Come se potessi non essere fragile …ma posso essere felice…
Stasera, mentre tornavo a casa mi è rivenuta in mente
questa canzone o forse è stato il mio subconscio a spararmela dritta dritta nella testa o forse dovrei dire nel cuore.
Ci sono giornate che sono perfette, piene di emozioni che ti svegliano all’improvviso e allo stesso tempo ti danno la pace. Oggi credo che per me sia stata una di quelle giornate. In
accademia il tempo è passato leggero e il pomeriggio l’ho passato in una insenatura dalle parti di
Cetara. Era da tanto che non parlavo di altri mondi e oggi ne ho finalmente riparlato con qualcuno. E’ stato emozionante ed allo stesso tempo pericoloso. A volte ho paura di toccare qualcuno troppo da vicino per il pericolo di potergli fare male. Non penso a me o almeno non consapevolmente. Forse penso a chi mi ha toccato troppo da vicino negli ultimi anni e mi ha fatto male. Ho paura di toccare chi vedo
puro e cosi inconsapevole di fronte alla vita, di fronte a ciò che gli succede intorno, probabilmente senza neanche rendersi conto di quello che prova in certi momenti.
Eppure, anche io dieci anni fa dovevo essere cosi. Inconsapevole, dico. Pura credo di esserlo ancora, me ne rendo conto in giornate come questa, quando in bicicletta percorro la strada che dal Teatro Verdi mi porta a casa mia e in quei pochi minuti una gioia innocente mi pervade il cuore e mi disegna un sorriso sulla bocca.
Sono le tre di notte. Domani mattina devo portare la mia amica spagnola a Paestum eppure non ho sonno, nonostante le diecimila ore di sonno che ho perso in questi ultimi due mesi. Stasera tornando da Cetara, Salerno mi sembrava una città nuova, un posto che non avevo mai visto.
E un’oretta fa, tornando da largo campo ho visto anche
te, quasi a chiudere il cerchio. Avrei voluto abbracciarti, dirti che ero felice e che non mi importava se questa felicità sarebbe durata per poco. E so che ti avrebbe fatto piacere sentirmelo dire. Possiamo ridere e scherzare ancora, raccontarci tante cose e stare anche bene, riuscire addirittura a trasmetterci il nostro affetto, ma non possiamo o forse non sappiamo più abbracciarci come facevamo un tempo. Non ho mai più abbracciato nessuno con la stessa gioia e con la stessa intensità. Quanto mi mancano quegli abbracci. Dentro di me lontanissimi e vicinissimi, quasi attaccati al cuore. Per sempre, su quelle linee parallele che non si incontreranno mai e che allo stesso tempo cammineranno sempre accanto. Bonne nuit.