venerdì, novembre 11, 2011

Dublino

Non avevo nessuna idea di questa città prima di arrivare qui, se non qualche commento negativo da parte di dublinesi che ho conosciuto nei miei mesi a La Coruna. Eppure l’ho preferita a Londra perché mi metteva meno paura. Se avessi potuto scegliere sarei andata a New York ma non potevo ed allora la cara vecchia Europa mi accoglie nuovamente, lontana da casa. Mentre scrivo rifletto sul fatto che questo è il posto più a nord in cui sono stata, ma è decisamente molto più accogliente e limpido di città molto più meridionali ma molto più feroci, Milano sopra tutte. Oggi fa molto freddo, credo il primo giorno veramente freddo da quando sono arrivata, oramai più di una settimana anche se mi sembra molto di più. Nel cinema come sempre ho trovato il mio rifugio prediletto, fin da subito, il bellissimo Irish Film Institute è a meno di dieci minuti a piedi da dove vivo e questo mi dà un senso di libertà e di pienezza come solo la sala cinematografica sa darmi in alcuni momenti della mia vita e questo è uno di quei momenti. Non so come mi sento. Mi godo una ritrovata solitudine che dentro di me associo ad una ritrovata libertà, un sorta di affrancamento da me stessa verso me stessa. Ma lo stare sola fa cadere anche certe barriere ed allora tutta la malinconia del corpo e della mente mi investono e quando non riesco a controllarla mi riportano a chi mi manca e a chi vorrei stringere con le mie braccia, al mio viso, alle mie labbra, ai miei occhi, alle mie mani, alle mie gambe, al mio ventre, al mio cuore. Qui dal mio letto, da dove scrivo, dalla mia minuscola stanzetta, si sentono i gabbiani al mattino. Oggi
passeggiando ne ho visti a decine sul fiume, volteggiavano nell’aria, garrendo, felici probabilmente mentre un signore sul ponte gettava in aria cibo per loro. Mi hanno sempre affascinata queste persone che danno da mangiare agli animali, che siano gatti, cani, piccioni o gabbiani. Li trovo migliori degli altri, più liberi da un certo punto di vista.
Qui in ostello ho una camera minuscola, un lettino con una piccola finestra ed un lavandino. Sono al quarto piano e vedo i tetti delle case ed il cielo ogni mattina. Se chiudo gli occhi posso immaginare di essere a rua dos restauradores. Mi piace questo senso spartano nelle cose come nei sentimenti. L’essenzialità, guardare solo a ciò che è veramente importante, senza orpelli, senza appendici, senza convenevoli e convenzioni. L’essenziale è invisibile agli occhi diceva saggiamente la volpe.
Non ho fatto amicizia con nessuno negli spazi comuni e non credo i miei contatti sociali aumenteranno da qui a un mese. A volte mi spaventa questa mia doppia anima, cosi scura e
lucente insieme. Sono cosi poche le persone che trovo interessanti , ma so anche che intorno a me ce ne sono molte di più di quel che io pensi, però io credo nella naturalezza e nelle sensazioni e non conosco altre strade per arrivare nei luoghi segreti dell’anima.
Dublino mi sembra una città in cui varrebbe la pena di vivere per qualche tempo, conoscendo anime simili con cui dividere questo cielo spesso azzurro e sempre gonfio di pioggia. Ma poi tornare al sole, tornare al mare, tornare alla propria lingua e ai propri colori, credere ancora, crederci, stringere ciò che si ha di più caro e non dimenticarne mai l’importanza ed il valore.

3 commenti:

Claudia L. ha detto...

rispettati ma non chiuderti...e ama, sempre :)

Manuela ha detto...

Ama e fai ciò che vuoi, se non sbaglio Sant'Agostino diceva cosi, ma tu sicuramente lo saprai meglio di me! E magari si potesse sempre seguire il suo consiglio.. ma faccio del mio meglio :)

Luca Chioatero ha detto...

Un pezzo molto bello. Anche io ho amato molto l'eleganza composta e fredda di Dublino.

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Salerno, Italy
Não sou nada. Nunca serei nada. Não posso querer ser nada. à parte isso, tenho em mim todos os sonhos do mundo/ Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso voler d'esser niente.a parte questo,ho in me tutti i sogni del mondo. [Fernando Pessoa]

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