domenica, luglio 01, 2012

io ti tocco. comunque.

Dalla mia stanza si sentono i gabbiani. Da tutte le stanze della mia vita si sentono sempre i gabbiani. Salerno, Barcellona, La Coruña, Dublino, Napoli. Come un destino, come un segno di riconoscimento. In perpetuo volo. Come loro anche io sospesa tra la quiete marina e la burrasca. Forse è il mare che ci unisce perchè come loro anche io cerco l'acqua come un unguento miracoloso che rigenera ogni volta e fa ritornare alla vita. Soprattutto quando le parole finiscono e rimangono mute, conficcate in fondo alla gola come fossero vetro che qualcuno ti ha scagliato nella bocca e negli occhi, con tutta la violenza del mondo, una violenza che non capisci e che ti lascia scioccata ed inerme perchè la tua unica colpa è stata quella di voler fare di quella violenza la tua tenerezza. Le mie mani contro le tue mani prima appiglio e rifugio ora catene che mi scagli addosso mentre io ti chiedo un sorriso.

mercoledì, giugno 20, 2012

quasi estate, quasi un anno fa.

Accade che le affinità d'anima
non giungano ai gesti e alle parole ma
rimangano effuse come un magnetismo.
É raro ma accade. Può darsi
che sia vera soltanto la lontananza,
vero l'oblio, vera la foglia secca
più del fresco germoglio.
Tanto e altro può darsi o dirsi.
Comprendo la tua caparbia volontà di
essere sempre assente perché
solo così si manifesta la tua magia.
Innumeri le astuzie che intendo.
Insisto nel ricercarti nel fuscello
e mai nell'albero spiegato, mai nel pieno,
sempre nel vuoto: in quello che
anche al trapano resiste.
Era o non era la volontà dei numi
che presidiano il tuo lontano focolare,
strani multiformi multanimi animali domestici;
fors'era così come mi pareva
o non era. Ignoro se
la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l'innocenza é una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari.
Di me, di te tutto conosco,
tutto ignoro.         - Eugenio Montale -

domenica, maggio 27, 2012

l a r i s p o s t a

e le parole sono sassi e me le sono messi in tasca come vuoi che riesca  a dirti quanto pesano i silenzi... che voglio te e voglio te.. che voglio te.. che voglio te, che voglio te... che voglio te... che voglio te...


martedì, maggio 22, 2012

Pioggia.

Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno. 
Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.
- Antoine de Saint-Exupéry - 

mercoledì, maggio 02, 2012

qualcuno con cui correre

Oggi non riesco a fare nulla, nessuna voglia voglia di leggere, nessuna voglia di studiare, nessuna voglia di vedere film, nessuna voglia di parlare al telefono. Però ascolto musica e aspetto di andare al cineforum. E' una strana sensazione di insofferenza che non mi prendeva da parecchio tempo e che di solito non mi appartiene. Mi interrogo sulle sue ragioni, in parte le conosco e so da dove viene tutta questa energia implosa e soprattutto so dove vorrebbe andare ma mi rendo conto che non sempre è facile canalizzare, trovare scorciatoie e guardare il panorama da un altro punto, diverso da quello che avresti voluto e che vorresti, più laterale, più nascosto rispetto al belvedere cosi ambito e sognato. Stefano mi ha raccontato che Simone vuole sempre correre e che lui non sempre ce la fa a stargli dietro. Mentre mi parlava mi è venuto in mente un libro di David Grossman che non ho mai letto ma che mi ha sempre colpito per il titolo: Qualcuno con cui correre. Ecco, questa inquietudine è tutta nella corsa ma le ginocchia sbucciate mi costringono a stare immobile ed aspettare che si sanino le ferite.. ma io questa volta non ho più pazienza, questa volta voglio solo correrti incontro e stringerti a me.

martedì, maggio 01, 2012

primo maggio

Oggi è arrivato maggio ed ha portato un cielo cosi azzurro che a guardarlo a testa in giù ti sembrava quasi di toccarlo con le dita dei piedi tanto riempiva ogni cosa. La mia stanza inizia ad essere calda e accogliente. Ho talmente tanto da studiare che non so nemmeno da dove cominciare e questa voglia di calore, di sole e di mare mischiata alla voglia sempre più grande di te mi spezza in due e non mi fa respirare.

venerdì, aprile 27, 2012

" e ci cadevano in testa le stelle inchiodate male.."

Oggi l'estate si è annunciata senza timidezza, attraverso una primavera esplosa come una stella troppo vicino alla crosta terrestre. Napoli era bellissima e mi ha fatto piangere perchè la bellezza non condivisa ti ferisce, come quando sfogliando le pagine di un libro ti tagli con la carta perchè la carta non è un coltello e non ti aspetti che ti faccia del male cosi come non mi aspettavo che i tuoi occhi potessero ferirmi, quegli stessi occhi cosi caldi in cui tante volte mi ritrovavo quando mi sentivo persa e in cui mi rifugiavo quando avevo freddo. Ieri ti ho incontrato e mi hai ferito con quegli stessi occhi cosi pieni di calore che brillavano quando mi guardavano. Ho desiderato talmente tanto incontrarti tra la gente ed alla fine è successo. Non so quante volte ho camminato per strada cercandoti, sperando di trovare il tuo viso tra tutti gli altri... E come sarebbe bello se bastasse desiderare perchè le cose accadano. Desiderare un tuo abbraccio, desiderare le tue labbra, desiderare i tuoi capelli tra le mie mani, desiderare di essere compresa, di essere capita, desiderare cancellare tutte le false idee ed i fraintendimenti. Desiderare i tuoi occhi su di me. Desiderare di spalmarmi sulla tua mente come recitava una poesia di Suzanne Vega che ti lessi al telefono tanto tempo fa. Desiderare il tuo sesso contro il mio per tornare ad essere libera insieme a te.

lunedì, aprile 02, 2012

e come sempre arriva la sera.

La scorsa notte ho sognato che qualcuno mi amava. Recita cosi il titolo di una bellissima canzone degli Smiths. E forse stanotte sognerò che quel qualcuno mi ama, con gli occhi, con la bocca, con tutto il corpo. Ora che i lineamenti hanno ripreso di nuovo forma e sono più vividi che mai. Mi butto nei sogni, mi avvalgo della facoltà di sognare perchè nessuno, nemmeno tu, può impedirmi di farlo. Ed anche nei sogni mi aggrappo come sempre ai tuoi capelli, ancora più belli di prima, ancora più neri, ancora più forti, ancora cosi pieni della tua pregnante personalità che più mi allontana e più mi lega a te, perchè riesco a sentirti anche al buio, anche dal silenzio, anche da cosi lontano.

lunedì, marzo 26, 2012

un anno fa, qui.

Un anno fa verso quest'ora venivo in stazione a prenderti, come sempre trepidante sul binario quando riuscivo a trovare parcheggio e correre ad abbracciarti come fosse la scena di un film. Lo ricordo perchè era il mio onomastico ed il compleanno di Alberto. C'era anche Laura ed insieme andammo tutti e quattro a prendere un caffè. Mi sentivo cosi orgogliosa di presentarti a loro due che erano e sono due delle persone che voglio più bene al mondo, due di quegli amici che, come per i tuoi, si contano sulle dita di una mano. Poi andammo a mangiare una pizza, io e te e passammo la serata guardandoci e parlandoci, tu con quel sorriso stampato che non ti toglievi mai dalla faccia quando ti parlavo ed io con una grande emozione dentro che faceva a pugni con il mio passato per uscire interamente allo scoperto e darsi totalmente a te. Oggi sei da tutt'altra parte, in un posto dove a me non è dato entrare perchè non mi guardi più con quel sorriso ed anzi se forse mi avessi di fronte non mi daresti altro che indifferenza, per quanto mi possa sembrare assurdo. Qualche giorno fa, dopo otto mesi, ho finalmente trovato il coraggio di chiamarti e tu mi hai detto che la mia telefonata era inaspettata. Inaspettata, come avrei voluto che anche per me lo fosse! Oggi pensandoci, ancora non ci credo che ho avuto il coraggio di telefonarti e di chiedere di incontrarci. Tu non capisci perchè io voglia vederti e mi dici che tu non senti assolutamente l'esigenza di un incontro con me e che nei tuoi occhi leggerò il nulla. Sono disposta a leggerlo questo nulla pur di ritrovare anche solo per un attimo la tua figura, il tono della tua voce, le tue labbra, sfiorare il tuo odore, le tue mani e sono sicura... anche il tuo sorriso. E dentro di me urla la grande incomprensione che continua tra le nostre anime, perchè dopo averti sentito al telefono e parlato per ore penso sempre di più che tu mi parli di una persona che non sono io, che non hai capito i miei gesti, che tutto è stato frainteso ed interpretato nel modo sbagliato. Mi diresti che è il tuo modo e tanto basta per te. Avresti ragione, solo con la differenza che la persona di cui mi parli e contro cui scagli la tua indifferenza, te lo giuro, non sono io e non potrei mai esserlo.

martedì, febbraio 21, 2012

pomeriggi

Oggi, all'improvviso, mi ha preso una grande tristezza. Guardavo un film con Vincent Gallo ma non mi piaceva, mentre cercavo di organizzare un minimo di studio per i prossimi concorsi all'Università e preparare la lezione di italiano ai singalesi. Inizio giovedi ma è un inizio cosi vuoto senza di te, senza potertene parlare, senza poterlo condividere. Nei miei sogni ti vedo all'angolo di via Roma che vieni a prendermi, che mi aspetti nel tuo cappottino che io vedo verde e tu invece lavagna... anche se è una scena che non è mai successa ma in questo momento è il mio sogno più grande. Immagino mille cose di ogni tipo in questi ultimi tempi, in cui il desiderio di te diventa sempre più forte, come se qualcuno avesse capovolto me stessa ed il tempo e tutto scorre al contrario, i miei desideri, il mio corpo, i miei pensieri. Non faccio che chiedermi come invece scorri tu, se scorri o se soltanto stai cercando di uscire dalla tua gabbia di studio e tutto il resto lo hai messo da parte come se non ti appartenesse. Mi sento finalmente pronta a fare un qualcosa che ho rimandato da mesi ma questo non rende il compito più facile, anzi.... ma non posso più andare indietro nè avanti ed ho bisogno di abbracciarti per rinascere o per morire.

domenica, febbraio 12, 2012

Avanzate, ascoltate

Anime, avanzate 
voltate le spalle al puro mondo 
l'errore rende liberi 
soltanto se libera e' la grazia di camminare verso le saline
e a piedi nudi non sentire il male 
e guardare l'orizzonte  

anime, avanzate
lasciate che vi accarezzino le ciglia dell'amore 
ed i ricordi che bruciano in petto 
e non dimenticate le parole degli occhi, 
degli ultimi respiri e cominciate a respirare  
e a illudermi di apprendere la verita' dagli uomini
e a illudermi e difendermi dalle pazzie degli uomini  

anime, ascoltate 
lasciate le menzogne agli uomini 
e le poesie alle ombre come visioni colte con fatica 
eliminate la speranza che serve solo a lamentare il limite 
e a comprare i sogni  

anime, avanzate 
cogliete i fiori ed adornatevi 
tingetevi le labbra così che possa riconoscervi 
e sussurrate al vento il vero amore 
che i figli possano abbracciare i padri 
e tornare a vivere e a scegliere  
e a illudersi di apprendere la verita' dagli uomini 
e a illudersi e difendersi dalle pazzie degli uomini  

navi senza vento nell'oceano senza fine 
chiedono alle stelle di trovare posizione 
navi senza vento nell'oceano senza fine 
chiedono alle stelle di tornare a navigare  

e a illudersi di apprendere la verita' dagli uomini 
e a illudersi e difendersi dalle pazzie degli uomini

Paolo Benvegnù

cercandoTI

pioggia

Vorrei scriverti chilometri di poesie. 
Inscenare uno spogliarello ridicolo solo per sentirti ridere e massacrarti di baci.

lunedì, febbraio 06, 2012

La stazione della città di N. .....un anno dopo.

La stazione

Il mio arrivo nella città di N.
è avvenuto puntualmente.

Eri stato avvertito

con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire

all'ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.

E' scesa molta gente.

L'assenza della mia persona

si avviava verso l'uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito

frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro

qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati

un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.

ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L'insieme restava al suo posto.

I particolari si muovevano
sui binari designati.

E' avvenuto perfino

l'incontro fissato.

Fuori dalla portata

della nostra presenza.

Nel paradiso perduto

della probabilità.

Altrove.

Altrove.
Come risuonano queste piccole parole. 


Wislawa Szymborska

domenica, gennaio 08, 2012

domenica pomeriggio

Sempre questa sensazione di inquietudine

Di attesa d’altro.


Oggi sono le farfalle e domani sarà la


tristezza inspiegabile,


la noia o l’ansia sfrenata


di rassettare questa o quella stanza,


di cucire,andare qua e là a fare commissioni,


e intanto cerco di tappare l’Universo con un dito,


creare la mia felicità con


ingredienti da ricetta di cucina,


succhiandomi le dita di tanto in tanto,


di tanto in tanto sentendo che mai potrò essere sazia,


che sono un barile senza fondo,


sapendo che “non mi adeguerò mai”,


ma cercando assurdamente di adeguarmi


mentre il mio corpo e la mia mente si aprono,


si dilatano come pori infiniti


in cui si annida una donna che avrebbe


voluto essere


uccello, mare, stella,


ventre profondo che dà alla luce Universi


splendenti stelle nove…


e continuo a far scoppiare Palomitas nel cervello,


bianchi bioccoli di cotone,

raffiche di poesie che mi colpiscono


tutto il giorno e


mi fanno desiderare di gonfiarmi come un


pallone per contenere


il Mondo, la Natura, per assorbire tutto e stare


ovunque, vivendo mille e una vita differente…


Ma devo ricordarmi che sono qui e che


Continuerò


ad anelare, ad afferrare frammenti di chiarore,


a cucirmi un vestito di sole,


di luna,il vestito verde color del tempo


con il quale ho sognato di vivere


un giorno su Venere.

GIOCONDA BELLI

martedì, gennaio 03, 2012

"Impregnarti i capelli di tutte le parole trattenute, sospese nell'aria, nel tempo.."

Quando ti penso non mi figuro il tuo viso ma i tuoi capelli. I tuoi capelli e le tue labbra. Stanotte avevo caldo sotto le coperte ed ho iniziato a sudare e mi piaceva, era quasi doloroso ma riuscivo a sentire una sorte di piacere in quello sporcarsi della carne e dico carne e non dico pelle perchè pensavo a te. Il mio corpo senza di te è pelle ma il mio corpo insieme a te è carne, anche se non c'eri, anche se nel tuo letto tu non sudavi e non mi immmaginavi. E mi sono ricordata di quando giusto un anno fa ci abbracciavamo sotto lenzuola fradice come mai mi era capitato. Quella lenzuola fradice sono un ricordo che non va via e i numeri che ti dicevo mentre giocavo con le decine e poi dopo mille si perde il conto... cosi ti dicevo e chissà se ne te ne ricordi, ma sì che te ne ricordi. Quella notte non abbiamo fatto l'amore, tremavo e piangevo perchè il dolore di scoprire un nuovo corpo era più forte del piacere che pure mi suscitavi e a cui poi non ho potuto resistere a lungo, che poi non è che volessi resistere, avevo solo bisogno del mio tempo che tu mi hai dato, il tempo di conoscere le tue braccia, le tue gambe, la tua pancia, le tue spalle. Potrei ripetere a occhi chiusi il primo gesto con cui ti ho afferrato e la sorpresa e la magia di modellare quel mio gesto su di te. Quasi di nascosto ti ho baciato e tu forse non te l'aspettavi.. lo desideravi questo è certo. Non dimenticherò mai il momento in cui mi hai chiesto di baciarti ancora, come prima, ma con un bacio più lungo. Credo sia una delle cose più belle che mi abbiano detto nella mia vita. Ed io ho esaudito subito quel tuo desiderio che era anche il mio ed è da quel bacio credo  che sia cominciato tutto.. le tue labbra sono state un'epifania, una rivelazione. Non ho mai baciato labbra più belle delle tue e non credo sarà cosi facile incontrarne altre altrettanto generose, prorompenti, così eleganti. Per questo quando ti penso non mi figuro il tuo viso ma le tue labbra cosi meravigliose immaginando le mie dita che ne disegnano i contorni ed immaginando mille altre cose. Le tue labbra ed i tuoi capelli. I tuoi capelli cosi forti e neri come la pece, i tuoi capelli a cui mi aggrappavo.. e quando lo facevo mi sembrava come se non potessi mai cadere perchè mi trasmettevano tanta forza. I tuoi capelli e le tue labbra che se avessi potuto avrei mangiato ogni giorno a colazione. Di notte quando non dormo metto il braccio dietro la testa come se tu fossi ancora accanto a me e mi preparassi ad accoglierti sul mio seno. Resto qui con il braccio piegato a tenermi il capo, devo pur trovare un equilibrio senza più i tuoi capelli a sorreggermi. Ed oggi il mio corpo è solo carne, la pelle è per chi non ti desidera ed io sto morendo dal desiderio di te.

lunedì, gennaio 02, 2012

scriverti

Scrivere, scriverti, ritrarti. 
Impregnarti i capelli di tutte le parole trattenute, 
sospese nell'aria, nel tempo, in quel ramo di cortés 
carico di fiori gialli la cui bellezza mi fa rizzare i capelli 
quando scendo sola per strada pensierosa. 
Definire il mistero, il momento preciso della scoperta, 
l'amore, 
questa sensazione d'aria compressa dentro il corpo sinuoso,
l'esplosiva felicità che mi fa piangere e mi colora
gli occhi, la pelle, i denti, mentre divento
fiore, edera, castello, poesia, tra le tue mani che mi
accarezzano e mi sfogliano, facendo sorgere parole,
sconvolgendomi tutta, grondante del mio
passato, della mia infanzia, di ricordi felici,
di sogni, di mare che si infrange
contro gli anni, sempre
più bello e più grande,
più grande e più bello.

Come posso ghermire l'illusione, stringerla tra le mani e
liberarla davanti a te come una colomba felice
che voli via
a scoprire la terra dopo il diluvio; scoprirti fin
nelle pieghe più sconosciute, impregnandomi di te
lentamente, come una carta assorbente,
perdendomi,
perdendoci tutti e due, nel mattino in cui
abbiamo fatto l'amore
con tutto il sonno, l'odore, il sudore della notte
salata sui nostri corpi, inzuppandoci d'amore,
facendolo grondare in grandi immense onde,
immergendoci nell'amore, bagnandoci con
l'amore che ci
soverchia

Gioconda Belli

sabato, novembre 26, 2011

umanità sconsolante

Oggi Dublino è una città cosi triste o forse è solo lo specchio dei miei stati d’animo, però so che un cielo azzurro e il sole sulla pelle mi ridarebbero il sorriso e ritornerei  blu o forse rosa come a tratti mi sono sentita in questo ultimo mese.  Ho voglia di tornare a casa ma una parte di me ha voglia di rimanere in questa specie di limbo che mi ha avvolto in questi trenta giorni….  Quando si sta soli con se stessi  ci si ricorda delle cose più scontate, ci si ricorda ad esempio quanto è difficile trovare persone a cui ci si sente affini e con cui davvero si ha voglia di parlare e di incontrarsi. Mi chiedo a volte se essere più banali aiuterebbe a vivere meglio, se ascoltare musica pop renderebbe più lineari, se conoscere la gente e pensare di scoparsela darebbe più senso alla propria vita nel momento in cui la si vive, senza per forza tendere ad un altrove, senza per forza tendere ad un senso alto, diverso da quello che ti offre la fugacità delle cose nel  loro senso più negativo.

Perché la gente mi annoia? Perché rimango scandalizzata di fronte all’ignoranza delle persone e non concedo possibilità di appello? Perché mi do solo a chi mi entusiasma e mi arricchisce? In fondo a me piace cosi e so che non cambierei tutto questo, ma in questo mese, conoscendo tanta gente nuova mi sono ritrovata di fronte alle stesse domande di sempre e di fronte a certe domande anche le risposte si ripresentano più chiare, più forti e sfrontate ed io amo quelle risposte anche se ultimamente a volte mi feriscono perché sono piene di parole soffocate e legate a cui è stata negata la danza, ma le mie gambe sono il vero termometro del mio corpo e le sento ogni notte tremare ed agitarsi sotto la coltre di apparente calma che un giorno o l’altro verrà risucchiata di nuovo da questa energia inespressa ma piena di luce e di forza.

lunedì, novembre 21, 2011

last week in Dublin

Quando sono arrivata a Dublino avevo intenzione di restare sola con me stessa ed in massima parte sono riuscita nel mio intento.  Ma qualcuno ultimamente mi ha definito una pink moon e non posso che ritrovarmi in quella definizione perché  esprime bene la mia dualità, la mia parte scura, lunare appunto, e la mia parte rosa, quella solare, anche se il rosa è un colore che mi piace solo in alcuni momenti, ma mi piace da morire se penso al colore della pelle, la mia ma anche quella di qualcun altro. E soprattutto il rosa esprime la parte di me cosi delicata ed emozionale, quella che esplode all’improvviso quando il numero delle stelle nel mio cielo diventa cosi alto da oscurare la lucentezza della luna.
In questi giorni a Dublino sono molto rosa. Mi sento rosa, mi sento bella in questi giorni e questo mi succede ogni volta che mi sento libera. Mi chiedo se anche il cuore sente la sua libertà in questi momenti, anche se dentro la malinconia continua a scavare fino a che non arriva al fondo, se quel fondo si palesa. I vuoti dentro di me hanno forme varie e diverse, non sono semplici vuoti io credo, ma sono come il cratere di un vulcano solo in apparenza spento, come il Vesuvio se devo pensare a qualcosa a me caro. A quella sua sagoma cosi familiare, vista infinite volte viaggiando verso Napoli, quella curva cosi precisa nella mia mente, sempre lì, sempre pronta a ricordarti dove sei e chi sei.  Chissà che rapporto hanno i napoletani con il loro vulcano, non credo sia lo stesso rapporto di quello che i catanesi hanno con l’Etna, no non credo. Eppure anche in loro il fuoco brucia, ne sono sicura, l’ho visto, l’ho sentito, l’ho toccato con mano e mi sono anche scottata per dirla tutta, ma porto le cicatrici come si potrebbe indossare un abito che ci piace un sacco e che ci fa sentire più belli.
Stasera a Dublino fa freddo, ma è un freddo pulito, un freddo direi sincero. Dal finestrone della cucina dell’ostello, da dove scrivo, vedo le vetrate di una chiesa le cui campane suonano proprio di fronte la finestra della mia stanza, all’ultimo piano. Sulle grandi vetrate una scritta recita: GLORIOSAE MATRI ET DECORI CARMELI. E’ strano leggere una frase che traduco all’impronta e che invece probabilmente la maggioranza degli irlandesi che ci passano di fronte non ne capiscano il significato. Dovrebbero essere un po’ più umili questi irlandesi e cominciare ad imparare le lingue. Io mi sento fortunata ad essere nata in Italia e non cambierei la mia madrelingua con nessuna al mondo.
Stamattina sono uscita per la mia solita passeggiata.  Per andare nel mio solito negozio di dischi sono passata da Grafton street,  piena di luci di Natale e strapiena di gente. E’ una via pedonale piena di negozi, per lo più con capi di abbigliamento a dir poco pacchiani ed orribili e non capisco se le ragazze irlandesi pensano sia carnevale quando la sera scendono a bersi litri e litri di alcool. Ci sono cose decisamente più belle a Dublino che restano quasi vuote!
L’Irish Museum of Modern Art è un colpo al cuore. Quando ieri me lo sono trovata davanti dopo aver camminato più di un'ora a piedi per raggiungerlo mi sono sentita catapultata in un altro luogo, mancavano solo gli immensi prati davanti e il rumore musicale delle risate. Poi ho aperto la mia guida e ho letto che la costruzione di quest’edificio si ispirava all’Hotel des Invalides di Parigi, dalla cui vista James Butler, vicerè di Carlo III, rimase molto colpito durante un suo viaggio in Francia e una volta tornato in Irlanda ne commissionò a William Robinson una versione dublinese. A  volte vorrei non avere memoria.
Mi piacerebbe raccontare di tutte le persone che sto conoscendo qui. Di Juan che è cileno ma biondo come il sole ed ha un viso cosi pulito che a volte mi verrebbe voglia di abbracciarlo, di Arthur che è brasiliano e del Brasile ha quell’allegria pura e sincera, di Hector, di Pietro, di Carmine, di Daniel, dei pochi spagnoli simpatici che ho conosciuto, e di tutte le persone che ho incrociato. Ma sono quasi le otto di sera, la cucina si sta cominciando a riempire di gente ed è meglio che inizi a prepararmi qualcosa per non rimanere risucchiata dal vortice dei finti fornelli. E poi probabilmente tra poco arriva Juan, o Pietro, o Hector o Arthur e poi di sicuro si beve un bicchiere insieme.
Mi mancheranno. 

venerdì, novembre 11, 2011

Dublino

Non avevo nessuna idea di questa città prima di arrivare qui, se non qualche commento negativo da parte di dublinesi che ho conosciuto nei miei mesi a La Coruna. Eppure l’ho preferita a Londra perché mi metteva meno paura. Se avessi potuto scegliere sarei andata a New York ma non potevo ed allora la cara vecchia Europa mi accoglie nuovamente, lontana da casa. Mentre scrivo rifletto sul fatto che questo è il posto più a nord in cui sono stata, ma è decisamente molto più accogliente e limpido di città molto più meridionali ma molto più feroci, Milano sopra tutte. Oggi fa molto freddo, credo il primo giorno veramente freddo da quando sono arrivata, oramai più di una settimana anche se mi sembra molto di più. Nel cinema come sempre ho trovato il mio rifugio prediletto, fin da subito, il bellissimo Irish Film Institute è a meno di dieci minuti a piedi da dove vivo e questo mi dà un senso di libertà e di pienezza come solo la sala cinematografica sa darmi in alcuni momenti della mia vita e questo è uno di quei momenti. Non so come mi sento. Mi godo una ritrovata solitudine che dentro di me associo ad una ritrovata libertà, un sorta di affrancamento da me stessa verso me stessa. Ma lo stare sola fa cadere anche certe barriere ed allora tutta la malinconia del corpo e della mente mi investono e quando non riesco a controllarla mi riportano a chi mi manca e a chi vorrei stringere con le mie braccia, al mio viso, alle mie labbra, ai miei occhi, alle mie mani, alle mie gambe, al mio ventre, al mio cuore. Qui dal mio letto, da dove scrivo, dalla mia minuscola stanzetta, si sentono i gabbiani al mattino. Oggi
passeggiando ne ho visti a decine sul fiume, volteggiavano nell’aria, garrendo, felici probabilmente mentre un signore sul ponte gettava in aria cibo per loro. Mi hanno sempre affascinata queste persone che danno da mangiare agli animali, che siano gatti, cani, piccioni o gabbiani. Li trovo migliori degli altri, più liberi da un certo punto di vista.
Qui in ostello ho una camera minuscola, un lettino con una piccola finestra ed un lavandino. Sono al quarto piano e vedo i tetti delle case ed il cielo ogni mattina. Se chiudo gli occhi posso immaginare di essere a rua dos restauradores. Mi piace questo senso spartano nelle cose come nei sentimenti. L’essenzialità, guardare solo a ciò che è veramente importante, senza orpelli, senza appendici, senza convenevoli e convenzioni. L’essenziale è invisibile agli occhi diceva saggiamente la volpe.
Non ho fatto amicizia con nessuno negli spazi comuni e non credo i miei contatti sociali aumenteranno da qui a un mese. A volte mi spaventa questa mia doppia anima, cosi scura e
lucente insieme. Sono cosi poche le persone che trovo interessanti , ma so anche che intorno a me ce ne sono molte di più di quel che io pensi, però io credo nella naturalezza e nelle sensazioni e non conosco altre strade per arrivare nei luoghi segreti dell’anima.
Dublino mi sembra una città in cui varrebbe la pena di vivere per qualche tempo, conoscendo anime simili con cui dividere questo cielo spesso azzurro e sempre gonfio di pioggia. Ma poi tornare al sole, tornare al mare, tornare alla propria lingua e ai propri colori, credere ancora, crederci, stringere ciò che si ha di più caro e non dimenticarne mai l’importanza ed il valore.

venerdì, ottobre 21, 2011

si sta come d'autunno

Le prime piogge dell'autunno iniziano a farmi sentire freddo. Il sole riscalda ancora ed è cosi piacevole andarsene in giro in macchina durante le ore della tarda mattinata o del primo pomeriggio, è una cosa che mi è sempre piaciuta un sacco, quel calduccio che scalda la macchina, il finestrino mezzo aperto e la musica che riempie l'aria. Ci sono piccole gioie che si ripetono ed è cosi bello riscoprirle ogni volta, come un qualcosa che ti appartiene e di cui non sapresti fare a meno, come il rosa dei ciliegi, il bianco degli aranci e dei peri in fiore nel mese di marzo, il giallo delle mimose, il tramonto dietro le montagne sul golfo e quella curva cosi armonica nel suo zigzag delle montagne della costiera all'imbrunire. Dell'autunno amo il sole discreto ma ancora cosi penetrante, le tazze di tè del pomeriggio e il ritornare nelle sale cinematografiche. Ma ungarettianamente l'autunno aumenta la mia fragilità e sono anch'io una foglia aggrappata ad un albero e temo le folate di vento ma ogni mattina scopro la mia pelle e la dono al sole come stamattina ho donato il mio cuore e resto in attesa che tu lo riceva e che sappia leggere tutte le parole che non ti ho scritto.

domenica, ottobre 16, 2011

i miei piani per il sabato sera

Ho visto due film di quasi due ore ciascuno stasera ma non ho ancora sonno. Che strano, a quest'ora normalmente dormo già da un pezzo, ma stasera no. Il prurito alle caviglie e ai piedi mi è ripreso e comincio a non sopportarlo più e l'acqua che mi ci metto sopra dopo aver grattato la pelle inizia a non lenire nemmeno più il bruciore. In questa settimana che sta per arrivare devo decidere se mandare o meno un pò del mio cuore in una busta e non è una decisione facile. Ci rifletterò ancora un pò anche se in cuor mio conosco già la risposta. Stasera mi sono ricordata che Claudia ha un blog e sono andata a ricercarlo sulla rete, un blog da un nome splendido che mi era sempre piaciuto. Giardini pensili. Non credo che lei sia mai stata a Babilonia, del resto quei giardini non esistono più da un pezzo, ma credo che il riferimento ad una delle sette meraviglie del mondo non sia casuale. In Claudia ritrovo quella maniera di pensare cosi incredibilmente leggera e allo stesso tempo cosi incredibilmente profonda. Non ci conosciamo bene e ci saremmo viste si e no una decine di volte nella nostra vita, (ho un flash back mentre scrivo, di lei che qualche anno fa mi chiama mentre io ero alla coop a Pastena a fare la spesa, e mi chiede di andare a Napoli ad un concerto insieme, senza sapere nemmeno che musica ascoltassi ma in qualche modo convinta che il concerto mi interessasse di sicuro) ma ci sono luoghi dove sappiamo incontrarci, luoghi sconosciuti anche a noi stesse probabilmente. Ora lei è in Olanda a fare ricerca. Una filosofa ha molto da cercare, forse ancor più di chi cerca ogni giorno. Ti immagino con la tua bicicletta che ogni giorno percorri i quattro chilometri che dal Belgio ti separano dall'Olanda. Le case in Belgio sono più economiche e a vivere sul confine ci sono anche dei lati positivi. La prossima volta andremo di nuovo al trianon insieme e parleremo ancora del nostro amore per Napoli, farai ancora cadere il muro di omertà su questo tuo grande amore perchè Salerno dovrebbe solo impallidire di fronte a certe cose. Mi hai lasciato di fronte a una tazza di caffè dicendomi "so che fai ottime selezioni" e non mi hai baciato quando ti ho dato il cd. Mi è piaciuto molto. Odio la gente che mi bacia quando faccio un regalo e difatti le persone a cui li faccio sono scelte perchè non mi baciano quasi mai. I baci sono cosi preziosi... i miei poi credo siano ancora più preziosi di altri perchè non si mostrano quasi mai e aspettano la carne per donarsi e labbra meravigliose in cui perdersi e con cui poter parlare senza parole, almeno per un pò.

giovedì, ottobre 13, 2011

Tu e Ingmar Bergman

"Credi che non ti capisca? Tu insegui un sogno disperato, questo è il tuo tormento, tu vuoi essere, non sembrare di essere, essere in ogni istante cosciente di te e vigile e nello stesso tempo ti rendi conto dell'abisso che separa ciò che sei per gli altri da ciò che sei per te stessa..provoca quasi un senso di vertigine il timore di vedersi scoperta vero? Di vedersi messa a nudo, smascherata, riportata ai suoi giusti limiti...."

Non mi hai mai detto che Bergman ti conoscesse, l'ho scoperto stasera, riguardando una scena di Persona. Impressionante come certe parole si possano cucire addosso ad un'altra di persona, che ovviamente non è la protagonista del film in questione.

Cosciente e vigile....

Il mio cuore è fuori moda in questo tuo sogno disperato.

Il mio cuore è straripante di semplicità e prati fioriti su cui poter correre e poter sentirne l'odore fino ad ubriacarsi di felicità.

lunedì, ottobre 10, 2011

la tua bocca

Ieri ti ho baciato sulle labbra. Ti ho baciato sulle labbra.
Intense, rosse. Un bacio così corto durato più di un lampo,
di un miracolo, più ancora.

Il tempo dopo averti baciato
non valeva più nulla ormai, a nulla era valso prima.
Nel bacio il suo inizio e la sua fine.

Oggi sto baciando un bacio; sono solo con le mie labbra.
Le poso non sulla bocca, no, non più - dov'è fuggita? -
Le poso sul bacio che ieri ti ho dato,
sulle bocche unite dal bacio che hanno baciato.
E dura questo bacio più del silenzio, della luce
Perchè io non bacio ora nè una carne nè una bocca,
che scappa, che mi sfugge.
No.
Ti sto baciando più lontano.

"La voce a te dovuta"


Pedro Salinas

sabato, ottobre 08, 2011

citazione

E forse non è vero amore se dico che tu mi sei la cosa più cara; amore è il fatto che tu sei per me il coltello col quale frugo dentro me stesso.

David Grossman

martedì, ottobre 04, 2011

meno uno!

Domani hai il tuo penultimo esame. Ti immagino davanti ai dipinti a ricordare i nomi dei pittori e tutto il resto. Ti immagino alla tua scrivania, il portacenere sulla sinistra e la tastiera del computer sulla destra. O forse sei a letto perchè ti fa male la schiena e studi con il libro sulle gambe. Vorrei chiamarti per dirti in bocca al lupo! Per dirti che tutto andrà bene e che riceverai i soliti complimenti per il tuo italiano. Ricordo ancora con una grande emozione Febbraio e il tour de force dei due esami in un giorno solo. Che bello dividere le emozioni, che bello condividere la paura prima e la gioia dopo. Vorrei chiamarti per dirti che domani mattina ti penserò, ma non lo farò. Vorrei svegliarmi domani, prendere il treno, venire finalmente nella tua bellissima università, cercare la tua aula d'esame, correrti incontro e abbracciarti, aggrapparmi ai tuoi capelli e portarti per mano tra la gente e festeggiare insieme la tua ritrovata piccola libertà... ma questi sono solo desideri ed i desideri non hanno voce ma solo occhi.

domenica, ottobre 02, 2011

Ottobre

Settembre è finalmente finito. Non ci sono mai andata d'accordo, non sono mai riuscita ad amarlo se non per la quiete di quel suo famoso mare che davvero è una tra le cose più belle del creato. Quest'anno a Settembre non ho visto i gabbiani sulla spiaggia, ma ho raccolto ancora conchiglie, le ultime di quest'estate cosi fredda e traboccante di inespresso. Settembre, finalmente te ne sei andato... avrei voglia di gridarlo a questo cielo stellato e a quest'aria leggermente fresca che entra dalla mia finestra, ma non grido nulla perchè non sono capace di cacciare nemmeno sottovoce i miei pensieri. Non ho mai saputo slegare i nodi e nemmeno farli per fortuna. Ma i nodi delle lacrime sono cosi imprevedibili e le unghie tagliate male delle mie dita non sanno come toccarli nè come scioglierli perchè le lacrime invisibili sono impalpabili e solo un occhio attento saprebbe riconoscerle e sentirle dietro la patina di normalità che indosso ogni mattina. Settembre vaffanculo, vorrei proprio dirglielo come se fosse una persona ma queste non sono cose per me, io non sono capace di fare male. E ora Ottobre è arrivato in tutto il suo splendore, mi ha riportato al mare e alla vista dell'infinito verso cui i miei occhi tendono quando sono sorretti dal cuore. Ottobre è il mese che porta l'autunno e per questo mi piace di più. Io amo l'autunno, amo ricoprirmi dopo la gioia della carne al sole e ridare quella carne solo nell'intimità di chi vorrà amare il mio corpo e la mia mente. Ottobre dammi la mano, non voltarmi le spalle, portami lunghe mani per sciogliere questi nodi invisibili e troppo pungenti, portami labbra per offrire la mia carne e portami occhi in cui possa riposare la mia mente e inondami di bellezza intelligente.

mercoledì, settembre 28, 2011

domani

Domani è il giorno che potrebbe cambiare la mia vita nei prossimi mesi e che potrebbe ridarle quella linfa che da qualche mese ha perso, che potrebbe investirla di entusiasmo e di speranza... ma potrebbe anche toglierle tutto questo e schiaffeggiarla senza nessuna ragione plausibile, in maniera ingiusta, ancora una volta. Ho tanta paura per domani ma anche tanta speranza. So di non essere arrivata a questo giorno come avrei dovuto, potuto e voluto... ma faccio sforzi immani per stare dritta contro il sole senza abbassare gli occhi ma provo e riprovo perchè quello stesso sole che fa lacrimare quando lo si guarda fisso senza protezione è anche tutto ciò che voglio rimetterci dentro questi miei occhi cosi grandi e cosi pieni di sogni.

lunedì, settembre 26, 2011

letture

Come sei entrato nella mia vita? Com'è possibile che fossi cosi indifesa? E non sei nemmeno entrato dalla finestra o da un lucernaio. Sei riuscito a trovare una fessura attraverso la quale mi hai trafitto il cuore.

(Che tu sia per me il coltello,
David Grossman)

martedì, settembre 20, 2011

visioni

Jelly: "Ti amo. Ogni volta che ti dico ti amo indietreggi, ma è tuo il problema"

Sissy: "Se indietreggio quando mi dici che mi ami è un problema di tutte e due invece. La mia confusione diventa la tua confusione, gli studenti confondono gli insegnanti, i pazienti confondono gli psichiatri, gli amanti dal cuore confuso confondono gli amanti dal cuore deciso"

Sissy: "Ti amo Jelly"

mercoledì, settembre 14, 2011

desire [2]




Interno: Musée d'Orsay, pomeriggio di primavera


"Questa sei tu" (mi hai detto)

"E tu chi sei?" (ti dico io)

martedì, settembre 13, 2011

io

Mi fa male a volte scoprire che le persone che più mi sono vicine non mi conoscono davvero fino in fondo, proprio coloro che dovrebbero conoscermi di più, mio fratello, i miei genitori. Mi fa male rendermi conto che certe loro idee su di me non corrispondano al mio essere reale, che ad esempio non sappiano quanto amore ho dentro il cuore per chi sceglierei di avere accanto e quanto potrei adorare, con tutta la tenerezza del mondo, un amore o un figlio. O forse lo sanno ma è come se dovessero trovarsi di fronte al fatto compiuto, come se troppo spesso non riuscissero a leggere dietro la mia scorza, dietro la mia corazza. Tutto questo mi rendo conto che negli anni è aumentato perchè non ho condiviso il mio amore con loro, quello che ho avuto nel cuore in questi ultimi anni, quello che ho adesso, in questo momento mentre scrivo. A volte avrei voglia di aprire il cuore e di metterlo lì tagliato in due tra le loro mani, affinchè loro possano guardarlo e vederlo battere... lo vedrebbero battere cosi forte che si spaventerebbero o forse finalmente capirebbero tante cose che neanche immaginano o forse immaginano ma che vorrebbero diverse. Eppure sono sicura che capirebbero, sono sicura che poco alla volta arriverebbero a capirmi, a guardarmi nella mia parte più profonda e amarmi ancora di più di quel che fanno e che hanno sempre fatto. Finalmente vedrebbero il mio cuore e capirebbero quanto sono fragile, quanto amore mi scoppia nel petto e negli occhi, per loro, per chi amo e per chi amerò.

mercoledì, settembre 07, 2011

strade

Due giorni fa sono passata sotto casa tua ma non sapevo che stavo per passarci. Quando ho girato l'angolo di una strada da cui non ero mai venuta, mi si è fermato il cuore. Io conoscevo la piazza, i giardini e la fermata della metropolitana e per questo non ho trovato le briciole che avevo lasciato per non dimenticare la strada che mi conduceva a te. Erano circa le sei del pomeriggio e quel tunnel dopo casa tua era cosi buio che mi sembrava davvero una grotta in cui sarei potuta scomparire. Ho ancora lo sguardo attaccato alla tua finestra, a quella veneziana abbassata dietro cui ti immaginavo alla tua scrivania con qualche dipinto da studiare o con quell'espressione di rassegnazione con cui apri i libri che non vorresti più aprire. Avrei voluto alzare quella veneziana solo con la forza dei battiti del mio cuore ma ero dall'altro lato della strada ed avevo paura e forse per questo non ci sono riuscita, forse per questo non hai sentito i miei occhi che chiamavano il tuo nome.

domenica, settembre 04, 2011

d e s i r e



Il desiderio prima del soffio forse sei TU.




sabato, settembre 03, 2011

mi ascolti?

Non sempre la passione è grazia.

P.P.Pasolini


lunedì, agosto 29, 2011

ciao Mario

In questa giornata di fine agosto, in cui l'aria si è un pò rinfrescata ed il caldo è ancora cosi piacevole, arriva la notizia della morte di una delle persone più generose di questo mondo e di questa vita. Solo la mia zietta aveva un'anima più generosa di lui. All'improvviso Mario se n'è andato, uno dei migliori amici di mio padre e della nostra famiglia. Ogni volta che mi vedeva mi chiedeva cosa facessi per diventare sempre più bella, ogni volta mi diceva che avrebbe voluto avere trent'anni in meno per invitarmi ad uscire. Quanto bene hai fatto alla gente, quanto bene hai fatto a noi. Le lacrime non scorrono perchè sono attonite, anch'esse. Grazie del tuo cuore e della tua simpatia. Non ti dimenticheremo, non potremo dimenticarti.

mercoledì, agosto 24, 2011

agosto

"ed il tuo viso che non mi dà particolari per capire è un gigantesco buio di cera..."

..quante parole soffocate in questo agosto che toglie il respiro.

martedì, luglio 19, 2011

appunti sparsi

Ci sono desideri che hanno occhi avidi di afferrare l'esterno, mondi che vivono in superficie e rasentano l'acqua, senza mai immergersi e ci sono desideri che hanno tatto, olfatto, gusto e che vogliono discendere, arrivare dove tutto è emozione e penetrarla, fare di quei mondi interiori la nostra stanza privilegiata, il nostro eldorado, il nostro esperanto, il nostro prato fiorito. La mia casa per te, i tuoi occhi in cui specchiarmi, le tue labbra a proteggermi, la mia pelle ad accarezzarti i pensieri ruvidi e le tue mani a racchiudere tutto questo come in uno scrigno.

(aprile 2011)

sabato, luglio 16, 2011

immagini

Vorrei amare il tuo candore, cosi puro, più abbagliante ancora sotto il sole dell'estate, cosi limpido anche da lontano, anche attraverso le lacrime.

giovedì, luglio 14, 2011

tramonto dalla finestra della mia stanza

"... Lousie, la tua nudità era troppo per me, che non avevo ancora imparato l'estensione delle tue dita.
Come potevo dominare quel territorio?
Si sentiva così Colombo quando vide le Americhe?
Io non sognavo di possedere te! volevo che tu possedessi me ..."


JW

martedì, luglio 12, 2011

desiderio

La terza possibilità è rifiutare la passione, col buon senso con cui si rifiuterebbe di tenere un leopardo in casa, anche se sembra docile. Puoi ragionevolmente sostenere che è semplice dargli da mangiare e che il tuo giardino è grande abbastanza, ma dentro di te sai che un leopardo non è mai sazio di quanto riceve. Non c'è mai abbastanza cibo, il giardino non è mai abbastanza grande per il tuo amore. Così dici di no, e poi scopri che la tua casa è abitata dal fantasma di un leopardo.

[Jeanette Winterson]

lunedì, luglio 11, 2011

pe(r) t e

E venne il giorno in cui il rischio di rimanere chiuso in un bocciolo divenne più doloroso del rischio di sbocciare

[Anaïs Nin]

sabato, luglio 02, 2011

c i t a z i o n i


" Da quel momento sono entrata in un mare pieno di correnti contrarie: dovevo amare per conoscerti ma dovevo conoscerti per amare e tutte e due le cose erano fatte con diligenza e allegria. Mi sono impegnata in quest'impresa come un San Giorgio sul suo cavallo alato e sono partita con elmo corazza spada bandiera per entrate nel mondo degli amori femminili. Tu eri la marina splendente che mi trovavo davanti nel momento giusto per fare un bagno purificatore. Eri generosa e fervida. [....]Da quel momento avremmo vissuto vicine parlando insieme leggendo insieme camminando insieme mangiando insieme ". 

]lettere a Marina - Dacia Maraini [

martedì, giugno 28, 2011

...ma devo molto di più a quelli che amo

Devo molto a quelli che non amo.

Il sollievo con cui accetto che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro e in libertà con loro,
e questo l'amore non può darlo, ne´ riesce a toglierlo.

Non li aspetto dalla porta alla finestra.

Paziente quasi come un orologio solare,
capisco ciò che l'amore non capisce,
perdono ciò che l'amore non perdonerebbe mai.

Da un incontro a una lettera
passa non un'eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.

E quando ci separano sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi che si trovano in ogni atlante.

E' merito loro se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perchè mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

"Non devo loro nulla"
- direbbe l'amore su questa questione aperta. 

[Wislawa Szymborska]

giovedì, giugno 23, 2011

perchè farsi vincere dai mostri? perchè avere paura?

I've never said you'll have to
be afraid
of the cookie monster
beside your bed

It's not the real
The real one's in your head
Beyond control
The true one cuts you dead

It's a real fight
It's a war

When destruction takes over
There is no escape
Every shot on target
Perpetrator knows how to strike

I've never said you'll have to
be afraid
of the cookie monster
beside your bed

It's not the real
The real one's in your head
Beyond control
The true one cuts you dead

It's a real fight
It's a war

When destruction takes over
There is no escape
Every shot on target
Perpetrator knows how to strike

martedì, maggio 10, 2011

simmetrie

Ho voglia di scrivere e del mio ossigeno che mi arriva da te.
Ma stasera non ho pazienza e tutto resterà chiuso tra le pieghe delle mie mani.
Ti aspetto, anche se non lo dico, ma mi sembra talmente chiaro.
Sto imparando a dire "mi manchi" nelle altre lingue che non conosco.
Su un foglio prendo nota di tutte le cose che vorrei dirti durante il giorno, altrimenti poi me ne dimentico e andrebbero perse, cose stupide, tipo che in spagnolo per dire che una persona è poco intelligente si dice che le manca l'estate.. le falta el verano.. anche a me manca l'estate ma non credo di essere mai stata stupida.

domenica, gennaio 02, 2011

piume e ossa (ovvero buoni propositi per il nuovo anno)

Vieni con me, hai detto
e io l'ho fatto
credevo di poter reggere
la tua tristezza
credevo di poterla contenere tutta
non potevo immaginare
i tuoi oceani
cosi amari
l'assasinio
la caduta
la carneficina
di piume e ossa.

Sedevo immobile
nella luce delle cinque
il sole è entrato dalla fessura
il pavimento davanti alla tua stanza
era tutto schegge
e, ancora,
qualcuna rimane
nella pelle
nella carne
incide forme
di diamante
di aghi
fino all'osso.

Dovevo sapere
dovevo capire
posso sopportare tutto
ma imparerò
ad essere libera.

Ti ho amato
più di quanto potrai mai capire
anche con le finestre rotte
con il sangue che
ti scorreva sul pugno
anche
se era la mia vita
la mia verità
la mia speranza
la mia finestra perduta.

E ora
se credi che
tornerò a casa
ascolta prima il mio segreto:
dormo con una spada accanto alla mano
ogni notte
affilata dai sogni
del tuo corpo
il tuo assassinio
il tuo sangue
che scorre
sulla mia strada.

[Suzanne Vega from Solitudine Standing]

giovedì, dicembre 30, 2010

Elementi naturali, elementi artificiali

Ieri sono stata al mare. C'è in questi giorni una luce cosi bella da toglierti il respiro. Una luce che donerebbe la vista anche ad un cieco. Dicembre mi piace proprio per queste giornate cosi luminose, aria fredda quanto basta, cieli tersi e tramonti pennellati di rosa. Ieri ho visto il tramonto passeggiando sulla spiaggia, con il sole che disegnava una linea di luce fino al bagnasciuga e quei colori rosa dappertutto, incendiavano l'orizzonte. L'aria era cosi limpida e pulita che di fronte al mare si aprivano nitidi i due bracci del golfo, si vedeva finanche Cetara sulla destra e oltre Agropoli sulla sinistra, forse Santa Maria o chissà. Salerno, più grande di tutte sembrava una regina seduta sul trono che tutto vigilava. Mi sono sentita fortunata e ancor di più quando chi era con me mi ha guardato e mi ha detto "ma come si fa a vivere senza mare?" . Non lo so, io non lo so come si possa vivere senza certi panorami e certe sensazioni, senza certi colori, certi profumi, certi suoni. Ho passeggiato sulla spiaggia raccogliendo conchiglie che terrò per me. Il rumore delle onde che battevano sulla battigia era una musica che ti liberava da ogni pensiero, da ogni dolore, da ogni offesa. Abbiamo lasciato le impronte dei nostri piedi sulla sabbia bagnata, come giganti, perchè ci si sente piccoli davanti al mare, ma anche grandi, grandi e fortunati. Poi la pineta alle nostre spalle ha cominciato a lasciare posto alla luce fioca che segue il tramonto e con quel rosa pieno di azzzurro negli occhi abbiamo salutato il mare, senza salutarlo, perchè il mare è dentro di noi, è dentro di me, è dentro di te e non potrà mai essere prosciugato da nessun cielo nero.

giovedì, dicembre 23, 2010

forse il nostro viaggio porta un pò più lontano....

Oggi ho fatto tutto come se tu stessi arrivando. Ho ripetuto gli stessi gesti automatici e le abitudini che nascono in me prima di un tuo ritorno.
Ho cambiato il letto perchè le lenzuola profumino di pulito quando ci appoggerai le guance, la tua bocca che sa di sale e le tue narici asmatiche. Mi sono depilata in modo scientifico, ho spalmato il mio corpo di crema, ho tagliato le unghie, lavato i capelli. Ho tolto la polvere dalla mia stanza perchè non si scateni la tua allergia e perchè non ho mai gli antistaminici nell'armadietto delle medicine quando ti servono. Ho controllato che fossero puliti i vestiti più belli che ho per poterli indossare al tuo cospetto. Appena sveglia ho messo un disco che ci piace tanto, a tutto volume, ed ora mi addormento ascoltandone un altro che ci unisce nel sonno. Mi sono guardata allo specchio e mi sono piaciuta. Mi sento profumata, pettinata, bella. Ora sono pronta per il viaggio, ora sono pronta per respingerti in mare, insieme a me.

si sparse dovunque l'odore dei disinfettanti...

Mi sono sempre considerata una persona pulita, pura, senza macchia.
Ho sempre avuto cura e rispetto dei sentimenti e di ciò che è più importante per il mio cuore. Ho sempre cercato di non disinfettare nulla(se non le ferite inferte dagli altri), ma di tenere i sentimenti in un posto al caldo, pulito, profumato. Per questo forse mi riempie di schifo il sapere che ci sono persone sporche, piene di macchie e senza nessun senso del pudore. E proteggimi dai lacrimogini, dalle canzoni inutili e proteggimi le sopracciglia dai manganelli...

sabato, dicembre 18, 2010

e i tuoi capelli che sono fili scoperti, che sono nastro isolante..

pensieri notturni

"e i tuoi capelli che sono fili scoperti che sono nastro isolante che sono fili scoperti .. "

sabato, dicembre 11, 2010

Succursali di paradisi artificiali

Ieri, mentre andavo come ogni venerdi pomeriggio al corso di inglese all'Università, in macchina ascoltavo come mi capita da quasi un mese a questa parte, Le Luci della centrale elettrica e nello specifico quest'album dal nome provocatorio e disperato, Per ora noi la chiameremo felicità. Mi chiedo cosa si prova ad essere la ragazza di Vasco Brondi. Come ci si deve sentire a difendersi da tutti quegli attacchi di odio e amore. Come ci si deve sentire sporchi ad aver distrutto sogni cosi grandi e sentimenti cosi coraggiosi. Poi mi chiedo come mi sento io. Ci sono dischi che ti entrano dentro ancor prima che tu te ne accorga, all'apparenza distanti e incapibili ma poi lentamente si insinuano sotto la pelle e fin dentro le ossa, con tutte quelle frasi fintamente urlate, che ti entrano ogni giorno un pò di più nella testa, nei pensieri, ritrovandoti a ripetere frasi e a ricordare immagini che nemmeno credevi di ricordare. Poi sono arrivata all'università, ho tolto lo stereo, ho preso le mie borse ed il mio cellulare e ho continuato ad ascoltare I nostri corpi celesti con le cuffie sparate nelle orecchie. Il centro linguistico è raggiungibile in qualche minuto, ma quei pochi minuti mi servono per prepararmi al distacco da me stessa e a rientrare nel mondo. Sono in anticipo, un'amica mi chiama al cellulare e chiacchero, mentre Sascha passa nel corridoio con la sua solita faccia simpatica e mi dice Hi ed io gli rispondo How are you? I'm tired fa lui, ma ha sempre il sorriso sulla bocca e la sua stanchezza non pesa ne' a lui ne' agli altri. Poi mentre parlo ancora al cellulare, appoggiata ad un muro, passa Gerarda che e' lì anche lei per il corso di inglese, ma un livello superiore al mio. La vedo mentre arriva da lontano, che mi guarda con il suo solito sorriso pieno di dolcezza. Io, anche se dovrei entrare in classe, decido di andare con lei a prendere un caffè alle macchinette. Mentre ancora parlo al cellulare, lei prende la mia borsa coi libri. Chiudo la telefonata e ci avviamo verso le macchinette. Parliamo di musica, del nostro bellissimo concerto dei Giardini di Mirò un marzo di quasi quattro anni fa e mi ritrovo catapultata nella realtà, senza sconti, senza fiori da cogliere sul precipizio, ma solo con il sorriso di Gerarda che mi ricorda quanto e' bella l'amicizia e quanto e' bello il mio cuore pieno di occhi e pieno di luce.

giovedì, dicembre 02, 2010

Vorrei vedere voi...

Le ossa e le giunture cedono di schianto... ma i centri emozionali stanno bene, resistono a quel mondo che non sente e che non c'è.... non c'è... non...

domenica, novembre 21, 2010

senza voltarsi

Tu conti le ossa e mischi le ossa...

petali di rosa dura spiccano in volo sfrontati senza voltarsi...
mi lasciano nell'estasi del declino..

giovedì, novembre 18, 2010

L'anno luce

E di giorno ti parlavo da distanze siderali, mi bruciavo...
La strage. Repeat?

sabato, novembre 13, 2010

l a b i r i n t o

- e ora qualche passo
da parete a parete,
su per questi gradini
o giù per quelli,
e poi a sinistra
se non a destra,
dal muro in fondo al muro
fino alla settima soglia,
da ovunque,
verso ovunque fino al crocevia,
dove convergono
per poi disperdersi le tue speranze,
errori, dolori, sforzi, propositi
e nuove speranze.

Una via dopo l'altra,
ma senza ritorno.

Accessibile soltanto
ciò che sta davanti a te
e laggiù, a mo' di conforto,
curva dopo curva,
e stupore su stupore,
e veduta su veduta.

Puoi decidere dove essere o non essere,
saltare, saltare pur di non farsi sfuggire.

Quindi di qui o di qua,
magari per di lì,
per istinto, intuizione,
per ragione, di sbieco,
alla cieca,
per scorciatoie intricate.

Attraverso infilate di file
di corridoi, di portoni, in fretta,
perchè nel tempo hai poco tempo,
da luogo a luogo fino a molti
ancora aperti, dove c'è gioia,
benchè il dolore sia pressochè
lì accanto e altrove, qua e là,
in un altro luogo
e ovunque felicità nell'infelicità
come parentesi dentro parentesi, e cosi sia
e d'improvviso un dirupo,
un dirupo, ma un ponticello,
un ponticello, ma traballante,
ma solo quello, perchè un altro non c'è.

Deve pur esserci un'uscita,
è più certo.

Ma tu non la cerchi,
è lei che ti cerca,
è lei fin dall'inizio
che ti insegue,
e il labirinto altro non è
se non la tua, finchè è possibile,
la tua, finchè è tua,
fuga, fuga.

W. Szymborska

sabato, ottobre 23, 2010

risposta

Perdonami se ti cerco così dentro di te.
Perdonami il dolore. È che da te voglio estrarre il tuo migliore tu.
Quello che non vedesti e che io vedo, immerso nel tuo profondo.


P E D R O S A L I N A S

lunedì, ottobre 18, 2010

F U O R I T I R O

Ti guardo di nuovo negli occhi
nel labirinto che hai in testa.
Ho sentito cosa hai detto
e penso che la tua mente stia cedendo.

Ti ho seguito finchè ho potuto
qualche volta ho anche pensato di capire
e ora sono qui da sola
mentre tu voli fuori tiro
dicendomi che i tuoi frammenti di parole ubriache
li ha scritti la mia mano.

Chiedi solo una semplice carezza,
non è mica molto. Bè, dipende da dove la vuoi.

Non sai le volte che ho sperato che il cielo si arrendesse
e lasciasse le stelle libere di cadere rompersi precipitare
senza fermarsi mai
e ora dici che senti le voci della ragione
ridere di te
forse è vero,
forse dovrebbe.

Ora vuoi sapere
se posso rattoppare il tuo viso sanguinante
se posso ridarti un pò di grazia
se ho visto il tuo onore da qualche parte

se potessi prenderti tra le braccia e incollarti i pezzi
se potessi spezzare l'incantesimo
l'avrei fatto da tempo
se potessi tenerti insieme
se avessi il potere magico.

Se avessi il tocco che guarisce
forse potrei farti capire quanto
ho avuto bisogno di te.

S u z a n n e V e g a

martedì, ottobre 05, 2010

corpi

Ci sdraiammo sul pavimento, le spalle contro il giorno. Non avevo bisogno di più luce di quanta già non fosse nel suo tocco, le sue dita che scorrevano sulla mia pelle, risvegliando le terminazioni nervose. Con gli occhi chiusi cominciai un lungo viaggio lungo la sua spina dorsale, la strada acciottolata che mi condusse a una fenditura e a una vallata umida e poi a un pozzo profondo nel quale annegare.
Ci sono altri luoghi al mondo oltre a quelli che si scoprono sul corpo di un amante?

J.Winterson

giovedì, giugno 10, 2010

Giugno

Del mese di Giugno ho sempre amato perdermi tra le stradine di campagna con la mia macchina e scoprire i campi di grano falciati con le balle dappertutto, come in un quadro di van Gogh. Giugno è sempre stato un mese che ho amato tanto, ma da qualche anno non è più cosi prodigo di bellezza. A volte è stato mese di dolore, altre volte come quest'anno, è un mese più autunnale che estivo, dovendolo vivere nella punta estrema dell'Europa, affacciata sull'oceano certo, ma troppo spesso senza l'azzurro del cielo ed il giallo dei campi di grano.
Che voglia di scrivere ho stasera, come vorrei aprire la mia mente e farla rotolare per ore ed ore, far scivolare i pensieri e farli arrivare tra le mani di chi amo. Questa pioggia incessante de La Coruna mi uccide, mi toglie il sorriso, mi apre ardente nel cuore la ferita della malinconia, della mia terra, della mia gente, della mia lingua. E' ingiusto vivere separati da ciò che si ama, cosi come è ingiusto e triste guardare solo da lontano il nostro amore che a furia di gridare rimarrà soffocato. Perchè si permette alla paura di governare ciò che abbiamo di più bello? Io un tempo avrei spaccato le montagne pur di raggiungerti. Adesso sono in cima al precipizio,insieme a te, ed in ogni istante ti grido di cogliere quel fiore di stendhaliana memoria. Abbassati e coglilo prima che puoi, per l'amor di Dio. Non aver paura di cadere giù, ci sono io che ti tengo la mano, più forte che posso.

martedì, marzo 23, 2010

Addio a una vista

Non ce l’ho con la primavera
perché è tornata.
Non la incolpo
perché adempie come ogni anno
ai suoi doveri.

Capisco che la mia tristezza
non fermerà il verde.
Il filo d’erba, se oscilla,
è solo al vento.

Non mi fa soffrire
che gli isolotti di ontani sulle acque
abbiano di nuovo con che stormire.

Prendo atto
che la riva di un certo lago
è rimasta- come se tu vivessi ancora-
bella come era.

Non ho rancore
Contro la vista per la vista
sulla baia abbacinata dal sole.

Riesco perfino ad immaginare
che degli altri, non noi
siedano in questo momento
sul tronco rovesciato d’una betulla.

Rispetto il loro diritto
a sussurrare, ridere
e tacere felici.

Suppongo perfino
che li unisca l’amore
e che lui stringa lei
con il suo braccio vivo.

Qualche giovane ala
fruscia nei giuncheti.
Auguro loro sinceramente
di sentirla.

Non esigo alcun cambiamento
dalle onde vicine alla riva,
ora leste, ora pigre
e non a me obbedienti.

Non pretendo nulla
dalle acque fonde accanto al bosco,
ora color smeraldo,
ora color zaffiro
ora nere.

Una cosa non accetto.
Il mio ritorno là.
Il privilegio della presenza-
ci rinuncio.

Ti sono sopravvissuta solo
e soltanto quanto basta
per pensare da lontano.

Wislawa Szymborska

venerdì, marzo 05, 2010

Vento in faccia

A volte la musica mi salva, proprio quando sto per buttarmi. Mi arriva da lontano, attraverso il vento che mi accompagna nelle mie passeggiate, mi scopre la faccia, mi sveglia, mi apre gli occhi fino a farli lacrimare. Il vento arriva dal mare, come tutte le cose belle. Dove c'è il mare c'è sempre una speranza da cavalcare, come un'onda. Mi chiedo perchè a volte sono cieca, proprio quando non dovrei esserlo e al contrario vedo troppo quando non vorrei vedere. Ma ho imparato che non tutto può avere una risposta e probabilmente sono anche stanca di cercare continuamente un senso.Voglio vivere per un pò nell'indefinito, nell'impalpabile, nel mondo onirico che sta nei miei sogni più coraggiosi. Il vento soffia in faccia e mi sveglia, è bello sentirlo addosso perchè mi riconduce a me stessa e traccia la via delle lacrime, dandogli la vita e la libertà di essere.

giovedì, gennaio 14, 2010

Amore e immedesimazione (capitolo 15)

Si dimenticano molte cose del proprio passato e le si caccia di proposito dalla mente: cioè si vuole che la nostra immagine, che irraggia dal passato verso di noi, ci inganni,lusinghi la nostra presunzione - noi lavoriamo continuamente all'inganno di noi stessi. E ora credete voi, che tanto parlate e decandate "l'obliar se stessi nell'amore", lo "sciogliersi dell'io nell'altra persona", che ciò sarebbe qualcosa di sostanzialmente diverso? Dunque si infrange lo specchio, ci si immagina in un'altra persona che si ammira, e si gode poi la nuova immagine del proprio io, anche se la si chiama col nome dell'altra persona - e tutto questo procedimento non sarebbe inganno di sè, non sarebbe egoismo, gente strana! Io penso che coloro che nascondono qualcosa di sè a se stessi e coloro che a se stessi si nasconodono come tutto, sono uguali in ciò a coloro che commettono un furto nella camera del tesoro della conoscenza: dal che risulta contro quale reato ci metta in guardia il detto "conosci te stesso" .

F. Nietzsche "Umano troppo umano"

martedì, dicembre 22, 2009

cielo, acqua, infinito

Mancano pochi giorni a Natale. Mi ripeto questa frase da giorni, cercando lo spirito di amore e armonia che dovrebbe caratterizzarlo, ma naturalmente è una ricerca che non porta da nessuna parte. Tra poco finirà anche questo maledetto 2009. Soprattutto questo mi ripeto, finalmente questo stramaledettissimo anno finirà e questo almeno è l'unico punto fermo che vedo intorno a me. Stamattina non c'è nemmeno il sole, nemmeno le nuvole leggere, solo un cielo bianco e qualche pettirosso che si riposa sui fili della luce. Odio la stupidità della gente, la superficialità, la mancanza di coraggio e l'egoismo. Odio tutte queste cose, soprattutto quando tutto questo marcio si manifesta in superficie e nasconde la luce che si ha dentro. Vorrei distruggere questo vortice di finta vita che scorre sulla pelle di chi sente quella stessa pelle come una prigione. Vorrei avere una pozione magica, una lampada di Aladino, un tappeto volante per trasportare altrove chi non ha il coraggio di alzarsi finalmente e camminare a testa alta. Mi distrugge il pensiero di un fiume che scorre inerme e sempre uguale a se stesso, senza mai essere in piena, senza mai reagire alle secche. Esistono nel mondo alcuni fiumi di acqua salata, so che ci sono ma non ricordo dove. Il mare è troppo grande e troppo salato per poter tenere gli occhi aperti sotto la sua superficie, il mare può girarsi ed entrarti dentro in verticale, può toglierti l'ossigeno se non sai nuotare. L'acqua serve a farci sentire più puliti dopo aver fatto qualcosa che ci fa sentire sporchi, l'acqua purifica, nell'acqua puoi annegare, ma puoi anche salvarti se la bocca è candida e fresca come dopo esserci lavati i denti. Ma anche la via Lattea è fatta di acqua. Basta solamente aprire gli occhi per guardare l'infinito ed accoglierlo senza paura, senza stupide confusioni, senza doversi pentire di essere finalmente se stessi.

giovedì, dicembre 17, 2009

parole d'amore

Le parole d’amore non dette, che spreco, ci vuole il coraggio di dirle e poi che non vale la pena di essere soli e delusi. Mai.

Ivano Fossati

mercoledì, dicembre 16, 2009

coscienza di sè

Oggi a ottantuno anni, ho provato un vivo sentimento di me stesso, proprio come prendevo coscienza di me a cinque o sei anni. La coscienza è senza movimento. Ed è proprio per questa sua immobilità che noi possiamo percepire il moto di quello che chiamiamo tempo. Se il tempo passa, è necessario che vi sia qualcosa che resti stabile. Ed è la coscienza di sè ad essere stabile.

Lev Tolstoj

lunedì, dicembre 14, 2009

cecità

A volte mi prende una grande tristezza. Comincia già al mattino, quando mi giro nel letto e non riesco ad alzarmi. Certe frasi dette da chi mi è amico mi rivelano la verità, seppur io la conosca da sempre ma chissà perchè combatto testardamente per cercare di cambiarla. Ma la tristezza non è mia, si riflette dentro di me ma arriva da lontano. La mia sofferenza più grande non arriva mai da me stessa, ma sempre da ciò che amo. Non riesco ad accettare l'idea che ciò che di bello c'è in un'anima sia destinata a sprofondare nelle sabbie mobili. Ma che posso fare io di fronte all'immobilità? Io non ho la facoltà di cambiare le cose, se non le mie. E vorrei non soffrire più per tutto questo buio, non pensare più alla miseria che sta dietro a tutto questo. Ma mi chiedo se ne sarò mai capace, se davvero un giorno riuscirò a fare finta che tutto sia splendente e perfetto, come tanti prima di me hanno fatto. Probabilmente no, perchè se cosi fosse dovrei cambiare nome, sangue ed anima.

sabato, dicembre 12, 2009

Luce propria

Tutto questo vivere per
nascondersi dagli altri,
Che senso ha?
E tutte le paure
riposte sotto al letto le hai viste mai?
A tutte le promesse che non hai mantenuto
Ci pensi mai?

Anche perchè in questo modo
con un mondo che ti esplode dentro
Qualcosa non va..

Tutto questo perdersi
Per poi ritrovarti
Che senso ha?
I demoni privati
Scolpiti infondo al petto
Li hai visti mai?

E a tutti i grossi errori
Che poi hai ripetuto
Ci pensi mai?

Perchè chiudendo forte gli occhi
Su un mondo che ti esplode dentro,
Qualcosa non fai...

Come dirti cos'è..
Cose che non sai di te...

EPO

mercoledì, dicembre 09, 2009

La parola amore esiste

Per me la parola amore fa rima con la parola libertà. Ho sempre riconosciuto l'amore nella mia vita perchè quello che ho provato ha sempre coinciso con grandi cieli azzurri in cui librarsi, prati verdi in cui correre a piedi nudi, sentendo la rugiada che ti si attacca ai piedi e poi asciugare quegli stessi piedi al sole che riscalda ed illumina il cuore. Non esiste il buio quando esiste l'amore, non esiste la paura, non esiste la confusione. Esiste solo una sensazione di libertà e di coraggio ed attraverso questi due motori si può combattere il mondo, sia quello dentro di noi che quello di fuori. Ed è solo quando si perde l'amore che nascono catene pesantissime che ti incatenano l'anima ed è allora che qualunque tentativo di (finto) volo rivela la miseria dell'animo umano. L'amore non cantarlo, è un canto di per sè, più lo si invoca meno ce n'è. Mai frase fu più vera. Io so amare, io so cosa è la libertà e ne sono immensamente fiera e di questa forza faccio la mia spada per difendermi da ciò che non mi rappresenta e che non mi appartiene.

lunedì, dicembre 07, 2009

domenica sera

Domenica sera. Fuori c'è un'aria placida ed un cielo pieno di stelle.
Malinconia.

mercoledì, dicembre 02, 2009

l'odore di un novembre che muore

E' stato un novembre bellissimo, cielo azzurro e sole caldo prodigo di baci. Dicembre porterà l'inverno, ma come sempre la memoria del sole resterà dentro perchè fa parte di me, perchè mi appartiene e non solo perchè ho avuto l'immensa fortuna di nascere in questo angolo di mondo. Il freddo arriverà e servirà come sempre a desiderare più ardentemente la primavera, il freddo sarà lo specchio in cui mi guarderò per riconoscere la mia luce e prepararmi ad accoglierla ancora con tutta la consapevolezza e la forza di cui sono capace e di cui non farò mai a meno perchè sarebbe come smettere di vivere e sopravvivere non mi è mai interessato.

sabato, novembre 28, 2009

voglia di musica

Stasera mi sarebbe piaciuto essere al MEI di Faenza. Tra tutti i festival di ogni tipo e in ogni dove che ho visto in tutti questi anni di musica in giro per l'Italia è veramente uno dei pochi non ho visto e che mi sarebbe sempre piaciuto vivere.
Ma quest'anno non mi ha voluto molto bene e forse l'unico ricordo piacevole che ho di quest'anno legato alla musica è il concerto di PJ Harvey ed in fondo non mi sembra poco. Sono appena tornata dall'ospedale dove sono stata a farmi un nuovo prelievo, poi sono stata al supermercato e con la spesa tra le mani mi sono detta che forse a volte è più importante prendersi cura di se stessi e stare con le persone che ti amano veramente.

lunedì, novembre 23, 2009

richieste impossibili

Dopo giorni giorni e giorni di cielo azzurro, stamattina il cielo di novembre sembra volgere verso l'inverno o almeno guardando da dietro i vetri cosi mi sembra. Mi chiedo perchè la gente non sappia prendersi le proprie responsabilità.. ripenso ad una pubblicità letta ieri per strada. Penso a quanto mi fanno incazzare certe cose e a quanto vorrei distruggerle come se fossero fatte di vetro e lanciarle contro un muro di cemento alto dieci metri. Vado alla posta, anche io a volte scappo dal silenzio, ma in modo completamente diverso da come lo farebbe qualcun'altro.

domenica, novembre 22, 2009

ti coprirò le spalle scordando il tuo nome

Sulla sponda del fiume siamo circondati da sirene ci esortano ad uscire con le mani alzate bene in vista Ma tu non c'entri tu non ne hai colpa Amore ora ascoltami bene ti copriro' le spalle scordando il tuo nome ma ora vai sulla sponda del fiume Vai sulla sponda del fiume... ... e lascia che sia la corrente a portarti via lascia che sia la corrente a portarti via... Improvvisamente una raffica di colpi mi stende sto perdento sangue Dio mio non sento piu' le gambe Amore ora ascoltami bene sta per finire ma non voglio aspettare trascinami sulla sponda del fiume Trascinami sulla sponda del fiume... E lascia che sia la corrente a portarmi via Lascia che sia la corrente a portarmi via Tra la nebbia lei perde una lacrima Dice "no non ti lascero' qua... abbiamo cominciato insieme questa storia
e insieme finira'..." Fino alla fine del giorno Finche' avro' sangue nel corpo Restero' al tuo fianco E gli spareremo contro... Fino alla fine del giorno Finche' avro' sangue nel corpo Restero' al tuo fianco E non ci prenderanno non ci prenderanno mai...

Roberto Angelini

sabato, ottobre 10, 2009

attesa e inaspettata

Attesa e inaspettata arriva la seconda vita in quell'istante in cui si taglia il velo e sei dell'altra parte non sei preparato mai abbastanza ma sei pronto da sempre la naturale conseguenza all'essere nato la naturale conseguenza dell'amore
un pensiero che rende liquida la mente che ti fa sentire tutto che ti fa sentire niente come andare dritti al centro della terra o a ritrovare sulla luna un senno nuovo come cambia il peso delle cose il valore del denaro della forza delle braccia
del sonno e del risveglio del pianto del sorriso dell'aria che respiri di ritornare a casa ora il mio posto e' qui che bellezza abbagliante la tua a volte manca il fiato da qui non si torna indietro hai paura che il tempo non stia più al tuo guinzaglio hai paura che il gioco adesso sia finito così ti trovi a quell'incrocio tra l'impegno e il disimpegno e devi toglierti dal centro devi farti spazio dentro e poi dividere l'inutile da ciò che è necessario non c'e piu un giorno da perdere nel tuo calendario e poi serenamente a ciò che non ti rappresenta dire no finalmente perché chi viene alla luce illumina


Niccolò Fabi

giovedì, settembre 17, 2009

metà settembre

Che voglia di scrivere e quanta difficoltà nel farlo. Più le parole si agitano dentro e più finiscono alla rinfusa dentro la mia pancia. Guardo il mare dal balcone della mia scuola. Che ora meravigliosa è questa. L'acqua che luccica contro il cielo, il bagliore del sole riscalda con gentilezza. Su questo tavolo, dal balcone aperto a far entrare aria, arriva uno dei suoi raggi che attraversa la tenda bianca. Se anche la mia anima avesse pace non conoscerei al mondo paradiso più bello dello spettacolo che ora è davanti ai miei occhi. E' qui davanti a me ma qual è la strada per raggiungerlo?

lunedì, giugno 22, 2009

21 Giugno

9.6.1934

Il sopraggiungere dell’estate mi rattrista. Si potrebbe credere che la luminosità, anche se acre, delle ore estive conforti colui che non sa chi è. Ma non è cosi: io non ne sono confortato. C’è un contrasto troppo grande fra l’esuberante vita esterna e ciò che sento e penso, senza saper sentire né pensare: il cadavere perennemente insepolto delle mie sensazioni. Ho l’impressione di vivere in questa patria informe chiamata l’universo, sotto una tirannia politica che, anche se non mi opprime direttamente, tuttavia offende un qualche principio occulto della mia anima. E allora scende in me, sordamente, lentamente anticipata, nostalgia dell’esilio impossibile.
Ho soprattutto sonno. Non un sonno che ha in sé latente (come ogni sonno, anche quello malato) il privilegio fisico della quiete. E neppure un sonno che, per essere dimentico della vita e probabile latore di sogni, offre sul vassoio con il quale ci tocca l’anima i placidi doni di una grande abdicazione. No: questo è un sonno che non riesce a dormire, che pesa sulle palpebre senza chiuderle, che riunisce in un gesto che sappiamo stupido e ripulsivo, l’attaccatura delle labbra incredule. Questo è il sonno che pesa inutilmente sul corpo durante le grandi insonnie dell’anima.
Soltanto quando arriva la notte provo in qualche modo non un’allegria, ma un riposo che è soddisfatto con analogia dei sensi e per il fatto che altri riposi sono soddisfatti. Allora il sonno passa, la confusione dell’imbrunire mentale che quel sonno aveva portato sfuma, si schiarisce, quasi si illumina. Per un attimo, vive la speranza di altre cose. Ma quella speranza è breve. Ciò che sopravviene è un tedio senza sonno e senza speranza, il cattivo risveglio di chi non è riuscito a dormire. E dalla finestra della mia stanza guardo, povera anima col corpo stanco, molte stelle; molte stelle, nulla, il nulla, ma molte stelle….

68 (148) LI
Fernando Pessoa

sabato, giugno 13, 2009

sulla sponda del fiume

Stasera ho tanta voglia di scrivere. Come facevo tanti anni fa. Voglia di vomitare nelle parole tutta la rabbia, la tristezza e la speranza che sento dentro di me. Ma non so se ci riuscirò.

martedì, maggio 26, 2009

26 Maggio 2009

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.

E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

Nazim Hikmet

domenica, maggio 24, 2009

la notte

Di nuovo sera, di nuovo un'altra settimana che se n'è andata. Mi aggrappo al tempo o lo fuggo, c'è sempre qualcosa da allontanare e qualcosa da avvicinare.
La finestra è aperta come oramai da molti giorni, sento il profumo del glicine salirmi fin dentro le narici e guardo lo spettacolo delle lucciole che danzano nell'aria e vorrei condividerlo con chi non è accanto a me. Dovrei studiare, ma ho esaurito tutte le mie forze per oggi. Adesso c'è solo spazio per la nostalgia e poi, per la gioia che dopo questa nostalgia arriverà.
buonanotte amore, la notte è sempre il momento più difficile... ma io mi aggrappo alle stelle e non cado giù.

lunedì, maggio 18, 2009

il colore giallo

Il giallo è uno di quei colori che non sempre mi piace. Mi piace il giallo del sole certo, mi piace il giallo dei fiori, mi piace il giallo delle maglie a volte, soprattutto quello che sta cosi bene sui visi con gli occhi scuri. Però anche a mio padre piacciono le maglie gialle, anche se lui gli occhi ce li ha verdi. Ogni pomeriggio mi si fissa in testa il colore giallo. La verità è che in questo periodo c'è un giallo che mi emoziona ed è il giallo delle ginestre, la pianta dai bellissimi fiori che Leopardi cantò cosi poeticamente e che anche io adoro, anche se qui non nasce sui vulcani, ma nasce spontanea, a iosa lungo l'autostrada che ogni pomeriggio prendo per andare al lavoro. Mentre guido, quel giallo mi arriva agli occhi e mi riempie di luce. Ma quel giallo nasce anche qui, in campagna, vedo i cespugli dalla finestra e questa è l'ora in cui preferisco ammirarla perchè cosi sento l'estate che sta per arrivare con tutta la sua dolcezza e intensità.

sabato, maggio 16, 2009

nuvole

Oggi non andrò al lavoro, resterò a casa ad ammazzarmi di studio o almeno tenterò. Il cielo è stranamente bianco, c'è molta afa, ma dopo giorni e giorni di meraviglioso azzurro il sole ha deciso di nascondersi. Un pò come vorrebbe fare stamattina la mia anima, stanca appena sveglia e forse anche un po' delusa. O forse no, forse è solo suggestione e come sempre basterà una parola o un gesto d'amore per ridarle la sua luce. Eppure qualcosa stamattina mi fa male, era davvero tanto che non sentivo questo buco allo stomaco, ma forse è solo paura di tutto questo lavoro che mi aspetta, di tutto il futuro prossimo che mi sta per cadere addosso. Ma io sono qui, con le mani aperte pronte ad accoglierlo, perchè lo aspettavo veramente da tantissimo tempo. Spero che anche lui sarà altrettanto felice di rincontrarmi.

lunedì, maggio 11, 2009

le otto di sera

Eccola qui la dolcezza delle sere d'estate. Io chiusa in casa tra quattro mura posso solo aggrapparmi all'odore del glicine che sale dalla mia finestra. Quando mi verrà dato quello che mi spetta? Quando potrò finalmente avere tra le mani ciò che merito?
Vorrei uscire e passeggiare con chi amo per qualche borgo di pescatori, Acciaroli magari o Cetara. Vivo in mezzo a due paradisi e posso scegliere. Ma adesso no, adesso ci sono solo doveri per me e un mare di malinconia per chi non posso stringere tra le braccia proprio quando ne avrei più bisogno.

giovedì, maggio 07, 2009

lucciole

Ieri sera, tornando a casa, ho visto le prime lucciole che illuminavano il buio.
E come mi capita ad ogni maggio, mi riviene alla mente quella meravigliosa canzone di Carmen. E poi penso alla primavera che torna sempre, puntuale e bellissima.. e tu vorresti accoglierla al meglio, ma non sempre ce la fai, non sempre sei pronto. Il tempo non si è fermato, però forse davvero io sto aspettando, non solo me stessa.

mercoledì, aprile 15, 2009

sabato, aprile 04, 2009

citazione numero 2

La gente non ha mai avuto problemi a cancellare il passato quando dava troppo fastidio. La carne brucia, le foto bruciano e la memoria, cos'è? Nient'altro che il vaneggiamento imperfetto di stolti che non vogliono convincersi della necessità di dimenticare. Quello poi che non si può distruggere si può alterare. I morti non urlano. C'è una certa attrattiva in ciò che è morto. Preserva infatti tutte le qualità migliori della vita senza nessuna di quelle noiose complicazioni consuete fra gli esseri viventi. Stronzate, lamentele, bisogno d'affetto. Si può vendere all'asta, esporre, collezionare. E' molto più comodo fare il collezionista di oggetti curiosi perchè se sei curioso, devi avere moltissima pazienza, stare lì ore e ore e vedere cosa succede. Devi aspettare sulla spiaggia finchè non comincia a fare freddo, o sei costretto a investire i tuoi risparmi in una barca col fondo di vetro, che è molto più cara di una canna da pesca, ma ti mette in contatto con gli elementi. Chi è curioso è sempre in pericolo. Se sei curioso rischi di non far più ritorno a casa, come quegli uomini che vivono adesso con le sirene sul fondo del mare. O coloro che scoprirono Atlandide. [....] Perciò, essendo ragionevole, il collezionista si circonderà piuttosto di cose morte e ripenserà a quando il passato viveva, si muoveva ed era popolato. Il collezionista vive ina una stazione ferroviaria abbandonata e guarda vecchi filmati di treni in movimento. E' il morto vivente primordiale. Per questo il passato, proprio perchè è passato, si rivela malleabile solo là dove una volta era flessibile. Una volta poteva cambiare idea, ora può solo subire un cambiamento. Le lenti possono essere tinte, deformate, spaccate. Quello che importa è che l'ordine alla fine prevalga... e se si è un gentiluomo del Settecento, che abbassa le tendine mentre la carrozza sobbalza sui sassi di un valico alpino, bisogna sapere quello che si sta facendo, fingendo un ordine che non esiste solo per darci una sicurezza che può esistere. C'è ordine ed equilibrio nelle storie.

Jeanette Winterson "Non ci sono solo le arance"

mercoledì, aprile 01, 2009

citazione

Ci sono tante forme di passione e di affetto; ci sono persone che vivono insieme tutta la vita senza neppure conoscere i loro nomi. Nominare è un processo lungo e difficile; tocca l'essenza stessa delle cose e implica potere. Ma in una notte selvaggia chi può ricondurti a casa? Solo chi conosce il tuo nome.

Jeanette Winterson, Non ci sono solo le arance

domenica, marzo 15, 2009

malinconia

Tutto il giorno
ho letto poesie d'amore,
ma la mia voce è muta
e non trova il sonoro.

La distanza è un mostro
che fagocita il corpo
e non bastano i ponti
che dentro me,
l'anima silenziosamente
costruisce.

Ma intorno, gli occhi
disegnano le linee conosciute
che le mie mani intrecciano
con i tuoi capelli

ed in quel nero candido
mi perdo.

martedì, marzo 10, 2009

sincerità

Guardo questo cielo infinitamente azzurro e quasi mi ferisce perchè non posso condividerlo con chi amo. Mi chiedo se è a volte la sincerità può avere diversi punti di vista. Io so che amare significa essere di qualcun'altro stringendo in mano il proprio cuore per non dimenticarsi mai di se stessi. Non conosco altra verità e non ne voglio conoscere.

sabato, marzo 07, 2009

marzo

Le palme del lungomare in preda alla furia del vento mi spaventano. Mi angosciano a tratti. Ma poi, come ogni marzo che si rispetti, all'improvviso esce il sole che spazza via la pioggia ed allora il mio cuore ritorna sereno.

Informazioni personali

La mia foto
Salerno, Italy
Não sou nada. Nunca serei nada. Não posso querer ser nada. à parte isso, tenho em mim todos os sonhos do mundo/ Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso voler d'esser niente.a parte questo,ho in me tutti i sogni del mondo. [Fernando Pessoa]

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