giovedì, agosto 24, 2006

pomeriggio d'agosto

"Perché non riesco a muovere il mio sguardo senza incrociare quello di qualcun altro?
Guardo fuori ma anche sul marciapiede c’è gente che muove la testa, gira lo sguardo, cerca i miei occhi. Gli altri mi chiamano, ma io non so rispondere. Il tram fa una lunga curva e mi sembra di perdere l’equilibrio, mi aggrappo più forte, per un attimo ho le vertigini come dopo un girotondo. Potrei lasciarmi andare. Cadere in ginocchio e domandare perdono. Finora ho chiesto a molti di vedere la mia solitudine, ma non ho mai visto quella degli altri. Non esiste il mio solo malessere ma un dolore più esteso, profondo, che unisce le persone l’una all’altra come i segmenti di una lunga cicatrice. Questo dolore chiede di essere accolto, compreso nel suo intero, da me che ne soffro una parte. Forse perché la mia parte è ancora piccola e in me c’è altro posto, ulteriore resistenza. Capisco che il dolore è un peso che va diviso, a seconda della nostra forza. Se io fossi giusto dovrei offrirmi, aiutare chi è più stremato. Ma non credo di essere giusto. Conosco queste parole: giustizia, comprendere, condividere, ma non so esattamente il loro significato, non so a quali atti esse corrispondano. Forse a nessun atto ma a inutili teorie. O forse ad atti che sono troppo coraggiosi perché io li possa immaginare. Intuisco che l’altruismo debba passare attraverso il sacrificio, ma il pensiero del sacrificio mi provoca un’istintiva ribellione. Il miraggio della mia felicità personale è ancora troppo vicino. Essere arrivato a un passo da questa felicità mi fa desiderare, con gli stessi mezzi, un nuovo tentativo, come uno scalatore scivolato giù dalla montagna che si rialza, tutto ammaccato, e riprende da capo la scalata".

Marco Mancassola
(Il mondo senza di me)

3 commenti:

Desde ha detto...

Proprio in questi giorni ero indecisa se rileggere o meno questo libro, però ho pensato che sarebbe più adatta l'atmosfera d'un settembre inoltrato, giusto per essere al passo col racconto; tra un mesetto lo rileggerò per capire se una seconda lettura possa farmi provare meno disprezzo per Ale.

Manuela ha detto...

in questi giorni l'ho regalato ad un amico e avendolo di nuovo tra le mani mi è venuta voglia di risfogliarlo e leggere le mie sottolineature... ce ne sono molte nel libro e questa sembrava proprio leggermi nel pensiero....

paoletta ha detto...

Ciao Manu!è passato un bel pò di tempo dall'ultima volta che sono passata tra queste pagine.. e ho ritrovato la manuela che ricordavo.
In bocca al lupo per tutto... e Venezia non è poi così triste, basta scegliere l'angolatura più adatta! :)
paoletta

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Não sou nada. Nunca serei nada. Não posso querer ser nada. à parte isso, tenho em mim todos os sonhos do mundo/ Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso voler d'esser niente.a parte questo,ho in me tutti i sogni del mondo. [Fernando Pessoa]

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