere e cerco di rimanere sterile... ma non mi piaccio in questi momenti, se penso a quanto ero diversa in alcune cose un pò di tempo fa... un pò? forse tanto tempo fa.... eppure deve esserci stato un tempo in cui tutto dentro di me era limpido.. in cui la luce del mio cuore mi portava su quei precipizi di cui parlava Stendhal....
ma oggi voglio provare ad affacciarmi da quel precipizio, sperando che qualcuno mi tenga le gambe...

lunedì, luglio 14, 2008

indelebile..nel cuore, oggi.

Guardavo le sue mani che
stuzzicavano insolenti una rosa finta
ed era così dolce il modo in cui
nascondeva l'imbarazzo

mentre parlava e sorrideva ironicamente
delle proprie sventure teneva gli occhi bassi

Guardavo le sue mani che si intrecciavano
tra i ricami di una tovaglia
riuscivo a stento a trattenere la voglia
di afferrarle di aggredire il suo dolore

misto all'incenso il sapore di un pasto frugale
i ricordi storditi dal tempo
pur essendo simile a tante e tante altre persone
era speciale...speciale

Guardavo le sue mani che enfatizzavano
opinioni con eleganza
tra le improvvise somiglianze
simbiotiche intuizioni l'amichevole trasporto

misto all'incenso il sapore di un pasto frugale
i ricordi sbiaditi dal tempo
pur essendo simile a tante e tante altre persone
era speciale... mi lasciavo sedurre dalle sue manie
mi lasciavo sedurre dalle sue manie
mi lasciavo sedurre dalle sue manie....


dedicata a tutte le persone che sono state e che saranno per me "un 14 luglio" sempre e ancora..

martedì, luglio 01, 2008

dopo decenni di attesa..

AEROPORTO, FIRMATO L'ACCORDO PER I VOLI DI LINEA

Written by Gigi Caliulo
Tuesday, 01 July 2008 06:31

Firmato l’accordo tra Aeroporto di Salerno e Orion Air. Il vettore spagnolo effettuerà i voli di linea da e per l’aeroporto salernitano: l’accordo prevede due voli giornalieri Salerno-Malpensa dal lunedì al venerdì, un collegamento pomeridiano al sabato con l’hub milanese, un bisettimanale verso due “capitali” europee (Monaco di Baviera e forse Barcellona o Bucarest) e voli charter alla domenica. Primo decollo tra circa un mese.

che dire..la speranza è l'ultima a morire!
evvai! :)))))))))))))))))))))))))))))))))))))

sabato, giugno 21, 2008

sabato, giugno 14, 2008

stati d'animo

La convalescenza, soprattutto se la trascorsa malattia riguardava il pensiero, è come un’allegria triste. C’è una specie di autunno nelle emozioni e nel pensiero; o meglio, qualcosa di certi principi di primavera che, anche se non cadono le foglie, somigliano, nell’aria e nel cielo, all’autunno.

La stanchezza è piacevole, e ciò fa un po’ male. Ci si sente leggermente appartati dalla vita, anche se dentro di essa, come sulla terrazza della casa del vivere. Si è contemplativi ma non si pensa, si provano sensazioni senza un’emozione definibile. La volontà riposa perché non ne abbiamo bisogno. E certi ricordi, certe speranze, certi indefiniti desideri salgono lentamente la china della coscienza come certi viandanti visti dall’alto del monte. Ricordi di cose futili, speranza di cose che non furono ( e che ci importa che non siano state), desideri che avevano la violenza della natura o di un’esplosione, o che non hanno mai potuto voler essere. Quando la giornata si sintonizza su queste sensazioni, come oggi, in questa giornata d’estate con nuvole e strisce d’azzurro con una lieve brezza perché non fa caldo, anzi fa quasi fresco, allora si accentua lo stato d’animo che ci fa pensare, sentire, vivere queste impressioni. Non che siano più chiari i ricordi, le speranze, i desideri che avevamo. Ma sentiamo di più, e la somma incerta di quelle cose pesa un po’, assurdamente sul nostro cuore.


C’è qualcosa di lontano in me, in questo momento. Sto sulla terrazza della vita ma non si tratta esattamente di questa vita. Mi trovo sopra la vita e dal mio punto di osservazione la osservo. Essa si estende sotto il mio sguardo, in terrazzi e declivi, come un paesaggio diverso, fino al fumo delle case bianche dei borghi della vallata. Chiudendo gli occhi continuo a vedere, proprio perché non guardo. Se li apro non vedo più niente, perché non vedevo.
Mi sento tutto una nostalgia vaga, non del passato o del futuro, ma una nostalgia del presente, anonima, prolissa e incompresa.

16.7.1932
Fernando Pessoa

venerdì, giugno 13, 2008

HAI PAURA DEL BUIO?

Io si. Ne ho sempre avuto paura. Di notte dormo con la luce accesa e riesco a spegnerla solo alle prime luci dell’alba.. ma solo quando dormo da sola. Quando qualcuno divide il sonno con me non ho paura. E’ una di quelle vecchie paure che mi porto dietro, insieme alla paura del gas e a quella di non saper mettere il rullino alla macchina fotografica.

Stasera dopo tanto tempo ho riascoltato un po’ di musica e mi è sembrato strano rimettere nel lettore gli afterhours.. come un vecchio gesto ancestrale, oserei dire. Ho saputo che quest’estate suoneranno al GiffoniFilmFestival e devo dire che la notizia mi ha dato una piccola scossa di felicità come non mi succedeva da tempo riguardo ai concerti (fatta eccezione per il concerto della divina - alias PjHarvey- a Roma durante questa primavera). Andrò a vederli certamente e sono contenta di poterli condividere per la prima volta con chi non li ha mai ascoltati… intanto le tracce scorrono… Pelle è sempre bellissima, riesce ancora a farmi tremare il cuore e voglio una pelle splendida mi dà ancora quel senso di pace e di vittoria interiore che provavo tanto tempo fa e non posso fare a meno di pensare anche al fatto che qualcuno ogni tanto mi dice ancora che io somiglio a quella canzone... quanti ricordi…. mi potrebbe scoppiare la testa se volessi farli scorrere tutti insieme….

Fuori è una placida serata di metà giugno.
E’ l’onomastico di mio fratello e della mia cuginetta.
Scrivo nella penombra, mentre aspetto una telefonata che non arriva. Al centro della stanza una valigia mezza aperta e mezza fatta. Lunedì vado a Milano per una settimana. E’ stato bello leggere la delusione sulle facce dei miei alunni quando stamattina gli ho comunicato che la settimana prossima non avrebbero fatto lezione con me. A certi alunni mi ci affeziono quasi, a volte…proprio come con le persone della mia vita. Una manciata e forse ancor di meno, invece, le amo.

Solo l’amare, solo il conoscere
conta, non l’aver amato,
non l’aver conosciuto. Dà angoscia

il vivere di un consumato
amore. L’anima non cresce più.

Pasolini

lunedì, giugno 09, 2008

piccole felicita'

Stamattina ero un po' preoccupata perche' c'erano i nuovi arrivi... ed invece ho scoperto una classe che mi piace, ragazzine irlandesi scetatelle e simpatiche.. un messicano che ha girato mezzo mondo, una tedesca fidanzata a Salerno e che legge l'italiano con l'accento spagnolo e il solito israeliano con cui mi diletto a dire quelle 4 parole di arabo che so e lo faccio felice come un bambino! Ma la mia piu' grande gioia oggi e' stata la lezione individuale con la ragazza svedese di madre svedese e padre portoghese, ergo bilingue... inutile dire che la lezione e' casualmente slittata sul portoghese... speriamo che non mi scoprino :)

vado a casa, a mangiare... sono le 4.. che vitaccia...
ma a Dicembre forse riusciro' con questi soldi ad andare in Argentina e tutto questo mi fa felice...
un beijo a chi mi pensa.

giovedì, giugno 05, 2008

cambiamenti climatici

Da due giorni c'è un tempo cosi stupido..come diceva mia zia, non è sincero.
Il tempo non è sincero... questa espressione mi è sempre piaciuta tantissima e anche io a volte la uso. Da due giorni il tempo non è sincero... pioggia mista a sole fortissimo e nuvole nere stagliate su un cielo azzurro. Io ho da poco finito di lavorare e devo tornare qui alle cinque per il corso pomeridiano agli erasmus turchi. Martedi scorso, tra una preposizione e l'altra abbiamo parlato di Instabul.. e della costa dell'antica Grecia... chissà, prima o poi i miei occhi riusciranno ad afferrare tutta quella bellezza.

Ma oggi il tempo non è sincero.. ho bisogno di un pò di luce e di qualche risata, magari di un'altra cena a casa di Nico (con un libro di Pablo Neruda in mezzo ai piatti da poter sfogliare) o su qualunque terrazza che dia sulla notte stellata.


Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.

Ho visto dalla mia finestra
la festa del tramonto sui monti lontani.

A volte, come una moneta
mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l'anima oppressa
da quella tristezza che tu mi conosci.

Dove eri allora?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perchè mi investirà tutto l'amore di colpo
quando mi sento triste e ti sento lontana?

E' caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.
Sempre, sempre ti allontani la sera
e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.

[Pablo neruda]

domenica, giugno 01, 2008

questa notte una lucciola illumina la mia finestra....

Ci sono giorni in cui la mia voglia di scrivere è più forte di ogni cosa. Negli anni passati provavo spesso questa sensazione e molto spesso non riuscivo a non assecondarla ed allora scrivevo, scrivevo, scrivevo… scrivevo lettere, quaderni, scrivevo in consolist, scrivevo a me stessa, scrivevo poesie.. negli ultimi anni la mia voglia ed il mio bisogno di scrivere hanno fatto a pugni con le mie ferite e con il mio cuore stanco, con la delusione delle parole dimenticate.. è questa la spiegazione che do alla mia attuale inadeguatezza alla scrittura eppure nel momento stesso in cui lo dico o semplicemente lo penso, dentro di me so benissimo che non potrò mai sentirmi inadeguata di fronte alla scrittura..

Oggi ho visto il mare.. niente di particolare…da quando sono tornata a casa non passa giorno senza che io lo veda o lo senta….. ma oggi non sono stata la sola a poterlo guardare… e questo mi ha dato una piccola gioia… Genova, quanti ricordi e quanta musica, quante risate e quanti sogni. Devo ritornarci uno di questi anni e camminare in via del campo raccogliendo tutti i fiori della mia mente, sentirne l’odore e credere ancora che la bellezza non nasce dai diamanti….

Il 31 maggio di ogni anno strappo un giorno prima la pagina del calendario, cosi che giugno possa arrivare qualche ora prima. Ed è cosi che ieri sera ho fatto.. ma sono stata contenta di uscire fuori e di vedere ancora qualche lucciola nel buio… a me le lucciole fanno commuovere ed anche questo anno la prima lucciola mi ha fatto battere il cuore. C’è una persona a cui penso sempre quando vedo le lucciole, forse perché mi ricordo sempre di quanto gli piacciano o forse perché quelle lucine che danzano nel buio mi fanno pensare alla malinconia che ho di lui. Perché io Peppe non lo vedo da troppo tempo e non so neanche perché. Ed oggi giugno è qui. E’ un mese che ha un posto speciale nel mio cuore, perché mi ha sempre regalato emozioni, alcune tra le più belle della mia vita a cui ogni tanto ripenso, anche se quelle emozioni ora non esistono più da parecchio tempo ma fanno parte di me perché attraverso loro sono diventata quel che sono. Parlavo delle lucciole e delle emozioni…. se ci penso mi viene da piangere… le immagini raccolte nello scontrino di non so che… lo facevo tante volte anche io… fermare un pensiero estemporaneo in uno scontrino raccolto da una tasca… quella canzone mi faceva piangere, era meravigliosa...ogni sua frase mi entrava dentro come sangue nelle vene e mi apriva il cuore come un soffio di vento caldo.

Quando penso a quegli anni passati a sognare e a vivere attraverso le sue canzoni mi vengono i brividi… pensare a quella immensa forza che mi dava da prendere tutta l’Italia in una mano e girarmela come volevo… inseguendo volti, voci, cuori, sogni, paure…. Un sogno meravigliosamente folle che mi ha dato molto di più di quel che mi ha levato…. io e tanti altri siamo rimasti con la stessa pelle che portavamo addosso ma che pena pensare a chi quella pelle se l’è cambiata….

Ma il tempo ora non si è fermato ed io non sto aspettando nulla… una lucciola illumina ancora la mia finestra stanotte… ancor di più.. è entrata nella mia stanza ed è bellissimo godere di questo spettacolo al buio, nella mia stanza illuminata solo da quella piccola lucina e dallo schermo di questo computer… o forse si, sto aspettando.. ma più che qualcosa, sto aspettando qualcuno…un pezzo del mio cuore che vive troppo lontano da me… i’m waiting for an asteroid

Mi dà sollievo sapere che domani non dovrò andare al lavoro. E’ stata una settimana difficile che si è conclusa in modo terribile perché non può che dirsi terribile trovarsi da sola con un’amica a cui telefonano per dire che la mamma è morta…. sto ancora tremando e non ci dormo la notte, ma stasera cerco di trovare un po’ di pace, mi lascio trasportare dalla magia di giugno e dalle sue promesse, mi aggrappo a questa piccola luce sperando che mi porti verso una nuova alba…

e verso un cielo in bottiglia vorrei non guardare mai...


Ad altri toccherà avere
quanto ci toccherà perdere.
Altri potranno trovare
ciò che noi cercando
trovammo o non trovammo,
secondo la sorte che ci fu data.

Ma ciò che ad essi non tocca
è la magia che evoca
la Lontananza e ne fa storia.
E per questo la loro gloria
è la giusta aureola data
da una luce imprestata.

I colombi

[Fernando Pessoa]

mercoledì, maggio 28, 2008

guten morgen tausend volt!!!

La mattina vado sempre di corsa e arrivo in accademia ancora con la voglia di dormire. Stamattina però Martha, la mia alunna austriaca sulla sessantina, mi ha bloccato nel corridoio esclamando "guten morgen tausend volt" !!! La mia conoscenza del tedesco si limita a poche parole, come blume, eusturzende neubaten, ich bin e appunto guten morgen che vuol dire buongiorno; tausend era simile all'inglese e quindi ho dedotto fosse mille e volt l'ho interpretato appunto nel senso di elettricità... e quindi ho chiesto se la frase fosse riferita ai miei capelli (per chi non lo sapesse da qualche settimana sono tornata la sorella di Sid Vicious come a volte mi chiamava Alfonso), ma con mia grande sorpresa ho scoperto che la frase non era riferita ai miei capelli ma bensì, parole di Martha, al mio temperamento!!!! E una frase del genere, sentirsela dire a prima mattina, mette davvero di buon umore... soprattutto perchè probabilmente esprimo ancora una certa vitalità e questo, soprattutto in giorni come gli ultimi che ho passato, mi fa veramente un bell'effetto.
Grande Martha!!!

(firmato)

tausendvolt

lunedì, maggio 26, 2008

compleanno di saudade...

Segui la tua sorte,
annaffia le tue piante,
ama le tue rose.

Il resto e' l'ombra
di alberi stranieri.

La realta' e' sempre di piu'
o di meno di quello che vogliamo.

Solo noi siamo sempre
uguali a noi stessi.

Dolce e' vivere solo.
Grande e nobile e' sempre
vivere con semplicita'.

Lascia il dolore sulle are
come offerta agli dei.

Guarda la vita da lontano,
senza mai interrogarla.

Nulla essa puo' dirti.
La risposta sta al di la' degli dei.

Ma serenamente imita l'Olimpo
nel segreto del tuo cuore.

Gli dei sono dei
perche' non si pensano.

[F.Pessoa]

che tu possa accogliere questa poesia come un regalo da portare con te in ogni momento...auguri mio piccolo e splendente gioiellino :*

venerdì, maggio 23, 2008

voglia di leggerezza

A quest'ora sono ancora in accademia. Fuori c'e' un bel sole ma mi sento cosi apatica.. forse semplicemente stanca di fare o forse semplicemente vorrei fare quello che scelgo io...
Oggi Tellervo, la mia alunna giornalista finlandese, mi ha invitata fuori a pranzo ed è stato bello sentirla ringraziarmi per queste due settimane insieme... e anche io avrei voluto ringraziarla, ma non l'ho fatto e chissà perchè.. forse perchè a volte sono cosi stanca anche solo per dire un grazie e questo non mi fa certo sentire una persona migliore. Vorrei che la vita non lasciasse ferite o che semplicemente queste ad un certo punto smettessero di bruciare.. perchè sentirmi prigioniera delle paure non mi fa sentire in pace con me stessa... anche in situazioni cosi semplici e questo è davvero ingiusto per la mia anima sempre cosi piena di luce... ma allora perchè troppo spesso non trovo più la voglia e il coraggio di lasciarla libera?

venerdì, maggio 16, 2008

a proposito di amore

Dicesti : “Ti amo”. Com’è che la cosa meno originale che sappiamo dirci è tuttavia la sola cosa che desideriamo sentire? “Ti amo” è sempre una citazione. Non sei stata tu a dirlo per la prima volta e nemmeno io, eppure quando lo dici tu e quando lo dico io, siamo come due selvaggi che hanno scoperto due parole e le venerano. Io le ho venerate ma adesso mi ritrovo nella solitudine di una roccia scavata dal mio stesso corpo.

LE COSE SONO CAMBIATE, che frase del cazzo, io ho cambiato le cose. Le cose non cambiano, non sono come le stagioni che passano, giorno dopo giorno. La gente cambia le cose. Si è vittime del cambiamento, non vittime delle cose. Perchè mi faccio complice di questo uso scorretto del linguaggio?

Adoro i primi sei mesi. Le telefonate a mezzanotte, le esplosioni di energia, l’amante che diventa una batteria di ricarica per tutte le cellule esaurite.

L’appagamento sarebbe un sentimento? Siete sicuri che non sia l’assenza di sentimento? Lo paragono al tipo di stordimento che si ha dopo una visita dal dentista. Non un dolore né l’assenza di dolore, ma quella leggera sensazione di essere sotto l’effetto di una droga. L’appagamento è la versione in positivo della rassegnazione. Ha le sue attrattive ma non è giusto portare il cappotto, babbucce con il pelo e i guanti quando quello che il corpo vuole davvero è starsene nudo.

Me ne vado da lui perché il mio amore per te fa di ogni altra vita una menzogna.

Chiuse come un ventaglio, nessuno sospetta le ali delle tue scapole. Mentre stavi sdraiata sul ventre, modellavo le dure lamine del tuo volo. Sei un angelo caduto ma pur sempre fatta come gli angeli; il corpo leggero come una libellula, grandi ali dorate stagliate contro il sole. Non temo che tu mi ferisca. Se faccio scivolare la mano con troppa disinvoltura lungo la lama affilata della tua scapola, ritrarrò la palma sanguinante. Conosco bene le stigmate della presunzione. La ferita che non si rimarginerà se ti do per scontata.

Qualche volta mi getto fra le braccia del tramonto, spalancate come quelle di uno spaventapasseri, pensando di poter saltare dal confine del mondo nella fornace ardente e bruciare in te. Vorrei avvolgere il mio corpo nelle lingue fiammeggianti del cielo insanguinato. Tutti gli altri colori vengono assorbiti. Le sfumature opache del giorno non penetrano mai nel mio cranio annerito. Vivo tra quattro mura bianche come un anacoreta. Eri una stanza piena di luce vivida e io ho chiuso la porta. Eri un cappotto variopinto trascinato nella polvere. Mi vedi nel mio mondo intriso di sangue?

La scelta della solitudine era come il piacere di camminare sotto la neve con un cappotto cado. Chi vorrebbe camminare nudo sotto la neve?

La felicità è un specifico. La sofferenza è una generalizzazione. Normalmente le persone sanno con esattezza perchè sono felici. Raramente sanno perchè soffrono. La sofferenza è il vuoto. Uno spazio senza aria, un soffocante luogo di morte, la dimora del sofferente. La sofferenza è un palazzo-alveare, stanze come gabbie dall'allevamento, ci si siede sui propri escrementi, ci si sdraia sulla propria sporcizia. La sofferenza è una strada dove non è possibile invertire il senso di marcia, dove non ci si puè fermare. La si percorre spinti da quelli che stanno dietro, intralciati da quelli che stanno avanti. La si percorre a una velocità folle anche se i giorni sono mummificati, di piombo. Succede tutto così rapidamente, una volta che si è preso il via, non esiste alcuna àncora del mondo reale che ci faccia rallentare, niente a cui aggrapparsi. La sofferenza strappa i freni della vita, d'improvviso si è abbandonati in caduta libera. Quale che sia il nostro inferno personale, ne troveremo altri mille uguali a quello, nella sofferenza. E' la città dove gli incubi di tutti diventano realtà.

Grandi quantità d’acqua non possono dissetare l’amore, né possono sommergerlo le inondazioni. Allora cos’è che uccide l’amore? Soltanto la disattenzione. Non vederti quando mi stai davanti. Non pensare a te nelle piccole cose. Non spianarti la strada, non prepararti la tavola. Sceglierti per abitudine e non per desiderio, passare davanti al fioraio senza accorgermene. Lasciare i piatti da lavare, il letto da rifare, ignorarti al mattino, usarti la notte. Desiderare un’altra persona mentre ti bacio sulla guancia. Dire il tuo nome senza ascoltarlo, dare per scontato che sia mio diritto pronunciarlo.

Oltre la porta c’è il fiume, ci sono le strade; lì saremo noi, e prenderemo il sole sottobraccio. Ora sbrigati, si sta facendo tardi. Non so se questo è un lieto fine, ma eccoci nella piena libertà dei campi.


scritto sul corpo
Jeanette Winterson

lunedì, maggio 12, 2008

preferisco il rumore del mare

Non solo un verso di Dino Campana, non solo il titolo di un film... ma il mio pensiero degli ultimi dodici giorni. Ed ora guardando dal balcone dell'accademia la solita nave della Tirrenia pronta a partire me ne rendo sempre più conto...

mercoledì, aprile 16, 2008

(povera patria 2) INNO VERDANO!!!

C'E' PURE BISOGNO DI DIRE QUALCOSAAAAAAA??!?

martedì, aprile 15, 2008

povera patria..................... (la primavera intanto tarda ad arrivare....)

'Imbraccia il fucil, prepara il cannòn, difendi il verdano dai riccioli d'or / Espelli il negròn, inforca il terròn, e servi il tuo popolo con fulgido amor.’

Anche se sono del Gargano sogno di diventare verdano, mamma, asciugati le lacrime porto le mie natiche in fabbriche che non abbiamo. Mollami la mano, dico, mollami la mano, che da quando sono nato bramo lo stato verdano, no, non amo ciò che è sotto il mio meridiano, da piccolo odiavo l’inquilino del primo piano. Sul banco tracciavo linee di confine, di Raykard e Gullit niente figurine, bambini e bambine in cortile, io verde di bile col Monopoli mettevo in prigione le mie pedine. Bene, sto bene nel mio ruolo, volo, non sono solo, siamo uno stuolo. La Verdania chiama “All’armi!”, mi arruolo, con la mia divisa cetriolo io:

VOGLIO UNA VERDANIA SECESSIONISTA, CON UNA BANDIERA SECESSIONISTA / UNA FIDANZATA SECESSIONISTA CON CUI FARE L’AMORE SECESSIONISTA / UN APPARTEMENTO SECESSIONISTA CON ARREDAMENTO SECESSIONISTA / RACCOLTA DI RIFIUTI SECESSIONISTA, MA CHE COSA STA SECCEDENDO?

‘Noi marcerem verso Roma ladrona perché chi va a Roma prende la poltrona.’ All’inizio quel tizio che s’attizza al comizio pare un alcolista alla festa di San Patrizio, parla da un orifizio sporco di pregiudizio, pubblico in prestito dal museo egizio. Ora capisco quanto aveva ragione, ora che sono soldato di stato senza meridione, ora che è finita la carta del cesso, ma fa lo stesso, tanto ci ho messo la costituzione. Ora che la mia ambizione è fare la pulizia, primaverile o etnica che sia, la farò, il manico ce l’ho duro perciò scoperò dove si può per il potere dell’ampolla nel Po. Il popolo verdano smania per la separazione dall’Italia che dilania. E se cade il muro in Germania chi se ne frega io lo innalzo in Verdania dato che…

VOGLIO UNA VERDANIA SECESSIONISTA, CON UN QUOTIDIANO SECESSIONISTA / UN TELEGIORNALE CON UN GIORNALISTA SECESSIONISTA / UNA PASSERELLA SECESSIONISTA CON UNA MODELLA SECESSIONISTA / SOGNO DI QUALUNQUE SECESSIONISTA, MA CHE COSA STA SECCEDENDO

‘Conquisteremo la Rai lottizzata per sistemare i nostri direttori di testata.’ Io voglio diventare un verdano avvinazzato, sputare parlando un italiano stentato. Io, servitore di uno stato dove chi non è come me viene discriminato. Voglio sbandierare commosso un tricolore senza bianco, né rosso. Voglio lodare il deputato esaltato, che vuole l’immigrato umiliato e percosso . Voglio denigrare le prostitute, disinfettando i treni dove sono sedute. Questione di cute su cui non si discute sono puro come l’aria, tutta salute. Voglio giurare fedeltà al senatùr, voglio vendicare la mia Pearl Harbour. Roba da fare rivoltare nella tomba Gaetano Salvemini ed il conte di Cavour. Allora fate come me: Tutti in Verdania. Italiani: Tutti in Verdania. Ottomani: Tutti in Verdania. Venusiani: Tutti in Verdania. Andini e Atzechi: Tutti in Verdania. Kazachi ed Uzbechi: Tutti in Verdania. Arditi e Galati: Tutti in Verdania, dove si lavora si guadagna e si magna!

VOGLIO UNA VERDANIA SECESSIONISTA, CON UNA BANDIERA SECESSIONISTA / UNA FIDANZATA SECESSIONISTA CON CUI FARE L’AMORE SECESSIONISTA / UN APPARTEMENTO SECESSIONISTA CON ARREDAMENTO SECESSIONISTA / RACCOLTA DI RIFIUTI SECESSIONISTA, MA CHE COSA STA SECCEDENDO?

'Imbraccia il fucil, prepara il cannòn, difendi il verdano dai riccioli d'or / Espelli il negròn, inforca il terròn / inforca il terròn / inforca il terròn / inforca....

caparezza

martedì, aprile 08, 2008

combattere per la bellezza

Chi non c'è mai stato non può capire che grande magia sia il sixdaysonicmadness... ma la bellezza ha vita dura al giorno d'oggi... firmate e fate firmare... per favore.. non sapete quanto sia importante per loro, per me e per tutti coloro che lo hanno vissuto o che hanno solo sfiorato questo piccolo grande e coraggioso folle sogno.. http://www.firmiamo.it/sdsm

lunedì, aprile 07, 2008

incomprensioni

Non esiterò a donarti la mia voce dimenticata,
anche se mi tremeranno le mani,
anche se la paura bloccherà le parole.

Ci sono luoghi dove io non tornerò mai più
e dove neanche tu, suppongo, ritornerai.

La strada la tracciammo insieme e i suoi percorsi
sono inaccessibili senza una memoria comune.

I nostri innumerevoli mondi
esistono perché sono stati creati ma
nessuno potrà ancora abitarli o immaginarli
se non in quadri perfetti e immobili.

Informazioni personali

La mia foto
Salerno, Italy
Não sou nada. Nunca serei nada. Não posso querer ser nada. à parte isso, tenho em mim todos os sonhos do mundo/ Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso voler d'esser niente.a parte questo,ho in me tutti i sogni del mondo. [Fernando Pessoa]

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