giovedì, ottobre 13, 2011

Tu e Ingmar Bergman

"Credi che non ti capisca? Tu insegui un sogno disperato, questo è il tuo tormento, tu vuoi essere, non sembrare di essere, essere in ogni istante cosciente di te e vigile e nello stesso tempo ti rendi conto dell'abisso che separa ciò che sei per gli altri da ciò che sei per te stessa..provoca quasi un senso di vertigine il timore di vedersi scoperta vero? Di vedersi messa a nudo, smascherata, riportata ai suoi giusti limiti...."

Non mi hai mai detto che Bergman ti conoscesse, l'ho scoperto stasera, riguardando una scena di Persona. Impressionante come certe parole si possano cucire addosso ad un'altra di persona, che ovviamente non è la protagonista del film in questione.

Cosciente e vigile....

Il mio cuore è fuori moda in questo tuo sogno disperato.

Il mio cuore è straripante di semplicità e prati fioriti su cui poter correre e poter sentirne l'odore fino ad ubriacarsi di felicità.

lunedì, ottobre 10, 2011

la tua bocca

Ieri ti ho baciato sulle labbra. Ti ho baciato sulle labbra.
Intense, rosse. Un bacio così corto durato più di un lampo,
di un miracolo, più ancora.

Il tempo dopo averti baciato
non valeva più nulla ormai, a nulla era valso prima.
Nel bacio il suo inizio e la sua fine.

Oggi sto baciando un bacio; sono solo con le mie labbra.
Le poso non sulla bocca, no, non più - dov'è fuggita? -
Le poso sul bacio che ieri ti ho dato,
sulle bocche unite dal bacio che hanno baciato.
E dura questo bacio più del silenzio, della luce
Perchè io non bacio ora nè una carne nè una bocca,
che scappa, che mi sfugge.
No.
Ti sto baciando più lontano.

"La voce a te dovuta"


Pedro Salinas

sabato, ottobre 08, 2011

citazione

E forse non è vero amore se dico che tu mi sei la cosa più cara; amore è il fatto che tu sei per me il coltello col quale frugo dentro me stesso.

David Grossman

martedì, ottobre 04, 2011

meno uno!

Domani hai il tuo penultimo esame. Ti immagino davanti ai dipinti a ricordare i nomi dei pittori e tutto il resto. Ti immagino alla tua scrivania, il portacenere sulla sinistra e la tastiera del computer sulla destra. O forse sei a letto perchè ti fa male la schiena e studi con il libro sulle gambe. Vorrei chiamarti per dirti in bocca al lupo! Per dirti che tutto andrà bene e che riceverai i soliti complimenti per il tuo italiano. Ricordo ancora con una grande emozione Febbraio e il tour de force dei due esami in un giorno solo. Che bello dividere le emozioni, che bello condividere la paura prima e la gioia dopo. Vorrei chiamarti per dirti che domani mattina ti penserò, ma non lo farò. Vorrei svegliarmi domani, prendere il treno, venire finalmente nella tua bellissima università, cercare la tua aula d'esame, correrti incontro e abbracciarti, aggrapparmi ai tuoi capelli e portarti per mano tra la gente e festeggiare insieme la tua ritrovata piccola libertà... ma questi sono solo desideri ed i desideri non hanno voce ma solo occhi.

domenica, ottobre 02, 2011

Ottobre

Settembre è finalmente finito. Non ci sono mai andata d'accordo, non sono mai riuscita ad amarlo se non per la quiete di quel suo famoso mare che davvero è una tra le cose più belle del creato. Quest'anno a Settembre non ho visto i gabbiani sulla spiaggia, ma ho raccolto ancora conchiglie, le ultime di quest'estate cosi fredda e traboccante di inespresso. Settembre, finalmente te ne sei andato... avrei voglia di gridarlo a questo cielo stellato e a quest'aria leggermente fresca che entra dalla mia finestra, ma non grido nulla perchè non sono capace di cacciare nemmeno sottovoce i miei pensieri. Non ho mai saputo slegare i nodi e nemmeno farli per fortuna. Ma i nodi delle lacrime sono cosi imprevedibili e le unghie tagliate male delle mie dita non sanno come toccarli nè come scioglierli perchè le lacrime invisibili sono impalpabili e solo un occhio attento saprebbe riconoscerle e sentirle dietro la patina di normalità che indosso ogni mattina. Settembre vaffanculo, vorrei proprio dirglielo come se fosse una persona ma queste non sono cose per me, io non sono capace di fare male. E ora Ottobre è arrivato in tutto il suo splendore, mi ha riportato al mare e alla vista dell'infinito verso cui i miei occhi tendono quando sono sorretti dal cuore. Ottobre è il mese che porta l'autunno e per questo mi piace di più. Io amo l'autunno, amo ricoprirmi dopo la gioia della carne al sole e ridare quella carne solo nell'intimità di chi vorrà amare il mio corpo e la mia mente. Ottobre dammi la mano, non voltarmi le spalle, portami lunghe mani per sciogliere questi nodi invisibili e troppo pungenti, portami labbra per offrire la mia carne e portami occhi in cui possa riposare la mia mente e inondami di bellezza intelligente.

mercoledì, settembre 28, 2011

domani

Domani è il giorno che potrebbe cambiare la mia vita nei prossimi mesi e che potrebbe ridarle quella linfa che da qualche mese ha perso, che potrebbe investirla di entusiasmo e di speranza... ma potrebbe anche toglierle tutto questo e schiaffeggiarla senza nessuna ragione plausibile, in maniera ingiusta, ancora una volta. Ho tanta paura per domani ma anche tanta speranza. So di non essere arrivata a questo giorno come avrei dovuto, potuto e voluto... ma faccio sforzi immani per stare dritta contro il sole senza abbassare gli occhi ma provo e riprovo perchè quello stesso sole che fa lacrimare quando lo si guarda fisso senza protezione è anche tutto ciò che voglio rimetterci dentro questi miei occhi cosi grandi e cosi pieni di sogni.

lunedì, settembre 26, 2011

letture

Come sei entrato nella mia vita? Com'è possibile che fossi cosi indifesa? E non sei nemmeno entrato dalla finestra o da un lucernaio. Sei riuscito a trovare una fessura attraverso la quale mi hai trafitto il cuore.

(Che tu sia per me il coltello,
David Grossman)

martedì, settembre 20, 2011

visioni

Jelly: "Ti amo. Ogni volta che ti dico ti amo indietreggi, ma è tuo il problema"

Sissy: "Se indietreggio quando mi dici che mi ami è un problema di tutte e due invece. La mia confusione diventa la tua confusione, gli studenti confondono gli insegnanti, i pazienti confondono gli psichiatri, gli amanti dal cuore confuso confondono gli amanti dal cuore deciso"

Sissy: "Ti amo Jelly"

mercoledì, settembre 14, 2011

desire [2]




Interno: Musée d'Orsay, pomeriggio di primavera


"Questa sei tu" (mi hai detto)

"E tu chi sei?" (ti dico io)

martedì, settembre 13, 2011

io

Mi fa male a volte scoprire che le persone che più mi sono vicine non mi conoscono davvero fino in fondo, proprio coloro che dovrebbero conoscermi di più, mio fratello, i miei genitori. Mi fa male rendermi conto che certe loro idee su di me non corrispondano al mio essere reale, che ad esempio non sappiano quanto amore ho dentro il cuore per chi sceglierei di avere accanto e quanto potrei adorare, con tutta la tenerezza del mondo, un amore o un figlio. O forse lo sanno ma è come se dovessero trovarsi di fronte al fatto compiuto, come se troppo spesso non riuscissero a leggere dietro la mia scorza, dietro la mia corazza. Tutto questo mi rendo conto che negli anni è aumentato perchè non ho condiviso il mio amore con loro, quello che ho avuto nel cuore in questi ultimi anni, quello che ho adesso, in questo momento mentre scrivo. A volte avrei voglia di aprire il cuore e di metterlo lì tagliato in due tra le loro mani, affinchè loro possano guardarlo e vederlo battere... lo vedrebbero battere cosi forte che si spaventerebbero o forse finalmente capirebbero tante cose che neanche immaginano o forse immaginano ma che vorrebbero diverse. Eppure sono sicura che capirebbero, sono sicura che poco alla volta arriverebbero a capirmi, a guardarmi nella mia parte più profonda e amarmi ancora di più di quel che fanno e che hanno sempre fatto. Finalmente vedrebbero il mio cuore e capirebbero quanto sono fragile, quanto amore mi scoppia nel petto e negli occhi, per loro, per chi amo e per chi amerò.

mercoledì, settembre 07, 2011

strade

Due giorni fa sono passata sotto casa tua ma non sapevo che stavo per passarci. Quando ho girato l'angolo di una strada da cui non ero mai venuta, mi si è fermato il cuore. Io conoscevo la piazza, i giardini e la fermata della metropolitana e per questo non ho trovato le briciole che avevo lasciato per non dimenticare la strada che mi conduceva a te. Erano circa le sei del pomeriggio e quel tunnel dopo casa tua era cosi buio che mi sembrava davvero una grotta in cui sarei potuta scomparire. Ho ancora lo sguardo attaccato alla tua finestra, a quella veneziana abbassata dietro cui ti immaginavo alla tua scrivania con qualche dipinto da studiare o con quell'espressione di rassegnazione con cui apri i libri che non vorresti più aprire. Avrei voluto alzare quella veneziana solo con la forza dei battiti del mio cuore ma ero dall'altro lato della strada ed avevo paura e forse per questo non ci sono riuscita, forse per questo non hai sentito i miei occhi che chiamavano il tuo nome.

domenica, settembre 04, 2011

d e s i r e



Il desiderio prima del soffio forse sei TU.




sabato, settembre 03, 2011

mi ascolti?

Non sempre la passione è grazia.

P.P.Pasolini


lunedì, agosto 29, 2011

ciao Mario

In questa giornata di fine agosto, in cui l'aria si è un pò rinfrescata ed il caldo è ancora cosi piacevole, arriva la notizia della morte di una delle persone più generose di questo mondo e di questa vita. Solo la mia zietta aveva un'anima più generosa di lui. All'improvviso Mario se n'è andato, uno dei migliori amici di mio padre e della nostra famiglia. Ogni volta che mi vedeva mi chiedeva cosa facessi per diventare sempre più bella, ogni volta mi diceva che avrebbe voluto avere trent'anni in meno per invitarmi ad uscire. Quanto bene hai fatto alla gente, quanto bene hai fatto a noi. Le lacrime non scorrono perchè sono attonite, anch'esse. Grazie del tuo cuore e della tua simpatia. Non ti dimenticheremo, non potremo dimenticarti.

mercoledì, agosto 24, 2011

agosto

"ed il tuo viso che non mi dà particolari per capire è un gigantesco buio di cera..."

..quante parole soffocate in questo agosto che toglie il respiro.

martedì, luglio 19, 2011

appunti sparsi

Ci sono desideri che hanno occhi avidi di afferrare l'esterno, mondi che vivono in superficie e rasentano l'acqua, senza mai immergersi e ci sono desideri che hanno tatto, olfatto, gusto e che vogliono discendere, arrivare dove tutto è emozione e penetrarla, fare di quei mondi interiori la nostra stanza privilegiata, il nostro eldorado, il nostro esperanto, il nostro prato fiorito. La mia casa per te, i tuoi occhi in cui specchiarmi, le tue labbra a proteggermi, la mia pelle ad accarezzarti i pensieri ruvidi e le tue mani a racchiudere tutto questo come in uno scrigno.

(aprile 2011)

sabato, luglio 16, 2011

immagini

Vorrei amare il tuo candore, cosi puro, più abbagliante ancora sotto il sole dell'estate, cosi limpido anche da lontano, anche attraverso le lacrime.

giovedì, luglio 14, 2011

tramonto dalla finestra della mia stanza

"... Lousie, la tua nudità era troppo per me, che non avevo ancora imparato l'estensione delle tue dita.
Come potevo dominare quel territorio?
Si sentiva così Colombo quando vide le Americhe?
Io non sognavo di possedere te! volevo che tu possedessi me ..."


JW

martedì, luglio 12, 2011

desiderio

La terza possibilità è rifiutare la passione, col buon senso con cui si rifiuterebbe di tenere un leopardo in casa, anche se sembra docile. Puoi ragionevolmente sostenere che è semplice dargli da mangiare e che il tuo giardino è grande abbastanza, ma dentro di te sai che un leopardo non è mai sazio di quanto riceve. Non c'è mai abbastanza cibo, il giardino non è mai abbastanza grande per il tuo amore. Così dici di no, e poi scopri che la tua casa è abitata dal fantasma di un leopardo.

[Jeanette Winterson]

lunedì, luglio 11, 2011

pe(r) t e

E venne il giorno in cui il rischio di rimanere chiuso in un bocciolo divenne più doloroso del rischio di sbocciare

[Anaïs Nin]

sabato, luglio 02, 2011

c i t a z i o n i


" Da quel momento sono entrata in un mare pieno di correnti contrarie: dovevo amare per conoscerti ma dovevo conoscerti per amare e tutte e due le cose erano fatte con diligenza e allegria. Mi sono impegnata in quest'impresa come un San Giorgio sul suo cavallo alato e sono partita con elmo corazza spada bandiera per entrate nel mondo degli amori femminili. Tu eri la marina splendente che mi trovavo davanti nel momento giusto per fare un bagno purificatore. Eri generosa e fervida. [....]Da quel momento avremmo vissuto vicine parlando insieme leggendo insieme camminando insieme mangiando insieme ". 

]lettere a Marina - Dacia Maraini [

martedì, giugno 28, 2011

...ma devo molto di più a quelli che amo

Devo molto a quelli che non amo.

Il sollievo con cui accetto che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro e in libertà con loro,
e questo l'amore non può darlo, ne´ riesce a toglierlo.

Non li aspetto dalla porta alla finestra.

Paziente quasi come un orologio solare,
capisco ciò che l'amore non capisce,
perdono ciò che l'amore non perdonerebbe mai.

Da un incontro a una lettera
passa non un'eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.

E quando ci separano sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi che si trovano in ogni atlante.

E' merito loro se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perchè mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

"Non devo loro nulla"
- direbbe l'amore su questa questione aperta. 

[Wislawa Szymborska]

giovedì, giugno 23, 2011

perchè farsi vincere dai mostri? perchè avere paura?

I've never said you'll have to
be afraid
of the cookie monster
beside your bed

It's not the real
The real one's in your head
Beyond control
The true one cuts you dead

It's a real fight
It's a war

When destruction takes over
There is no escape
Every shot on target
Perpetrator knows how to strike

I've never said you'll have to
be afraid
of the cookie monster
beside your bed

It's not the real
The real one's in your head
Beyond control
The true one cuts you dead

It's a real fight
It's a war

When destruction takes over
There is no escape
Every shot on target
Perpetrator knows how to strike

martedì, maggio 10, 2011

simmetrie

Ho voglia di scrivere e del mio ossigeno che mi arriva da te.
Ma stasera non ho pazienza e tutto resterà chiuso tra le pieghe delle mie mani.
Ti aspetto, anche se non lo dico, ma mi sembra talmente chiaro.
Sto imparando a dire "mi manchi" nelle altre lingue che non conosco.
Su un foglio prendo nota di tutte le cose che vorrei dirti durante il giorno, altrimenti poi me ne dimentico e andrebbero perse, cose stupide, tipo che in spagnolo per dire che una persona è poco intelligente si dice che le manca l'estate.. le falta el verano.. anche a me manca l'estate ma non credo di essere mai stata stupida.

domenica, gennaio 02, 2011

piume e ossa (ovvero buoni propositi per il nuovo anno)

Vieni con me, hai detto
e io l'ho fatto
credevo di poter reggere
la tua tristezza
credevo di poterla contenere tutta
non potevo immaginare
i tuoi oceani
cosi amari
l'assasinio
la caduta
la carneficina
di piume e ossa.

Sedevo immobile
nella luce delle cinque
il sole è entrato dalla fessura
il pavimento davanti alla tua stanza
era tutto schegge
e, ancora,
qualcuna rimane
nella pelle
nella carne
incide forme
di diamante
di aghi
fino all'osso.

Dovevo sapere
dovevo capire
posso sopportare tutto
ma imparerò
ad essere libera.

Ti ho amato
più di quanto potrai mai capire
anche con le finestre rotte
con il sangue che
ti scorreva sul pugno
anche
se era la mia vita
la mia verità
la mia speranza
la mia finestra perduta.

E ora
se credi che
tornerò a casa
ascolta prima il mio segreto:
dormo con una spada accanto alla mano
ogni notte
affilata dai sogni
del tuo corpo
il tuo assassinio
il tuo sangue
che scorre
sulla mia strada.

[Suzanne Vega from Solitudine Standing]

giovedì, dicembre 30, 2010

Elementi naturali, elementi artificiali

Ieri sono stata al mare. C'è in questi giorni una luce cosi bella da toglierti il respiro. Una luce che donerebbe la vista anche ad un cieco. Dicembre mi piace proprio per queste giornate cosi luminose, aria fredda quanto basta, cieli tersi e tramonti pennellati di rosa. Ieri ho visto il tramonto passeggiando sulla spiaggia, con il sole che disegnava una linea di luce fino al bagnasciuga e quei colori rosa dappertutto, incendiavano l'orizzonte. L'aria era cosi limpida e pulita che di fronte al mare si aprivano nitidi i due bracci del golfo, si vedeva finanche Cetara sulla destra e oltre Agropoli sulla sinistra, forse Santa Maria o chissà. Salerno, più grande di tutte sembrava una regina seduta sul trono che tutto vigilava. Mi sono sentita fortunata e ancor di più quando chi era con me mi ha guardato e mi ha detto "ma come si fa a vivere senza mare?" . Non lo so, io non lo so come si possa vivere senza certi panorami e certe sensazioni, senza certi colori, certi profumi, certi suoni. Ho passeggiato sulla spiaggia raccogliendo conchiglie che terrò per me. Il rumore delle onde che battevano sulla battigia era una musica che ti liberava da ogni pensiero, da ogni dolore, da ogni offesa. Abbiamo lasciato le impronte dei nostri piedi sulla sabbia bagnata, come giganti, perchè ci si sente piccoli davanti al mare, ma anche grandi, grandi e fortunati. Poi la pineta alle nostre spalle ha cominciato a lasciare posto alla luce fioca che segue il tramonto e con quel rosa pieno di azzzurro negli occhi abbiamo salutato il mare, senza salutarlo, perchè il mare è dentro di noi, è dentro di me, è dentro di te e non potrà mai essere prosciugato da nessun cielo nero.

giovedì, dicembre 23, 2010

forse il nostro viaggio porta un pò più lontano....

Oggi ho fatto tutto come se tu stessi arrivando. Ho ripetuto gli stessi gesti automatici e le abitudini che nascono in me prima di un tuo ritorno.
Ho cambiato il letto perchè le lenzuola profumino di pulito quando ci appoggerai le guance, la tua bocca che sa di sale e le tue narici asmatiche. Mi sono depilata in modo scientifico, ho spalmato il mio corpo di crema, ho tagliato le unghie, lavato i capelli. Ho tolto la polvere dalla mia stanza perchè non si scateni la tua allergia e perchè non ho mai gli antistaminici nell'armadietto delle medicine quando ti servono. Ho controllato che fossero puliti i vestiti più belli che ho per poterli indossare al tuo cospetto. Appena sveglia ho messo un disco che ci piace tanto, a tutto volume, ed ora mi addormento ascoltandone un altro che ci unisce nel sonno. Mi sono guardata allo specchio e mi sono piaciuta. Mi sento profumata, pettinata, bella. Ora sono pronta per il viaggio, ora sono pronta per respingerti in mare, insieme a me.

si sparse dovunque l'odore dei disinfettanti...

Mi sono sempre considerata una persona pulita, pura, senza macchia.
Ho sempre avuto cura e rispetto dei sentimenti e di ciò che è più importante per il mio cuore. Ho sempre cercato di non disinfettare nulla(se non le ferite inferte dagli altri), ma di tenere i sentimenti in un posto al caldo, pulito, profumato. Per questo forse mi riempie di schifo il sapere che ci sono persone sporche, piene di macchie e senza nessun senso del pudore. E proteggimi dai lacrimogini, dalle canzoni inutili e proteggimi le sopracciglia dai manganelli...

sabato, dicembre 18, 2010

e i tuoi capelli che sono fili scoperti, che sono nastro isolante..

pensieri notturni

"e i tuoi capelli che sono fili scoperti che sono nastro isolante che sono fili scoperti .. "

sabato, dicembre 11, 2010

Succursali di paradisi artificiali

Ieri, mentre andavo come ogni venerdi pomeriggio al corso di inglese all'Università, in macchina ascoltavo come mi capita da quasi un mese a questa parte, Le Luci della centrale elettrica e nello specifico quest'album dal nome provocatorio e disperato, Per ora noi la chiameremo felicità. Mi chiedo cosa si prova ad essere la ragazza di Vasco Brondi. Come ci si deve sentire a difendersi da tutti quegli attacchi di odio e amore. Come ci si deve sentire sporchi ad aver distrutto sogni cosi grandi e sentimenti cosi coraggiosi. Poi mi chiedo come mi sento io. Ci sono dischi che ti entrano dentro ancor prima che tu te ne accorga, all'apparenza distanti e incapibili ma poi lentamente si insinuano sotto la pelle e fin dentro le ossa, con tutte quelle frasi fintamente urlate, che ti entrano ogni giorno un pò di più nella testa, nei pensieri, ritrovandoti a ripetere frasi e a ricordare immagini che nemmeno credevi di ricordare. Poi sono arrivata all'università, ho tolto lo stereo, ho preso le mie borse ed il mio cellulare e ho continuato ad ascoltare I nostri corpi celesti con le cuffie sparate nelle orecchie. Il centro linguistico è raggiungibile in qualche minuto, ma quei pochi minuti mi servono per prepararmi al distacco da me stessa e a rientrare nel mondo. Sono in anticipo, un'amica mi chiama al cellulare e chiacchero, mentre Sascha passa nel corridoio con la sua solita faccia simpatica e mi dice Hi ed io gli rispondo How are you? I'm tired fa lui, ma ha sempre il sorriso sulla bocca e la sua stanchezza non pesa ne' a lui ne' agli altri. Poi mentre parlo ancora al cellulare, appoggiata ad un muro, passa Gerarda che e' lì anche lei per il corso di inglese, ma un livello superiore al mio. La vedo mentre arriva da lontano, che mi guarda con il suo solito sorriso pieno di dolcezza. Io, anche se dovrei entrare in classe, decido di andare con lei a prendere un caffè alle macchinette. Mentre ancora parlo al cellulare, lei prende la mia borsa coi libri. Chiudo la telefonata e ci avviamo verso le macchinette. Parliamo di musica, del nostro bellissimo concerto dei Giardini di Mirò un marzo di quasi quattro anni fa e mi ritrovo catapultata nella realtà, senza sconti, senza fiori da cogliere sul precipizio, ma solo con il sorriso di Gerarda che mi ricorda quanto e' bella l'amicizia e quanto e' bello il mio cuore pieno di occhi e pieno di luce.

giovedì, dicembre 02, 2010

Vorrei vedere voi...

Le ossa e le giunture cedono di schianto... ma i centri emozionali stanno bene, resistono a quel mondo che non sente e che non c'è.... non c'è... non...

domenica, novembre 21, 2010

senza voltarsi

Tu conti le ossa e mischi le ossa...

petali di rosa dura spiccano in volo sfrontati senza voltarsi...
mi lasciano nell'estasi del declino..

giovedì, novembre 18, 2010

L'anno luce

E di giorno ti parlavo da distanze siderali, mi bruciavo...
La strage. Repeat?

sabato, novembre 13, 2010

l a b i r i n t o

- e ora qualche passo
da parete a parete,
su per questi gradini
o giù per quelli,
e poi a sinistra
se non a destra,
dal muro in fondo al muro
fino alla settima soglia,
da ovunque,
verso ovunque fino al crocevia,
dove convergono
per poi disperdersi le tue speranze,
errori, dolori, sforzi, propositi
e nuove speranze.

Una via dopo l'altra,
ma senza ritorno.

Accessibile soltanto
ciò che sta davanti a te
e laggiù, a mo' di conforto,
curva dopo curva,
e stupore su stupore,
e veduta su veduta.

Puoi decidere dove essere o non essere,
saltare, saltare pur di non farsi sfuggire.

Quindi di qui o di qua,
magari per di lì,
per istinto, intuizione,
per ragione, di sbieco,
alla cieca,
per scorciatoie intricate.

Attraverso infilate di file
di corridoi, di portoni, in fretta,
perchè nel tempo hai poco tempo,
da luogo a luogo fino a molti
ancora aperti, dove c'è gioia,
benchè il dolore sia pressochè
lì accanto e altrove, qua e là,
in un altro luogo
e ovunque felicità nell'infelicità
come parentesi dentro parentesi, e cosi sia
e d'improvviso un dirupo,
un dirupo, ma un ponticello,
un ponticello, ma traballante,
ma solo quello, perchè un altro non c'è.

Deve pur esserci un'uscita,
è più certo.

Ma tu non la cerchi,
è lei che ti cerca,
è lei fin dall'inizio
che ti insegue,
e il labirinto altro non è
se non la tua, finchè è possibile,
la tua, finchè è tua,
fuga, fuga.

W. Szymborska

sabato, ottobre 23, 2010

risposta

Perdonami se ti cerco così dentro di te.
Perdonami il dolore. È che da te voglio estrarre il tuo migliore tu.
Quello che non vedesti e che io vedo, immerso nel tuo profondo.


P E D R O S A L I N A S

lunedì, ottobre 18, 2010

F U O R I T I R O

Ti guardo di nuovo negli occhi
nel labirinto che hai in testa.
Ho sentito cosa hai detto
e penso che la tua mente stia cedendo.

Ti ho seguito finchè ho potuto
qualche volta ho anche pensato di capire
e ora sono qui da sola
mentre tu voli fuori tiro
dicendomi che i tuoi frammenti di parole ubriache
li ha scritti la mia mano.

Chiedi solo una semplice carezza,
non è mica molto. Bè, dipende da dove la vuoi.

Non sai le volte che ho sperato che il cielo si arrendesse
e lasciasse le stelle libere di cadere rompersi precipitare
senza fermarsi mai
e ora dici che senti le voci della ragione
ridere di te
forse è vero,
forse dovrebbe.

Ora vuoi sapere
se posso rattoppare il tuo viso sanguinante
se posso ridarti un pò di grazia
se ho visto il tuo onore da qualche parte

se potessi prenderti tra le braccia e incollarti i pezzi
se potessi spezzare l'incantesimo
l'avrei fatto da tempo
se potessi tenerti insieme
se avessi il potere magico.

Se avessi il tocco che guarisce
forse potrei farti capire quanto
ho avuto bisogno di te.

S u z a n n e V e g a

martedì, ottobre 05, 2010

corpi

Ci sdraiammo sul pavimento, le spalle contro il giorno. Non avevo bisogno di più luce di quanta già non fosse nel suo tocco, le sue dita che scorrevano sulla mia pelle, risvegliando le terminazioni nervose. Con gli occhi chiusi cominciai un lungo viaggio lungo la sua spina dorsale, la strada acciottolata che mi condusse a una fenditura e a una vallata umida e poi a un pozzo profondo nel quale annegare.
Ci sono altri luoghi al mondo oltre a quelli che si scoprono sul corpo di un amante?

J.Winterson

giovedì, giugno 10, 2010

Giugno

Del mese di Giugno ho sempre amato perdermi tra le stradine di campagna con la mia macchina e scoprire i campi di grano falciati con le balle dappertutto, come in un quadro di van Gogh. Giugno è sempre stato un mese che ho amato tanto, ma da qualche anno non è più cosi prodigo di bellezza. A volte è stato mese di dolore, altre volte come quest'anno, è un mese più autunnale che estivo, dovendolo vivere nella punta estrema dell'Europa, affacciata sull'oceano certo, ma troppo spesso senza l'azzurro del cielo ed il giallo dei campi di grano.
Che voglia di scrivere ho stasera, come vorrei aprire la mia mente e farla rotolare per ore ed ore, far scivolare i pensieri e farli arrivare tra le mani di chi amo. Questa pioggia incessante de La Coruna mi uccide, mi toglie il sorriso, mi apre ardente nel cuore la ferita della malinconia, della mia terra, della mia gente, della mia lingua. E' ingiusto vivere separati da ciò che si ama, cosi come è ingiusto e triste guardare solo da lontano il nostro amore che a furia di gridare rimarrà soffocato. Perchè si permette alla paura di governare ciò che abbiamo di più bello? Io un tempo avrei spaccato le montagne pur di raggiungerti. Adesso sono in cima al precipizio,insieme a te, ed in ogni istante ti grido di cogliere quel fiore di stendhaliana memoria. Abbassati e coglilo prima che puoi, per l'amor di Dio. Non aver paura di cadere giù, ci sono io che ti tengo la mano, più forte che posso.

martedì, marzo 23, 2010

Addio a una vista

Non ce l’ho con la primavera
perché è tornata.
Non la incolpo
perché adempie come ogni anno
ai suoi doveri.

Capisco che la mia tristezza
non fermerà il verde.
Il filo d’erba, se oscilla,
è solo al vento.

Non mi fa soffrire
che gli isolotti di ontani sulle acque
abbiano di nuovo con che stormire.

Prendo atto
che la riva di un certo lago
è rimasta- come se tu vivessi ancora-
bella come era.

Non ho rancore
Contro la vista per la vista
sulla baia abbacinata dal sole.

Riesco perfino ad immaginare
che degli altri, non noi
siedano in questo momento
sul tronco rovesciato d’una betulla.

Rispetto il loro diritto
a sussurrare, ridere
e tacere felici.

Suppongo perfino
che li unisca l’amore
e che lui stringa lei
con il suo braccio vivo.

Qualche giovane ala
fruscia nei giuncheti.
Auguro loro sinceramente
di sentirla.

Non esigo alcun cambiamento
dalle onde vicine alla riva,
ora leste, ora pigre
e non a me obbedienti.

Non pretendo nulla
dalle acque fonde accanto al bosco,
ora color smeraldo,
ora color zaffiro
ora nere.

Una cosa non accetto.
Il mio ritorno là.
Il privilegio della presenza-
ci rinuncio.

Ti sono sopravvissuta solo
e soltanto quanto basta
per pensare da lontano.

Wislawa Szymborska

venerdì, marzo 05, 2010

Vento in faccia

A volte la musica mi salva, proprio quando sto per buttarmi. Mi arriva da lontano, attraverso il vento che mi accompagna nelle mie passeggiate, mi scopre la faccia, mi sveglia, mi apre gli occhi fino a farli lacrimare. Il vento arriva dal mare, come tutte le cose belle. Dove c'è il mare c'è sempre una speranza da cavalcare, come un'onda. Mi chiedo perchè a volte sono cieca, proprio quando non dovrei esserlo e al contrario vedo troppo quando non vorrei vedere. Ma ho imparato che non tutto può avere una risposta e probabilmente sono anche stanca di cercare continuamente un senso.Voglio vivere per un pò nell'indefinito, nell'impalpabile, nel mondo onirico che sta nei miei sogni più coraggiosi. Il vento soffia in faccia e mi sveglia, è bello sentirlo addosso perchè mi riconduce a me stessa e traccia la via delle lacrime, dandogli la vita e la libertà di essere.

giovedì, gennaio 14, 2010

Amore e immedesimazione (capitolo 15)

Si dimenticano molte cose del proprio passato e le si caccia di proposito dalla mente: cioè si vuole che la nostra immagine, che irraggia dal passato verso di noi, ci inganni,lusinghi la nostra presunzione - noi lavoriamo continuamente all'inganno di noi stessi. E ora credete voi, che tanto parlate e decandate "l'obliar se stessi nell'amore", lo "sciogliersi dell'io nell'altra persona", che ciò sarebbe qualcosa di sostanzialmente diverso? Dunque si infrange lo specchio, ci si immagina in un'altra persona che si ammira, e si gode poi la nuova immagine del proprio io, anche se la si chiama col nome dell'altra persona - e tutto questo procedimento non sarebbe inganno di sè, non sarebbe egoismo, gente strana! Io penso che coloro che nascondono qualcosa di sè a se stessi e coloro che a se stessi si nasconodono come tutto, sono uguali in ciò a coloro che commettono un furto nella camera del tesoro della conoscenza: dal che risulta contro quale reato ci metta in guardia il detto "conosci te stesso" .

F. Nietzsche "Umano troppo umano"

martedì, dicembre 22, 2009

cielo, acqua, infinito

Mancano pochi giorni a Natale. Mi ripeto questa frase da giorni, cercando lo spirito di amore e armonia che dovrebbe caratterizzarlo, ma naturalmente è una ricerca che non porta da nessuna parte. Tra poco finirà anche questo maledetto 2009. Soprattutto questo mi ripeto, finalmente questo stramaledettissimo anno finirà e questo almeno è l'unico punto fermo che vedo intorno a me. Stamattina non c'è nemmeno il sole, nemmeno le nuvole leggere, solo un cielo bianco e qualche pettirosso che si riposa sui fili della luce. Odio la stupidità della gente, la superficialità, la mancanza di coraggio e l'egoismo. Odio tutte queste cose, soprattutto quando tutto questo marcio si manifesta in superficie e nasconde la luce che si ha dentro. Vorrei distruggere questo vortice di finta vita che scorre sulla pelle di chi sente quella stessa pelle come una prigione. Vorrei avere una pozione magica, una lampada di Aladino, un tappeto volante per trasportare altrove chi non ha il coraggio di alzarsi finalmente e camminare a testa alta. Mi distrugge il pensiero di un fiume che scorre inerme e sempre uguale a se stesso, senza mai essere in piena, senza mai reagire alle secche. Esistono nel mondo alcuni fiumi di acqua salata, so che ci sono ma non ricordo dove. Il mare è troppo grande e troppo salato per poter tenere gli occhi aperti sotto la sua superficie, il mare può girarsi ed entrarti dentro in verticale, può toglierti l'ossigeno se non sai nuotare. L'acqua serve a farci sentire più puliti dopo aver fatto qualcosa che ci fa sentire sporchi, l'acqua purifica, nell'acqua puoi annegare, ma puoi anche salvarti se la bocca è candida e fresca come dopo esserci lavati i denti. Ma anche la via Lattea è fatta di acqua. Basta solamente aprire gli occhi per guardare l'infinito ed accoglierlo senza paura, senza stupide confusioni, senza doversi pentire di essere finalmente se stessi.

giovedì, dicembre 17, 2009

parole d'amore

Le parole d’amore non dette, che spreco, ci vuole il coraggio di dirle e poi che non vale la pena di essere soli e delusi. Mai.

Ivano Fossati

mercoledì, dicembre 16, 2009

coscienza di sè

Oggi a ottantuno anni, ho provato un vivo sentimento di me stesso, proprio come prendevo coscienza di me a cinque o sei anni. La coscienza è senza movimento. Ed è proprio per questa sua immobilità che noi possiamo percepire il moto di quello che chiamiamo tempo. Se il tempo passa, è necessario che vi sia qualcosa che resti stabile. Ed è la coscienza di sè ad essere stabile.

Lev Tolstoj

lunedì, dicembre 14, 2009

cecità

A volte mi prende una grande tristezza. Comincia già al mattino, quando mi giro nel letto e non riesco ad alzarmi. Certe frasi dette da chi mi è amico mi rivelano la verità, seppur io la conosca da sempre ma chissà perchè combatto testardamente per cercare di cambiarla. Ma la tristezza non è mia, si riflette dentro di me ma arriva da lontano. La mia sofferenza più grande non arriva mai da me stessa, ma sempre da ciò che amo. Non riesco ad accettare l'idea che ciò che di bello c'è in un'anima sia destinata a sprofondare nelle sabbie mobili. Ma che posso fare io di fronte all'immobilità? Io non ho la facoltà di cambiare le cose, se non le mie. E vorrei non soffrire più per tutto questo buio, non pensare più alla miseria che sta dietro a tutto questo. Ma mi chiedo se ne sarò mai capace, se davvero un giorno riuscirò a fare finta che tutto sia splendente e perfetto, come tanti prima di me hanno fatto. Probabilmente no, perchè se cosi fosse dovrei cambiare nome, sangue ed anima.

sabato, dicembre 12, 2009

Luce propria

Tutto questo vivere per
nascondersi dagli altri,
Che senso ha?
E tutte le paure
riposte sotto al letto le hai viste mai?
A tutte le promesse che non hai mantenuto
Ci pensi mai?

Anche perchè in questo modo
con un mondo che ti esplode dentro
Qualcosa non va..

Tutto questo perdersi
Per poi ritrovarti
Che senso ha?
I demoni privati
Scolpiti infondo al petto
Li hai visti mai?

E a tutti i grossi errori
Che poi hai ripetuto
Ci pensi mai?

Perchè chiudendo forte gli occhi
Su un mondo che ti esplode dentro,
Qualcosa non fai...

Come dirti cos'è..
Cose che non sai di te...

EPO

mercoledì, dicembre 09, 2009

La parola amore esiste

Per me la parola amore fa rima con la parola libertà. Ho sempre riconosciuto l'amore nella mia vita perchè quello che ho provato ha sempre coinciso con grandi cieli azzurri in cui librarsi, prati verdi in cui correre a piedi nudi, sentendo la rugiada che ti si attacca ai piedi e poi asciugare quegli stessi piedi al sole che riscalda ed illumina il cuore. Non esiste il buio quando esiste l'amore, non esiste la paura, non esiste la confusione. Esiste solo una sensazione di libertà e di coraggio ed attraverso questi due motori si può combattere il mondo, sia quello dentro di noi che quello di fuori. Ed è solo quando si perde l'amore che nascono catene pesantissime che ti incatenano l'anima ed è allora che qualunque tentativo di (finto) volo rivela la miseria dell'animo umano. L'amore non cantarlo, è un canto di per sè, più lo si invoca meno ce n'è. Mai frase fu più vera. Io so amare, io so cosa è la libertà e ne sono immensamente fiera e di questa forza faccio la mia spada per difendermi da ciò che non mi rappresenta e che non mi appartiene.

lunedì, dicembre 07, 2009

domenica sera

Domenica sera. Fuori c'è un'aria placida ed un cielo pieno di stelle.
Malinconia.

mercoledì, dicembre 02, 2009

l'odore di un novembre che muore

E' stato un novembre bellissimo, cielo azzurro e sole caldo prodigo di baci. Dicembre porterà l'inverno, ma come sempre la memoria del sole resterà dentro perchè fa parte di me, perchè mi appartiene e non solo perchè ho avuto l'immensa fortuna di nascere in questo angolo di mondo. Il freddo arriverà e servirà come sempre a desiderare più ardentemente la primavera, il freddo sarà lo specchio in cui mi guarderò per riconoscere la mia luce e prepararmi ad accoglierla ancora con tutta la consapevolezza e la forza di cui sono capace e di cui non farò mai a meno perchè sarebbe come smettere di vivere e sopravvivere non mi è mai interessato.

sabato, novembre 28, 2009

voglia di musica

Stasera mi sarebbe piaciuto essere al MEI di Faenza. Tra tutti i festival di ogni tipo e in ogni dove che ho visto in tutti questi anni di musica in giro per l'Italia è veramente uno dei pochi non ho visto e che mi sarebbe sempre piaciuto vivere.
Ma quest'anno non mi ha voluto molto bene e forse l'unico ricordo piacevole che ho di quest'anno legato alla musica è il concerto di PJ Harvey ed in fondo non mi sembra poco. Sono appena tornata dall'ospedale dove sono stata a farmi un nuovo prelievo, poi sono stata al supermercato e con la spesa tra le mani mi sono detta che forse a volte è più importante prendersi cura di se stessi e stare con le persone che ti amano veramente.

lunedì, novembre 23, 2009

richieste impossibili

Dopo giorni giorni e giorni di cielo azzurro, stamattina il cielo di novembre sembra volgere verso l'inverno o almeno guardando da dietro i vetri cosi mi sembra. Mi chiedo perchè la gente non sappia prendersi le proprie responsabilità.. ripenso ad una pubblicità letta ieri per strada. Penso a quanto mi fanno incazzare certe cose e a quanto vorrei distruggerle come se fossero fatte di vetro e lanciarle contro un muro di cemento alto dieci metri. Vado alla posta, anche io a volte scappo dal silenzio, ma in modo completamente diverso da come lo farebbe qualcun'altro.

domenica, novembre 22, 2009

ti coprirò le spalle scordando il tuo nome

Sulla sponda del fiume siamo circondati da sirene ci esortano ad uscire con le mani alzate bene in vista Ma tu non c'entri tu non ne hai colpa Amore ora ascoltami bene ti copriro' le spalle scordando il tuo nome ma ora vai sulla sponda del fiume Vai sulla sponda del fiume... ... e lascia che sia la corrente a portarti via lascia che sia la corrente a portarti via... Improvvisamente una raffica di colpi mi stende sto perdento sangue Dio mio non sento piu' le gambe Amore ora ascoltami bene sta per finire ma non voglio aspettare trascinami sulla sponda del fiume Trascinami sulla sponda del fiume... E lascia che sia la corrente a portarmi via Lascia che sia la corrente a portarmi via Tra la nebbia lei perde una lacrima Dice "no non ti lascero' qua... abbiamo cominciato insieme questa storia
e insieme finira'..." Fino alla fine del giorno Finche' avro' sangue nel corpo Restero' al tuo fianco E gli spareremo contro... Fino alla fine del giorno Finche' avro' sangue nel corpo Restero' al tuo fianco E non ci prenderanno non ci prenderanno mai...

Roberto Angelini

sabato, ottobre 10, 2009

attesa e inaspettata

Attesa e inaspettata arriva la seconda vita in quell'istante in cui si taglia il velo e sei dell'altra parte non sei preparato mai abbastanza ma sei pronto da sempre la naturale conseguenza all'essere nato la naturale conseguenza dell'amore
un pensiero che rende liquida la mente che ti fa sentire tutto che ti fa sentire niente come andare dritti al centro della terra o a ritrovare sulla luna un senno nuovo come cambia il peso delle cose il valore del denaro della forza delle braccia
del sonno e del risveglio del pianto del sorriso dell'aria che respiri di ritornare a casa ora il mio posto e' qui che bellezza abbagliante la tua a volte manca il fiato da qui non si torna indietro hai paura che il tempo non stia più al tuo guinzaglio hai paura che il gioco adesso sia finito così ti trovi a quell'incrocio tra l'impegno e il disimpegno e devi toglierti dal centro devi farti spazio dentro e poi dividere l'inutile da ciò che è necessario non c'e piu un giorno da perdere nel tuo calendario e poi serenamente a ciò che non ti rappresenta dire no finalmente perché chi viene alla luce illumina


Niccolò Fabi

giovedì, settembre 17, 2009

metà settembre

Che voglia di scrivere e quanta difficoltà nel farlo. Più le parole si agitano dentro e più finiscono alla rinfusa dentro la mia pancia. Guardo il mare dal balcone della mia scuola. Che ora meravigliosa è questa. L'acqua che luccica contro il cielo, il bagliore del sole riscalda con gentilezza. Su questo tavolo, dal balcone aperto a far entrare aria, arriva uno dei suoi raggi che attraversa la tenda bianca. Se anche la mia anima avesse pace non conoscerei al mondo paradiso più bello dello spettacolo che ora è davanti ai miei occhi. E' qui davanti a me ma qual è la strada per raggiungerlo?

lunedì, giugno 22, 2009

21 Giugno

9.6.1934

Il sopraggiungere dell’estate mi rattrista. Si potrebbe credere che la luminosità, anche se acre, delle ore estive conforti colui che non sa chi è. Ma non è cosi: io non ne sono confortato. C’è un contrasto troppo grande fra l’esuberante vita esterna e ciò che sento e penso, senza saper sentire né pensare: il cadavere perennemente insepolto delle mie sensazioni. Ho l’impressione di vivere in questa patria informe chiamata l’universo, sotto una tirannia politica che, anche se non mi opprime direttamente, tuttavia offende un qualche principio occulto della mia anima. E allora scende in me, sordamente, lentamente anticipata, nostalgia dell’esilio impossibile.
Ho soprattutto sonno. Non un sonno che ha in sé latente (come ogni sonno, anche quello malato) il privilegio fisico della quiete. E neppure un sonno che, per essere dimentico della vita e probabile latore di sogni, offre sul vassoio con il quale ci tocca l’anima i placidi doni di una grande abdicazione. No: questo è un sonno che non riesce a dormire, che pesa sulle palpebre senza chiuderle, che riunisce in un gesto che sappiamo stupido e ripulsivo, l’attaccatura delle labbra incredule. Questo è il sonno che pesa inutilmente sul corpo durante le grandi insonnie dell’anima.
Soltanto quando arriva la notte provo in qualche modo non un’allegria, ma un riposo che è soddisfatto con analogia dei sensi e per il fatto che altri riposi sono soddisfatti. Allora il sonno passa, la confusione dell’imbrunire mentale che quel sonno aveva portato sfuma, si schiarisce, quasi si illumina. Per un attimo, vive la speranza di altre cose. Ma quella speranza è breve. Ciò che sopravviene è un tedio senza sonno e senza speranza, il cattivo risveglio di chi non è riuscito a dormire. E dalla finestra della mia stanza guardo, povera anima col corpo stanco, molte stelle; molte stelle, nulla, il nulla, ma molte stelle….

68 (148) LI
Fernando Pessoa

sabato, giugno 13, 2009

sulla sponda del fiume

Stasera ho tanta voglia di scrivere. Come facevo tanti anni fa. Voglia di vomitare nelle parole tutta la rabbia, la tristezza e la speranza che sento dentro di me. Ma non so se ci riuscirò.

martedì, maggio 26, 2009

26 Maggio 2009

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.

E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

Nazim Hikmet

domenica, maggio 24, 2009

la notte

Di nuovo sera, di nuovo un'altra settimana che se n'è andata. Mi aggrappo al tempo o lo fuggo, c'è sempre qualcosa da allontanare e qualcosa da avvicinare.
La finestra è aperta come oramai da molti giorni, sento il profumo del glicine salirmi fin dentro le narici e guardo lo spettacolo delle lucciole che danzano nell'aria e vorrei condividerlo con chi non è accanto a me. Dovrei studiare, ma ho esaurito tutte le mie forze per oggi. Adesso c'è solo spazio per la nostalgia e poi, per la gioia che dopo questa nostalgia arriverà.
buonanotte amore, la notte è sempre il momento più difficile... ma io mi aggrappo alle stelle e non cado giù.

lunedì, maggio 18, 2009

il colore giallo

Il giallo è uno di quei colori che non sempre mi piace. Mi piace il giallo del sole certo, mi piace il giallo dei fiori, mi piace il giallo delle maglie a volte, soprattutto quello che sta cosi bene sui visi con gli occhi scuri. Però anche a mio padre piacciono le maglie gialle, anche se lui gli occhi ce li ha verdi. Ogni pomeriggio mi si fissa in testa il colore giallo. La verità è che in questo periodo c'è un giallo che mi emoziona ed è il giallo delle ginestre, la pianta dai bellissimi fiori che Leopardi cantò cosi poeticamente e che anche io adoro, anche se qui non nasce sui vulcani, ma nasce spontanea, a iosa lungo l'autostrada che ogni pomeriggio prendo per andare al lavoro. Mentre guido, quel giallo mi arriva agli occhi e mi riempie di luce. Ma quel giallo nasce anche qui, in campagna, vedo i cespugli dalla finestra e questa è l'ora in cui preferisco ammirarla perchè cosi sento l'estate che sta per arrivare con tutta la sua dolcezza e intensità.

sabato, maggio 16, 2009

nuvole

Oggi non andrò al lavoro, resterò a casa ad ammazzarmi di studio o almeno tenterò. Il cielo è stranamente bianco, c'è molta afa, ma dopo giorni e giorni di meraviglioso azzurro il sole ha deciso di nascondersi. Un pò come vorrebbe fare stamattina la mia anima, stanca appena sveglia e forse anche un po' delusa. O forse no, forse è solo suggestione e come sempre basterà una parola o un gesto d'amore per ridarle la sua luce. Eppure qualcosa stamattina mi fa male, era davvero tanto che non sentivo questo buco allo stomaco, ma forse è solo paura di tutto questo lavoro che mi aspetta, di tutto il futuro prossimo che mi sta per cadere addosso. Ma io sono qui, con le mani aperte pronte ad accoglierlo, perchè lo aspettavo veramente da tantissimo tempo. Spero che anche lui sarà altrettanto felice di rincontrarmi.

lunedì, maggio 11, 2009

le otto di sera

Eccola qui la dolcezza delle sere d'estate. Io chiusa in casa tra quattro mura posso solo aggrapparmi all'odore del glicine che sale dalla mia finestra. Quando mi verrà dato quello che mi spetta? Quando potrò finalmente avere tra le mani ciò che merito?
Vorrei uscire e passeggiare con chi amo per qualche borgo di pescatori, Acciaroli magari o Cetara. Vivo in mezzo a due paradisi e posso scegliere. Ma adesso no, adesso ci sono solo doveri per me e un mare di malinconia per chi non posso stringere tra le braccia proprio quando ne avrei più bisogno.

giovedì, maggio 07, 2009

lucciole

Ieri sera, tornando a casa, ho visto le prime lucciole che illuminavano il buio.
E come mi capita ad ogni maggio, mi riviene alla mente quella meravigliosa canzone di Carmen. E poi penso alla primavera che torna sempre, puntuale e bellissima.. e tu vorresti accoglierla al meglio, ma non sempre ce la fai, non sempre sei pronto. Il tempo non si è fermato, però forse davvero io sto aspettando, non solo me stessa.

mercoledì, aprile 15, 2009

sabato, aprile 04, 2009

citazione numero 2

La gente non ha mai avuto problemi a cancellare il passato quando dava troppo fastidio. La carne brucia, le foto bruciano e la memoria, cos'è? Nient'altro che il vaneggiamento imperfetto di stolti che non vogliono convincersi della necessità di dimenticare. Quello poi che non si può distruggere si può alterare. I morti non urlano. C'è una certa attrattiva in ciò che è morto. Preserva infatti tutte le qualità migliori della vita senza nessuna di quelle noiose complicazioni consuete fra gli esseri viventi. Stronzate, lamentele, bisogno d'affetto. Si può vendere all'asta, esporre, collezionare. E' molto più comodo fare il collezionista di oggetti curiosi perchè se sei curioso, devi avere moltissima pazienza, stare lì ore e ore e vedere cosa succede. Devi aspettare sulla spiaggia finchè non comincia a fare freddo, o sei costretto a investire i tuoi risparmi in una barca col fondo di vetro, che è molto più cara di una canna da pesca, ma ti mette in contatto con gli elementi. Chi è curioso è sempre in pericolo. Se sei curioso rischi di non far più ritorno a casa, come quegli uomini che vivono adesso con le sirene sul fondo del mare. O coloro che scoprirono Atlandide. [....] Perciò, essendo ragionevole, il collezionista si circonderà piuttosto di cose morte e ripenserà a quando il passato viveva, si muoveva ed era popolato. Il collezionista vive ina una stazione ferroviaria abbandonata e guarda vecchi filmati di treni in movimento. E' il morto vivente primordiale. Per questo il passato, proprio perchè è passato, si rivela malleabile solo là dove una volta era flessibile. Una volta poteva cambiare idea, ora può solo subire un cambiamento. Le lenti possono essere tinte, deformate, spaccate. Quello che importa è che l'ordine alla fine prevalga... e se si è un gentiluomo del Settecento, che abbassa le tendine mentre la carrozza sobbalza sui sassi di un valico alpino, bisogna sapere quello che si sta facendo, fingendo un ordine che non esiste solo per darci una sicurezza che può esistere. C'è ordine ed equilibrio nelle storie.

Jeanette Winterson "Non ci sono solo le arance"

mercoledì, aprile 01, 2009

citazione

Ci sono tante forme di passione e di affetto; ci sono persone che vivono insieme tutta la vita senza neppure conoscere i loro nomi. Nominare è un processo lungo e difficile; tocca l'essenza stessa delle cose e implica potere. Ma in una notte selvaggia chi può ricondurti a casa? Solo chi conosce il tuo nome.

Jeanette Winterson, Non ci sono solo le arance

domenica, marzo 15, 2009

malinconia

Tutto il giorno
ho letto poesie d'amore,
ma la mia voce è muta
e non trova il sonoro.

La distanza è un mostro
che fagocita il corpo
e non bastano i ponti
che dentro me,
l'anima silenziosamente
costruisce.

Ma intorno, gli occhi
disegnano le linee conosciute
che le mie mani intrecciano
con i tuoi capelli

ed in quel nero candido
mi perdo.

martedì, marzo 10, 2009

sincerità

Guardo questo cielo infinitamente azzurro e quasi mi ferisce perchè non posso condividerlo con chi amo. Mi chiedo se è a volte la sincerità può avere diversi punti di vista. Io so che amare significa essere di qualcun'altro stringendo in mano il proprio cuore per non dimenticarsi mai di se stessi. Non conosco altra verità e non ne voglio conoscere.

sabato, marzo 07, 2009

marzo

Le palme del lungomare in preda alla furia del vento mi spaventano. Mi angosciano a tratti. Ma poi, come ogni marzo che si rispetti, all'improvviso esce il sole che spazza via la pioggia ed allora il mio cuore ritorna sereno.

martedì, febbraio 17, 2009

martedì, gennaio 27, 2009

venerdì, gennaio 23, 2009

Aria di primavera, in lontananza.

Oggi e' stata una bellissima giornata di sole. Ho lavato le conchiglie e le pietre del mio bagno e le ho messe tutte sparse in giardino ad asciugare. Sembrava un mare verde. Ho quasi respirato un principio di primavera e ho pensato a quel sole di febbraio che fa capolino tra una nuvola e l'altra e ti annuncia che la primavera e' ancora lontana, ma non cosi tanto come temi. E oggi in questo bel sole, e' tornata a casa anche il mio papa' dopo quasi 15 giorni di ospedale. Ho quindi due motivi per festeggiare. E a pensarci bene anche un terzo. Emily Dickinson diceva che le lettere sono doni divini non concessi agli dei. Lo pensi anche tu? Si, e' bello quello che abbiamo. Spero non lo dimenticherai piu'.

mercoledì, dicembre 31, 2008

pensiero per l'anno nuovo

Alcuni desideri hanno l'uncino. Si aggrappano alla meta e tirano, tirano, fino a quando non sono certi di avercela fatta. Succede, a volte, che l'uncino si ancori alle figure sbagliate, troppo pesanti, sproporzionate, e si spezzi. Si finisce a terra. Allora ci si rialza e si ricomincia da capo. L'importante è continuare a desiderare, con intensità, moderazione e sincerità.

Cristina Donà

venerdì, dicembre 19, 2008

citazione numero 2

21.2.1930

All’improvviso, come se un destino chirurgo mi avesse operato per una cecità antica ottenendo un grande successo immediato, alzo la testa della mia vita anonima verso la chiara conoscenza del come esisto. E vedo che tutto quanto ho fatto, tutto quanto ho pensato, tutto quanto sono stato, è una specie di inganno e di follia. Mi stupisco di quello che non sono riuscito a vedere. Mi sorprendo di quanto sono stato accorgendomi che in fin dei conti non sono. Guardo, come in una distesa al sole che rompe le nuvole, la mia vita passata; e mi accorgo, che con uno stupore metafisico, di come tutti i miei gesti più sicuri, le mie idee più chiare e i miei propositi più logici non siano stati altro che un’ebbrezza congenita, una pazzia naturale, una grande ignoranza. Non ho neppure recitato. Sono stato recitato. Non sono stato l’attore, ma i suoi gesti. Tutto quanto ho fatto, ho pensato e sono stato, è una somma di subordinazioni, sia a un ente falso che ho creduto mio perché ho agito partendo da lui, sia di un peso di circostanze che ho scambiato per l’aria che respiravo. In questo momento del vedere, sono un solitario immediato che si riconosce esiliato nel luogo in cui si è sempre creduto cittadino.
Nel più intimo di ciò che ho pensato non sono stato io.
Mi sopravviene allora un terrore sarcastico della vita, uno sconforto che va oltre i limiti della mia individualità cosciente. So che sono stato errore e traviamento, che non ho mai vissuto, che sono esistito soltanto perché ho riempito tempo con coscienza e pensiero. E la mia sensazione di me è quella di chi si sveglia dopo un sonno pieno di sogni reali, o quella di chi è liberato, grazie a un terremoto, dalla poca luce del carcere a cui si era abituato.
Mi pesa, mi pesa veramente, come una condanna a conoscere, questa nozione improvvisa della mia vera individualità, di quella che ha sempre viaggiato in modo sonnolento fra ciò che sente e ciò che vede. E’ cosi difficile descrivere ciò che si sente quando si sente che si esiste veramente, e che l’anima è un’entità reale, che non so quali sono le parole umane con cui si possa definirlo.
Non so se ho la febbre, come sento, se ho smesso di avere la febbre di essere dormitore della vita. Si, lo ripeto, sono come un viaggiatore che all’improvviso si trova in una città estranea senza sapere come vi è arrivato; e mi vengono in mente i casi di coloro che perdono la memoria, e sono altri per molto tempo. Sono stato un altro per molto tempo (dalla nascita e dalla coscienza), e mi sveglio ora in mezzo al ponte, affacciato sul fiume, sapendo che esisto più stabilmente di colui che sono stato finora. Ma la città mi è sconosciuta, le strade nuove, e la malattia senza rimedio. Aspetto dunque affacciato al ponte, che passi la verità, e che io mi ristabilisca nullo e fittizio, intelligente e naturale.
E’ stato un attimo, ed è già passato. Vedo ormai i mobili che mi circondano, il disegno della vecchia carta alle pareti, il sole attraverso i vetri polverosi. Ho visto la verità per un attimo. Sono stato per un attimo, coscientemente, ciò che i grandi uomini sono verso la vita. Ricordo i loro atti e le loro parole, e non so se non sono stati anche loro tentati vittoriosamente dal Demone della Realtà. Non sapere di sé vuol dire vivere. Sapere poco di sé vuol dire pensare. Sapere di sé, all’improvviso, come in questo momento lustrale, vuol dire avere subitamente la nozione della monade intima, della parola magica dell’anima. Ma una luce improvvisa brucia tutto, consuma tutto. Ci lascia nudi perfino di noi stessi.
E’ stato solo un attimo e mi sono visto. Poi, non so più dire ciò che sono stato. E, alla fine, ho sonno, perché non so perché, penso che il senso è dormire.

Fernando Pessoa
LI, 100 (199)

martedì, dicembre 16, 2008

citazione numero 1

7.4.1933

Sono passato come uno straniero in mezzo a loro, ma nessuno ha capito che lo ero.
Sono vissuto come una spia in mezzo a loro e nessuno, nemmeno io, ho sospettato che io lo fossi. Tutti mi credevano un parente: nessuno sapeva che ero stato scambiato alla nascita. Cosi sono stato uguale agli altri senza somigliare a loro, fratello di tutti senza appartenere alla famiglia. Venivo da terre prodigiose, da paesaggi più belli della vita, ma non ho mai parlato di quelle terre se non a me stesso. E di quei paesaggi visti in sogno non ho mai dato notizia a nessuno. I miei passi erano uguali ai passi altrui, sugli impiantiti o sui lastricati, ma il mio cuore era lontano, anche se batteva vicino, signore falso di un corpo esiliato ed estraneo. Nessuno mi ha riconosciuto sotto la maschera dell’identità con gli altri, né ha mai saputo che ero maschera, perché nessuno sapeva che a questo mondo esistono i mascherati. Nessuno ha supposto che a mio lato ci fosse sempre un altro che in fondo ero io. Mi hanno sempre creduto identico a me stesso. Nelle loro case ho trovato riparo, le loro mani hanno stretto la mia, mi hanno visto passare per la strada come se fossi io; ma colui che io sono non è mai stato in quelle stanze, colui che io vivo non ha mani che altri possano stringere, colui che conosco quale io non ha strade da percorrere, se non tutte le strade, non ha qualcuno che in esse lo veda, a meno che egli stesso non sia tutti gli altri. Tutti noi viviamo distanti e anonimi; dissimulati, soffriamo da sconosciuti. Ad alcuni, però, questa distanza fra loro stessi e un altro essere non si rivela mai; per altri è talvolta illuminata, di orrore o di pena, da un lampo senza limiti; ma per altri essa non è altro che la dolorosa costanza e quotidianità della vita.
Sapere esattamente che chi siamo non ci riguarda, che ciò che pensiamo o sentiamo è sempre una traduzione, che ciò che vogliamo e ciò che non vorremmo, né forse qualcuno ha voluto; sapere tutto questo a ogni minuto, sentire tutto questo in ogni sentimento, non significherà essere straniero nella propria anima, esiliato nelle proprie sensazioni?
Ma la maschera che finora ho fissato con inerzia, quella maschera che parlava all’angolo della strada con un uomo senza maschera in questa notte di fine carnevale, ha finalmente teso la mano e ha salutato ridendo. L’uomo naturale ha girato l’angolo e ha imboccato la traversa di sinistra. La maschera (un domino senz’allegria) è andata nell’altra direzione, allontanandosi fra ombre e luci fortuite, in un commiato definitivo ed estraneo a ciò che io stavo pensando. Solo allora mi sono accorto che oltre ai lampioni c’era qualcos’altro nella strada: un chiarore di luna che si andava offuscando, vago, occulto, muto, pieno di nulla come la vita….

Fernando Pessoa
LI, 132 (198)

venerdì, dicembre 05, 2008

venerdì, novembre 07, 2008

martedì, novembre 04, 2008

lunedì, novembre 03, 2008

venerdì, ottobre 31, 2008

mercoledì, ottobre 22, 2008

Verranno a chiederti del nostro amore

Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta

non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai"

non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.

E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pensarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,

digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani
dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l'amore
alle carezze dell'amore
era facile ormai

non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata lo sai.

Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro

i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,
ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi

sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.

Ma senza che gli altri ne sappiano niente
dimmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito

farai l'amore per amore
o per avercelo garantito,

andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori

o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,

continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai.

Fabrizio De Andrè

mercoledì, ottobre 08, 2008

bacio della buonanotte

Perchè tu possa ascoltarmi
le mie parole
si fanno sottili, a volte,
come impronte di gabbiani sulla spiaggia.

Collana, sonaglio ebbro
per le tue mani dolci come l'uva.

E le vedo ormai lontane le mie parole.
Più che mie sono tue.
Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico.

Così si aggrappano alle pareti umide.
E' tua la colpa di questo gioco cruento.
Stanno fuggendo dalla mia buia tana.
Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.

Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi,
e più di te sono abituate alla mia tristezza.

Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti
perchè tu le ascolti come voglio essere ascoltato.

Il vento dell'angoscia può ancora travolgerle.
Tempeste di sogni possono talora abbatterle.
Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente.
Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche.
Amami, compagna. Non mi lasciare. Seguimi.
Seguimi, compagna, su quest'onda di angoscia.

Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole.
Tutto ti prendi tu, tutto.

E io le intreccio tutte in una collana infinita
per le tue mani bianche, dolci come l'uva.

Pablo Neruda

venerdì, ottobre 03, 2008

illuminazioni

A volte ho come delle illuminazioni, in negativo.
Spero di sbagliarmi, lo spero con tutto il mio cuore, perchè altrimenti in questa vita non ha più senso un cazzo.

venerdì, settembre 26, 2008

i'm waiting for

In accademia c'è una pace irreale stamattina. Sono passata a prendermi lo stipendio di agosto ed è strano vedere la scuola cosi vuota, con pochi alunni che neanche comosco... la nave della Grimaldi è sempre lì, la vedo dal balcone mentre scrivo.. pronta a salpare verso qualche meta impossibile per me. Oggi arrivano Cristina e Mirco ed è bello pensare che cammineranno con me in questa atmosfera di inizio autunno con un sole caldo e sincero, per una Salerno placida e delicata. E domani la mia seconda serata di reading, spero sia perfetta. Spero, si, io lo spero.

domenica, settembre 21, 2008

mercoledì, settembre 17, 2008

sono tre mesi che non piove

Quattro giorni fa ha piovuto per la prima volta dopo tre mesi.
La pioggia la si invoca quando non c’è e cosi finalmente è arrivata.
E’ durata solo un paio di ore, abbastanza però per far rinfrescare l’aria e se fino alla settimana scorsa sono andata al mare adesso il sole comincia a far la lotta con le nuvole.
Da qualche giorno ho ripreso a studiare per un altro odioso esame che devo dare il mese prossimo. Mi sembra un’offesa al piacere della mente dover leggere qualcosa per costrizioni che non mi dovrebbero più toccare oramai… ma cerco di trovare un minimo di gioia in quello che studio perché la materia è affascinantissima e non è giusto non renderle valore.
Settembre è un mese strano per me, a volte cosi leggero ed altre volte cosi terribilmente pesante. Non riesco a trovare gioia quasi in niente perché l’idea che arrivi il freddo mi attanaglia la mente ed il corpo… eppure l’autunno è la mia stagione, quella che sento più vicina e quella che mi appartiene di più… ma forse sapere di doverla vivere in un posto che non sia il mio e che dal mio è lontano anni luce, mi ferisce perché lì diventa inverno, diventa buio e gelo. Vorrei imparare a trovare luce dentro e intorno a me, in chi mi ama o in chi mi dovrebbe amare e in questo autunno e ancor più in quest’inverno, spero proprio di riuscirci. Rivoglio la mia spada di luce e la rivoglio solo per me stessa perché in certi momenti vorrei dilaniare il mondo intorno a me e non permettere più a nessuno di farmi del male.

Sono tre mesi che non piove
ho sabbia e sale nel letto
peccato e pentimento
ho l'anima falciata
da cui discende la mia razza intera
che ha cuore e pancia di ametista
senza regola di vita
senza luce di luna
oro negli occhi
e soprattutto senza difesa dal dolore

Vieni a trovarmi ancora
mistero che si muove
avrò riposo per gli occhi
intimo testimone
del mito ridicolo dell'amore
avrò l'orgoglio del sangue
tutto fuori dalle vene
e una maschera nera
livida come un sorriso
di questo cinema leggero

Amore mio
vieni a cercarmi ancora
vieni a parlarmi ancora
a imprigionarmi ancora
sono tre mesi che non piove

Vieni con l'acqua generosa
che gonfia il mare più sacro
che fa peccato e redenzione
quanto tempo
quanto tempo ancora
quanta disperazione
e quanti cristi alla deriva
sui sentimenti d'altura
senza approdo e senza nome
ma la tua casa e il tuo nome
potessi essere io amore mio


Sono tre mesi che non piove
IVANO FOSSATI

lunedì, settembre 08, 2008

impressioni di settembre

546

Per chiudere una falla
devi inserire ciò che la produsse -

Se vuoi richiuderla con qualcos'altro
ti si spalancherà sempre più grande -

Non puoi colmare un abisso
con l'aria.

Emily D.

venerdì, settembre 05, 2008

il sole a settembre


Ieri, o avanti ieri, (i ricordi mi si fanno confusi quando la realtà si mischia al sogno) qualcuno mi ha lasciato un segno. Non ho la minima idea di chi possa essere stato, so solamente che passeggiando per la spiaggia non mi sarei mai aspettata di trovare sotto i piedi un pezzetto di carta con sopra una frase di Pessoa..... sono rimasta senza parole, incredula di felicità.
Magia del mare di settembre, magia del sud.

mercoledì, agosto 27, 2008

lunedì, agosto 11, 2008

onde sulle onde

Ieri ho fatto un bellissimo bagno a Trentova... quell'insenatura è un dono della natura e se tutta la gente che c'era ieri sarebbe potuta scomparire il bagno sarebbe stato ancora più bello. Ma la gente non può scomparire e quindi non mi resta che comprarmi una spiaggia privata appena avrò tanti soldi. Ho giocato con le onde ieri, onde piccole e dolci, ma a volte ingannatrici ed una di queste mi ha preso di spalle e mi ha dato una botta tremenda..mi fa ancora male la spina dorsale.. ma se ripenso a quelle sensazioni nel mare mi sento lo stesso felice.

Oggi arrivano Silvia e Diego. In questo momento sono a Capodichino ed un pò sono emozionata... sono anni che dovevano venire a trovarmi. In questi giorni vorrei avere una bacchetta magica per poter far vedere loro tutto quello che c'è di bello nella mia terra... ma è talmente tanta roba che penso dovrò scendere a dei compromessi.

Oggi è la mia ultima settimana di lavoro prima di settembre e se ci penso mi sento veramente meglio... ieri sera avrei voluto vedere le stelle...spero che ce ne saranno ancora nelle prossime settimane...

lunedì, agosto 04, 2008

il mese più freddo dell'anno

Prendersi la febbre d'estate non è proprio il massimo, soprattutto quando la tua malattia non è stipendiata. Ma stare in buona salute e venire a lavorare forse è ancora peggio, seppure il tuo lavoro ti piaccia e tutto sommato quando lo fai ti diverti anche un pò. Ma tra dieci giorni andrò anche io in vacanza e sto segnando i giorni sul calendario. Dal balcone della mia scuola, come sempre, vedo il mare, e la solita nave pronta a salpare, verso Tunisi o Palermo chissà, forse Malta. Quando ero piccola prendevo spesso la nave, con i miei genitori, verso la Sardegna soprattutto.. e mi è sempre piaciuto da matti viaggiare per mare... spero di poterlo rifare presto, perchè veramente mi emoziona..quando il mare non è agitato, naturalmente. Quest'anno luglio sembrava non passare mai ed invece poi è finito ed all'improvviso ecco agosto che quasi quasi mi sembra già alla fine... io quella canzone dei perturbazione la capisco troppo bene e forse mi fa troppo male proprio perchè la capisco cosi bene... in questi giorni ho cosi tante parole dentro di me che chiedono solo di uscire, le sento prendere a pugni la mi cassa toracica, letteralmente... eppure tutto dentro me è chiuso, terribilmente chiuso e muto. Ho forse paura di esplodere e cerco di rimanere sterile... ma non mi piaccio in questi momenti, se penso a quanto ero diversa in alcune cose un pò di tempo fa... un pò? forse tanto tempo fa.... eppure deve esserci stato un tempo in cui tutto dentro di me era limpido.. in cui la luce del mio cuore mi portava su quei precipizi di cui parlava Stendhal....
ma oggi voglio provare ad affacciarmi da quel precipizio, sperando che qualcuno mi tenga le gambe...

lunedì, luglio 14, 2008

indelebile..nel cuore, oggi.

Guardavo le sue mani che
stuzzicavano insolenti una rosa finta
ed era così dolce il modo in cui
nascondeva l'imbarazzo

mentre parlava e sorrideva ironicamente
delle proprie sventure teneva gli occhi bassi

Guardavo le sue mani che si intrecciavano
tra i ricami di una tovaglia
riuscivo a stento a trattenere la voglia
di afferrarle di aggredire il suo dolore

misto all'incenso il sapore di un pasto frugale
i ricordi storditi dal tempo
pur essendo simile a tante e tante altre persone
era speciale...speciale

Guardavo le sue mani che enfatizzavano
opinioni con eleganza
tra le improvvise somiglianze
simbiotiche intuizioni l'amichevole trasporto

misto all'incenso il sapore di un pasto frugale
i ricordi sbiaditi dal tempo
pur essendo simile a tante e tante altre persone
era speciale... mi lasciavo sedurre dalle sue manie
mi lasciavo sedurre dalle sue manie
mi lasciavo sedurre dalle sue manie....


dedicata a tutte le persone che sono state e che saranno per me "un 14 luglio" sempre e ancora..

martedì, luglio 01, 2008

dopo decenni di attesa..

AEROPORTO, FIRMATO L'ACCORDO PER I VOLI DI LINEA

Written by Gigi Caliulo
Tuesday, 01 July 2008 06:31

Firmato l’accordo tra Aeroporto di Salerno e Orion Air. Il vettore spagnolo effettuerà i voli di linea da e per l’aeroporto salernitano: l’accordo prevede due voli giornalieri Salerno-Malpensa dal lunedì al venerdì, un collegamento pomeridiano al sabato con l’hub milanese, un bisettimanale verso due “capitali” europee (Monaco di Baviera e forse Barcellona o Bucarest) e voli charter alla domenica. Primo decollo tra circa un mese.

che dire..la speranza è l'ultima a morire!
evvai! :)))))))))))))))))))))))))))))))))))))

Informazioni personali

La mia foto
Salerno, Italy
Não sou nada. Nunca serei nada. Não posso querer ser nada. à parte isso, tenho em mim todos os sonhos do mundo/ Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso voler d'esser niente.a parte questo,ho in me tutti i sogni del mondo. [Fernando Pessoa]

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