giovedì, giugno 10, 2010

Giugno

Del mese di Giugno ho sempre amato perdermi tra le stradine di campagna con la mia macchina e scoprire i campi di grano falciati con le balle dappertutto, come in un quadro di van Gogh. Giugno è sempre stato un mese che ho amato tanto, ma da qualche anno non è più cosi prodigo di bellezza. A volte è stato mese di dolore, altre volte come quest'anno, è un mese più autunnale che estivo, dovendolo vivere nella punta estrema dell'Europa, affacciata sull'oceano certo, ma troppo spesso senza l'azzurro del cielo ed il giallo dei campi di grano.
Che voglia di scrivere ho stasera, come vorrei aprire la mia mente e farla rotolare per ore ed ore, far scivolare i pensieri e farli arrivare tra le mani di chi amo. Questa pioggia incessante de La Coruna mi uccide, mi toglie il sorriso, mi apre ardente nel cuore la ferita della malinconia, della mia terra, della mia gente, della mia lingua. E' ingiusto vivere separati da ciò che si ama, cosi come è ingiusto e triste guardare solo da lontano il nostro amore che a furia di gridare rimarrà soffocato. Perchè si permette alla paura di governare ciò che abbiamo di più bello? Io un tempo avrei spaccato le montagne pur di raggiungerti. Adesso sono in cima al precipizio,insieme a te, ed in ogni istante ti grido di cogliere quel fiore di stendhaliana memoria. Abbassati e coglilo prima che puoi, per l'amor di Dio. Non aver paura di cadere giù, ci sono io che ti tengo la mano, più forte che posso.

martedì, marzo 23, 2010

Addio a una vista

Non ce l’ho con la primavera
perché è tornata.
Non la incolpo
perché adempie come ogni anno
ai suoi doveri.

Capisco che la mia tristezza
non fermerà il verde.
Il filo d’erba, se oscilla,
è solo al vento.

Non mi fa soffrire
che gli isolotti di ontani sulle acque
abbiano di nuovo con che stormire.

Prendo atto
che la riva di un certo lago
è rimasta- come se tu vivessi ancora-
bella come era.

Non ho rancore
Contro la vista per la vista
sulla baia abbacinata dal sole.

Riesco perfino ad immaginare
che degli altri, non noi
siedano in questo momento
sul tronco rovesciato d’una betulla.

Rispetto il loro diritto
a sussurrare, ridere
e tacere felici.

Suppongo perfino
che li unisca l’amore
e che lui stringa lei
con il suo braccio vivo.

Qualche giovane ala
fruscia nei giuncheti.
Auguro loro sinceramente
di sentirla.

Non esigo alcun cambiamento
dalle onde vicine alla riva,
ora leste, ora pigre
e non a me obbedienti.

Non pretendo nulla
dalle acque fonde accanto al bosco,
ora color smeraldo,
ora color zaffiro
ora nere.

Una cosa non accetto.
Il mio ritorno là.
Il privilegio della presenza-
ci rinuncio.

Ti sono sopravvissuta solo
e soltanto quanto basta
per pensare da lontano.

Wislawa Szymborska

venerdì, marzo 05, 2010

Vento in faccia

A volte la musica mi salva, proprio quando sto per buttarmi. Mi arriva da lontano, attraverso il vento che mi accompagna nelle mie passeggiate, mi scopre la faccia, mi sveglia, mi apre gli occhi fino a farli lacrimare. Il vento arriva dal mare, come tutte le cose belle. Dove c'è il mare c'è sempre una speranza da cavalcare, come un'onda. Mi chiedo perchè a volte sono cieca, proprio quando non dovrei esserlo e al contrario vedo troppo quando non vorrei vedere. Ma ho imparato che non tutto può avere una risposta e probabilmente sono anche stanca di cercare continuamente un senso.Voglio vivere per un pò nell'indefinito, nell'impalpabile, nel mondo onirico che sta nei miei sogni più coraggiosi. Il vento soffia in faccia e mi sveglia, è bello sentirlo addosso perchè mi riconduce a me stessa e traccia la via delle lacrime, dandogli la vita e la libertà di essere.

giovedì, gennaio 14, 2010

Amore e immedesimazione (capitolo 15)

Si dimenticano molte cose del proprio passato e le si caccia di proposito dalla mente: cioè si vuole che la nostra immagine, che irraggia dal passato verso di noi, ci inganni,lusinghi la nostra presunzione - noi lavoriamo continuamente all'inganno di noi stessi. E ora credete voi, che tanto parlate e decandate "l'obliar se stessi nell'amore", lo "sciogliersi dell'io nell'altra persona", che ciò sarebbe qualcosa di sostanzialmente diverso? Dunque si infrange lo specchio, ci si immagina in un'altra persona che si ammira, e si gode poi la nuova immagine del proprio io, anche se la si chiama col nome dell'altra persona - e tutto questo procedimento non sarebbe inganno di sè, non sarebbe egoismo, gente strana! Io penso che coloro che nascondono qualcosa di sè a se stessi e coloro che a se stessi si nasconodono come tutto, sono uguali in ciò a coloro che commettono un furto nella camera del tesoro della conoscenza: dal che risulta contro quale reato ci metta in guardia il detto "conosci te stesso" .

F. Nietzsche "Umano troppo umano"

martedì, dicembre 22, 2009

cielo, acqua, infinito

Mancano pochi giorni a Natale. Mi ripeto questa frase da giorni, cercando lo spirito di amore e armonia che dovrebbe caratterizzarlo, ma naturalmente è una ricerca che non porta da nessuna parte. Tra poco finirà anche questo maledetto 2009. Soprattutto questo mi ripeto, finalmente questo stramaledettissimo anno finirà e questo almeno è l'unico punto fermo che vedo intorno a me. Stamattina non c'è nemmeno il sole, nemmeno le nuvole leggere, solo un cielo bianco e qualche pettirosso che si riposa sui fili della luce. Odio la stupidità della gente, la superficialità, la mancanza di coraggio e l'egoismo. Odio tutte queste cose, soprattutto quando tutto questo marcio si manifesta in superficie e nasconde la luce che si ha dentro. Vorrei distruggere questo vortice di finta vita che scorre sulla pelle di chi sente quella stessa pelle come una prigione. Vorrei avere una pozione magica, una lampada di Aladino, un tappeto volante per trasportare altrove chi non ha il coraggio di alzarsi finalmente e camminare a testa alta. Mi distrugge il pensiero di un fiume che scorre inerme e sempre uguale a se stesso, senza mai essere in piena, senza mai reagire alle secche. Esistono nel mondo alcuni fiumi di acqua salata, so che ci sono ma non ricordo dove. Il mare è troppo grande e troppo salato per poter tenere gli occhi aperti sotto la sua superficie, il mare può girarsi ed entrarti dentro in verticale, può toglierti l'ossigeno se non sai nuotare. L'acqua serve a farci sentire più puliti dopo aver fatto qualcosa che ci fa sentire sporchi, l'acqua purifica, nell'acqua puoi annegare, ma puoi anche salvarti se la bocca è candida e fresca come dopo esserci lavati i denti. Ma anche la via Lattea è fatta di acqua. Basta solamente aprire gli occhi per guardare l'infinito ed accoglierlo senza paura, senza stupide confusioni, senza doversi pentire di essere finalmente se stessi.

giovedì, dicembre 17, 2009

parole d'amore

Le parole d’amore non dette, che spreco, ci vuole il coraggio di dirle e poi che non vale la pena di essere soli e delusi. Mai.

Ivano Fossati

mercoledì, dicembre 16, 2009

coscienza di sè

Oggi a ottantuno anni, ho provato un vivo sentimento di me stesso, proprio come prendevo coscienza di me a cinque o sei anni. La coscienza è senza movimento. Ed è proprio per questa sua immobilità che noi possiamo percepire il moto di quello che chiamiamo tempo. Se il tempo passa, è necessario che vi sia qualcosa che resti stabile. Ed è la coscienza di sè ad essere stabile.

Lev Tolstoj

lunedì, dicembre 14, 2009

cecità

A volte mi prende una grande tristezza. Comincia già al mattino, quando mi giro nel letto e non riesco ad alzarmi. Certe frasi dette da chi mi è amico mi rivelano la verità, seppur io la conosca da sempre ma chissà perchè combatto testardamente per cercare di cambiarla. Ma la tristezza non è mia, si riflette dentro di me ma arriva da lontano. La mia sofferenza più grande non arriva mai da me stessa, ma sempre da ciò che amo. Non riesco ad accettare l'idea che ciò che di bello c'è in un'anima sia destinata a sprofondare nelle sabbie mobili. Ma che posso fare io di fronte all'immobilità? Io non ho la facoltà di cambiare le cose, se non le mie. E vorrei non soffrire più per tutto questo buio, non pensare più alla miseria che sta dietro a tutto questo. Ma mi chiedo se ne sarò mai capace, se davvero un giorno riuscirò a fare finta che tutto sia splendente e perfetto, come tanti prima di me hanno fatto. Probabilmente no, perchè se cosi fosse dovrei cambiare nome, sangue ed anima.

sabato, dicembre 12, 2009

Luce propria

Tutto questo vivere per
nascondersi dagli altri,
Che senso ha?
E tutte le paure
riposte sotto al letto le hai viste mai?
A tutte le promesse che non hai mantenuto
Ci pensi mai?

Anche perchè in questo modo
con un mondo che ti esplode dentro
Qualcosa non va..

Tutto questo perdersi
Per poi ritrovarti
Che senso ha?
I demoni privati
Scolpiti infondo al petto
Li hai visti mai?

E a tutti i grossi errori
Che poi hai ripetuto
Ci pensi mai?

Perchè chiudendo forte gli occhi
Su un mondo che ti esplode dentro,
Qualcosa non fai...

Come dirti cos'è..
Cose che non sai di te...

EPO

mercoledì, dicembre 09, 2009

La parola amore esiste

Per me la parola amore fa rima con la parola libertà. Ho sempre riconosciuto l'amore nella mia vita perchè quello che ho provato ha sempre coinciso con grandi cieli azzurri in cui librarsi, prati verdi in cui correre a piedi nudi, sentendo la rugiada che ti si attacca ai piedi e poi asciugare quegli stessi piedi al sole che riscalda ed illumina il cuore. Non esiste il buio quando esiste l'amore, non esiste la paura, non esiste la confusione. Esiste solo una sensazione di libertà e di coraggio ed attraverso questi due motori si può combattere il mondo, sia quello dentro di noi che quello di fuori. Ed è solo quando si perde l'amore che nascono catene pesantissime che ti incatenano l'anima ed è allora che qualunque tentativo di (finto) volo rivela la miseria dell'animo umano. L'amore non cantarlo, è un canto di per sè, più lo si invoca meno ce n'è. Mai frase fu più vera. Io so amare, io so cosa è la libertà e ne sono immensamente fiera e di questa forza faccio la mia spada per difendermi da ciò che non mi rappresenta e che non mi appartiene.

lunedì, dicembre 07, 2009

domenica sera

Domenica sera. Fuori c'è un'aria placida ed un cielo pieno di stelle.
Malinconia.

mercoledì, dicembre 02, 2009

l'odore di un novembre che muore

E' stato un novembre bellissimo, cielo azzurro e sole caldo prodigo di baci. Dicembre porterà l'inverno, ma come sempre la memoria del sole resterà dentro perchè fa parte di me, perchè mi appartiene e non solo perchè ho avuto l'immensa fortuna di nascere in questo angolo di mondo. Il freddo arriverà e servirà come sempre a desiderare più ardentemente la primavera, il freddo sarà lo specchio in cui mi guarderò per riconoscere la mia luce e prepararmi ad accoglierla ancora con tutta la consapevolezza e la forza di cui sono capace e di cui non farò mai a meno perchè sarebbe come smettere di vivere e sopravvivere non mi è mai interessato.

sabato, novembre 28, 2009

voglia di musica

Stasera mi sarebbe piaciuto essere al MEI di Faenza. Tra tutti i festival di ogni tipo e in ogni dove che ho visto in tutti questi anni di musica in giro per l'Italia è veramente uno dei pochi non ho visto e che mi sarebbe sempre piaciuto vivere.
Ma quest'anno non mi ha voluto molto bene e forse l'unico ricordo piacevole che ho di quest'anno legato alla musica è il concerto di PJ Harvey ed in fondo non mi sembra poco. Sono appena tornata dall'ospedale dove sono stata a farmi un nuovo prelievo, poi sono stata al supermercato e con la spesa tra le mani mi sono detta che forse a volte è più importante prendersi cura di se stessi e stare con le persone che ti amano veramente.

lunedì, novembre 23, 2009

richieste impossibili

Dopo giorni giorni e giorni di cielo azzurro, stamattina il cielo di novembre sembra volgere verso l'inverno o almeno guardando da dietro i vetri cosi mi sembra. Mi chiedo perchè la gente non sappia prendersi le proprie responsabilità.. ripenso ad una pubblicità letta ieri per strada. Penso a quanto mi fanno incazzare certe cose e a quanto vorrei distruggerle come se fossero fatte di vetro e lanciarle contro un muro di cemento alto dieci metri. Vado alla posta, anche io a volte scappo dal silenzio, ma in modo completamente diverso da come lo farebbe qualcun'altro.

domenica, novembre 22, 2009

ti coprirò le spalle scordando il tuo nome

Sulla sponda del fiume siamo circondati da sirene ci esortano ad uscire con le mani alzate bene in vista Ma tu non c'entri tu non ne hai colpa Amore ora ascoltami bene ti copriro' le spalle scordando il tuo nome ma ora vai sulla sponda del fiume Vai sulla sponda del fiume... ... e lascia che sia la corrente a portarti via lascia che sia la corrente a portarti via... Improvvisamente una raffica di colpi mi stende sto perdento sangue Dio mio non sento piu' le gambe Amore ora ascoltami bene sta per finire ma non voglio aspettare trascinami sulla sponda del fiume Trascinami sulla sponda del fiume... E lascia che sia la corrente a portarmi via Lascia che sia la corrente a portarmi via Tra la nebbia lei perde una lacrima Dice "no non ti lascero' qua... abbiamo cominciato insieme questa storia
e insieme finira'..." Fino alla fine del giorno Finche' avro' sangue nel corpo Restero' al tuo fianco E gli spareremo contro... Fino alla fine del giorno Finche' avro' sangue nel corpo Restero' al tuo fianco E non ci prenderanno non ci prenderanno mai...

Roberto Angelini

sabato, ottobre 10, 2009

attesa e inaspettata

Attesa e inaspettata arriva la seconda vita in quell'istante in cui si taglia il velo e sei dell'altra parte non sei preparato mai abbastanza ma sei pronto da sempre la naturale conseguenza all'essere nato la naturale conseguenza dell'amore
un pensiero che rende liquida la mente che ti fa sentire tutto che ti fa sentire niente come andare dritti al centro della terra o a ritrovare sulla luna un senno nuovo come cambia il peso delle cose il valore del denaro della forza delle braccia
del sonno e del risveglio del pianto del sorriso dell'aria che respiri di ritornare a casa ora il mio posto e' qui che bellezza abbagliante la tua a volte manca il fiato da qui non si torna indietro hai paura che il tempo non stia più al tuo guinzaglio hai paura che il gioco adesso sia finito così ti trovi a quell'incrocio tra l'impegno e il disimpegno e devi toglierti dal centro devi farti spazio dentro e poi dividere l'inutile da ciò che è necessario non c'e piu un giorno da perdere nel tuo calendario e poi serenamente a ciò che non ti rappresenta dire no finalmente perché chi viene alla luce illumina


Niccolò Fabi

giovedì, settembre 17, 2009

metà settembre

Che voglia di scrivere e quanta difficoltà nel farlo. Più le parole si agitano dentro e più finiscono alla rinfusa dentro la mia pancia. Guardo il mare dal balcone della mia scuola. Che ora meravigliosa è questa. L'acqua che luccica contro il cielo, il bagliore del sole riscalda con gentilezza. Su questo tavolo, dal balcone aperto a far entrare aria, arriva uno dei suoi raggi che attraversa la tenda bianca. Se anche la mia anima avesse pace non conoscerei al mondo paradiso più bello dello spettacolo che ora è davanti ai miei occhi. E' qui davanti a me ma qual è la strada per raggiungerlo?

lunedì, giugno 22, 2009

21 Giugno

9.6.1934

Il sopraggiungere dell’estate mi rattrista. Si potrebbe credere che la luminosità, anche se acre, delle ore estive conforti colui che non sa chi è. Ma non è cosi: io non ne sono confortato. C’è un contrasto troppo grande fra l’esuberante vita esterna e ciò che sento e penso, senza saper sentire né pensare: il cadavere perennemente insepolto delle mie sensazioni. Ho l’impressione di vivere in questa patria informe chiamata l’universo, sotto una tirannia politica che, anche se non mi opprime direttamente, tuttavia offende un qualche principio occulto della mia anima. E allora scende in me, sordamente, lentamente anticipata, nostalgia dell’esilio impossibile.
Ho soprattutto sonno. Non un sonno che ha in sé latente (come ogni sonno, anche quello malato) il privilegio fisico della quiete. E neppure un sonno che, per essere dimentico della vita e probabile latore di sogni, offre sul vassoio con il quale ci tocca l’anima i placidi doni di una grande abdicazione. No: questo è un sonno che non riesce a dormire, che pesa sulle palpebre senza chiuderle, che riunisce in un gesto che sappiamo stupido e ripulsivo, l’attaccatura delle labbra incredule. Questo è il sonno che pesa inutilmente sul corpo durante le grandi insonnie dell’anima.
Soltanto quando arriva la notte provo in qualche modo non un’allegria, ma un riposo che è soddisfatto con analogia dei sensi e per il fatto che altri riposi sono soddisfatti. Allora il sonno passa, la confusione dell’imbrunire mentale che quel sonno aveva portato sfuma, si schiarisce, quasi si illumina. Per un attimo, vive la speranza di altre cose. Ma quella speranza è breve. Ciò che sopravviene è un tedio senza sonno e senza speranza, il cattivo risveglio di chi non è riuscito a dormire. E dalla finestra della mia stanza guardo, povera anima col corpo stanco, molte stelle; molte stelle, nulla, il nulla, ma molte stelle….

68 (148) LI
Fernando Pessoa

sabato, giugno 13, 2009

sulla sponda del fiume

Stasera ho tanta voglia di scrivere. Come facevo tanti anni fa. Voglia di vomitare nelle parole tutta la rabbia, la tristezza e la speranza che sento dentro di me. Ma non so se ci riuscirò.

martedì, maggio 26, 2009

26 Maggio 2009

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.

E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

Nazim Hikmet

Informazioni personali

La mia foto
Salerno, Italy
Não sou nada. Nunca serei nada. Não posso querer ser nada. à parte isso, tenho em mim todos os sonhos do mundo/ Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso voler d'esser niente.a parte questo,ho in me tutti i sogni del mondo. [Fernando Pessoa]

Archivio blog